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Rivestimenti ceramici ultrasottili, ristrutturare senza demolire

Rinnovare i rivestimenti senza dover ricorrere alla demolizione, risparmiando tempi e denaro, si può, applicando su di essi piastrelle in ceramica ultrasottili.

Caratteristiche delle piastrelle in ceramica ultrasottili

La ceramica è uno dei materiali da costruzione intramontabile; il nostro Paese ne è grande produttore tant’è che, negli anni, sono nati tantissimi distretti sparsi sul territorio esperti nella sua lavorazione: l’Emilia Romagna, l’Umbria, la Sicilia, etc.

Sono solo alcune delle Regioni nelle quali la produzione della ceramica rappresenta un contributo molto importante nell’economia locale e nazionale.

 

Parlando di ceramica ci viene da pensare alla tradizione, ma non è così: essa rappresenta uno dei più antichi materiali per la produzione di rivestimenti ed oggettistica, ma, con l’avvento della tecnologia, tante soluzioni sono state introdotte per renderla più performante e presente sul mercato in moltissime declinazioni.

Un’assoluta novità che da alcuni anni ha rivoluzionato soprattutto l’ambito delle ristrutturazioni è l’introduzione sul mercato delle piastrelle ultrasottili, ossia ceramiche che si differenziano dalle altre per il loro spessore ridotto.

Tali caratteristiche le rendono estremamente adatte in contesti nei quali, risparmiando tempo per le demolizioni e, quindi, denaro, non si smantella il preesistente rivestimento e si applica sullo stesso il nuovo.

Lo spessore minimo, inoltre, garantisce la non necessità di rimuovere porte e finestre che, con un tradizionale rivestimento, dovrebbero essere o sostituite o tagliate, nonché un peso contenuto che non grava sulla struttura preesistente.

Tutto ciò si traduce in assenza di polveri e rifiuti derivanti dalla demolizione e una riduzione dei costi in termini di manodopera e smaltimento.
Posa delle piastrelle in ceramica ultrasottili

I rivestimenti ultrasottili vanno incollati sul rivestimento esistente; se ne sconsiglia la posa direttamente su un massetto non perfettamente livellato, in quanto potrebbe risentire dei difetti e della non planarità.

Per lo stesso motivo il piano di posa deve essere complanare e perfettamente pulito, in maniera tale da assicurare l’incollaggio perfetto e una presa che duri nel tempo.

Posa Piastrelle ultrasottili di Appiani
La sua applicazione è consigliata in tutti i tipi di ambienti, residenziali o commerciali, ad eccezione di quelli ad alto traffico o con presenza di carichi concentrati che potrebbero causare fessurazioni.

Applicazioni di piastrelle in ceramica ultrasottili

Scegliere un rivestimento ultrasottile significa non dover rinunciare a nulla, perché sempre più aziende si dedicano alla produzione di formati in spessore ridotto.

Il primo prodotto che proponiamo è Stonevision di Marazzi che presenta uno spessore non ridottissimo ma comunque contenuto, di 6 mm, caratteristica combinata ad un grande formato.

Si tratta di piastrelle in ceramica lucida effetto marmo realizzate in un grande formato, 32,5 x 97,7 cm. La collezione è disponibile in un’ampia gamma di decori, tra cui inserti damascati, geometrici, rigati, floreali e mosaici, ideali per ambienti intimi e personali.

Grazie alle sue caratteristiche, Stonevision è perfetta per soluzioni abitative e commerciali, come hotel e centri benessere, e, soprattutto, nelle ristrutturazioni di bagni.

Piastrelle ultrasottili di Marazzi
Anche Ceramiche Lea cerca di soddisfare le richieste di coloro che preferiscono non demolire i vecchi rivestimenti ma incollare su di essi i nuovi; lo fa proponendo Slimtech Re-Evolution, una collezione di piastrelle in gres laminato, con uno spessore di soli 3 mm e dai diversi formati, dal piccolo fino ad arrivare ai grandissimi (300×100 cm); grazie alle sue dimensioni e alla finitura effetto resina, le piastrelle risultano perfette nei grandi ambienti nei quali si ha una sensazione di continuità perfetta e per chi non ama piccoli formati e fughe.

L’aspetto trova corrispondenza anche nella qualità: le lastre di ceramica sono ottenute mediante una rigorosa fusione di impasti con vetri colorati, che cotti ad una temperatura di 1200 °C, offrono una superficie impeccabilmente piana.

Questo risulta essere un requisito fondamentale per una posa a perfetta regola d’arte che, spesso, nei grandi formati risulta essere difficoltosa proprio per la scarsa planarità dei rivestimenti.

Piastrelle ultrasottili Ceramiche Lea
Anche Laminam spa é un’azienda italiana dedita alla produzione di lastre ceramiche di grandi dimensioni.

Tra queste, caratterizzate inoltre da uno spessore ridotto, c’è la lastra ceramica nel formato 1000 x 3000 mm, con spessore 3 e 5 mm, pensata per rivestire gli ambienti interni con l’applicazione a parete e a pavimento, nonché per gli esterni, a finire pareti ventilate che, oltre a funzionare bene dal punto di vista architettonico e tecnologico, risultano belle anche da vedere, con queste superfici che spaziano dalle texture naturali a quelle industriali e ultratecnologiche.

Nella loro produzione spicca per eleganza la serie Opificio Mediceo, una collezione che riproduce sulle lastre una selezione di antiche pietre preziose non più disponibili in natura.

Rivestimenti ultrasottili di Laminam
Anche Appiani, con la serie Light, propone dei rivestimenti perfetti per le pareti di cucine e bagni: si tratta di un prodotto in monopressocottura, il cui spessore è di 4 mm; disponibili in numerose varianti vengono posate sui rivestimenti presenti senza difficoltà alcuna.

Infine Kerlite di Cotto d’Este, un prodotto innovativo e rivoluzionario che ha dato vita ad un gres porcellanato sottile e leggerissimo in tre diversi spessori: 3 mm, 3,5 mm, 5,5 mm, del peso di 11,50 kg/mq.

Tali spessori sono ottenuti grazie ad una tecnologia produttiva all’avanguardia che vede le lastre pressate su nastro continuo e non in stampi tradizionali; ciò dona alle lastre una perfetta planarità ed un alto grado di elasticità e flessibilità.

Rivestimenti ultrasottili di Kerlite
Le piastrelle risultano molto resistenti, nonostante lo spessore ridotto; in particolare Kerlite 3 plus e Kerlite 5 Plus vengono ulteriormente rinforzate grazie all’applicazione di una stuoia di fibra di vetro sul retro della lastra.

La superficie di Kerlite non assorbe, è facile da pulire, è inattaccabile dagli acidi, resistente alle macchie e all’inquinamento, nonché frutto di un processo produttivo ecocompatibile che vede la riduzione del 70% di consumo di materie prime e acqua, di consumi e di emissioni.
Infine, alcune serie, dispongono di un innovativo scudo antibatterico, atossico e sicuro per la salute, che elimina fino al 99,9% dei batteri.

È la Protezione Antibatterica Micoban, sempre attiva 24 ore su 24 ed è permanente per tutta la vita del prodotto.
Anche in questo caso i formati sono molto grandi, fino a 300 cm, e sono disponibili tantissime finiture che si adattano bene in qualsiasi contesto, abitativo, commerciale o direzionale.

Insomma adottare dei rivestimenti ultrasottili rappresenta la soluzione ideale per rinnovare gli ambienti senza dover intervenire in maniera radicale: il vecchio pavimento o il rivestimento a parete fungerà così da supporto per la nuova superficie scelta tra le tante soluzioni proposte dalle aziende.

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Ristrutturare casa, tutto quello che bisogna sapere

Ristrutturare casa è un’impresa abbastanza difficile alla quale approcciarsi; ecco alcune semplici indicazioni per capire meglio come organizzare i lavori di casa.

Quando si decide di ristrutturare casa le considerazioni da fare sono tante, innanzitutto bisogna capire come valutare l’entità e quali lavori da fare in casa, cioè se la casa è solo da riordinare o interamente da ristrutturare.

Opere come la tinteggiatura delle pareti o la sostituzione di pavimenti non prevedono la richiesta obbligatoria di permessi comunali nè la presenza di un professionista come un architetto, un ingegnere o anche un geometra.

Ristrutturare casaSe i lavori invece sono più impegnativi allora è consigliabile rivolgersi ad un tecnico, soprattutto quando si ha intenzione di demolire e ricostruire delle pareti, anche perché in questo caso si dovranno organizzare tutte le fasi dei lavori, dalle demolizione alle finiture, dalla richiesta di preventivi al controllo dei costi e dei prezzi proposti dalle imprese edili etc.

Quando si parla di lavori di ristrutturazione questi si differenziano in lavori di ristrutturazione completa o parziale.

Se la ristrutturazione casa è completa, la prima cosa da fare è capire della cifra economica di cui si dispone, poi si procederà con il rilievo degli spazi da ristrutturare e successivamente con la proposta di un progetto di massima dei lavori da svolgere.

Definito il progetto, bisognerà poi predisporre la pratica da presentare al Comune, e se l’appartamento non presenta particolari vincoli architettonici si potranno subito intraprendere i lavori da fare in casa.

Ristrutturazione casa: la cucina open space
Una volta definite le opere da farsi e i relativi materiali, si fa la scelta dell’impresa che essenzialmente si baserà su vari parametri come il prezzo, i tempi ecc..

La ristrutturazione può essere anche parziale, cioè stiamo parlando di lavori che non richiedono grandi opere, come l’imbiancatura delle pareti, la sostituzione di pavimenti e rivestimenti che possono essere piastrelle o pavimenti in legno, la ricollocazione di prese e interruttori di corrente, a condizione che queste ultime non vadano a modificare nè l’impianto elettrico, nè quello idrico-sanitario giù esistente.
Operare sugli impianti quando si ristruttura casa

Ovviamente, a seconda del tipo di ristrutturazione che si decide d’intraprendere, gli interventi sugli impianti saranno differenti.

Per quanto riguarda l’impianto idraulico, bisogna dire che se la ristrutturazione casa è completa allora si tenderà a realizzare una colonna di adduzione centrale dell’acqua che poi verrà collegata ai singoli elementi, attraverso delle tubazioni in pvc o acciaio inox.

Ristrutturare una casa modifiche all’impianto idrico
Se invece abbiamo un impianto idraulico esistente che vogliamo rinnovare solo in parte, dobbiamo sapere che in allegato agli impianti idraulici c’è una certificazione di conformità che dovrà essere rilasciata dall’installatore e dovrà certificare l’esecuzione dei lavori a regola d’arte, secondo quanto indicato dalla legge 46/90.

In molti casi abbiamo situazioni per cui ci si ritrova ad avere rivestimenti e sanitari nuovi ma tubazioni molto vecchie, spesso si può incorrere nel rischio che i lavori di demolizioni da eseguire all’interno dello stesso appartamento possano comportare una rottura delle tubazioni stesse dovuta proprio alle frequenti vibrazioni.

Ristrutturare l’impianto elettrico Per quanto riguarda l’impianto elettrico si pensa di ristrutturare l’appartamento in modo completo, bisognerà accertarsi che vengano posate in opera le nuove canaline per l’alloggiamento dei fili elettrici: è importante che questi presentino scatole di derivazione debitamente posizionate, con annessi salvavita e interruttori magnetotermici per gli elettrodomestici.

Inoltre, visto che la linea elettrica si sta facendo ex novo è utile creare una linea privilegiata, protetta con interruttore automatico al quadro, da destinare agli elettrodomestici e se lo si ritiene opportuno, in appartamenti di grandi dimensioni, si possono creare due linee distinte per la zona giorno e la zona notte.

Se invece si decide di lasciare in essere l’impianto elettrico esistente, bisogna assicurarsi che questo sia stato fatto e messo a norma, questa verifica la si può fare o chiedendo la certificazione, oppure facendo verificare da un elettricista l’idoneità dei cavi e la potenza dell’impianto.

Per l’impianto a gas o si decide di creare un nuovo impianto con tubazioni a norma, protette opportunamente da una guaina, e posate in opera sotto al pavimento, oppure se si vuole utilizzare l’impianto a gas esistente bisogna richiederne la certificazione.

Se l’appartamento dispone di un impianto di riscaldamento termoautonomo, con caldaia alimentata a gas, bisognerà verificare che la posizione e le dimensioni dei fori di aerazione e dei tubi di esalazione siano effettivamente a norma prestando attenzione anche all’inclinazione e alla curvatura dei tubi.
Come ristrutturare casa in modo completo

Se invece la casa è completamente da ristrutturare, le lavorazioni cambieranno in funzione della tipologia costruttiva presente, ovvero, se stiamo parlando di un edificio in muratura piena, oppure di struttura in cemento armato e pareti in laterizio. Ovviamente quando nella ristrutturazione completa ci sono anche interventi su pareti, pavimenti, impianti, serramenti.

Innanzitutto, prima di posare in opera le nuove pavimentazioni, siano esse piastrelle o parquet, bisognerà creare un sottofondo in cemento, che preveda una rete elettrosaldata e l’apposizione di materiali che siano isolanti sia dal punto di vista termico che acustico.

Casa ristrutturata
Si potrà intervenire anche su serramenti, porte e finestre, sostituendoli completamente, anche perché questi elementi hanno una forte incidenza sull’isolamento termico di una casa.

Relativamente ai rivestimenti e agli intonaci, si dovrà procedere con la rimozione di quelli rovinati e con il loro ripristino. Questo è possibile solo se non si intende variare la distribuzione interna della casa, in caso contrario si dovranno uniformare le finiture, se si vogliono conservare i segni di interventi precedenti, si possono utilizzare tecniche di tinteggiatura non uniformi, come spugnatura, velatura e spatolatura e altre tecniche di pitturazione.

Ovviamente le fasi delle lavorazioni, dovranno seguire quest’ordine.

Ristrutturare casa

Si inizierà con i lavori relativi alla muratura così da definire gli spazi e configurare l’abitazione, poi si passerà all’impianto elettrico ed idraulico. Scelti i pavimenti e i rivestimenti si passerà alla loro posa in opera e infine si monteranno tutti gli infissi dalle finestre alle porte.

Costi di ristrutturazione

Relativamente ai costi di ristrutturazione, l’ideale sarebbe quello di non affidarsi ad una sola impresa, ma vagliare più proposte.

Può capitare però, che le proposte avanzate siano troppo salate rispetto agli effettivi costi delle lavorazioni, infatti proprio su questo bisogna stare attenti.

Come ristrutturare una casa
Per darvi un aiuto sul sito c’è una parte dedicata proprio al calcolo dei costi di ristrutturazione, che vi potrebbe chiarire alcune cose in merito ai vari preventivi che vi vengono proposti dalle varie ditte.
Incentivi per la ristrutturazione e detrazioni fiscali

Quando s’intraprendono dei lavori di ristrutturazione al proprio appartamento vi è la possibilità di detrarre parte delle spese sostenute per alcuni di questi attraverso la dichiarazione dei redditi, ovviamente non tutti possono beneficiare di questi incentivi e per poterne usufruire, bisogna compilare e presentare dei particolari documenti.

Per capire di quale tipo di detrazione stiamo parlando dobbiamo fare una distinzione in merito al tipo d’intervento di ristrutturazione eseguito, al periodo in cui questo è stato eseguito e all’importo dei lavori, in base a questo varierà il limite di spesa massimo ammesso.
Infatti con il decreto legge n. 63 del 6 giugno 2013, poi convertito in legge n. 90 del 4 agosto 2013, sono state introdotte una serie di agevolazioni fiscali a favore di contribuenti che abbiano in atto interventi edilizi.

Tali agevolazioni sono state prorogate fino al 31 Dicembre 2017 con la legge di Stabilità 2016.

Ristrutturare casa detrazioni

Secondo questa legge di Stabilità, le detrazioni fiscali per i lavori in casa si suddividono in questo modo:

– la detrazione fiscale del 55% per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente è stata elevata al 65% ;

– è stata introdotta un’ulteriore detrazione del 65% per interventi di messa in sicurezza compiuti su edifici siti in zone ad alto rischio sismico, realizzati dopo il 4 agosto 2013;

– è introdotto un bonus fiscale consistente in una ulteriore detrazione del 50% per un tetto massimo di spesa di 10.000 euro, per l’acquisto di mobili e elettrodomestici ad alta efficienza, ma solo per l’arredo di immobili oggetto di detrazione 50% per interventi di ristrutturazione.

A livello documentale l’esistenza di un edificio viene provata semplicemente con la richiesta di accatastamento, oppure attraverso la ricevuta di pagamento dell’ICI o dell’IMU.

Quindi se stiamo parlando di un immobile di nuova costruzione, le spese di questo non possono essere computate anche se rientrano nelle tipologie ammesse alla detrazione. Inoltre se parliamo di lavori di ristrutturazione la legge prevede il pagamento dell’IVA agevolata al 10%.
Tipi d’interventi detraibili

Una distinzione può essere fatta appunto in virtù delle tipologie d’intervento che come ben sappiamo sono molteplici quando parliamo di ristrutturazione.
Interventi di manutenzione ordinaria

Possono essere detratti gli interventi di questo tipo realizzati su parti comuni condominiali, tra cui rientrano la sostituzione integrale o parziale di pavimenti anche esterni e il rivestimento e tinteggiatura delle pareti esterne o interne dell’intero stabile.

Le detrazioni relative a questi tipi d’interventi vengono divise in base alla quota millesimale.
Interventi di manutenzione straordinaria

Sono tutti quegli interventi eseguiti sulle singole unità abitative che interessano il rinnovamento e la sostituzione di parti anche strutturali di edifici.

Lavori da fare in casa
Rientrano in questa categoria:

– l’installazione di ascensori e scale di sicurezza
– il rifacimento o la costruzione di scale interne
– la realizzazione e il miglioramento dei servizi igienici
– la nuova costruzione
– la demolizione e la ricostruzione di parte interna dei muri
– la posa in opera di una nuova pavimentazione esterna o sostituzione della precedente con modifica di superfici e materiali
– la sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande e con modifica di materiale o tipologia di infisso
– la realizzazione di recinzioni, muri di cinta o cancellate
– la sostituzione dei cancelletti d’ingresso con altri aventi caratteristiche diverse che possono riguardare materiali, dimensioni, colori
– la sostituzione dei solai di copertura con materiali diversi
– la sostituzione o la riparazione con innovazioni della caldaia esistente
– la sostituzione dell’impianto elettrico o l’integrazione per la messa a norma la sostituzione o la riparazione dell’impianto idraulico con innovazioni rispetto al preesistente.
Interventi di riqualificazione energetica

Sono tutti quegli interventi capaci di ridurre la quantità di energia necessaria per il riscaldamento dell’intero edificio

Rientrano in questi anche gli interventi eseguiti sull’involucro dell’edificio, quindi su tutte le strutture opache orizzontali o verticali, pavimenti e pareti, nonché le finestre comprensive di infissi.

Ristrutturare , riqualificazione energetica
Sono considerati anche l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda sanitaria.

Se si installa un sistema termodinamico misto che quindi produce in maniera combinata energia elettrica ed energia termica, si possono detrarre solo le spese relative alla produzione di energia termica.

Anche se si sostituiscono, integralmente o parzialmente gli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a condensazione, oppure impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza è possibile ottenere delle detrazioni.
Altri tipi d’interventi soggetti a detrazione

Rientrano in questa categoria gli interventi di ricostruzione dopo un evento calamitoso che prevedono il ripristino dell’immobile danneggiato, a condizione che sia stato dichiarato lo stato d’emergenza; gli interventi che prevedono l’eliminazione delle barriere architettoniche così da facilitare la mobilità interna o esterna all’abitazione per le persone portatrici di handicap ai sensi della legge 104/92; le opere volte a evitare gli infortuni domestici, come ad esempio la sostituzione del tubo del gas oppure di una presa, o ancora l’installazione del corrimano all’interno di una scala.

Ristrutturare casa, eliminazione delle barriere architettoniche
Possono essere soggette a detrazioni fiscali anche le spese per le prestazioni professionali ed eventuali spese per la progettazione connesse all’intervento di ristrutturazione, quindi la fattura dell’architetto o le perizie e i sopralluoghi necessari, gli oneri di urbanizzazione, l’iva, i bolli e i diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce.

Anche l’acquisto di elettrodomestici durante un intervento di ristrutturazione può essere detratto del 50%. Importante è che questi elettrodomestici siano di classe energetica A+ e posseggano l’etichetta energetica.

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Ecosostenibilità ed estetica degli infissi

Gli infissi costituiscono parte fondamentale della casa e oltre a garantire funzionalità e isolamento devono soddisfare requisiti di sostenibilità e estetica.

I serramenti esterni

Il settore dei serramenti esterni è sempre in continua evoluzione per rispondere alle maggiori esigenze richieste dal mercato produttivo in termini di risparmio energetico, comfort ambientale, sicurezza, qualità dei materiali ed estetica.

Una delle caratteristiche dell’infisso è di rispondere alla funzione di isolamento termico. La sua tenuta all’aria e all’acqua deve essere garantita da profili studiati in modo da permettere una chiusura ermetica su tutti e quattro i lati.

 

I materiali utilizzati nella realizzazione degli infissi sono vari: alluminio, ferro, acciaio, legno, pvc, corten, materiali misti, a cui si richiede alta resistenza strutturale ed indeformabilità nel tempo.
Ognuno dei materiali impiegati richiede l’utilizzo di accessori specifici: cerniere, maniglie, squadrette di giunzione, etc.

I serramenti inoltre si diversificano in diversi tipi: a taglio termico, a profilo freddo, di sicurezza, per facciate e rivestimenti.

Oltre a consentire il passaggio della luce e la visibilità all’esterno, gli infissi permettono l’areazione dei locali, l’affaccio all’esterno dell’edificio, l’accesso e il passaggio con porte e finestre e la protezione dell’abitazione da intrusioni.
L’estetica degli infissi

Gli infissi sono elementi architettonici, pertanto contribuiscono al valore estetico di un edificio.

Con lo sviluppo della tecnologia si sono ottenuti notevoli progressi nel settore, fino a fare diventare il serramento un elemento importante per quanto riguarda il risparmio energetico e la razionalizzazione degli spazi abitativi.

La scelta dell’infisso in base al colore, al vetro, alla forma, alla dimensione e alla tipologia deve essere studiata con particolare attenzione al contesto ambientale e storico in cui l’edificio si inserisce.

Ecosostenibilità ed estetica degli infissi di Dierre
Alcuni architetti di fama internazionale come Le Corbusier, Gropius, ma anche gli architetti contemporanei, non sottovalutano la scelta tipologica degli infissi nei loro progetti, diventando in alcuni casi anche elementi caratterizzanti la facciata dal punto di vista estetico ed identificativo.

Nella seconda metà del XX secolo i palazzi ad uso ufficio si caratterizzavano per le facciate continue vetrate, opportunamente isolate termicamente ed acusticamente, con vetri a bassa emissività e similari, sostituendo completamente le tamponature esterne.

Anche nel campo della sicurezza la tecnologia avanzata degli infissi garantisce una buona protezione: sicurezza in situazioni di emergenza, con porte tagliafuoco, vetro antiproiettile, serrature blindate, vetri stratificati, etc.
Tipologie degli infissi

Gli infissi possono essere apribili, fissi o presentare una parte fissa e una apribile, per rispondere alle varie esigenze e funzioni.

I serramenti a battente sono i più diffusi e le ante si aprono attraverso delle cerniere fissate sul lato verticale, con la chiusura sul lato opposto.

Finestra a battente
L’apertura può avvenire all’interno, con sistema a giunto aperto, dotato di una guarnizione centrale detta di precamera che offre maggiori garanzie di tenuta all’aria e all’acqua, o all’esterno, con guarnizione interna ed esterna.

L’apertura a vasistas è un sistema analogo a quello delle finestre a battente con apertura all’interno, ma le cerniere sono posizionate sul traverso inferiore e la chiusura su quello superiore.

L’anta a ribalta, è un sistema che permette l’apertura dell’infisso sia a battente che a vasistas con la stessa maniglia, con due posizioni per l’apertura.

L’apertura a sporgere invece, ha le cerniere nel traverso superiore e l’anta si apre all’esterno, questa soluzione è spesso utilizzata negli abbaini.

Ecosostenibilità ed estetica degli infissi by Obiettivo Legno
La tipologia a bilico si caratterizza con un anta ruotante su perni di rotazione intermedi, dotati di molle a scatto che permettono all’anta di rimanere bloccata nella posizione preferita, aprendosi in parte all’interno e in parte all’esterno.

I serramenti scorrevoli, utilizzati per porte-finestre e finestre, trovano maggior utilizzo in ambienti in cui le ante e i battenti sarebbero d’ingombro.L’apertura può avvenire con maniglioni fissi o con vaschette incassate.

Per superfici vetrate particolarmente grandi e vetri piuttosto spessi, è opportuno accertarsi che i carrelli di scorrimento siano adatti a sopportare il peso.

Ecosostenibilità ed estetica degli infissi di Obiettivo legno – Infisso scorrevole
L’apertura a libro prevede l’impacchettamento laterale delle ante, collegate tra loro mediante cerniere e perni che scorrono sui binari inferiore e superiore. Per la rimozione delle barriere architettoniche, il traverso inferiore può essere sostituito da un profilato sagomato e incassato nel pavimento.

La finestra a saliscendi, molto diffusa nei Paesi anglosassoni, è costituita da due ante che scorrono verticalmente una sull’altra.

I saliscendi consentono una facile pulizia dei vetri e le ante aperte non ingombrano all’interno della stanza, anche se l’areazione è limitata a metà del vano finestra. Il vetro di saliscendi viene tradizionalmente posto in opera con l’inglesina, cioè un accorgimento estetico che suddivide il vetro in tanti riquadri.
Estetica ed ecosostenibilità degli infissi

Con la linea di serramenti per esterni, a complemento delle porte blindate, l’azienda Dierre Spa risponde ad ogni esigenza di tecnologia, funzionalità, sicurezza e design, fuse in modo armonioso e intelligente, dando vita ad una gamma di soluzioni vasta e personalizzabile.

Una linea di battenti singoli o doppi, presenta il tipo di chiusura a cilindro di alta sicurezza. Grazie a telaio e controtelaio in acciaio zincato, le persiane Anthos sono a prova di scasso.

La cornice, in profilo di alluminio anodizzato e il telaio, sono disponibili in diversi colori: la versione standard bucciato in verde, in bianco, nero, grigio antracite e testa di moro o Ral bucciati. Le cerniere micron permettono un fissaggio perfetto anche a filo muro.

Ecosostenibilità ed estetica degli infissi- Dierre -sicurezza
Le finestre Screen della stessa azienda, garantiscono ottimi standard d’isolamento all’aria, all’acqua, al rumore, al vento e al freddo, grazie all’assoluto pregio dei materiali impiegati per la costruzione del telaio, del battente e del vetrocamera.

L’orientamento sulla sostenibilità ambientale viene effettuato dalla ditta attraverso la costante sensibilizzazione a tutti i livelli di attività, a partire dall’utilizzo di materiali eco-compatibili fino alla diffusione della cultura fondata sul rispetto dell’ambiente. Nel 2009 Dierre insieme a CasaClima diventano partner per ottenere benessere e risparmio.
Il serramento in legno

La scelta di un serramento coinvolge molti aspetti di carattere estetico e prettamente tecnico.
L’azienda OBIETTIVO LEGNO srl propone il sistema MONDIAL SYSTEM 2000 di infisso in legno lamellare a tre strati, realizzabile in tre tipologie di legno: Meranti lamellare Seraya, Rovere lamellare di Slavonia, Pino lamellare. Con vario spessore del telaio e dell’anta, cerniere in acciaio e zinco pressofuso e quattro fasi di verniciatura.

Ecosostenibilità ed estetica degli infissi soluzione di Obiettivo Legno
La finitura a base di resine innovative in emulsione acquosa, riducono la demolizione dello strato di legno sul quale è ancorata la vernice.

Queste nano-molecole speciali contengono inoltre particolari filtri UV per la protezione dai raggi solari.
La procedura interamente robotizzata che applica uniformemente questi composti chimici in ogni punto della superficie del serramento dona estrema durata alle massime esposizioni.

Doppia guarnizione termoacustica montata sul telaio fisso, prodotta con gomma termoplastica TPE-S di nuova concezione, certificata e conforme alla direttiva CEE sulla sicurezza, comprova sensibili riduzioni dello scambio termico/acustico e migliori performance fisiche e di tenuta rispetto ai materiali comunemente utilizzati, oltre a garantire la piena compatibilità con le vernici all’acqua applicate sul serramento. Vetrocamera basso-emissivo. Sigillatura con silicone acrilico.

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Pareti in mattone faccia a vista, da elemento strutturale a caratterizzazione estetica

Usato da sempre per strutture portanti o per tamponare, il mattone è apprezzato molto anche dal punto di vista estetico, come accade nelle murature a faccia vista.

Uso del mattone faccia vista sin dall’antichità

L’uso del mattone come materiale per realizzare manufatti nel settore edilizio risale alla notte dei tempi. Non è mai stato abbandonato del tutto adattandosi in qualche modo a usi e costumi legati ad esigenze pratiche ed estetiche del luogo e del periodo.

 

L’evoluzione riguarda piuttosto le tecniche di lavorazione, i materiali e i leganti utilizzati, anche questi a seconda dei momenti storici e dei luoghi di utilizzo.

A partire dal periodo più antico, il mattone in laterizio venne utilizzato in zone in cui non vi erano materiali da costruzione alternativi, come ad esempio pietre o legno, e veniva semplicemente essiccato all’aria. Veniva posato in opera senza uso di leganti, sfruttando l’umidità presente nei vari conci che formavano la parete, disposti in maniera irregolare.

Fu solo in seguito che vennero introdotti leganti liquidi a base di argille (Mesopotamia, XX sec. A. C.) o di calce (Campania, III sec. a. C.). In questo modo anche le disposizioni diventano più regolari, alternandosi, nella parete, mattoni e legante.

Mattone faccia vista
Per quanto riguarda la cottura si deve attendere l’epoca dei Sumeri, durante la quale si ebbe anche l’evoluzione formale del concio che diventa grosso modo simile all’attuale mattone, sebbene con misure più grandi. Non veniva più intonacato perché si preferiva l’effetto facciavista.

In Italia il mattone venne utilizzato molto più tardi, importato, come tecnica costruttiva e modalità di produzione, direttamente dai Greci. Venivano utilizzati soprattutto manufatti in terra cruda, mentre il cotto serviva a realizzare i manti di copertura (embrice) e a coprire le realizzazioni in terra cruda affinché non si degradassero in seguito all’azione degli agenti atmosferici.

Facciate in mattoni
Con l’epoca imperiale venne imposto l’uso di mattoni in cotto, molto più performanti, mentre i rivestimenti erano realizzati in marmo e travertino oltre che in stucco.

Grazie alle tecniche di lavorazione sempre più affinate le pareti in mattoni hanno rappresentato nel corso dei secoli una soluzione valida, ecologica ed economica per la realizzazione di varie tipologie di strutture.

Oggi si preferiscono materiali e tecniche costruttive che diano maggiori garanzie in termini di tenuta strutturale ed efficienza energetica, per cui le pareti in mattone, in laterizio o altri composti, sono soprattutto realizzate per tamponare o per rifinire strutture in altri materiali.

A questo proposito si sfruttano alcune caratteristiche intrinseche dei mattoni realizzati in laterizio, quali soprattutto la capacità di mantenere un buon isolamento sia termico che acustico oltre che impedire la formazione di muffe.

L’utilizzo delle pareti ventilate, inoltre, ha ridato ancora più dignità estetica ai mattoni, che hanno il vantaggio non indifferente di non necessitare di ulteriori rivestimenti, purché si utilizzino materiali idonei per la loro fabbricazione.
Pareti interne in mattoni facciavista in laterizio o pietra ricostruita effetto mattone

Una soluzione estetica molto apprezzata negli ultimi anni è quella che prevede una o più pareti interne realizzate o anche solo rivestite in mattoni lasciati a facciavista e non mi riferisco semplicemente a tavernette o locali simili.

Mattone facciavista: Italpietra
La finitura superficiale è poi quella che determina in maniera più definita l’effetto finale che si vuole dare a tutto l’ambiente, per cui tonalità rossicce creano atmosfere più calde, mentre tonalità tendenti al grigio creano atmosfere più del tipo industrial chic, ad esempio. Tra questi due estremi esistono variabili infinite per rispondere ad ogni esigenza di gusto.

Tra le aziende produttrici di rivestimenti di questo tipo l’azienda Italpietra, è una di quelle giovani ma con tanta esperienza nel settore.

Il prodotto in catalogo si chiama Mattone Rustico ed è disponibile nel tipico colore rossiccio in varie sfumature, dal rosso acceso al marrone, impresse alla terra durante il processo di cottura.

Parete mattone facciavista
Le superfici realizzate con questa collezione sono piane ma ruvide, con tutte le imperfezioni del prodotto fatto a mano o smussato negli angoli per effetto degli agenti atmosferici o del passare del tempo.

Mattone Rustico riprende forma e dimensioni del mattone romano classico: in rosso riprende il colore dell’argilla cotta, mentre nella versione bianca, Mattone Ricostruito con spessore 1,5 cm, ne è una rivisitazione in chiave moderna. Le dimensioni di Mattone Rustico sono di 24,5 x 5,5 cm, con uno spessore di 2,5 cm che è costante per tutti i pezzi.

Mattone Rustico è utilizzabile sia all’esterno che all’interno poiché è certificato per rispondere a tutti i requisiti richiesti per assicurare la giusta protezione e la corretta coibentazione termica e acustica.
Pareti con mattoni facciavista per ambienti moderni

Decisamente dedicati ad ambienti contemporanei sono i mattoni della collezione Smoked Bricks di S.Anselmo, realizzati in pasta nera con effetto cromatico dai toni sfumati che ben si prestano ad affiancare altri materiali tipici delle architetture di oggi come il vetro e l’acciaio.

Mattone facciavista: S. Anselmo, esempi di fughe con malta bianca e malta grigia
Per il giunto la scelta della malta deve essere oculata, l’azienda abbina prodotti ad hoc come Malta Bianca e Malta Grigia.

La prima è consigliata in tutti quei casi in cui si voglia evidenziare l’effetto decorativo della parete in mattoni, soprattutto in ambienti di piccole dimensioni dove i mattoni stessi definiscono il pattern superficiale della parete.

Al contrario, la malta grigia ammorbidisce l’impatto decorativo del mattone a tutto vantaggio della parete, nel suo insieme, come accade in ambienti molto grandi.
Pareti esterne in mattoni facciavista

Quando sono utilizzati per l’esterno, i mattoni possono essere realizzati anche con forme e forature particolari, come accade nel caso dei frangisole, elementi che creano ombreggiature in zone particolarmente esposte, oppure nelle pareti ventilate.

Anche qui i mattoni devono avere caratteristiche intrinseche di qualità, per impedire che gli agenti atmosferici ma anche solo la luce solare vadano a inficiare la resa estetica della superficie variandone le cromie.

Mattone facciavista: Smorlesi, frangisole
I mattoni Smoked Bricks sono utilizzabili anche per l’ isolamento a cappotto facciavista , nei sistemi ISOVISTA®.

Nato dalla pluriennale esperienza S. Anselmo, il sistema/pannello ISOVISTA® sfrutta in maniera innovativa l’unione di un materiale isolante con i listelli facciavista.

Altra caratteristica innovativa è la realizzazione di una battentatura perimetrale del pannello stesso in modo tale da garantire continuità superficiale dell’isolamento anche nei giunti, evitando la formazione di ponti termici.

Lo spessore del polistirene espanso può essere, a scelta, di misure da 3 a 12 cm, con grande libertà per ogni esigenza di isolamento a cappotto sia all’interno che all’esterno.

Mattone facciavista: S. Anselmo, pannello IsovistaMattone facciavista: S. Anselmo, rivestimento a cappotto con il pannello Isovista
La posa in opera è semplice e veloce e questo contribuisce ad un notevole risparmio delle spese di cantiere. Ogni pannello ha la forma con incastro a pettine con inserite delle rondelle di ancoraggio che ne permettono un fissaggio semplice alla parete, basta poi semplicemente riempire le fughe.

Il peso ridotto del pannello contribuisce alla messa in opera facile e a regola d’arte.
Realizzazione di parapetti in mattoni facciavista

Anche i parapetti esterni possono essere realizzati con mattoni lasciati facciavista e seguono le stesse regole di finitura e protezione superficiale esterna delle facciate, anche se la loro funzione è diversa.

In ogni caso bisognerà tenere presente che potrebbero subire seri danni dall’azione degli agenti atmosferici, primi fra tutti la pioggia e il gelo. La certificazione di materiale antigelo, infatti, è una delle più importanti che deve accompagnare l’articolo scelto.

Mattoni faccia a vista
Un altro accorgimento importante riguarda invece la realizzazione del parapetto in relazione a come viene impostata la pendenza della pavimentazione per evitare ristagni di acqua piovana che andrebbero a causare eventuali fenomeni di assorbimento e conseguente risalita capillare.

Una pendenza verso il parapetto indica la necessità, in fase di posa del rivestimento del pavimento, di prolungare la guaina di impermeabilizzazione anche sulla parte inferiore del muretto, completando il tutto con l’applicazione di una scossalina.
A proteggere invece in parte le pareti del parapetto basterà sistemare sulla sommità un elemento in materiale a scelta, piano e sporgente da entrambi i lati, per evitare che l’acqua piovana vada a colpire direttamente le pareti.

Per evitare che l’acqua, gocciolando lungo questi elementi, raggiunga lo stesso le pareti, sarà opportuno realizzare delle scanalature al di sotto delle sporgenze.

Anche il giunto di malta tra i mattoni avrà delle caratteristiche precise: non oltre 1 cm di spessore per assicurare la facilità di realizzazione e una tenuta della struttura all’azione delle intemperie. Per inibire ristagni di acqua non dovrà essere sporgente bensì a filo o, preferibilmente, a gola.

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Come scegliere le porte dell’ingresso di sicurezza

Una volta si definiva semplicemente porta blindata, oggi si preferisce usare il termine più specifico di porta d’ingresso di sicurezza, ma il concetto è lo stesso.

Porta blindata o d’ingresso di sicurezza, caratteristiche

Le porte d’ingresso di sicurezza si definivano un tempo porte blindate, semplicemente, sottolineando la caratteristica prevalente di essere particolarmente resistenti alle effrazioni.

A questa qualità se ne aggiungono oggi altre che, oltretutto, devono rientrare in valori ben precisi, dettati da normative più specifiche che si sono nel frattempo aggiunte alle normali leggi.

 

Una porta d’ingresso di sicurezza, per essere definita e certificata a fine lavori come tale, deve rispondere a questi requisiti:

– essere in grado di isolare acusticamente;
– assicurare la giusta tenuta all’acqua, all’aria e al vento;
– avere valori di trasmittanza termica non in conflitto con la normativa attuale sul risparmio energetico.

Ovviamente la capacità di resistere alle effrazioni rimane una qualità imprescindibile. Non solo, ma installare una porta del genere dà diritto ad agevolazioni fiscali in misura del 50% di abbattimento dell’Irpef, se inquadrato come intervento destinato a migliorare la sicurezza dell’edificio.

Sempre a proposito di benefici fiscali, se il portoncino di sicurezza è previsto in un edificio esistente per il quale delimita un volume riscaldato e se, inoltre, risponde a determinati requisiti costruttivi, si può beneficiare anche della detrazione Irpef del 65% perché la sua sostituzione rientra tra quelle previste nei lavori per migliorare l’efficienza energetica dell’involucro edilizio.

Ricordo che, con la nuova Legge di Bilancio 2017 tali benefici sono stati prorogati a tutto il 2017.
Modelli di porta d’ingresso antieffrazione in alluminio

Tra le aziende leader in questo settore Hormann Italia Srl costituisce indubbiamente una presenza importante, non solo dal punto di vista dell’offerta di prodotti tecnicamente innovativi ma anche dal punto di vista della ricerca formale.

Tra i modelli più performanti prendo in considerazione ThermoSafe e ThermoCarbon, realizzati in alluminio.

Si tratta di modelli di porte d’ingresso di sicurezza che garantiscono alte prestazioni in termini di sicurezza, oltre che di isolamento termoacustico, rispetto a tutti parametri di riferimento della normativa vigente.

Sono anche modelli studiati formalmente per poter essere personalizzati e rappresentare così un’ottima soluzione dal punto di vista estetico, visto che un portoncino d’ingresso può, a tutti gli effetti, considerarsi un biglietto da visita.

Il fatto di essere realizzate in alluminio rende queste due porte sicure dal punto di vista della coibentazione termica e acustica, della stabilità e della sicurezza oltre a non necessitare di ulteriore riverniciatura, come invece accade per altre finiture.

Porte d’ingresso di sicurezza di Hörmann, ThermoCarbon coibentazione
ThermoSafe èspecifica se ci sono esigenze particolari di coibentazione termica, oltre che di sicurezza.

Ha un battente di 73 mm di spessore e serratura di sicurezza di serie a 5 punti, il valore UD arriva fino a 0,8 W/(m2K) relativamente a dimensioni 1350×2350 mm.

Se tali esigenze sono particolarmente elevate allora ThermoCarbon è ancora più performante, con i suoi 100 mm di spessore del battente e un valore UD fino a 0,47 W/(m2K) sempre per dimensioni 1350×2350 mm. Il profilo è rinforzato con fibre di vetro in carbonio e la serratura di sicurezza è a 9 punti.

Porte d’ingresso di sicurezza by Hörmann, ThermoSafe
Il composito fibre di vetro e carbonio fungente da taglio termico, la finestratura tripla o quadrupla isolante e coibentata termicamente e tutte le caratteristiche precedentemente sottolineate, fanno di ThermoCarbon la porta ideale per le case passive.

Porte d’ingresso di sicurezza modello di Hörmann, ThermoCarbon
Per quanto riguarda invece la personalizzazione, Hörmann permette di realizzare queste porte in innumerevoli versioni, con la possibilità, tra l’altro, di inserire finestrature e integrare elementi laterali e sopraluce.

La struttura del battente di queste due porte di sicurezza èintegrata, per cui la superficie è complanare da entrambi i lati, a tutto vantaggio dell’estetica sia esterna che interna.
Nella villa a Dubai la porta di sicurezza èa bilico verticale

Una tipologia di porta d’ingresso di sicurezza molto apprezzata èquella della porta a bilico verticale e il brand veneziano Oikosè sicuramente, da trent’anni, tra i leader di questo mercato, nel settore di alta gamma.

Il modello Synua, in particolare, èdedicato alla chiusura di passaggi di grandi dimensioni potendo raggiungere le misure di 2,2 m di larghezza per 3 m di altezza di una sola anta.

Porte d’ingresso di sicurezza di Oikos, Synua
Le caratteristiche principali di Synua sono legate sia alle prestazioni che al design e questo èil motivo per cui questo modello è considerato un po’ il fiore all’occhiello del marchio, tanto che è stato scelto dall’architetto libanese Chakib Richani per l’ingresso di una villa a Dubai.

Synua è personalizzabile con vari materiali adattandosi al contesto e ha un design pulito, non avendo alcun cardine o vite a vista. Dal punto di vista delle prestazioni, invece, sono da sottolineare la classe 3 antieffrazione di serie, 38 dB di isolamento acustico e 1,6 di isolamento termico.

Ha, inoltre, di serie, una capacità di resistenza all’aria pari a 2, all’acqua pari a 5A, C4 al vento e, a richiesta, EI 60/120/ e UL-FD 120 per i mercati americano e canadese.

Si possono aumentare tali valori a richiesta, con installazione del kit Mose e si può abbinare la serratura elettronica Arckey, gestibile tramite app per smartphone.

Dal punto di vista stilistico, il modello di porta di sicurezza Synua ben si presta ad ambienti dove gli spazi sono ampi e dalle proporzioni maestose sottolineate dalla valorizzazione della luce naturale che crea suggestioni molto particolari.

Porte d’ingresso di sicurezza: Oikos, Synua
È quello che succede in questa villa a Dubai, costruita a Palm Jumeirah, dove le influenze classiche sono ben evidenti proprio nella gestione dei grandi spazi. Costruita su due piani, la villa è caratterizzata dalla presenza di ampie vetrate che lasciano passare la luce in tutti gli ambienti.

A destrutturare il volume regolare della costruzione èdemandato il cubo in marmo del piano superiore, mentre la piscina del piano inferiore fa da specchio agli ambienti interni, tutti a vista.

Porte d’ingresso di sicurezza: Oikos, Synua
Un sapiente gioco di muri rigorosi, vetrate e boiserie in legno serve a schermare l’abitazione verso il lato pubblico, senza per questo creare chiusure troppo opprimenti, giocando, appunto, con la luce riflessa da vetri e acqua.

La pavimentazione in gres porcellanato chiaro conduce all’ingresso pedonale definito dall’imponente porta blindata Synua in finitura Legno Vivo in quercia antica e dalla maniglia in acciaio orizzontale, porta che occupa l’intero passaggio grazie alla boiserie sistemata a tutt’altezza.

Anche i colori scelti per i materiali all’interno contribuiscono ad esaltare gli spazi ampi, a partire dal marmo dei pavimenti per finire ai muri e ai soffitti dipinti di bianco. Suggestivo l’apporto cromatico dell’azzurro del mare e dell’acqua delle piscina, filtrati dalle vetrate.
In tutto questo risaltano ancora di più le calde cromie della porta e del tavolo con le sedie. In particolare, la scelta di questo modello di porta blindata di sicurezza a bilico verticale fa sì che si sfrutti al massimo lo spazio, dando all’interno dell’abitazione ampiezza e luminosità.

L’altezza è sottolineata dalla continuità dei materiali che conferiscono al tutto, insieme alle vetrate del corridoio d’ingresso, uno stile minimalista pur nel rispetto della maestosità, tipica dello stile del progettista.
Tecnologia ispirata all’ingegneria aeronautica per la porta d’ingresso di sicurezza

Si ispira all’ingegneria aeronautica la porta d’ingresso di sicurezza Sleek, del marchio Dierre Spa. Disponibile in varie finiture, èl’ideale contro effrazioni, rumori e sbalzi termici.

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Sicurezza, longevità e risparmio con la pulizia e manutenzione degli elettrodomestici

Una corretta manutenzione dei nostri elettrodomestici è in grado di garantire maggior durata e miglior funzionamento di frigoriferi, forni, lavatrici e caldaie

Come far durare più a lungo gli elettrodomestici di casa

La casa è il teatro di mille attività che svolgiamo quotidianamente, a partire da quelle più semplici che compiamo anche più volte al giorno.

Ad accompagnarci e facilitarci la vita tra le pareti domestiche, rendendo la casa più confortevole e facendoci spesso risparmiare maggiori fatiche, sono gli elettrodomestici, alleati indispensabili per scaldarci o rinfrescarci, lavare stoviglie, fare il bucato, cucinare.

Ma siamo davvero sicuri di prenderci cura di loro nel modo corretto?

 

IMQ, l’Istituto Italiano del Marchio di Qualità, ha stilato una serie di semplici regole da applicare a ciascun elettrodomestico, dal frigorifero al condizionatore, passando per la caldaia e la lavatrice, al fine di garantire maggiore longevità a tutti gli utili apparecchi presenti in casa.

Questo ci farà guadagnare in salute e sicurezza, mettendoci al riparo da guasti e spiacevoli quanto rischiosi incidenti domestici, ma anche risparmiare, tagliando di conseguenza anche i costi in bolletta.

Trattare con cura gli elettrodomestici significa dunque utilizzarli correttamente senza dimenticare di svolgere regolarmente operazioni di manutenzione per farli funzionare meglio, risparmiando energia, assicurandogli lunga vita.
Pulizia e manutenzione degli elettrodomestici in cucina: frigo, cappa e forni

Elettrodomestici in cucina
La cucina è spesso il laboratorio di casa e per questo l’ambiente più ricco di elettrodomestici importanti, oltre a quelli piccoli che usiamo per le preparazioni dei pasti, per esempio.

Manutenzione frigoriferoIl frigorifero, se non è dotato della funzione No Frost, deve essere sbrinato manualmente.

È consigliabile farlo quando lo strato di ghiaccio formato all’interno è sotto al centimetro, quando la lastra è più spessa, infatti, sottrae spazio e freddo agli alimenti conservati, e i consumi aumentano.

Invece, una volta l’anno è bene pulire il condensatore, la caratteristica serpentina collocata sul retro del frigo, e spegnere l’apparecchio, svuotarlo e pulirlo con cura, meglio se con prodotti naturali.

Non dimentichiamo nemmeno di controllare le guarnizioni in gomma, che sigillano i vani del frigo: nel caso in cui siano rovinate, devono essere sostituite.
Cappa in cucinaPer quanto riguarda la cappa, la prima cosa da fare è controllare l’efficienza dell’apparecchio: basta avvicinare un foglio di carta alla cappa e azionarla alla massima velocità per capire se aspira ancora bene.

Se così non fosse, basterà sostituire ogni due o tre mesi i filtri, generalmente sintetici, che hanno la funzione di assorbire e trattenere il grasso e i vapori di cottura.

Esistono, a seconda dei modelli, anche filtri metallici o filtri antiodore ai carboni attivi: i primi limitano il rischio incendio, i secondi vanno sostituiti, ma meno frequentemente di quelli sintetici.

Basta invece passare un panno inumidito con detersivo delicato (quelli al cloro possono rovinare l’acciaio inox) per pulire e togliere odori e residui esternamente e sulla luce della cappa.

Forno pulizia e manutenzioneIl forno è un elettrodomestico che va pulito con la massima attenzione perché lì cuociamo i nostri piatti e dobbiamo assicurarci che il vano sia pulito prima dell’uso e ripulito subito dopo, prima che si raffreddi totalmente.

Il calore, infatti, ci aiuta a ripulire schizzi e residui di olio e grasso.

Una facile accortezza consiste nell’introdurre nel forno acceso una ciotola d’acqua: il suo vapore aiuterà a sciogliere lo sporco.

Le operazioni di pulizia del forno oggi spesso sono facilitate perché le pareti interne sono lisce e non porose e molti apparecchi di nuova generazione sono inoltre dotati della funzione pirolitica:
durante la pirolisi la temperatura sale a 500 gradi provocando la combustione e la polverizzazione di tutti i residui di cottura.

Questo sistema garantisce l’autopulizia del forno e la totale igiene: basterà soltanto raccogliere la cenere che si è depositata sul fondo.

Le griglie e la leccarda si puliscono invece con detersivo e l’aiuto di una paglietta per sgrassare in profondità.

Il forno a microonde si pulisce invece con un panno o una morbida spugnetta umida, senza ricorrere a detergenti, assicurandosi sempre che la chiusura sia perfetta, altrimenti si procede anche in questo caso con il cambio della guarnizione.
Manutenzione di caldaia e scaldabagno

Soprattutto prima dell’avvio della stagione invernale, con l’accensione dei termosifoni, è fondamentale chiamare il personale che vi ha installato l’apparecchio per far fare alla caldaia i controlli di legge necessari una volta all’anno oppure ogni due anni.

La manutenzione annuale serve per la nostra sicurezza, oltre che per garantire la migliore resa della caldaia e il giusto consumo. Quando la caldaia dev’essere pulita rende meno e consuma più gas combustibile. La verifica del rendimento di combustione va fatta ogni due anni; il tecnico della caldaia misura i valori dei fumi emessi, il loro scarico, l’eventuale e pericolosissimo ritorno dei fumi nel locale e infine indica l’efficienza della caldaia.

È consigliabile la stipula di un contratto che assicuri controlli e manutenzione programmata e preventiva dell’impianto a cura dei tecnici abilitati. Ai tecnici dell’impresa spetterà anche l’aggiornamento del libretto di impianto e la compilazione del modello H per l’autodichiarazione da trasmettere a Comune o Provincia di competenza.

Dopo ogni intervento tecnico al cliente deve essere rilasciata una bolla di lavoro che contiene le verifiche, la manutenzione effettuata e la dichiarazione che gli interventi siano stati fatti a norma.

ScaldabagnoAnche lo scaldabagno deve essere controllato da personale qualificato.

Quello a gas a camera aperta e non a tenuta stagna, può essere installato soltanto in locali ben areati, mai nelle stanza da letto o in bagno.

Il tubo in gomma del gas dev’essere controllato sistematicamente e se mostra deterioramento va sostituito.

La sua durata massima è comunque di cinque anni e dev’essere impressa sul tubo.
Se si trova in cucina, il tubo dev’essere flessibile e in acciaio inossidabile.
Come fare manutenzione a lavatrice e lavastoviglie

Il nemico numero uno della lavatrice è il calcare: per prevenirne la formazione o rimuoverlo bisogno ricorre a specifici prodotti decalcificanti da usare per tutti i lavaggi.

Manutenzione ordinaria della lavatrice
Per eliminare fili, pallini della lana e altri residui, bisogna ricordarsi di pulire il filtro di scarico almeno una volta al mese: sarà sufficiente a evitare fuoriuscite d’acqua e intasamenti.

Quando si apre il filtro, ricorrere a una bacinella da mettere sotto per raccogliere e non disperdere l’acqua in uscita. Anche la vaschetta dei detersivi va lavata e tenuta pulita, utilizzando per esempio l’aceto. L’oblò dovrebbe essere lasciato aperto dopo i lavaggi per far circolare aria e asciugare l’interno, prevenendo muffe alla guarnizione.

Della lavastoviglie vanno invece tenuti puliti filtro e guarnizioni: il primo si sciacqua sotto l’acqua corrente; la guarnizione si pulisce una volta al mese per eliminare residui e sporco e va tenuta asciutta per prevenire cattivi odori e l’insorgere di muffe.
Pulizia dei filtri del condizionatore e del depuratore d’aria

Questi due impianti funzionano filtrando l’aria, uno per rinfrescare l’ambiente, l’altro per depurarla.

Molti modelli oltre al filtro a carboni, sono dotati anche di quelli fotocatalitici ed elettrostatici che devono essere sostituiti ogni due anni.

Sostituzione dei filtri del condizionatore
I filtri a carbone del condizionatore, apparecchio in funzione stagionalmente nei mesi estivi, si devono pulire solo con acqua corrente e aspirapolvere, e lasciati rigenerare al sole, senza ricorrere ad agenti chimici che possono rovinare l’involucro.

Prima di pulire qualsiasi parte, è fondamentale staccare la spina di alimentazione.
Stessa accortezza va adottata anche quando si vuole pulire il depuratore d’aria e basta passare un panno morbido: la griglia va invece spazzolata delicatamente con setole morbide.

Il pre filtro si lava periodicamente a mano, mentre il filtro Hepa non si può lavare, ma va sostituito ogni 3 o 6 mesi quando diventa di colore grigio scuro.

Infine, il filtro elettrostatico si lava con acqua e sapone: una spia indica quando è saturo e spesso in contemporanea si spegno automaticamente l’apparecchio per far procedere con la corretta manutenzione.
Consigli per l’acquisto di un elettrodomestico

Elettrodomestici di uso comune di casaIn fase di acquisto è buona norma prestare attenzione ad alcuni aspetti:
verificare che il modello sia ancora in produzione, che siano facilmente reperibili pezzi di ricambio e che il centro assistenza di quella marca sia vicino a voi e comodo al bisogno.

Non dimenticare di leggere e seguire il libretto di istruzioni prima dell’uso (scaricandolo on-line nell’eventualità che non ci sia la versione cartacea nella confezione) e conservare bene la garanzia di due anni (meglio fotocopiare lo scontrino che con il tempo rischia di sbiadire) e riportare al venditore il prodotto in caso di guasto entro 60 giorni dall’acquisto.

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Bonus Energia e Ristrutturazioni anche nel 2016

In arrivo con la Legge di Stabilità 2016 la proroga degli Bonus Ristrutturazioni, Arredi ed Ecobonus, con possibili estensioni di platea: ecco tutte le proposte.

Francesca Vinciarelli – 30 settembre 2015
In via di conferma, con la Legge di Stabilità, la proroga dei Bonus Energia e Ristrutturazioni, ovvero della detrazione fiscale pari rispettivamente al 65% e al 50% concessa sotto forma di credito d’imposta per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici e per i lavori di ristrutturazione semplice. Non si tratta di una stabilizzazione degli incentivi fiscali ma di una loro estensione al 2016 con le medesime aliquote del 2015. Diversamente, sarebbe stato troppo complicato far quadrare i conti.

=> Bonus Ristrutturazioni verso la riconferma 2016

Tra le buone notizie c’è anche l’ampliamento dei casi in cui si potrà usufruire dell’Ecobonus del 65%, grazie ad un nuovo stanziamento di 350 milioni di euro. Probabilmente saranno coinvolti edilizia pubblica e alloggi popolari, ma anche la ristrutturazione di capannoni e stabilimenti delle imprese, come proposto da Confindustria-ANCE.

=> Bonus Ristrutturazione 2016: novità e istruzioni

C’è poi il capitolo Bonus Arredi, anch’esso in via di proroga con detrazione fiscale al 50%, con possibile estensione a giovani e coppie che vanno in affitto e acquistano arredi, come richiesto dal Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio. Il problema sollevato dal Ministero dell’Economia con riferimento a questa opzione, tuttavia, riguarda la difficoltà di stimare la platea dei beneficiari e quindi anche la spesa.
Possibili novità sono in arrivo anche per le ESCO, le Energy Saving Companies: si sta pensando di utilizzare l’Ecobonus del 65% per incentivare i progetti delle ESCO che si alleino con le imprese di costruzione nel interventi di riqualificazione energetica su condomini o grandi edifici.

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Idee regalo per la tavola e la cucina

Con le festività, i marchi che ogni giorno arredano le nostre tavole reinventano strumenti ed accessori classici, arricchendoli di nuovi colori e funzionalità.

Il Natale anche in cucina

Eleganti, dalle linee raffinate e allo stesso tempo pratici e funzionali, gli accessori e gli utensili per la tavola e la cucina si vestono di originalità e rivestono nuove funzioni, arredando in modo esclusivo le tavole delle nostre case.

 

Tra la vasta gamma di articoli disponibili, molti sono poi particolarmente adatti ad essere regalati e ad avere un ruolo di primo piano nel periodo delle feste.
Idee regalo per la tavola

Tra i settori che offrono continuamente idee regalo originali ed accattivanti, troviamo sicuramente quello dell’arredo della tavola, dove oggetti che fanno parte della vita quotidiana, come saliere, portapane, cestelli per il vino e bicchieri scoprono nuove linee e motivi decorativi grazie alla mano di designer esperti e creativi. Ne sono un esempio gli anelli spargi sale e pepe, nati dalla creatività della designer di origine persiana Layla Mehdi Pour.

I suoi gioielli si chiamano FëlFël, parola che in lingua persiana significa pepe, e rappresentano, come affermato dalla stessa Layla, una figura simbolica sulla tavola, per due spezie sempre presenti assieme, come due eterni amanti.

Idea reagalo FelFel, porta sale e pepe di Layla Mehdi Pour
Gli anelli sono realizzati artigianalmente da esperti ceramisti italiani e presentano sulla superficie dei rilievi che consentono ai soggetti ipovedenti di distinguere lo spargi pepe dallo spargi sale. Tre i colori disponibili, bianco rosso e nero, con finitura lucida o mat.

Molte idee regalo innovative, per arricchire la tavola e la vita di tutti i giorni arrivano anche da Gio’Style, azienda leader e marchio storico italiano di accessori per la cucina, con quattro nuove collezioni.

Porta tovaglioli collezione For Me Rosso Natale di Gio’Style
Tutti gli articoli, ideati dal designer Marco Maggiani, sono arricchiti da un caratteristico motivo a cerchi e sono reinventati con nuove forme e colori, a prezzi molto contenuti.

Tra le proposte più originali, troviamo senz’altro il raffinato secchiello della collezione N.Ice Drop. Il cestello è formato da mattonelle refrigeranti dalla caratteristica forma circolare, ed è ideale per portare in tavola spumante e bevande per le feste, in modo pratico ed elegante allo stesso tempo.

Fanno invece parte della collezione ForMe il portatovaglioli, il porta bicchieri, il cestino tondo milleusi, l’insalatiera, il portarotolo e l’insalatiera, tessuti con l’esclusivo motivo a cerchi e disponibili in diverse dimensioni. Ideali da mettere sotto l’albero di Natale sono poi gli accessori

Ciotola collezione For Me Rosso Natale di Gio’Style
ForMe rosso Natale: il cestino tondo, il porta bicchieri, il portatovaglioli e il doppio posa mestolo, sono caratterizzati non solo dal motivo a cerchi ma anche dal tipico colore delle feste natalizie.

Colorati ed originali sono i contenitori ermetici della nuova collezione Con.Tengo.

Disponibili in nove diverse tonalità, in forma cilindrica o rettangolare e decorati con il motivo a cerchi, questi contenitori sono pensati per portare allegria e originalità sulla tavola e nelle dispense della cucina. La collezione ermetici si presenta in due versioni, quella classica e quella ideata appositamente per le feste. La prima propone i classici contenitori blu, disponibili in ben quindici formati, di forma quadrata o rettangolare.

La versione per le feste reinventa invece i contenitori tradizionali in dodici formati, sempre quadrati o rettangolari.

Idea regalo Set da Burraco By Punti e Fantasia
Per chi ama le atmosfere tipiche dell’autunno, oppure i giochi di carte che si possono organizzare durante le festività natalizie Punti e Fantasia propone infine una selezione di accessori esclusivi e raffinati, ricamati a di carte da gioco.

Idee regalo per la cucina

A portare eleganza, funzionalità e innovazione in cucina ci pensa Lagostina, con una vasta gamma di pentole, teglie e confezioni regalo. Tutte idee originali e prestigiose, adatte a soddisfare ogni tipo di esigenza. Molto accattivanti sono ad esempio le sette confezioni regalo della linea Strumenti e segreti, nati dall’esperienza dell’Accademia di sapore e dalla sapienza dello chef Massimiliano Mariola, tutti i set sono il regalo ideale per aspiranti chef ed amanti della cucina. Associati ad un diverso tipo di preparazione (L’Arrosto, Il Risotto, La Pasta, Il Fritto, Le Creme, La Piadina e La Tagliata) le confezioni contengono anche il ricettario con i Segreti del cuoco.

La linea Patrimonio, pensata per chi in cucina ama unire alla praticità la bellezza delle forme, comprende strumenti di cottura caratterizzati da una lucidatura a specchio e da linee perfette, completi di utensili in frassino. La linea è composta da due set: La Pasta, con coperchio, cestello, servi spaghetti e dosaspaghetti in frassino, e Polenta-Minestrone, con mestolo in acciaio e utensile in legno e la Risottiera.

Risottiera de Lagostina
Per gli amanti della cucina sana e leggera, nel pieno rispetto dell’ambiente, Lagostina ha ideato invece la pentola a pressione Domina Vitamin.

Questa pentola, grazie alla valvola di esercizio a due pressioni, conserva le vitamine e tutti i principi nutritivi contenuti nel cibo mentre grazie al dosatore brevettato Ecodose, è in grado di misurare i liquidi necessari alla cottura, evitando sprechi. Il cestello a filo, inoltre, inserito all’interno, permette di cuocere anche a vapore. Un regalo sicuramente adatto a chi cucina molto e cerca prestazioni professionali, sono gli strumenti di cottura della linea Expert Pro. Dotati del rivestimento antiaderente Meteorite Intensium e dell’esclusivo fondo Resistal, queste pentole garantiscono una resistenza eccezionale all’usura oltre ad una perfetta diffusione del calore in fase di cottura.

Pentola a pressione de Lagostina
Il Top Coat, rinforzato con zaffiro ad effetto 3D, rende tutti gli strumenti resistenti a graffi ed abrasioni mentre l’esclusiva tecnologia Lagospot consente di ottenere la temperatura giusta per ogni tipo di cottura.

Ideale per i single e per chi vuole cucinare piccole porzioni, è invece la linea Mini, composta da una mini padella Cuoci Uovo, ottima per uova e pancake, un Mini Grill, pensato per la cottura alla griglia, e un Mini Wok, adatto alla preparazione sia di carne che di verdure. Tutti gli strumenti sono dotati di rivestimento Meteorite Resistium.
Gli aspiranti pasticceri potranno infine trovare gli strumenti giusti nella linea Virtuosa, composta da teglie in acciaio e stampi dalle forme svariate, con rivestimento antiaderente.

Le ciotole della linea I Cucinieri, poi, uniscono un design raffinato ad un’elevata funzionalità, con la base separata che consente di mixare gli ingredienti comodamente.

Le ciotole sono abbinate ad una frusta in silicone, ottima per creme perfette, e ad un pennello sottile, sempre in silicone per rifinire i dessert, insieme ad una grattugia a doppia lama.

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Come realizzare originali palline di natale

L’albero di Natale cambia faccia, se ci impegniamo a creare decorazioni fai da te, palline e non, seguendo spiegazioni, tutorial passo a passo e usando le mani.

 

In ogni cantina o soffitta di casa, ci sono scatoloni che contengono palline e addobbi natalizi.
In genere usiamo sempre i più nuovi ,ed escludendo quelli che ci ricordano l’infanzia o hanno un particolare valore affettivo, mentre ci dispiace sbarazzarci delle decorazioni da appendere più vecchie anche se non ci piacciono più.

 

Una buona idea sarebbe quella di farsi coraggio ed eliminarle oppure conservare quelle che si possono riutilizzare, con un po’ di creatività, facendogli cambiare completamente aspetto.

Un’altra soluzione è invece quella di optare per la realizzazione, partendo con un po’ di anticipo, di facili decori fatti in casa da appendere all’abete di Natale. Esistono idee, progetti, tutorial per tutti, grandi e bambini, abili autori di decori e addobbi fai da te come principianti alle prime armi.
Palline divertenti e originali con il fai da te

Palline trasparenti decorate di Gimmesomeoven.comLe palline sono gli addobbi più comuni per gli alberi di Natale, ma se siete stufi delle solite sfere, potete pensare a prepararne di nuove all’insegna dell’ironia, dell’originalità e del colore.

Iniziamo con una proposta di grande effetto: decorare non esternamente, come solitamente si fa con colla, glitter, adesivi o altro, ma dall’interno, palline tonde e trasparenti, affinchè una volta appese ai rami possano spiccare per contrasto e farsi notare.

Il trucco sta nel personalizzare anonime palline trasparenti: il progetto è facile e quindi adatto anche a chi si cimenta per le prime volte con decorazioni home made. Questa idee è stata realizzata ed illustrata passo a passo sul sito Gimmesomeoven.com.

L’obiettivo è realizzare palline decorate con la diavolina, confettini colorati, piccoli zuccherini e tutto ciò che generalmente teniamo in dispensa e che serve a decorare i dolci, per dargli un tocco di colore capace di renderli ancora più invitanti.

 
Questi solo solo alcuni suggerimenti, ma spazio alla fantasia e all’utilizzo anche di ingredienti simili, come le palline dorate o argentate e così via.

Procuratevi quindi palline trasparenti, che possono essere in vetro o di plastica, meno delicate e più adatte in presenza di bambini o animali domestici che potrebbero fargli un agguato, vernice di colore chiaro e ganci per appendere le palle.

La pallina va smontata, ossia rimossa la parte superiore, quella che chiude la sfera e la fa agganciare al ramo.

Ora, usando un imbuto piccolo da cucina, si versa della vernice dentro alla pallina, perché questa venga rivestita integralmente al suo interno.

In genere il quantitativo sufficiente potrebbe essere un cucchiaio. Il passo successivo sarà quello di levare l’imbuto e agitare la pallina facendo attenzione a non far fuoriuscire nulla, perché la vernice si cosparga uniformemente lungo tutta la superficie della pallina.

Decorazione palline trasparenti idea di Gimmesomeoven.com
Quando vedete che la vernice avrà rivestito tutto l’interno, si gira la pallina a testa in giù, su una superficie di lavoro che si sporcherà del prodotto in eccesso che dovrà uscire seguendo la legge di gravità. Si dovrà attendere circa mezzora perché la vernice rimasta all’interno la pallina si sia asciugata un po’, ma non del tutto, altrimenti i nostri decori per dolci non farebbero presa e non si fisserebbero bene.

 
Dopo 30 minuti potrete versare all’interno della pallina il contenuto che più vi piace, agitate come fatto per la vernice i decori colorati dentro la palla e l’eccesso uscirà rovesciandola a testa in giù.

Il gioco è presto completato: basta infatti richiudere la pallina in cima, avvitando il suo tappino, e attaccarla all’albero. Sbizzarritevi con fantasia, il risultato è garantito!
Decori di carta per l’albero

Decorazioni di carta per l’albero idea di Gimmesomeoven.comLo stesso sito propone di realizzare palline alternative, che in realtà sono decori di carta da appendere ai rami, utilizzando pagine di libri, possibilmente quelli più vissuti e ingialliti, ma se non ve la sentite di strappare e rovinare i libri andranno benissimo anche i fogli di giornale, che riportano scritte su ambo i lati, proprio perché fluttuando sulle fronde dell’abete si vedranno i due lati. I passaggi sono pochi e molto rapidi. Il necessario?

Nulla di speciale: oltre ai fogli di giornale si utilizzeranno forbici, colla preferibilmente a caldo, una foratrice per bucare la carta.

Per ogni decoro sono sufficienti 5 strisce di carta di giornale, due più lunghe, due medie e una corta. Ora si incollano tra loro solo le estremità, in alto e in basso, seguendo questo ordine lungo, medio, breve, medio lungo.

Il risultato sarà una sorta di goccia fluttuante e leggera, che dondolerà sul ramo. Con a foratrice si pratica un buco in alto per fare passare o direttamente il gancetto per appenderla, o il filo.
Palline di filo con palloncino

Molto scenografiche sono le palline traforate che vengono realizzare ricorrendo a un palloncino gonfiabile, di quelli che si usano per le feste.

Gonfiandolo della dimensione che più ci interessa, lo si usa per dare la forma sferica o ovale, a piacimento, alle palline di filo da appendere.

Ci si procura un gomitolo, di lana o cotone, del colore preferito, lo si passa nella colla bianca e lo si fa girare intorno al palloncino.

Palline di Natale fai da te con filo di lana e palloncino di Decozilla.com
Quando la colla asciugherà, il filo sarà teso e rigido e a questo punto potremmo far scoppiare con un ago il palloncino e rimuoverne i pezzi.

Le palline così ottenute, una diversa dall’altra a seconda del motivo e dell’intreccio attorno alla forma, si potranno agganciare all’albero, ma anche mettere in una ciotola come decorazione natalizia per la casa, o ancora usarne una come segnaposto per ciascun conmensale. Tutorial di Decozilla.com.

Se invece alla semplicità preferite il lusso, e associate alle feste luci, glitter e scintillio, vi proponiamo una pallina interamente ricoperta di paillette colorate e capaci di riflettere la luce.

La base è una pallina di polistirolo: se ne trovano facilmente nei negozi che vendono articoli per il fai da te, il decoupage, etc.

Palle in paillettes di Prakticideas.com
Oltre a questa base, vi serviranno paillette del colore o dei colori preferiti, acquistabili nelle mercerie per esempio, e spilli semplicissimi. La paillette per sua natura è forata al centro. Lo spillo dovrà puntare proprio questo buchino e andarsi a conficcare al centro della sfera.

Si procede girando tutto intorno alla sfera, senza lasciare spazi vuoti tra una paillette e l’altra. L’effetto dev’essere pieno, ricco e luminosissimo. Non è affatto difficile, ci vuole solo un po’ di tempo e di pazienza, ma potrebbe essere un ottimo antistress per le serate a casa davanti alla tv.

Quando sarà ultimata e interamente ricoperta, si deve fissare un piccolo perno che servirà per attaccarla al gancio e poi sul ramo dell’albero o della composizione che vogliamo ottenere.

Questa idea di Prakticideas.com, super glamour e femminile, piacerà a tutte colore che amano far festa, specialmente sotto Natale.
Alberelli da appendere all’albero fai da te

Se volete qualcosa di diverso dalla forma sferica delle palline, potete provare a replicare l’alberello stilizzato in tessuto che viene realizzato ricorrendo anche a perline colorate, utilizzando ago e filo.

Decorazione alberello natalizio Starsinspirations.blogspot.it
Quest’idea di Starsinspirations.blogspot.it, comunque semplice, è rivolta a chi ama cucire, non necessariamente abiti, ma anche addobbi per la casa o regali confezionati in casa.

Meglio ricorrere a del filo elastico, pratico e funzionale, particolarmente adatto a questo scopo.

L’alberello è frutto di una striscia di tessuto che si cuce in maniera sinuosa, seguendo la forma di tante S sempre più ampie man mano che ci si avvicina alla base.

Il tessuto va alternato a una perlina, in modo da delineare il tronco dell’albero in miniatura.

Coni per albero di goodhousekeeping.com
Queste sono solo alcune delle tante idee creative da riprendere per addobbare in maniera nuova e fai da te il vostro albero delle feste: possiamo appenderci semplicemente fettine di frutta essiccata, noci, mandarini, per ritornare al passato, ma anche origami o piccoli coni contenenti biscottini o cioccolatini, come vediamo per esempio sul sito Goodhousekeeping.com.
L’albero così sarà non solo bello da vedere, ma anche gustoso da mangiare.

Inoltre si possono rivestire vecchie palline con lavorazioni all’uncinetto, o cambiargli aspetto con il sempre verde decoupage, avendo l’accortezza di scegliere le carte con i soggetto più adatti.

Realizzare decorazioni e addobbi di natale in faidate non è mai stato così semplice e divertente, basta solo un po’ di creatività ed il gioco è fatto.

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Un radiatore decorativo per dividere gli spazi del living

Un termoarredo divisorio dal disegno asimmetrico, coerente con la parete vetrata diagonale, conferisce charme alla divisione tra ingresso, cucina e zona pranzo.

Termoarredi di design per demarcare le zone del soggiorno

Calore che arreda: i radiatori decorativi possono essere protagonisti dello stile e dell’eleganza di un’abitazione, rivelandosi strategici addirittura come elementi divisori tra le varie zone funzionali di casa.

Utili non soltanto nella stanza da bagno nella più nota versione di scaldasalviette, i termoarredi risultano fruibili e belli da vedere, quando vengono collocati tra gli spazi dell’area giorno.

Se poi tali elementi radianti vengono posizionati per suddividere gli ambienti in modo discreto e raffinato, fungono egregiamente da efficienti e confortevoli séparè emanatori di calore.

La galleria di foto mostra alcune accattivanti ambientazioni, significative per trarre spunto e immaginare le più svariate potenzialità di utilizzo dei termoarredo di design, nell’ambito dei living di moderna concezione inseriti nei diversi contesti residenziali.

 

La prima immagine ritrae il radiatore Screen di Scirocco H srl , progettato dai designer Franca Lucarelli e Bruna Rapisarda: si tratta di un radiatore elettrico extra large – 1,20 m di larghezza x 1,85 m di altezza – realizzato in acciaio inox a finitura spazzolata, con una grossa cornice rettangolare e un reticolo di tubi sottili a sezione circolare.

Screen appare letteralmente come uno scenografico schermo filtrante e radiante tra gli spazi.
È posizionato sotto un grande arco di congiunzione tra disimpegno e salotto, per rivelarsi come un suggestivo quadro d’autore che riscalda e separa gli ambienti.

Il calorifero Bambù della Deltacalor è un esclusivo radiatore idraulico free standing cioè a libera installazione, con una forte valenza estetica, poiché il suo design riproduce fedelmente l’aspetto delle canne di bambù.

Nei suoi superconduttori sottovuoto, non scorre l’acqua, bensì essi si scaldano rapidamente e uniformemente per contatto con il collettore caldo, garantendo così un’ottimale resa termica.

Nella foto, il termoarredo Bambù è posto su di una pedana, per conformare una sorta di balaustra decorativa di protezione e demarcazione con l’attigua area salotto.
Segue una ambientazione personalizzata da un corpo scaldante di design con duplice attacco pavimento e soffitto, prodotto dalla Zehnder, posizionato tra l’angolo cottura e la zona pranzo.

Lo sviluppo verticale di questo leggero calorifero, taglia lo spazio aereo, creando un gioco geometrico di ortogonalità con gli arredi orizzontali.

In successione, sono fotografate due location rese uniche e attraenti, grazie all’inserimento dei radiatori d’arredo firmati Cordivari Design.

Il modello Frame Decor di Cordivari è in acciaio inox lucido e satinato, per comporre un decoro artistico ad effetto specchiato, che ben si colloca su di una interparete divisoria del salotto.

L’altro corpo radiante Ring sempre di Cordivari è caratterizzato da una movimentata composizione di cerchi black & white, che sortisce la sensazione ottica di una dilatazione spaziale; questo radiatore d’arredo è fissato su di una grande interparete quadrangolare color grigio cemento, connessa con la controsoffittatura, per creare un imponente sistema divisorio e scaldante nel living.
Un termoarredo che funge da divisorio ornamentale nel soggiorno

Nel disegno prospettico sottostante è raffigurata una mia soluzione progettuale, atta a valorizzare la distinzione tra ingresso, zona pranzo e cucina: una poliedrica struttura svolge il doppio ruolo di separazione e di elemento riscaldante per il living, nell’ambito di un moderno appartamento metropolitano.

La parete che divide l’area pranzo dalla retrostante zona cottura, si compone di uno scatolato in cartongesso, su cui è fissato un pannello vetrato a forma di triangolo rettangolo.

Sullo sfondo, è individuabile il varco che consente l’agevole passaggio tra la cucina e la lunga tavolata con pianale in vetro.

Vista prospettica di living con termoarredo divisorio a bandiera
In primo piano, notiamo che il setto in cartongesso è estroflesso perpendicolarmente in un basso muretto, il quale funge da base di appoggio per oggettistica, oltre che da supporto di fissaggio per l’eccentrico radiatore ornamentale.

La forma asimmetrica del termoarredo risulta coerente con la diagonale della parete vetrata, creando un’associazione architettonica che dona l’effetto di una amplificazione delle spazialità.

Il corpo del calorifero è costituito da un tubolare a sezione quadrangolare, sviluppato secondo un sistema di intersezioni, le quali formano un reticolato geometrico di triangoli irregolari e complementari tra loro.

Il radiatore è fissato con due attacchi laterali a bandiera sulla parete in cartongesso, nella quale è prevista anche la canalizzazione delle relative tubazioni; due ulteriori fissaggi con distanziali sono predisposti al soffitto e sul basso muretto divisorio, garantendo così l’opportuna controventatura, ossia la solidità strutturale dell’intero elemento radiante.

Una decisa cromia nei toni del fucsia può accentuare l’impatto scenico di questo radiatore decorativo, che appare come un vero e proprio pezzo d’arte, che gioca con le forme e i colori delle strutture parietali e dei complementi d’arredo.
Progettare online la suddivisione degli spazi di casa

Nel corso del restyling di un appartamento, persino un singolo elemento architettonico come un termoarredo divisorio, può costituire la chiave di interpretazione per dettare i percorsi tra le zone, riscaldando altresì l’intera ambientazione.

Il nostro servizio online di progettazione a mano libera rappresenta una modalità privilegiata per ridisegnare gli spazi interni ed esterni di casa, attraverso soluzioni innovative e razionali, in grado di conferire un valore aggiunto agli immobili di qualsiasi contesto residenziale.

Planimetrie distributive e disegni realistici tridimensionali vengono studiati ed elaborati nei minimi particolari costitutivi, per dar vita a più performanti volumetrie, le quali risultino proporzionate alle specifiche esigenze dei nuclei familiari in continua trasformazione.

Le nuove suddivisioni spaziali sono pensate in modo da offrire un evoluto grado di vivibilità degli ambienti, nel segno di una logica coesistenza di bellezza architettonica e funzionalità abitativa.