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Pareti luminose: arredano, illuminano e insonorizzano gli ambienti

Utilizzare le pareti luminose significa arredare lo spazio con elementi insoliti in grado di personalizzare lo spazio, qualunque sia la sua destinazione d’uso.

 

Illuminare casa rappresenta un momento fondamentale per l’esaltazione degli spazi: un ambiente può essere perfettamente arredato, ma se buio o privo di quelle sorgenti luminose in grado di valorizzarlo, risulterà scarsamente accogliente.
L’obiettivo, invece, è quello di scegliere dei punti luce che garantiscano la giusta intensità luminosa e arredino con gusto.

Normalmente, parlando di illuminazione viene spontaneo pensare ai classici punti luce.
La gamma di scelta è ampia e legata a questioni di gusto e alle esigenze: si può adottare il classico lampadario a sospensione, le applique, i punti luce da tavolo o a terra, neon e faretti. Insomma, basta sbizzarrirsi tra le tante soluzioni presenti sul mercato che oltre a illuminare arredano e personalizzano gli spazi.

Pannelli luminosi Philips

In tema però di personalizzazione possiamo spostare l’attenzione su una sorgente di luce abbastanza inusuale e di tendenza che, nata per arredare gli spazi commerciali e/o direzionali, si sta diffondendo anche negli appartamenti.
Stiamo parlando delle pareti luminose.
Caratteristiche delle pareti luminose

I pannelli, come sopra accennato, nascono soprattutto per arredare stand e padiglioni fieristici, nonché uffici e negozi; la loro applicazione, però, si sta sempre più ampliando perché risultano essere delle ottime soluzioni per rendere lo spazio sempre diverso.
Rappresentano la sintesi tra una carta da parati e un sistema di illuminazione alternativo, in grado però di evolversi e cambiare.

Sono realizzati con tessuti di diversa natura, spesso con una percentuale plastica per aderire meglio alla struttura, e fissati a dei profili metallici che li mantengono in tensione.
Al loro interno sono presenti delle fonti di luce, solitamente a led, che illuminano diffondendo la luce in maniera uniforme.
Proprio perché svolgono una funzione decorativa, i pannelli possono presentare colori e trame interessanti in modo da essere eleganti anche quando la fonte di luce risulta essere spenta.

 

Attualmente, diverse sono le tecnologie presenti sul mercato e in continua evoluzione, ma tutte tese alla realizzazione di spazi dinamici, confortevoli e con un sensibile risparmio energetico.

Il primo sistema di cui vi parliamo è quello pensato da Philips: Luminous Textile è un elegante pannello in tessuto con led multicolore. Ma come funziona precisamente?

Si tratta di un pannello modulare rivestito con tessuto Kvandrat, ossia un tessuto che utilizza delle cellule capaci di mantenere costante la tensione dello stesso sul telaio in alluminio.
La possibilità di scegliere la colorazione e le trame del tessuto tra un’ampia gamma di scelte fa sì che il tessuto arredi anche senza la presenza della retroilluminazione.
I pannelli sono disponibili in diversi moduli, anche personalizzabili, e consentono di arredare piccoli spazi o di creare veri e propri muri e partizioni luminose.

Il prodotto multistrato, oltre a illuminare e arredare, svolge anche la funzione di isolamento acustico: a differenza del vetro o dell’acciaio, infatti, il materiale impiegato attutisce i suoni, rendendolo particolarmente adatto per suddividere ambienti e al contempo donare privacy.
In questo modo, ad esempio, installando la parete luminosa in soggiorno, si potranno ospitare amici e pareti o ascoltare la tv, o ancora della buona musica attutendo i suoni e risultando quindi meno invadenti per i vicini.

Realizzazione Philips
Infine, l’installazione: essa risulta molto semplice perché il pannello integra al suo interno tutto ciò di cui necessità per funzionare: basta agganciare lo stesso a parete, al soffitto o al pavimento con le staffe di cui risulta fornito e collegarlo alla rete in modo che sia possibile variare le tonalità di colore o i motivi attraverso una connessione.
Sul sito, infatti, è disponibile un’applicazione che consente di variare da remoto, attraverso uno smartphone, il tablet, o il pc il motivo del tessuto, oppure caricando video sempre diversi.
Sono disponibili motivi ispirati alla natura o geometrici, sagome di persone, giochi di colore, etc.
In questo modo il pannello costituirà una sorgente dinamica e sempre diversa in grado di personalizzare al meglio lo spazio.

Anche Pixlip, azienda tedesca, realizza pareti modulari retroilluminate, adatte per arredare ambienti a diversa destinazione.

I pannelli in tessuto vengono stampati ad alta qualità con inchiostri ecocompatibili, garantendo coì un’alta qualità visiva; vengono fissati con doppia cucitura e bloccati sul telaio assicurando una superficie uniforme, senza increspature o deformità.
A seconda del tipo di illuminazione desiderata, vengono utilizzati diversi materiali, ma i tessuti sono tutti ignifughi. I profili in alluminio su cui vengono montati, disponibili in diverse dimensioni, sono leggeri, ma stabili e resistenti.
All’interno, le luci a led sono ad alta potenza, garantendo un’illuminazione dei motivi omogenea, con una durata elevata e un risparmio energetico assicurato.

Realizzazione Pixlip
Naturalmente, l’applicazione di questi pannelli è svariata: possono essere montati freestanding, ossia come elementi di partizione, per suddividere lo spazio e creare percorsi; possono essere addossati a un muro, personalizzandolo quasi come fosse una carta da parati, però luminosa e dinamica; infine possiamo trovarli a soffitto, come una sorta di controsoffittatura dalla quale viene emessa una luce diffusa o un motivo.
Stiamo parlando dei soffitti tesi, ossia membrane che, come le pareti luminose, arredano, illuminano e isolano a livello acustico.

Insomma le applicazioni sono le più disparate.

Infine, un ultimo prodotto: Barrisol, azienda leader nella realizzazione di soffitti tesi, produce anche pareti luminose piane o con un interessante aspetto tridimensionale.
Le soluzioni disponibili sono due: la parete luminosa classica, costituita da strutture in alluminio SYMA, da un sistema d’illuminazione e da teli; le pareti luminose Barrisol contribuiscono alla decorazione e alla valorizzazione degli spazi, anche grazie alla presenza di sistemi d’illuminazione a led, fluo, etc. che vengono installati dietro il telo traslucido, che diffonde così la luce in maniera uniforme.

Sono disponibili in 13 tinte con diversi gradi di traslucidità; il telo può essere anche acustico, perforato e stampato, in maniera tale da garantire la massima personalizzazione.

Parete luminosa a mosaico Barrisol
La parete luminosa color, oltre alla classica posa piana, può essere posata a mosaico, con forma concava o convessa; grazie ai particolari sistemi di fissaggio e con elementi modulari, la parete assume quindi un interessante aspetto tridimensionale che, coniugato al sistema di illuminazione, rende lo spazio estremamente attraente.

In conclusione, è possibile affermare che seppure la natura di questi pannelli è quella di essere adottata per spazi pubblici o di natura commerciale, nulla vieta di utilizzarli anche per gli spazi domestici: in soggiorno o su di una parete della cucina, a controsoffitto o in un disimpegno, costituiscono un alternativo ed elegante metodo per illuminare in maniera diffusa lo spazio.

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Gli accessori utili per cucinare e servire la carne

Per cucinare secondi piatti belli e saporiti, da preparare sui fornelli o al barbecue, ecco una serie di utensili e accessori indispensabili per le preparazioni.

Un aiuto in cucina con gli utensili per la carne

Molte persone amano mangiare la carne e per questa ragione spesso la cucinano anche nella propria abitazione, per offrirla in famiglia o condividerla con amici e parenti.

 
La carne offre una vasta gamma di proposte, per tipologia, taglio e cottura; i carnivori verosimilmente avranno piacere di circondarsi degli utensili e degli accessori più indicati per la preparazione dei piatti a base di carne, a partire dai coltelli migliori, sperimentando i vari sistemi di cottura con piastre e griglie di nuova generazione, per finire poi con stampi, forme, tritacarne, macinini e tutto ciò che serve nello specifico a chi ama prepararsi da solo ottime salsicce, hamburger o ripieni.
I coltelli indispensabili per i secondi piatti a base di carne

Per gustare una buona bistecca, è indispensabile poterla tagliare con un coltello specifico, robusto, resistente e dalla lama perfettamente affilata. Esistono coltelli adatti a ogni singola esigenza, come quello per disossare, affettare, tagliare l’arrosto oppure il prosciutto in maniera impeccabile.

Tutti questi modelli e molti altri ancora, fanno parte della fornita gamma di prodotti Tescoma.
Il coltello disossatore, linea Precioso, risulta facile da usare in totale sicurezza: non serve far fatica, basta impugnarlo e affettare la carne prescelta, con la lama da 16 cm in acciaio inox dal caratteristico profilo a V.

Coltello dissosatore di TecsomaSi trova poi, in due differenti dimensioni da 14 o da 20 cm, il coltello apposito per tagliare fette di arrosto in maniera precisa.

In alternativa, esiste il coltello elettrico che permette di tagliare con gran facilità sottili fette di carne da un arrosto, dal tacchino o da rotoli di carne ripiena.

Il modello di Kenwood KN650, per esempio, si collega alla presa, si fa partire, garantisce tagli netti e precisi grazie al kit di lame in acciaio capaci di tagliare anche la carne surgelata senza rompersi o sfilacciarla.

Funziona con un motore dal 1000 watt di potenza e si trova in vendita anche su Amazon.
Utensili per lavorare la carne macinata

Se oltre a filetti, fiorentine e costante, andate pazzi per tartare, polpette, salsicce e hamburger, non esitate ad attrezzarvi acquistando i giusti accessori per assicurarvi preparazioni ad hoc.
La base è procurarsi ottima carne tritata dal macellaio di fiducia o in un allevamento e sbizzarrirsi nella preparazione di numerosi secondi piatti o pasta ripiena come primo.
Stampi per hamburger home made

Pressa per hamburger in alluminioGli hamburger, amati dai grandi e anche dai bambini, possono essere pressati direttamente a casa, con la carne da noi scelta e le spezie e gli aromi preferiti.

Quando il composto sarà pronto, basterà inserirlo all’intero della pressa in alluminio, come la Rightwell Burger Press.
Si tratta di uno stampo antiaderente rigato e zigrinato in vendita su Amazon.
In questo modo gli hamburger prenderanno una forma perfetta, risultando uniformi nello spessore e ben compatti.

Basta esercitare una leggera pressione e in pochi istanti la carne macinata sarà diventata un hamburger succulento, perfetto da gustare da solo sulla griglia o sul barbecue, accompagnato da un contorno, o ancora dentro a un panino, magari con sesamo, in puro stile street food americano. Il manico si stacca e permette così di riporre la pressa senza occupare troppo spazio.

Anche Lékué vende stampi per preparare hamburger in tutta comodità senza doverli acquistare già pronti. La pressa consente di ottenere due differenti formati, normale o mini, perfetti per una grigliata estiva o una cena tra amici. Inoltre, il kit comprende anche gli accessori adatti ad sfornare pane adatto, anche in questo caso nei due formati.
Così tutto sarà in perfetto stile home made, dal pane alla carne: basterà condire con salse, insalata e pomodori per un pasto sfizioso e goloso.
Preparare salsicce e polpette

Un accessorio doppio uso, della Linea Handy di Tescoma, permette invece di trafilare in casa salsicce, ma anche biscotti. La trafila ha due accessori che consentono uno di preparare paste, biscotti o dolcetti, l’altro, che qui interessa a noi, si colloca sulla bocca del tritacarne e serve a preparare molteplici salsicce. Facendole a casa è possibile combinare diversi macinati, spezie, ecc…
Si procede partendo dal preparato, al quale si aggiunge alla carne pane grattuggiato e un uovo.
Questi due accessori si utilizzano solo in abbinata al tritacarne Tescoma.

Un altro secondo piatto a base di carne che fa sempre venire l’acquolina in bocca sono le polpette. Se volete che sia perfettamente tonde e senza doverci sporcare le mani nell’appollottolarle per dargli la forma, potete usare le forbici per polpette, sempre su Amazon.
Batticarne e tritacarne
Per rendere la carne buona e perfettamente tenera, è utile avere in casa un buon batticarne, come un inteneritore per carne Victor easyChef Premium con 45 lame, tutto in acciaio inox.

Nulla ha a che fare con il tradizionale batticarne, che si usa per dare colpi alla fettina per distenderne la fibra.

Le piccole lame provocano tagli al trancio di carne, andando a incidere il tessuto connettivo, spezzando nervature che rendono la carne dura e spesso faticosa da masticare e deglutire.

Dopo essere stata trattata, la carne cuocerà più velocemente, oltre che risultare più tenera.
Questo batticarne si può usare anche sul pesce, oltre che sulla carne di maiale, vitello, pollo, agnello, ecc.

La carne miglior,a così il suo gusto e la consistenza e risulterà immediatamente più piacevole al palato e delicata. In vendita su Amazon.

Fa parte della stessa linea Handy anche il tritacarne multiuso sempre di Tescoma.
La macina trita la carne e non solo, anche formaggio stagionato, frutta secca come noci, pistacchi e mandorle, o aglio e cipolla per preparare il soffritto. Inoltre serve anche per passare i pomodori maturi. Le materie prime si spingono verso la macina per un risultato ottimo in pochi minuti.
Si trovano in commercio anche tritacarne elettrici.
Come preparare e presentare la carne in tavola

Utensili e accessori specifici per la carne non sono solo utili in fase di preparazione dei piatti, ma anche per presentarli al meglio e portarli in tavola stupendo i nostri ospiti.

Se volete provare qualche soluzione più originale e certamente scenografica, potete optare per lo stampo per paté e gelatine di carne di maiale, pollo, anatra o prosciutto.
Sarà una portata molto gradita soprattutto in estate perché il piatto risulta fresco e innovativo.
Quel che otterrete saranno terrine o antipasti aromatizzati e veloci da preparare, seguendo passaggi, ricette e istruzioni.

Stampo per patè e carne in gelatina di Tescoma
O ancora, possiamo rubare qualche segreto dalle cucine professionali semplicemente presentando in tavola carne cruda e tartare di carne, ma anche di pesce, dandogli una forma geometrica perfetta ricorrendo ai coppapasta. Parliamo di stampi che ci aiutano a dare una forma regolare alla nostra carne. Esistono kit dalle diverse dimensioni e formati.
In alcuni casi è anche possibile impilare più strati, creando torrette multigusto dove è possibile alternare per esempio carne e verdure. Il lavoro di compattamento lo farà la pressa.

Non dimentichiamoci infine che difficilmente si trovano persone che non mangiano gli spiedini: si preparano velocemente, in padella o sulla griglia del barbecue in estate.
E allora perché non procurarsi gli spiedi per carne?

I Genietti propone i classici spiedi o anche versioni più originali come lo spiedo tondo, dove trova spazio un’ampia gamma di tagli di carne, bianca e rossa, salsiccia, salamino, ma anche patate e verdure.

Kit per barbecue di I GeniettiO ancora lo spiedo dalla struttura piatta con punte laterali, sia a destra che a sinistra, per infilzare carne o pesce e verdura. Adatto per il barbecue, garantisce una cottura uniforme e perfetta.

Da notare anche la parte finale che risulta leggermente rialzata e ci aiuta a far scendere la carne dallo spiedo al piatto, senza sporcarci le mani o brucarci.

Concludiamo con il set da barbecue, una vera chicca per gli amanti di questo metodo di cottura.

Il kit comprende lo spiedo per carne insieme a quello per il pesce e ai piccoli spiedi per infilzare golosità, come antipastini. Infine nella confezione si trova il pennello grill allungabile indispensabile per irrorare la carne con il condimento, cospargendola di olio e aromi, evitando gli schizzi sulla mano.

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Carrelli a due ruote tipologie

Sono davvero tantissimi i modelli di carrelli che vengono utilizzati nei processi lavorativi di industrie, magazzini e depositi, negozi e trasporti. La quantità di modelli di carrelli da trasporto è elevata quanto è elevato il numero di tipologie di merce da trasportare.

Come appena accennato, un carrello a due ruote si differenzia per il tipo di materiale da trasportare ma anche in base alla materia prima scelta per la sua realizzazione, in base alle dimensioni ed alla capacità in termini di peso che può trasportare.

 

La struttura base di un carrello a due ruote è caratterizzata da:

  • Due ruote (solitamente piene e di gomma)
  • Una pedana come base per appoggiare la merce da trasportare
  • Due elementi tubolari che corrono in altezza
  • Due manici per direzionare il carrello

Le ruote del carrello sono solitamente fisse e dunque non direzionali, questo perché il carrello a due ruote offre una manovrabilità comunque ottima grazie alla conformazione della struttura e alle sue dimensioni ridotte.

Le ruote realizzate in gomma, favoriscono il trasporto di merce anche in percorsi caratterizzati da gradini o ostacoli in altezza, grazie al fatto che riescono a rimbalzare se sollecitate.

Quanto appena detto riguarda la struttura base di un semplice carrello da trasporto merce, ma tali caratteristiche mutano in base al tipo di prodotto trasportato. Troviamo infatti:

  • Carrelli portabidoni
  • Carrelli a due ruote portafusti
  • Carrelli per il trasporto di casse
  • Carrelli portapacchi
  • Carrelli portabombole

Dalla semplice struttura prima citata, per ogni prodotto il carrello varia. Ad esempio, per quanto riguarda i carrelli porta casse, utilizzati spesso nei depositi e nei negozi che vendono acqua, o comunque in aziende che hanno come imballo della merce le casse, i carrelli assumono determinate caratteristiche che possiamo riassumere cosi:

  • Due ruote di gomma di medie dimensioni
  • Una pedana metallica
  • Due tubi metallici laterali
  • Un tubo metallico a chiusura superiore dei due laterali
  • Assenza di manico classico
  • 3 o 4 supporti orizzontali come spalliera
  • Una struttura tubolare centrale che funge da supporto e da manico

Come visto, se mettessimo a confronto dal vivo un carrello a due ruote con struttura base e un carrello adibito al trasporto di casse, noteremmo subito la differenza.

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Forni a cottura automatica eleganti e funzionali

I forni a cottura automatica permettono di cuocere il cibo alla perfezione e arredano in modo esclusivo la cucina grazie al design unico dei modelli disponibili.

Vantaggi dei forni a cottura automatica

Adatti sia ai principianti che ai cuochi più esperti, i forni a cottura automatica sono estremamente pratici e presentano numerosi vantaggi.

Molto semplici da utilizzare, questi forni, accanto alle funzioni tradizionali e a quelle più avanzate presenti soprattutto nei modelli di ultima generazione, offrono anche una funzione automatica grazie alla quale il forno imposta i parametri di cottura appropriati, come la temperatura, il tempo, le resistenze e la modalità, in base al tipo di alimento o di ricetta selezionato sull’apposito menu.

Le caratteristiche dei forni a cottura automatica, ovviamente, variano in base alle prestazioni offerte dai forni stessi: in alcuni, ad esempio, è presente un menu con ricette di base mentre in altri la possibilità di scelta arriva anche fino d ottanta ricette diverse.

Forni a cottura automatica tradizionali

In commercio sono disponibili moltissimi modelli di forno a cottura automatica, tutti dotati delle migliori funzioni e molto avanzati dal punto di vista tecnologico.
Haier, marchio leader nel settore degli elettrodomestici, ha presentato in occasione dell’Ifa 2016 i suoi primi forni a incasso a cottura automatica.

Coniugando al meglio semplicità, praticità ed eleganza, i forni offerti da Haier si distinguono anche per la qualità dei materiali impiegati e per il design che richiama le linee degli altri prodotti, come ad esempio i frigoriferi.

Forno a cottura automatica Haier
Disponibili in acciaio nero opaco oppure nel più classico inox, i forni Haier sono dotati della funzione di cottura automatica che consente di selezionare l’alimento sull’apposito Display Touch e definirne la cottura più adatta.

Allo stesso tempo, l’opzione multilivello permette di cucinare due piatti nello stesso momento, disponendoli sui due diversi livelli interni, senza alcuna contaminazione, né di sapori né di odori.

Forno a cottura automatica Siemens
Le manopole e le maniglie ergonomiche in alluminio e metallo, poi, rendono ancora più agevole e pratico l’utilizzo del forno, mentre le cerniere della porta sono progettate per assicurare una chiusura morbida e un accesso completamente sicuro ai ripiani interni del forno.

I forni Haier, inoltre, sono anche dotati della speciale funzione di autopulizia: grazie alla tecnologia pirolitica, insieme a quella catalitica e idrolitica, il forno si pulisce da solo, richiedendo così un’opera di manutenzione manuale minima ed evitando l’impiego di prodotti chimici dannosi.

Da Siemens arrivano invece i forni a cottura automatica dotati delle innovative funzioni Baking Sensor e Roasting Sensor Plus.

Grazie al nuovo termometro per arrosti, la lettura della temperatura avviene attraverso tre diversi punti di misurazione, determinando così in modo esatto la fine della cottura, mentre la funzione automatica è garantita dal sensore all’interno del forno che misura l’umidità e stabilisce quando l’alimento è cotto alla perfezione.

La cottura degli alimenti è inoltre ben definita, grazie anche al sistema di supporto cuoco Control Plus che assicura risultati ottimali. I forni a cottura automatica Siemens sono inoltre forniti di altre opzioni che ne aumentano la praticità e la velocità di utilizzo, come ad esempio il sistema di pulizia EcoClean che, grazie allo speciale rivestimento sulle pareti laterali e sul soffitto, permette di pulire il forno con il minimo sforzo.

Le opzioni di spegnimento automatico e di sicurezza rendono infine questi forni estremamente sicuri sia per gli adulti che per i più piccoli.

Forni a cottura automatica big size

Dotati di grandi dimensioni e di molteplici ripiani interni per la disposizione degli alimenti sono i forni a cottura automatica Gorenje. Con oltre ottanta ricette tra cui scegliere, questi forni presentano un programma completamente automatico, adatto soprattutto ai principianti.

Forno a cottura automatica Gorenje aperto
Allo stesso tempo, la caratteristica forma arrotondata, ispirata ai tradizionali forni a legna, permette all’aria calda di muoversi liberamente all’interno, riscaldando il forno in modo uniforme e cuocendo gli alimenti in modo perfetto.

Ma la caratteristica principale dei forni Gorenje di nuova generazione rimane senza dubbio la grandezza: la nuova forma della cavità e il volume interno che arriva a una capacità di 75 litri, permette l’utilizzo di ben cinque livelli su cui è possibile cuocere nello stesso momento cinque pietanze senza che odori e sapori si mescolino tra di loro.

Forno a cottura automatica di Gorenje
La tecnologia Multiflow 360°, inoltre, assicura un’ottimale circolazione del calore all’interno del forno, favorita ulteriormente dalle aperture di ventilazione presenti sulla parete di fondo e dalla forma rotonda dell’apparecchio.

Oltre ad avere un sofisticato sistema di cottura automatica, i forni Gorenje permettono di eseguire la preparazione dei cibi a fasi, programmando manualmente tutti i passaggi.

Forno a cottura automatica Scholtès Big CapacityMolto resistente è poi il materiale con cui i forni sono realizzati. L’Argento satinato, infatti, è in grado di resistere alle più alte temperature comprese quelle necessarie per la pulizia pirolitica, tecnologia disponibile negli ultimi modelli mentre il triplo rivestimento fornisce un ulteriore isolamento rendendo così la parte interna del forno totalmente sicura.

Oltre al sistema di pulizia pirolitica, i forni a cottura automatica Gorenje sono dotati anche di tecnologia di pulizia catalitica e di sistema AquaClean per una detersione semplice e veloce dopo ogni cottura.

Le doppie resistenze, grandi e piccole, perfettamente combinate tra loro, creano infine il sistema PerfectGrill e garantiscono una distribuzione ottimale del calore con un risultato di cottura perfetto, che rende il cibo croccante fuori e morbido all’interno.

Caratterizzato da dimensioni notevoli e da una notevole capacità, che va da sessanta a settantasette litri, i forni a cottura automatica della linea Big Capacity di Scholtès offrono la flessibilità di tre forni in un incasso di tipo standard consentendo la cottura degli alimenti su quattro livelli.

L’esclusivo separatore, inoltre, divide il forno in due spazi da utilizzare separatamente per la cottura di cibi diversi senza contaminare odori e sapori. In questo modo, è possibile risparmiare tempo ed energia, riducendo anche il tempo necessario al riscaldamento del forno, da dieci a quattro minuti.

Forno a cottura automatica Scholtès
La cottura automatica permette di scegliere tra dodici funzioni basate sulla tecnologia brevettata C.O.P, cottura programmata ottimale.

Per chi invece preferisce una cottura a bassa temperatura, estremamente salutare, questi forni offrono anche tre programmi di cottura professionale, da un minimo di 85 C° fino ad un massimo di120 C°. Grazie alle temperature dolci, infatti, i nutrienti presenti nei cibi si sciolgono dando maggior sapore alle pietanze. Alcuni modelli Scholtès a cottura automatica sono forniti anche di tecnologia di pulizia pirolitica.

Tutti i modelli sono dotati inoltre di Grill, di numerosi programmi di cottura universale, di un sistema di cottura rapida, di pietra per la pizza e del comodo interfaccia Touch Control.

Forno a cottura automatica Scholtès a incasso
Infine, alla praticità e all’elevata tecnologia, Scholtès unisce anche un design esclusivo ultra moderno, come nel caso dei forni della gamma Black Line, realizzati interamente in cristallo nero. Belli, eleganti e capaci di conferire un tocco di classe a qualsiasi cucina, questi forni, oltre a una capacità di ben 77 litri, offrono quattro livelli per la cottura separata dei cibi e trenta programmi tra cottura automatica e universale.

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Come sono realizzate le scale autoportanti in pietra per interni

Realizzare scale a giorno autoportanti costituite da scalini in pietra naturale, assemblati con moderne tecniche di pretensionamento utilizzando fili di acciaio.

La struttura principale a cui è assegnato il compito di collegare i diversi piani di una costruzione è rappresentata dalla scala.

Scala in pietra di grande valenza architettonica
Fn dalla notte dei tempi la scala ha sempre rappresentato l’elemento ordinatore di una composizione architettonica; la sua collocazione, articolazione e bellezza ha caratterizzato le principali opera di architettura.

Uscendo fuori dal contesto delle grandi opere, l’importanza dell’elemento in questione è sempre evidente, sia che tratti di piccole scalette articolate in maniera geniale per raggiungere la quota desiderata, senza occupare troppo spazio, sia in caso di scenografiche strutture intorno alle quali si articola lo spazio circostante.

In entrambi i casi, i problemi di ordine strutturale da affrontare sono sempre gli stessi, poiché una scala può essere realizzata fondamentalmente in due modi: i primo è rappresentato da una serie di scalini a sbalzo realizzati in modo indipendente, aventi come ancoraggio pareti portanti laterali, cordoli o altri tipi di vincoli; il secondo sistema strutturale è costituito da rampe portanti su cui poggiare scalini riportati costituiti da ogni tipo di materiale.

Scale e strutture tradizionali

I due sistemi strutturali, a sbalzo e a rampe, consentono l’impiego di materiali da costruzione diversi, aventi dimensioni variabili in rapporto alle sollecitazioni a cui verranno sottoposti.

Scala con scalini a sbalzo
Uno scalino a sbalzo indipendente, incastrato in una parete laterale, può essere realizzato in legno, acciaio, pietra, calcestruzzo armato, cristallo, ma si capisce bene come la luce libera di inflessione di tale elemento è condizionata dalle caratteristiche intrinseche del materiale di cui è costituito.
Scala in calcestruzzo armato su solette rampanti
Le problematiche esposte interessano ogni tipologia di scala, indipendentemente dalla forma geometrica in pianta. In particolare, le scale elicoidali evidenziano una maggiore complessità nella realizzazione di opere eseguite rispettando tutti i parametri di sicurezza relativi alla loro realizzazione.

Linea di camminamento, sfalsamento, rapporto tra alzata e pedata, salti di quota dei corrimano, raccordi tra i vari piani, rappresentano una maggiore complessità rispetto a quelle relative alla realizzazione di scale tradizionali.

Scale autoportanti particolari

Le cose si complicano ancor di più quando occorre realizzare una scala elicoidale a 320°, la quale debba librarsi tra i vari piani senza alcun supporto laterale e centrale: in poche parole mi riferisco a scale capaci di autoportarsi mediante sistemi di ancoraggio particolari, la cui materia principale sia costituita da pietra naturale come marmo, granito, pietra lavica, ecc.

Il modello di studio della scala autoportante in pietra
Come si può ben capire, la cosa appare sicuramente ardita, se non addirittura impossibile, eppure sfruttando il principio con cui sono stati realizzati nei tempi passati molti ponti in pietra, tali realizzazioni oggi sono possibili grazie a una tecnica di assemblaggio particolare, unitamente a un sistema di posa particolarmente studiato nei minimi particolari.

Giusto per rinfrescare la memoria, ricordo come la realizzazione di un arco in pietra costituito da conci in pietra sagomati opportunamente, nel rispetto della curvatura dell’arco da realizzare, veniva costruito disponendo su idonea cassaforme o centinatura i conci di pietra, partendo da ambedue le imposte dell’arco, la cui chiusura era affidata al cosiddetto concio in chiave.

Tale elemento veniva inserito tra i due semi archi esercitando una certa pressione, in modo tale da realizzare una forza di contrasto capace di sostenere la struttura una volta rimossa la cassaforma di sostegno.

Questo principio semplice e antico, sfruttato con mezzi moderni, ha permesso la realizzazione di opere di grande valore architettonico, senza trascurare la sicurezza statica dell’opera.
Una esempio di splendida realizzazione di scala autoportante in pietra è stata realizzata dalla ditta Inglese Stonrmasonry specializzata nel settore. Particolare impostazione scala su parete provvisoria
L’azienda in questione ha impiegato funi di acciaio quali tiranti per collegare i vari scalini; i suoi abili artigiani sono stati capaci di realizzare degli scalini in pietra attraverso i quali passano due cavi di ben 12 mm di spessore e questi sono stati portati in tensione con una forza rispettivamente di 15 tonnellate ciascuno.

La posa in opera della scala, articolata su due livelli, è avvenuta impostando due pareti di sostegno temporanee, su cui poggiare gli scalini fino alla connessione con piastre in acciaio a cui restano ancorati i cavi in tensione.

Una volta realizzata la prima elica, la parete di supporto fittizia viene rimossa per poi essere costruita successivamente sulla rampa realizzata a supporto della nuova.

Il risultato è senz’altro eccezionale: la scala appare leggera e snella raggiungendo i livelli necessari senza altri ingombri. A monte di un’opera così realizzata, esiste una grande professionalità e una esperienza artigianale non indifferente.

Per prima cosa, occorre conoscere le caratteristiche fisico-meccaniche del materiale lapideo da impiegare; infatti, non tutti i materiali naturali possono sopportare le tensioni applicate senza manifestare segni di cedimento. Per tale motivo vanno effettuate delle prove di laboratorio adeguate al fine di verificare l’effettiva possibilità di realizzazione dell’opera con la pietra preferita.

Oltre a quanto descritto, è necessario un accurato progetto esecutivo ben dettagliato, in modo tale da consentire la realizzazione di ciascun scalino nella maniera più precisa possibile.
Le connessioni, le smussature, i raccordi tra le diverse superfici, devono diventare un’unica superficie snella e uniforme una volta assemblati i diversi scalini tra loro.

Particolare degli scalini in pietra
I vantaggi di una realizzazione come quella descritta sono diversi e vanno dalla bellezza dell’opera nel suo contesto, unitamente a una pulizia di linee non indifferente.
Inoltre, grazie alla mancanza di elementi di supporto invadenti, lo spazio circostante appare in tutta la sua volumetria, all’interno della quale la scala diventa l’elemento protagonista.

L’impiego di materiali di completamento dell’opera per realizzare corrimani e parapetti come il vetro o l’acciaio sotto forma di lineari ed essenziali elementi, ne esalterà ancora di più la bellezza, mettendo in contrasto il calore naturale della pietra impiegata con i materiali più freddi accoppiati.

È bene precisare come, per poter realizzare opere del genere occorre affrontare spese rilevanti oltre a disporre di professionisti qualificati capaci di dirigere maestranze di alto profilo professionale, tale onere va rapportato all’importanza che un’opera del genere rappresenta all’interno dello spazio in cui dovrà collocarsi.

Il sistema di assemblaggio degli scalini può essere impiegato per larghezze degli stessi variabili: è possibile infatti realizzare scale minimali e scale più importanti.
Per dimensioni particolarmente ampie delle rampe possono essere necessari degli studi preliminari comprendenti anche la realizzazione di modelli sperimentali creati al fine di verificarne l’effettiva fattibilità.

Scale autoportanti a giorno di uso frequente

La realizzazione di scale a giorno autoportanti, in materiali diversi, può essere ottenuta rivolgendosi ad aziende del settore che producono anche su disegno opere in legno, acciaio, calcestruzzo armato. La scelta di un prodotto del genere per caratterizzare e risolvere al meglio gli spazi che interessano diventa molto più semplice, in quanto grazie all’esperienza e alla professionalità di molte ditte del settore è possibile scegliere il prodotto più idoneo per le nostre esigenze.
Esempio di scala autoportante in legno
Le aziende più qualificate offrono un servizio consulenza che comprende i sopralluoghi di rito per verificare la fattibilità del progetto, oltre che il montaggio e la posa in opera di ogni elemento.
In questo modo, si ha il vantaggio di conoscere con certezza e in anticipo il costo dell’intervento, cosa non facilmente prevedibile al momento, quando s’intende realizzare scale in pietra come descritto nella prima parte dell’articolo.

Impiegare scale autoportanti fornite su scala industriale dalle aziende del settore,rappresenta una buona opportunità per abbinare strutture e materiali di nostro gradimento all’interno di qualsiasi arredamento.

In molti casi è possibile nel tempo rivestire la struttura autoportante con materiali diversi da quelli in origine, al fine di adeguare in maniera più consona la scala ad un nuovo tipo di arredamento, mantendo comunque la sua funzionalità.

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Contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti domestici

La raccolta differenziata dei rifiuti inizia in casa. I contenitori integrati ai mobili per la cucina rappresentano un’ottima soluzione e facilitano il compito.

Raccolta differenziata dei rifiuti domestici, dovere di ogni cittadino

È dovere di ogni cittadino consapevole provvedere a una corretta raccolta dei rifiuti, cominciando da quelli prodotti quotidianamente all’interno della propria abitazione.
In realtà, l’operazione è più complessa; l’ideale sarebbe selezionare in via preventiva i prodotti da acquistare tra quelli che prevedano un uso ridotto di imballaggio e che questo sia biodegradabile o riciclabile nella percentuale più alta possibile.

Non si tratta di stravolgere il proprio stile di vita ma semplicemente basterebbe porre più attenzione in fase di acquisto, facendo in modo che rientri tutto nelle abitudini del nostro vivere quotidiano.

Così facendo diventa tutto più semplice e la catena di raccolta viene agevolata a partire dalla fonte. L’obiettivo è infatti quello di ridurre i volumi dei rifiuti prodotti per agevolarne la raccolta da parte delle aziende preposte, potenziando il più possibile l’azione del riciclo rispetto a quella dello smaltimento in discarica.

Raccolta differenziata in cucina: contenitori interni al mobile

Nelle composizioni delle cucine di oggi, siano esse in stile classico che moderno, vengono inserite sempre più spesso delle basi già dotate, al loro interno, di contenitori per la raccolta dei rifiuti in maniera differenziata.

Contenitori raccolta differenziata: Essetre, schema per soluzione sottolavello a cestoni l. 120 cm
Si tratta soprattutto del mobile sottolavello che, a seconda dello spazio a disposizione e della sua conseguente dimensione, può contenere da un minimo di due fino a quattro contenitori, a loro volta suddivisi in scomparti.

Questa soluzione riguarda il più delle volte le basi concepite a cestoni scorrevoli, dove il cestone in basso, aprendosi, trascina fuori una struttura in plastica o in metallo dove collocare i vari contenitori.

C’è anche la possibilità di attrezzare una comune base sottolavello con ante, acquistando a parte la struttura e i contenitori e montare il tutto dopo aver fissato i binari dello scorrimento al ripiano base del mobile.

Si sceglie la base sottolavello perché è quella più interessata soprattutto alla gestione dei rifiuti umidi, nel momento in cui si ripongono i piatti in lavastoviglie o nel lavello per poterli sciacquare o lavare.

Sono, come accennato prima, le stesse aziende produttrici di mobili per cucine a fornire le basi già attrezzate; tuttavia, è sempre possibile completare la dotazione in un secondo momento, visto che le dimensioni dei mobili sono standardizzate proprio per poter fare lavori di restyling successivi.

Nelle immagini potete vedere qualche esempio di soluzione sottolavello. Tra le aziende da consigliare ho scelto Essetre e Blanco, quest’ultima specializzata soprattutto nella produzione di lavelli e accessori dedicati.

Contenitori raccolta differenziata: Blanco, soluzioni per cestoni estraibili e per base con ante
Entrambe offrono soluzioni variabili in base allo spazio a disposizione nel mobile sottolavello e in base alle esigenze familiari, per cui si riesce ad attrezzare in maniera completa sia sottolavelli monovasca da 60 cm che elementi più articolati da 120 cm.

In ogni caso si tratta di soluzioni integrate che non sono visibili all’esterno, per cui non vanno in alcun modo a intaccare quella che è l’estetica della cucina stessa e il design rimane intatto.

Raccolta differenziata, contenitori e trattamenti dei rifiuti domestici

Già da tempo molte aziende produttrici di ferramenta e attrezzature interne per mobili si stanno preoccupando di fornire articoli sempre più completi dal punto di vista non solo della semplice raccolta ma anche del trattamento dei rifiuti, a partire dalla cucina di casa.

Ovviamente si tratta di azioni di base che rendono più agevole lo stivaggio dei rifiuti stessi e, al contempo, ne rendono più veloce il trasporto per il successivo trattamento finale nelle strutture dedicate.

Contenitori raccolta differenziata: Texa, Ecobin 30
Un grosso passo in avanti si è fatto con l’introduzione di elementi di raccordo a completare gli impianti di scarico dei lavelli, per una prima azione di triturazione dei rifiuti umidi.

In questi casi si va oltre il semplice contenitore in quanto si tratta di un vero e proprio mini-impianto per primo trattamento dei rifiuti.

Tra le aziende che, per prime, hanno sviluppato la progettazione di tali articoli per il mercato dei rifiuti domestici, vi segnalo Texa, divisione di Atop Spa, che dal 2005 si occupa nello specifico, appunto, di gestione differenziata dei rifiuti solidi e organici, sviluppando tecnologie per la progettazione e la fabbricazione di apparecchi Bio Compattatori e Tritarifiuti.

Ecobin 30 Evo rappresenta a questo proposito un’innovazione, in quanto è l’unico bio-tritarifiuti organici alimentari che non immette il rifiuto triturato negli scarichi. Si può installare in qualsiasi sottolavello, anche di ridotte dimensioni. Ecobin permette di mantenere, senza problemi di cattivi odori, i residui così sminuzzati e ridotti in volume fino all’80%, per un periodo fino a cinque giorni.

Ecobin 30 Evo è zincato e verniciato silver, è collegato alla rete elettrica e idrica, sfrutta un sistema di triturazione a lame contrapposte e, nella parte di contenitore dei rifiuti trattati, ha una capacità di 12 litri.

Il ciclo automatico di lavaggio del cassetto superiore ne assicura la perfetta igienizzazione, mentre i rifiuti triturati vengono nebulizzati con trattamento biologico-enzimatico.

Il serbatoio del liquido biologico è dotato di spia di livello per 3,5 l, corrispondenti a 450 cicli di funzionamento. Il compost si ottiene in tempi molto ridotti, grazie a questo ciclo di trattamento.

Il cruscotto comandi/sicurezza permette di controllare e dirigere il funzionamento, bloccandone l’apertura accidentale. Il filtro, lavabile in lavastoviglie, impedisce ai residui tritati di confluire nelle tubature di scarico. Il cestello contenitore è composto da due parti, di cui una rimovibile, in plastica.

Contenitori raccolta differenziata: Texa, Ecobin 6o
Con Ecobin 60 TC, sempre di Texa, con un unico apparecchio è possibile gestire sia rifiuti organici che rifiuti solidi come lattine e contenitori in plastica. Anche questo articolo si integra perfettamente nella composizione della cucina, potendosi sistemare in una base e se ne gestisce il funzionamento tramite comandi touch screen.

Si tratta, in sostanza, di una serie di moduli assemblati ognuno dei quali, rispettivamente, compatta contenitori ed imballi preventivamente differenziati, quali lattine in banda stagnata, tetrapack, cartone oppure bottiglie di plastica fino a 2l, che vengono compattate e sfibrate.

Contenitori raccolta differenziata: Texa, Ecobin 60
Oltre a questi moduli c’è anche il trituratore di residui organici alimentari, per il cui trattamento viene nebulizzato un liquido enzimatico che rallenta la fermentazione impedendo la formazione di cattivi odori.

Completa il tutto una serie di tre contenitori in plastica dura e una serie di sacchetti biodegradabili Texa.

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Cucina vintage: modelli e composizioni per le cucine più trendy

La cucina vintage è oramai una scelta stilistica di tendenza. Piccoli pezzi e complementi d’arredo del passato vengono ripresi diventando oggetto di restyling.

Anche in cucina, e non poteva essere altrimenti, lo stile vintage risulta vincente come nel resto della casa. Questo stile, che riprende forme e colori dal recente passato, riguarda ormai tutti i settori, a partire dall’abbigliamento per finire, appunto, all’arredamento degli esercizi commerciali e delle abitazioni; private.

A volte si tratta semplicemente di inserimenti di oggettistica e complementi d’arredo, magari ereditati e tramandati in famiglia; altre volte sono ricercati pezzi cult del design tipico soprattutto degli anni a cavallo dei ’50 e ‘70.

Succede ora sempre più spesso che siano interi ambienti a venire arredati secondo questo stile, dopo aver scelto un’epoca in particolare, per cui le aziende produttrici di mobili progettano e producono collezioni complete per ogni esigenza.

Nel caso della cucina tutto diventa ancora più interessante e creativo, visto che si tratta di pensare non soltanto ai mobili veri e propri ma anche a tutti quei piccoli oggetti a servizio dell’area di lavoro, ai grandi elettrodomestici free standing così come ai piccoli elettrodomestici d’appoggio.
Cucine vintage, il particolare fa la differenza

Nasce nel 2012 la collezione Vintage di MARCHI GROUP, azienda specializzata nella produzione di mobili per cucine di stampo artigianale ma sfruttando le più moderne tecnologie produttive industriali.
Tutti i modelli delle collezioni si distinguono per una libertà compositiva davvero notevole, che esula dalle tipiche produzioni di cucine componibili moderne, pur mantenendone la modularità e la facilità di progettazione.

Anche i materiali adottati sono quelli tipici di una produzione artigianale, seppure rivisitati in chiave moderna e trattati con tecniche di finitura di ultima generazione.

Cucina vintage: Marchi, Nolita
Sono materiali nobili come essenze lignee e pietre pregiate, insieme a metalli trattati per poter durare nel tempo e mantenere le caratteristiche iniziali in un contesto, come quello dell’ambiente cucina, molto sollecitato dal punto di vista dell’usura e dell’azione diretta di sostanze quali umidità, vapori e grassi di cottura oppure sostanze acide utilizzate per le normali e quotidiane operazioni di pulizia.

Quello che salta subito all’occhio in ambienti arredati con questo marchio è la grande attenzione per i particolari, anche i più piccoli, che contribuiscono all’aspetto finale di tutta la composizione, caratterizzandone l’impatto estetico e rendendolo subito riconoscibile.

Ed è proprio grazie ai particolari curatissimi che la collezione di cucine Vintage si contraddistingue in maniera originale, coniugando estetica, praticità e funzionalità e divenendo in pochi anni una delle collezioni di punta dell’intera produzione aziendale.

I progetti secondo cui si sviluppa questa collezione sono cinque: Kreola, Loft, Panamera, Nolita e 1956, ognuno declinato tenendo conto di diversi stili di vita. Focalizziamoci su questi ultimi due modelli.
Cucina vintage: Marchi, Nolita
Il progetto Nolita è dedicato a quanti amano la tradizione e desiderano mantenerne le forme e le finiture, adattandole a uno stile di vita contemporaneo.

Ecco allora che i materiali sono i classici legni trattati con colori sbiancati per lasciare trapelare le venature del materiale nobile, mentre i metalli sono bruniti e i mattoni lasciati a vista nelle tipiche ambientazioni proposte. Gli inserimenti di superfici in lavagna e i meccanismi a ribalta danno un tocco originale e aggiungono praticità alle composizioni.

C’è poi un grande uso di accessori sottopensili o agganciati alle pareti e al soffitto, tipici delle cucine di una volta, rivisitati, ma solo in parte, in chiave moderna per poterne usufruire in maniera adeguata secondo modelli e stili di vita diversi.

1956 è la cucina vintage per quanti amano osare. Qui tutti i particolari sono esaltati esteticamente dall’uso molto più deciso del metallo, a partire dalle borchie e dai bulloni che da elementi tecnici diventano particolari distintivi stilistici.

Anche elementi quali i tubi di raccordo o i piedini di sostegno sono lasciati rigorosamente a vista e diventano parte integrante del disegno compositivo della cucina, personalizzata secondo gusti e costumi.

1956 si caratterizza dalla scelta di contaminazione tra settori diversi: la cappa in metallo spazzolato si rifà alla calandra dei vecchi aerei della seconda guerra mondiale.
Anche qui i particolari sono in primo piano: porta mestoli, porta spezie, vasi in alluminio e contenitori vari, sono inseriti a contrasto con legni pregiatissimi e pietre.
Il lavello da appoggio interrompe e si differenzia dal resto del top per materiale e spessore, sottolineando lo svincolarsi deciso dalla normale cultura della cucina componibile moderna assemblata per livelli orizzontali.

L’idea di recuperare oggetti diversi anche da altre culture è un’altra delle caratteristiche di questo modello, come si può vedere dall’inserimento del frigorifero freestanding in una struttura che si rifà alle cabine telefoniche londinesi.
Cucine vintage: stile fifties per gli elettrodomestici

Lo stile vintage, in generale, non è un vero e proprio stile in sé, poiché con questo termine ci si riferisce a tutti quei caratteri stilistici risalenti ad anni almeno di 20 precedenti il periodo in corso, tutti diversi tra loro a seconda delle epoche.

Cucina vintage: frigo SmegSono indubbiamente gli anni ’50 e ’60 ad essere comunque i più rappresentati e riconoscibili, soprattutto nel settore dell’abbigliamento e dell’arredamento, a cominciare dall’uso di alcuni colori ben definiti e di alcune forme tipiche, rotondeggianti e sinuose.

I mobili per cucine riprendono in toto questi spunti riproponendoli nelle basi e nei pensili e anche negli elettrodomestici.

Anche l’abitudine tipica di quegli anni di inserire elementi freestanding come i blocchi cottura e il classico frigo bombato sono caratterizzazioni stilistiche. Così come è diventato un cult il mobile contenitore più propriamente chiamato buffet.

Arredare una cucina in stile vintage vuol quindi dire scegliere un preciso periodo del passato e ricrearne quanto più possibile l’effetto scenico, anche inserendo soltanto dei complementi d’arredo originali dell’epoca o riproduzioni fedeli, per catturare lo spirito di quel preciso momento storico.

Una cucina in puro stile vintage anni ’50 avrà quindi sicuramente almeno un paio di questi elementi: il frigo bombato colorato, il buffet con ante invece dei classici armadi contenitore e, possibilmente, il blocco piano cottura e forno freestanding. Le finiture dei mobili avranno colori pastello.

A contribuire all’effetto finale ci saranno tanti oggetti lasciati a vista in latta, a servizio della zona lavoro. In più, anche i rivestimenti di pavimenti e superfici verticali saranno d’ispirazione retrò, magari con le piastrelle bianche/nere disposte a scacchi.

Cucina vintage: elettrodomestici Smeg
Smeg,oltre a proporre l’ormai pluripremiata serie di Frigo FAB in vari colori e versioni, dai piccoli monoporta sottotop FAB 10 RP ai più capienti doppia porta FAB32LXN1 o FAB 50 POS, in puro stile anni ’50, bombato e in classe A++, ha un intero catalogo di elettrodomestici, tutti coordinabili.

Si tratta di cappe, lavastoviglie sottopiano e a libera installazione e lavabiancheria.
E come non citare, sempre di Smeg, la collezione di piccoli elettrodomestici da appoggio che, da soli, creano atmosfere fifties: il tostapane TSF01, l’impastatrice planetaria SMF01, il frullatore BLF01, l’estrattore di succo SJF01 e il bollitore KLF02P.
Romanticismo nella cucina vintage

Ha un sapore più romantico il modello di cucina Vintage proposto da PEDINI.
In questo caso i riferimenti stilistici sono piuttosto alle cucine country delle tenute di campagna di un tempo, un po’ stile Old America, rivisitate in chiave contemporanea e addolcite nell’estetica grazie alla scelta dei colori tenui delle laccature delle ante in massello di rovere lasciate a poro aperto.

Cucina vintage: Pedini, Vintage
I colori disponibili sono il bianco gesso, il burro, il canapa, il grigio argilla e il tortora; la zona cottura viene sottolineata in questo caso dalla presenza del blocco professionale di colore scuro.

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Guida ai sistemi di posa a secco per pavimenti

In fase di ristrutturazione dell’abitazione il sistema di posa a secco del pavimento può risultare conveniente sotto vari punti di vista, anche quello economico.

Posa a secco per pavimenti, velocità e convenienza

In fase di ristrutturazione della propria abitazione adottare il sistema di posa a secco del pavimento può risultare conveniente da vari punti di vista, non ultimo quello economico.

La rimozione con conseguente sostituzione del pavimento interno a un’abitazione privata può, infatti, godere di agevolazione fiscale se rientra all’interno di una più completa azione di intervento edilizio qualificabile in termini di ristrutturazione o manutenzione straordinaria. Resta da stabilire, a seconda del tipo di intervento, se di riqualificazione energetica o ristrutturazione edilizia, la percentuale di detraibilità di spesa delle opere, 65% o 50%.

 

Rivolgersi in questo caso ad un tecnico abilitato aiuterà a stabilire a quale delle due fare riferimento. Per chiarimenti a tal proposito vi rimando ad altri articoli del nostro sito web che trattano in maniera specifica e puntualmente aggiornata delle normative vigenti e di come affrontarne la lettura in termini pratici.

Se la convenienza legata anche al momento particolare a livello legislativo è indubbia, anche quella inerente la più specifica praticità e velocità di lavorazione di questi sistemi è altrettanto importante.

Un pavimento utilizzabile da subito, con spese di gestione del cantiere ridotte al minimo grazie ai tempi rapidi di realizzazione e di smaltimento dei materiali di scarto, risulta senz’altro più conveniente, senza contare la comodità di poter continuare ad abitare in loco.
Sistemi di posa a secco per pavimenti, metodi e prodotti

È proprio per tutti questi validissimi motivi che le aziende produttrici di materiali, soprattutto ceramici, per rivestire i pavimenti, hanno potenziato la propria produzione nell’ottica di tali tipi di interventi.
Pavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca: Forma FastDel Conca Spa, ad esempio, tra le aziende leader di questo mercato che, tra l’altro, rappresenta uno dei fiori all’occhiello del migliore Made in Italy, ha in catalogo Del Conca Fast, sistema brevettato per la posa rapida di pavimenti ceramici senza fughe e senza collanti.

Il rivestimento Fast per pavimenti posati a secco è disponibile in tre diverse varianti: Forma, Saloon e Montenapoleone, in modo da soddisfare tutte le esigenze estetiche.

La variante Forma risponde ai nuovi trend stilistici contemporanei che puntano a superfici con effetto cemento caratterizzato da irregolari graffiti che ne arricchiscono la texture.

Le due varianti Montenapoleone e Saloon riprendono l’altra tendenza tutta moderna che vede preferire il gres effetto legno rispetto al rivestimento realizzato in essenza lignea classica.
In particolare, Saloon è stato creato per quanti preferiscano un impatto estetico più grezzo, ottenuto enfatizzando le striature che ricordano le fibre e i nodi del legno naturale.

Pavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca: schema di posa
Per quanto riguarda l’installazionePavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca, posa, basta assicurarsi che la superficie di supporto sia rigida, piana e pulita, sia che si tratti di un sottofondo sia che si tratti di pavimento preesistente. Una volta steso il materassino fonoassorbente, avendo cura che non si formino pieghe, si procede con la posa delle piastrelle sistemando la prima fila lungo una parete e in seguito accostando le altre man mano, dopo aver inserito nelle prime i listelli di supporto per incastrare i vari elementi.

Con l’utilizzo di un elemento in legno e un martello di gomma si uniscono definitivamente le piastrelle fra loro.
Pavimenti radianti a secco

A maggior ragione, la posa a secco risulta essere una soluzione tra le più convenienti sul mercato se si tratta di realizzare un pavimento radiante. Anche in questo caso Ceramica Del Conca offre il sistema completo brevettato Thermatile® in fibra di carbonio, a ridottissimo spessore.

Thermatile® è facile da installare e soprattutto da gestire, visto che non necessita di caldaie, gas e manutenzioni varie. La fibra di carbonio con cui è realizzato si sovrappone a una striscia di materiale isolante ed è disposta a serpentina su una rete di supporto.

Pavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca: Thermatile
In caso di ristrutturazione, argomento che ci riguarda in modo particolare, Thermatile® può essere sovrapposto al pavimento già esistente, con i conseguenti vantaggi:

• installazione rapida di rivestimento e riscaldamento
• abbattimento dei costi di cantiere in quanto non ci sono materiali da smaltire
• abbattimento dei costi di installazione dell’impianto
• mantenimento di elementi esistenti, come porte e sanitari, grazie al ridotto spessore di soli 18 mm del pavimento finale, comprensivo di rivestimento e riscaldamento
• velocità di messa a regime dell’impianto, vista la sua collocazione immediatamente sotto la piastrella

Se poi come piastrelle scegliamo la serie Zelo 5 il risultato è che i tempi di riscaldamento a regimePavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca, Thermatile si riducono ulteriormente, grazie allo spessore di soli 5 mm di questo articolo.
Lo spessore del pavimento finale, in questo caso, misura soltanto 12 mm.

Sarà il piastrellista a posare questo tipo di pavimento mentre l’assenza di manutenzione e, soprattutto, l’assenza di acqua in circolo mette al riparo da possibili perdite e conseguenti formazioni di umidità e muffe.

Un impianto del genere non ha bisogno di caldaie né di canne fumarie, la gestione smart tramite centraline o cronotermostati rende possibile il controllo della temperatura per ogni ambiente nei vari momenti della giornata e della stagione in corso.

Thermatile® può essere impiegato anche a integrazione degli impianti tradizionali, in alcune zone della casa poco servite da altri elementi riscaldanti, come i bagni.
L’utilizzo di Thermatile® insieme ad un impianto fotovoltaico rende il sistema particolarmente conveniente.
Posa a secco di pavimenti con aggancio automatico delle piastrelle

Un altro sistema pratico per la realizzazione di pavimenti a secco è quello messo a punto da Cooperativa Ceramica D’Imola divenuto ormai un classico in questo settore.
Si chiama Clip Tile® ed è un sistema per piastrelle in gres porcellanato che si agganciano tra loro grazie a un telaio plastico di supporto con incastri, senza uso di collanti e anche su vecchi pavimenti preesistenti.

Pavimenti con posa a secco: Cooperativa Ceramica d’Imola, Clip Tile
La velocità e la semplicità di posa ne fanno un must nelle ristrutturazioni, senza contare il vantaggio di poter riutilizzare il materiale, in caso di eventuale variazione di destinazione d’uso o semplicemente di gusto in un eventuale restyling di quell’ambiente.
Clip Tile® si può impiegare anche con pavimenti radianti e questo è un altro grande vantaggio del sistema.
Una volta posato, un pavimento realizzato in questo modo è immediatamente calpestabile, con notevole risparmio di tempo e denaro, visto che non è necessario pensare a soluzioni alternative momentanee per rendere fruibile l’abitazione.

ClipTile® utilizza piastrelle in gres di ultima generazione altamente performanti e che garantiscono un elevato assorbimento acustico, sono in materiale ecologico anallergico, resistente al fuoco e classificato in classe Bfl-S1.

Le finiture sono svariate per accontentare anche i gusti più esigenti: naturale, lappato e levigato lucido.
Posa a secco per pavimenti flessibili

Pavimenti con posa a secco: Casalgrande Padana, ArsRatioArsRatio è la risposta di Casalgrande Padana alle richieste, tutte moderne, di flessibilità e dinamicità rispetto al concetto tradizionale di pavimento in ceramica statico. Tutto questo mantenendo le caratteristiche qualitative più performanti di questo tipo di rivestimento.

Un pavimento posato a secco realizzato con ArsRatio è estremamente resistente a carichi distribuiti e concentrati ed è ad alto impatto estetico, per cui è l’ideale per rivestire spazi espositivi ad alto traffico, così come spazi abitativi domestici.

La posa è velocissima e il pavimento finale è calpestabile da subito senza utilizzo di colle né preparazione di sottofondi, il sistema si basa semplicemente sull’ancoraggio a maschio/ femmina. Gli elementi sono removibili facilmente e riutilizzabili in altri contesti, con evidente risparmio in termini di tempo e risorse economiche, a basso impatto ambientale.

Pavimenti con posa a secco: Casalgrande Padana, ArsRatioIl sistema maschio/femmina ad asse verticale assicura stabilità evitando traslazioni orizzontali causate da carichi tangenziali. Le lastre in gres porcellanato della vasta collezione aziendale hanno svariati formati e sono accoppiate a uno speciale supporto e a un bordo perimetrale.

Il supporto è ad alta resistenza ed è realizzato in polistirolo armato o in gesso rinforzato da fibre di vetro. Questo supporto aderisce alla piastrella grazie al poliuretano ad alta reticolazione che aiuta a creare un sistema multistrato stabile, con fughe sottili di 3 mm da colorare a piacere, risultanti dai connettori perimetrali.

Il sistema a incastro così concepito garantisce un’ottimale tenuta all’acqua, senza infiltrazioni di Pavimenti con posa a secco: Casalgrande Padana, ArsRatioliquidi nel sottofondo, grazie anche a guarnizioni di tenuta sistemate ad hoc.

ArsRatio nella versione con gesso fibrorinforzato è dedicato alle soluzioni di pavimenti radianti, vista la caratteristica di questo materiale di essere un conduttore (ë=0,32 Wm-1K-1) facilitando così l’accumulo e il giusto irraggiamento del calore in ogni ambiente.

Nella versione con polistirene, invece, ArsRatio contribuisce in maniera positiva al bilancio termico degli edifici per evitare dispersioni di calore attraverso gli elementi orizzontali. Il polistirene, infatti, ha bassissima conducibilità termica ( ë=0,04 Wm-1K-1). Un pavimento posato a secco con ArsRatio è isolato anche acusticamente.

La gamma a disposizione di piastrelle in gres è vasta, potendo attingere alle linee Granitogres, Pietre Native e Granitoker nelle varie versioni a seconda dell’effetto finale che si vuole ottenere.

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Cosa controllare quando si acquista casa

L’acquisto di casa è un passo importante nella vita di un famiglia, perché richiede un investimento economico certamente ingente ed è una scelta spesso fatta per la vita.

Per questo, una volta scelto l’immobile che fa al proprio caso, bisogna controllare attentamente tutta la situazione documentale dello stesso, affinché non ci siano problemi. Questi controlli vanno ovviamente effettuati prima del rogito.

È consigliabile che in tale fase l’acquirente si affidi a un tecnico di sua conoscenza, che lo segua con competenza e attenzione, anche se, già egli stesso può effettuare alcune importanti verifiche, se sa bene cosa controllare.
Illustriamo, dunque, gli aspetti da valutare e sui quali fare attenzione.
Controllo dei soggetti coinvolti

Una prima verifica va fatta sui soggetti coinvolti nella compravendita. È scontato, ad esempio, verificare che chi si propone come venditore sia effettivamente il proprietario dell’immobile.

Il venditore, inoltre, deve essere un soggetto in grado di intendere e di volere, ma anche di formulare dichiarazioni giuridicamente valide e sono impossibilitati a farlo, ad esempio, i minori o gli interdetti. Perfino in presenza di un procuratore che eserciti tale diritto al loro posto è necessario verificare che egli abbia effettivamente una procura valida.

La verifica di tutti questi aspetti, comunque, rientra tra i compiti del notaio che dovrà stipulare l’atto.

coniugi in comunione dei beniDa esaminare, inoltre, il tipo di regime coniugale, sia del venditore che dell’acquirente. Infatti, se il venditore è in regime di comunione legale con il proprio coniuge, bisogna verificare se è possibile vendere l’immobile senza il consenso di entrambi i coniugi, o se questo occorre necessariamente.

Se, invece, a essere in comunione legale è l’acquirente, occorre sapere che, anche se l’atto d’acquisto sarà firmato solo da uno dei due coniugi, la proprietà sarà trasferita automaticamente a entrambi.
Documenti da controllare
Atto di provenienza

Per prima cosa occorre procedere all’esame della regolarità dell’atto grazie al quale il venditore è venuto in possesso della proprietà.

Esso può essere un rogito (atto di compravendita), una donazione o una successione ereditaria.

Bisogna quindi verificare che la proprietà non sia gravata da particolari vincoli, come un eventuale diritto di prelazione, o che la proprietà sia piena e non costituita, ad esempio, da un diritto di superficie limitato nel tempo, o che la vendita dell’appartamento sia legata a quella di una sua pertinenza, come l’autorimessa.
Dati catastali

situazione catastale ed urbanisticaÈ necessario verificare presso l’Agenzia del Territorio che l’immobile sia regolarmente accatastato, con la giusta categoria catastale di appartenenza, e che la planimetria catastale rispecchi la situazione di fatto.

In caso contrario, sarà necessario che il venditore incarichi un tecnico di provvedere all’aggiornamento catastale.

Situazione ipotecaria

Altro controllo va effettuato presso la Conservatoria dei Registri immobiliari, per verificare che l’immobile non sia gravato da ipoteche o altre situazioni pregiudizievoli, come sequestri e pignoramenti o che non sia coinvolto in controversie giudiziarie.
Situazione urbanistica

L’immobile compravenduto deve essere stato realizzato con un regolare permesso di costruire o titolo autorizzativo equivalente.

Se sono state compiute opere edilizie abusive, deve essere stato oggetto di richiesta e aver ottenuto un condono edilizio. In ogni caso, tutte le opere realizzate fino alla firma del rogito devono essere regolari.

Anche in questo caso, in presenza di qualche difformità sanabile, si deve richiedere la regolarizzazione da parte del proprietario prima della vendita.
Situazione condominiale

Occorre controllare che il venditore sia in regola con il pagamento delle spese condominiali, sia ordinarie che straordinarie, per evitare che l’acquirente debba poi accollarsi i suoi debiti e doversi rivalere.

Inoltre, è bene verificare che non siano state approvate in assemblea nuove spese straordinarie per lavori in corso o non ancora iniziati.
Certificazione conformità impianti

sicurezza impiantiIn base alla legge 37/08 tutti gli impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008 devono essere dotati di una certificazione di conformità rilasciata dalla ditta installatrice.

Per gli impianti eseguiti prima di tale data, essa può essere sostituita da una certificazione di rispondenza.

Non esiste un vero e proprio obbligo di allegare tale certificazione al rogito, in quanto l’acquirente può anche accollarsi l’onere dell’adeguamento (dichiarandolo nell’atto), magari in cambio di uno sconto sul prezzo di vendita.
Certificazione energetica

Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 introduce l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) al posto di quello di Certificazione Energetica (ACE) e sancisce l’obbligo di comunicare l’indice di prestazione energetica e la relativa classe dell’immobile negli annunci immobiliari e nelle pubblicità di vendita così come di locazione, con qualunque mezzo siano fatte (stampa, televisione, Internet, etc).

Dal 1° ottobre 2015 i soggetti abilitati devono redigere l’APE in conformità al nuovo format approvato con il Decreto Ministeriale 26 giugno 2015 ed allegato alle nuove Linee Guida.

La norma prevede che questi dati siano indicati anche in caso di immobili privi di riscaldamento, come possono esserlo le case al mare o le case storiche, mentre ne sono esenti unicamente gli edifici isolati, privi di riscaldamento e di superficie complessiva inferiore a 50 metri quadri.

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Massetti alleggeriti: tipologie e caratteristiche

Massetti alleggeriti con additivi e materiali vari

La ristrutturazione o costruzione di un appartamento coinvolge più persone, è sostanzialmente un lavoro di squadra in cui i proprietari sono pienamente coinvolti, insieme a tecnici e operai incaricati.

 

Capita spesso che i proprietari, dopo aver pensato alle modifiche da compiere per il soddisfacimento di personali bisogni, previo accordo, affidano l’immobile a tecnici specializzati nel settore, per l’esecuzione delle opere murarie e impiantistiche e volgano poi le loro attenzioni direttamente alla scelta dei rivestimenti, degli arredi e complementi da introdurre.

Il cantiere occorre seguirlo in ogni fase, per valutare, con uno sguardo a 360°, ogni materiale e soluzione da adottare ed evitare così d’incorrere in gravi problemi rimediabili solo con un incremento di spesa.

Se si scelgono, ad esempio, diverse tipologie di pavimento per le varie stanze, si deve conoscere lo spessore di ciascuno di essi e comunicarlo ai responsabili di cantiere così che questi possano calibrare il massetto in vista di una superficie livellata, senza salti di quota o pendenze.
Nel caso qualche passaggio venga meno, ci si può trovare con porte che presentano nella parte inferiore fessure con passaggi di luce, oppure mobili poggiati per terra che sembrano malformati rispetto alle pareti circostanti.

Oltre allo spessore è bene chiarire anche la tipologia di massetto da adottare e i materiali che devono comporlo, se considerare un tipo tradizionale oppure alleggerito, un sistema di più strati che vanno a coprire i tubi dell’impianto idraulico e quelli dei pannelli radianti.

Il massetto tradizionale contiene generalmente cemento, sabbia e acqua in quantità variabili secondo l’ambiente e la tipologia d’immobile, mentre quello alleggerito aggiunge additivi o altri materiali quali il polistirolo, l’argilla espansa, perlite espansa o ghiaia, che ne migliorano anche le prestazioni termiche, acustiche e di resistenza.
Massetti alleggeriti con argilla espansa

Esistono massetti premiscelati in sacco, leggeri e isolanti, adatti per l’esterno e l’interno, a base di argilla espansa più leganti specifici e additivi, impiegati come massetto monostrato, isolante sottotegola, per pendenze e coperture, strati di alleggerimento di sottofondi.

Massetti alleggeriti premiscelati a sacco di LECANe è di esempio il prodotto LECAMIX FACILE dell’azienda LECA, incombustibile, Euroclasse A1, pompabile con le classiche attrezzature di cantiere, eco biocompatibile certificato ANAB-ICEA per la Bioarchitettura, adatto a pavimenti non sensibili all’umidità e posati a colla o con la tecnica del fresco su fresco.

Questo tipo di massetto alleggerito raggiunge, una volta messo in opera, una massa volumica di circa 1.000 Kg/m³ e dunque oltre il 40% più leggero rispetto a un massetto tradizionale; il coefficiente di conducibilità termica certificato è di 0,251 W/mK ovvero circa un quarto del composto sabbia e cemento, quindi buon isolante termico dei divisori orizzontali interpiano.

È versatile ed economico, non occorre aggiungere altri materiali ma solo 6,5 o 7,5 litri d’acqua pulita per sacco da 32 l, è facile da preparare attraverso le solite betoniere da cantiere, mescolatori planetari, impastatrici a coclea anche in continuo, pompe pneumatiche per sottofondi.

L’operatore non può miscelarlo a mano o con un trapano elettrico e deve inoltre stabilire la giusta consistenza dell’impasto in base alle condizioni del cantiere.

Il supporto non deve presentare crepe, essere privo di polvere, vernici, cere, oli, ruggine, parti residue di intonaci e deve essere resistente alla compressione e alla trazione.

La stessa azienda dispone anche di un massetto alleggerito a veloce asciugatura, sempre del tipo premiscelato in sacco, adatto per tutti i tipi di pavimenti, anche sensibili all’umidità come il legno: LECAMIX FAST.

Massetti alleggeriti LECA del tipo rapido e antiritiro
Infine, si può scegliere un massetto alleggerito antiritiro, il LECAMIX FORTE, adatto a ricevere qualsiasi tipologia di pavimentazione, impiegato esclusivamente negli interni e non per massetti esposti all’acqua oppure all’umidità di risalita.
Massetti alleggeriti con perlite espansa

La perlite espansa è un prodotto di origine naturale, inerte e incombustibile, che inserito nel composto dei massetti, rende questi ultimi leggeri, termoisolanti, resistenti a sollecitazioni meccaniche, adatti a interventi di architettura sostenibile.

L’azienda Perlite Italiana si è specializzata in questo genere di prodotti e difatti immette sul mercato una serie molto vasta, composta da sottofondi, massetti monostrato premiscelati o da realizzare in cantiere, soluzioni adeguate in funzione delle prestazioni richieste, delle tipologie di posa disponibili.

Si ha PERLIDECK, perlite espansa per calcestruzzi preconfezionati, PERLIMIX, calcestruzzo cellulare con perlite, PERALIT 25, perlite espansa per miscelazione in cantiere, PERLICAL, premiscelati per calcestruzzi alleggeriti, PERLIBETON, massetti di finitura.

Massetti alleggeriti con perlite by Perlite Italiana
Quest’ultimo è un massetto alleggerito monostrato o massetto di finitura per sottofondi pluristrato a base di perlite espansa di granulometria media più cemento Portland.

Ha buona resistenza alla compressione, ottime prestazioni meccaniche, elevato potere isolante termico e acustico specie se abbinato a feltri resilienti, capace di garantire un buon comfort abitativo.

È impiegato per interventi su solette interpiano, solai di sottotetti praticabili, coperture impermeabilizzate, posato per mezzo di macchine a pistoni o a vite, con macchine impastatrici pneumatiche a inoltro.

I dosaggi degli elementi variano secondo il metodo di posa adottato, i massetti possono essere staggiati con tempi standard di asciugatura; la posa delle pavimentazioni non sensibili all’umidità può avvenire direttamente sulla superficie del massetto previa completa asciugatura.
Massetti alleggeriti con polistirolo

Massetti alleggeriti con sfere di polistirolo by La SystemIl massetto o strato di sottofondo può essere alleggerito anche mediante l’utilizzo di sferette di polistirolo e schiuma a base sintetica in aggiunta a cemento e additivi specifici ad azione schiumogeno-colloidale.

Il sottofondo di La System ha un elevato potere isolante e una leggerezza pari a 400÷600 kg/m³, preparato direttamente in cantiere con l’impiego di speciali impastatrici aventi carica singola di 1 m³, pompato fino al piano di posa dove è distribuito sul solaio e livellato secondo indicazioni progettuali.

POLITERM BLU contiene perle a cella chiusa di polistirene espanso vergine, perfettamente sferiche, a densità controllata, atossiche, non assorbenti, invariabili quanto a dimensione, privi di clorofluorocarburi, esenti dalla crescita di funghi e batteri, preadditivate in fase di produzione.

Può essere applicato in diversi campi, tra cui sottofondi contro terra e su piani piloty, interpiano, coperture e solai di legno, massetti monostrato con incollaggio diretto di pavimentazioni, riempimento di volti, di sotto manto in asfalto, sottofondi per pavimentazioni industriali.

Il piano di posa va preparato per essere consistente, pulito, senza polvere e detriti; la posa non va realizzata a temperature inferiori a +5°C oppure sotto l’azione diretta dei raggi del sole, con temperature che vanno oltre i 35°C, caso nel quale occorre utilizzare la rete copri impalcatura o altre precauzioni.

Massetti alleggeriti La System
È preferibile inserire le fasce perimetrali fonoassorbenti con un’altezza maggiore di quella del pavimento finito.
Massetti alleggeriti con schiuma proteica

I massetti alleggeriti con schiuma proteica sono anche chiamati cementi cellulari leggeri e si utilizzano per strati isolanti di sottofondi di pavimentazioni civili e industriali, massetti con pendenza fino al 2% su tetti piani, isolamento di sottotetti, riempimenti leggeri di scavi, fondazioni, canalette, vasche interrate.

Il prodotto dell’azienda LASTON si ottiene mediante la miscelazione di una boiacca di cemento con una schiuma a base proteica ottenibile dall’agente schiumogeno FOAMCEM, da loro creato con conseguente deposito di marchio.

Massetti alleggeriti Laston italiana
L’impasto cementizio è contraddistinto da leggerezza per la presenza all’interno di una struttura a cellule di aria chiusa, ha un elevato potere isolante, una densità a secco di 400 Kg/m³, è prodotto con attrezzatura automatica dotata di sistema computerizzato per la regolazione della miscelazione e della produzione continua, è pompato al piano con formazione di massetti di spessore minimo di 5 cm ed eventuale formazione di pendenze fino al 2%.

Il FOAMCEM, non è una soluzione saponosa e non ha proprietà detergenti, non è infiammabile, non emette esalazioni velenose, ha una natura proteica e non sintetica, non influenza le caratteristiche del cemento indurito.

Scegliere la tipologia giusta di massetto non è cosa semplice e pertanto occorre necessariamente affidarsi a un tecnico specializzato nel settore delle costruzioni così da avere consigli sui materiali da introdurre e una guida per la realizzazione fattiva dello strato livellante orizzontale.