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Cucina vintage: modelli e composizioni per le cucine più trendy

La cucina vintage è oramai una scelta stilistica di tendenza. Piccoli pezzi e complementi d’arredo del passato vengono ripresi diventando oggetto di restyling.

Anche in cucina, e non poteva essere altrimenti, lo stile vintage risulta vincente come nel resto della casa. Questo stile, che riprende forme e colori dal recente passato, riguarda ormai tutti i settori, a partire dall’abbigliamento per finire, appunto, all’arredamento degli esercizi commerciali e delle abitazioni; private.

A volte si tratta semplicemente di inserimenti di oggettistica e complementi d’arredo, magari ereditati e tramandati in famiglia; altre volte sono ricercati pezzi cult del design tipico soprattutto degli anni a cavallo dei ’50 e ‘70.

Succede ora sempre più spesso che siano interi ambienti a venire arredati secondo questo stile, dopo aver scelto un’epoca in particolare, per cui le aziende produttrici di mobili progettano e producono collezioni complete per ogni esigenza.

Nel caso della cucina tutto diventa ancora più interessante e creativo, visto che si tratta di pensare non soltanto ai mobili veri e propri ma anche a tutti quei piccoli oggetti a servizio dell’area di lavoro, ai grandi elettrodomestici free standing così come ai piccoli elettrodomestici d’appoggio.
Cucine vintage, il particolare fa la differenza

Nasce nel 2012 la collezione Vintage di MARCHI GROUP, azienda specializzata nella produzione di mobili per cucine di stampo artigianale ma sfruttando le più moderne tecnologie produttive industriali.
Tutti i modelli delle collezioni si distinguono per una libertà compositiva davvero notevole, che esula dalle tipiche produzioni di cucine componibili moderne, pur mantenendone la modularità e la facilità di progettazione.

Anche i materiali adottati sono quelli tipici di una produzione artigianale, seppure rivisitati in chiave moderna e trattati con tecniche di finitura di ultima generazione.

Cucina vintage: Marchi, Nolita
Sono materiali nobili come essenze lignee e pietre pregiate, insieme a metalli trattati per poter durare nel tempo e mantenere le caratteristiche iniziali in un contesto, come quello dell’ambiente cucina, molto sollecitato dal punto di vista dell’usura e dell’azione diretta di sostanze quali umidità, vapori e grassi di cottura oppure sostanze acide utilizzate per le normali e quotidiane operazioni di pulizia.

Quello che salta subito all’occhio in ambienti arredati con questo marchio è la grande attenzione per i particolari, anche i più piccoli, che contribuiscono all’aspetto finale di tutta la composizione, caratterizzandone l’impatto estetico e rendendolo subito riconoscibile.

Ed è proprio grazie ai particolari curatissimi che la collezione di cucine Vintage si contraddistingue in maniera originale, coniugando estetica, praticità e funzionalità e divenendo in pochi anni una delle collezioni di punta dell’intera produzione aziendale.

I progetti secondo cui si sviluppa questa collezione sono cinque: Kreola, Loft, Panamera, Nolita e 1956, ognuno declinato tenendo conto di diversi stili di vita. Focalizziamoci su questi ultimi due modelli.
Cucina vintage: Marchi, Nolita
Il progetto Nolita è dedicato a quanti amano la tradizione e desiderano mantenerne le forme e le finiture, adattandole a uno stile di vita contemporaneo.

Ecco allora che i materiali sono i classici legni trattati con colori sbiancati per lasciare trapelare le venature del materiale nobile, mentre i metalli sono bruniti e i mattoni lasciati a vista nelle tipiche ambientazioni proposte. Gli inserimenti di superfici in lavagna e i meccanismi a ribalta danno un tocco originale e aggiungono praticità alle composizioni.

C’è poi un grande uso di accessori sottopensili o agganciati alle pareti e al soffitto, tipici delle cucine di una volta, rivisitati, ma solo in parte, in chiave moderna per poterne usufruire in maniera adeguata secondo modelli e stili di vita diversi.

1956 è la cucina vintage per quanti amano osare. Qui tutti i particolari sono esaltati esteticamente dall’uso molto più deciso del metallo, a partire dalle borchie e dai bulloni che da elementi tecnici diventano particolari distintivi stilistici.

Anche elementi quali i tubi di raccordo o i piedini di sostegno sono lasciati rigorosamente a vista e diventano parte integrante del disegno compositivo della cucina, personalizzata secondo gusti e costumi.

1956 si caratterizza dalla scelta di contaminazione tra settori diversi: la cappa in metallo spazzolato si rifà alla calandra dei vecchi aerei della seconda guerra mondiale.
Anche qui i particolari sono in primo piano: porta mestoli, porta spezie, vasi in alluminio e contenitori vari, sono inseriti a contrasto con legni pregiatissimi e pietre.
Il lavello da appoggio interrompe e si differenzia dal resto del top per materiale e spessore, sottolineando lo svincolarsi deciso dalla normale cultura della cucina componibile moderna assemblata per livelli orizzontali.

L’idea di recuperare oggetti diversi anche da altre culture è un’altra delle caratteristiche di questo modello, come si può vedere dall’inserimento del frigorifero freestanding in una struttura che si rifà alle cabine telefoniche londinesi.
Cucine vintage: stile fifties per gli elettrodomestici

Lo stile vintage, in generale, non è un vero e proprio stile in sé, poiché con questo termine ci si riferisce a tutti quei caratteri stilistici risalenti ad anni almeno di 20 precedenti il periodo in corso, tutti diversi tra loro a seconda delle epoche.

Cucina vintage: frigo SmegSono indubbiamente gli anni ’50 e ’60 ad essere comunque i più rappresentati e riconoscibili, soprattutto nel settore dell’abbigliamento e dell’arredamento, a cominciare dall’uso di alcuni colori ben definiti e di alcune forme tipiche, rotondeggianti e sinuose.

I mobili per cucine riprendono in toto questi spunti riproponendoli nelle basi e nei pensili e anche negli elettrodomestici.

Anche l’abitudine tipica di quegli anni di inserire elementi freestanding come i blocchi cottura e il classico frigo bombato sono caratterizzazioni stilistiche. Così come è diventato un cult il mobile contenitore più propriamente chiamato buffet.

Arredare una cucina in stile vintage vuol quindi dire scegliere un preciso periodo del passato e ricrearne quanto più possibile l’effetto scenico, anche inserendo soltanto dei complementi d’arredo originali dell’epoca o riproduzioni fedeli, per catturare lo spirito di quel preciso momento storico.

Una cucina in puro stile vintage anni ’50 avrà quindi sicuramente almeno un paio di questi elementi: il frigo bombato colorato, il buffet con ante invece dei classici armadi contenitore e, possibilmente, il blocco piano cottura e forno freestanding. Le finiture dei mobili avranno colori pastello.

A contribuire all’effetto finale ci saranno tanti oggetti lasciati a vista in latta, a servizio della zona lavoro. In più, anche i rivestimenti di pavimenti e superfici verticali saranno d’ispirazione retrò, magari con le piastrelle bianche/nere disposte a scacchi.

Cucina vintage: elettrodomestici Smeg
Smeg,oltre a proporre l’ormai pluripremiata serie di Frigo FAB in vari colori e versioni, dai piccoli monoporta sottotop FAB 10 RP ai più capienti doppia porta FAB32LXN1 o FAB 50 POS, in puro stile anni ’50, bombato e in classe A++, ha un intero catalogo di elettrodomestici, tutti coordinabili.

Si tratta di cappe, lavastoviglie sottopiano e a libera installazione e lavabiancheria.
E come non citare, sempre di Smeg, la collezione di piccoli elettrodomestici da appoggio che, da soli, creano atmosfere fifties: il tostapane TSF01, l’impastatrice planetaria SMF01, il frullatore BLF01, l’estrattore di succo SJF01 e il bollitore KLF02P.
Romanticismo nella cucina vintage

Ha un sapore più romantico il modello di cucina Vintage proposto da PEDINI.
In questo caso i riferimenti stilistici sono piuttosto alle cucine country delle tenute di campagna di un tempo, un po’ stile Old America, rivisitate in chiave contemporanea e addolcite nell’estetica grazie alla scelta dei colori tenui delle laccature delle ante in massello di rovere lasciate a poro aperto.

Cucina vintage: Pedini, Vintage
I colori disponibili sono il bianco gesso, il burro, il canapa, il grigio argilla e il tortora; la zona cottura viene sottolineata in questo caso dalla presenza del blocco professionale di colore scuro.

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Guida ai sistemi di posa a secco per pavimenti

In fase di ristrutturazione dell’abitazione il sistema di posa a secco del pavimento può risultare conveniente sotto vari punti di vista, anche quello economico.

Posa a secco per pavimenti, velocità e convenienza

In fase di ristrutturazione della propria abitazione adottare il sistema di posa a secco del pavimento può risultare conveniente da vari punti di vista, non ultimo quello economico.

La rimozione con conseguente sostituzione del pavimento interno a un’abitazione privata può, infatti, godere di agevolazione fiscale se rientra all’interno di una più completa azione di intervento edilizio qualificabile in termini di ristrutturazione o manutenzione straordinaria. Resta da stabilire, a seconda del tipo di intervento, se di riqualificazione energetica o ristrutturazione edilizia, la percentuale di detraibilità di spesa delle opere, 65% o 50%.

 

Rivolgersi in questo caso ad un tecnico abilitato aiuterà a stabilire a quale delle due fare riferimento. Per chiarimenti a tal proposito vi rimando ad altri articoli del nostro sito web che trattano in maniera specifica e puntualmente aggiornata delle normative vigenti e di come affrontarne la lettura in termini pratici.

Se la convenienza legata anche al momento particolare a livello legislativo è indubbia, anche quella inerente la più specifica praticità e velocità di lavorazione di questi sistemi è altrettanto importante.

Un pavimento utilizzabile da subito, con spese di gestione del cantiere ridotte al minimo grazie ai tempi rapidi di realizzazione e di smaltimento dei materiali di scarto, risulta senz’altro più conveniente, senza contare la comodità di poter continuare ad abitare in loco.
Sistemi di posa a secco per pavimenti, metodi e prodotti

È proprio per tutti questi validissimi motivi che le aziende produttrici di materiali, soprattutto ceramici, per rivestire i pavimenti, hanno potenziato la propria produzione nell’ottica di tali tipi di interventi.
Pavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca: Forma FastDel Conca Spa, ad esempio, tra le aziende leader di questo mercato che, tra l’altro, rappresenta uno dei fiori all’occhiello del migliore Made in Italy, ha in catalogo Del Conca Fast, sistema brevettato per la posa rapida di pavimenti ceramici senza fughe e senza collanti.

Il rivestimento Fast per pavimenti posati a secco è disponibile in tre diverse varianti: Forma, Saloon e Montenapoleone, in modo da soddisfare tutte le esigenze estetiche.

La variante Forma risponde ai nuovi trend stilistici contemporanei che puntano a superfici con effetto cemento caratterizzato da irregolari graffiti che ne arricchiscono la texture.

Le due varianti Montenapoleone e Saloon riprendono l’altra tendenza tutta moderna che vede preferire il gres effetto legno rispetto al rivestimento realizzato in essenza lignea classica.
In particolare, Saloon è stato creato per quanti preferiscano un impatto estetico più grezzo, ottenuto enfatizzando le striature che ricordano le fibre e i nodi del legno naturale.

Pavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca: schema di posa
Per quanto riguarda l’installazionePavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca, posa, basta assicurarsi che la superficie di supporto sia rigida, piana e pulita, sia che si tratti di un sottofondo sia che si tratti di pavimento preesistente. Una volta steso il materassino fonoassorbente, avendo cura che non si formino pieghe, si procede con la posa delle piastrelle sistemando la prima fila lungo una parete e in seguito accostando le altre man mano, dopo aver inserito nelle prime i listelli di supporto per incastrare i vari elementi.

Con l’utilizzo di un elemento in legno e un martello di gomma si uniscono definitivamente le piastrelle fra loro.
Pavimenti radianti a secco

A maggior ragione, la posa a secco risulta essere una soluzione tra le più convenienti sul mercato se si tratta di realizzare un pavimento radiante. Anche in questo caso Ceramica Del Conca offre il sistema completo brevettato Thermatile® in fibra di carbonio, a ridottissimo spessore.

Thermatile® è facile da installare e soprattutto da gestire, visto che non necessita di caldaie, gas e manutenzioni varie. La fibra di carbonio con cui è realizzato si sovrappone a una striscia di materiale isolante ed è disposta a serpentina su una rete di supporto.

Pavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca: Thermatile
In caso di ristrutturazione, argomento che ci riguarda in modo particolare, Thermatile® può essere sovrapposto al pavimento già esistente, con i conseguenti vantaggi:

• installazione rapida di rivestimento e riscaldamento
• abbattimento dei costi di cantiere in quanto non ci sono materiali da smaltire
• abbattimento dei costi di installazione dell’impianto
• mantenimento di elementi esistenti, come porte e sanitari, grazie al ridotto spessore di soli 18 mm del pavimento finale, comprensivo di rivestimento e riscaldamento
• velocità di messa a regime dell’impianto, vista la sua collocazione immediatamente sotto la piastrella

Se poi come piastrelle scegliamo la serie Zelo 5 il risultato è che i tempi di riscaldamento a regimePavimenti con posa a secco: Ceramica Dal Conca, Thermatile si riducono ulteriormente, grazie allo spessore di soli 5 mm di questo articolo.
Lo spessore del pavimento finale, in questo caso, misura soltanto 12 mm.

Sarà il piastrellista a posare questo tipo di pavimento mentre l’assenza di manutenzione e, soprattutto, l’assenza di acqua in circolo mette al riparo da possibili perdite e conseguenti formazioni di umidità e muffe.

Un impianto del genere non ha bisogno di caldaie né di canne fumarie, la gestione smart tramite centraline o cronotermostati rende possibile il controllo della temperatura per ogni ambiente nei vari momenti della giornata e della stagione in corso.

Thermatile® può essere impiegato anche a integrazione degli impianti tradizionali, in alcune zone della casa poco servite da altri elementi riscaldanti, come i bagni.
L’utilizzo di Thermatile® insieme ad un impianto fotovoltaico rende il sistema particolarmente conveniente.
Posa a secco di pavimenti con aggancio automatico delle piastrelle

Un altro sistema pratico per la realizzazione di pavimenti a secco è quello messo a punto da Cooperativa Ceramica D’Imola divenuto ormai un classico in questo settore.
Si chiama Clip Tile® ed è un sistema per piastrelle in gres porcellanato che si agganciano tra loro grazie a un telaio plastico di supporto con incastri, senza uso di collanti e anche su vecchi pavimenti preesistenti.

Pavimenti con posa a secco: Cooperativa Ceramica d’Imola, Clip Tile
La velocità e la semplicità di posa ne fanno un must nelle ristrutturazioni, senza contare il vantaggio di poter riutilizzare il materiale, in caso di eventuale variazione di destinazione d’uso o semplicemente di gusto in un eventuale restyling di quell’ambiente.
Clip Tile® si può impiegare anche con pavimenti radianti e questo è un altro grande vantaggio del sistema.
Una volta posato, un pavimento realizzato in questo modo è immediatamente calpestabile, con notevole risparmio di tempo e denaro, visto che non è necessario pensare a soluzioni alternative momentanee per rendere fruibile l’abitazione.

ClipTile® utilizza piastrelle in gres di ultima generazione altamente performanti e che garantiscono un elevato assorbimento acustico, sono in materiale ecologico anallergico, resistente al fuoco e classificato in classe Bfl-S1.

Le finiture sono svariate per accontentare anche i gusti più esigenti: naturale, lappato e levigato lucido.
Posa a secco per pavimenti flessibili

Pavimenti con posa a secco: Casalgrande Padana, ArsRatioArsRatio è la risposta di Casalgrande Padana alle richieste, tutte moderne, di flessibilità e dinamicità rispetto al concetto tradizionale di pavimento in ceramica statico. Tutto questo mantenendo le caratteristiche qualitative più performanti di questo tipo di rivestimento.

Un pavimento posato a secco realizzato con ArsRatio è estremamente resistente a carichi distribuiti e concentrati ed è ad alto impatto estetico, per cui è l’ideale per rivestire spazi espositivi ad alto traffico, così come spazi abitativi domestici.

La posa è velocissima e il pavimento finale è calpestabile da subito senza utilizzo di colle né preparazione di sottofondi, il sistema si basa semplicemente sull’ancoraggio a maschio/ femmina. Gli elementi sono removibili facilmente e riutilizzabili in altri contesti, con evidente risparmio in termini di tempo e risorse economiche, a basso impatto ambientale.

Pavimenti con posa a secco: Casalgrande Padana, ArsRatioIl sistema maschio/femmina ad asse verticale assicura stabilità evitando traslazioni orizzontali causate da carichi tangenziali. Le lastre in gres porcellanato della vasta collezione aziendale hanno svariati formati e sono accoppiate a uno speciale supporto e a un bordo perimetrale.

Il supporto è ad alta resistenza ed è realizzato in polistirolo armato o in gesso rinforzato da fibre di vetro. Questo supporto aderisce alla piastrella grazie al poliuretano ad alta reticolazione che aiuta a creare un sistema multistrato stabile, con fughe sottili di 3 mm da colorare a piacere, risultanti dai connettori perimetrali.

Il sistema a incastro così concepito garantisce un’ottimale tenuta all’acqua, senza infiltrazioni di Pavimenti con posa a secco: Casalgrande Padana, ArsRatioliquidi nel sottofondo, grazie anche a guarnizioni di tenuta sistemate ad hoc.

ArsRatio nella versione con gesso fibrorinforzato è dedicato alle soluzioni di pavimenti radianti, vista la caratteristica di questo materiale di essere un conduttore (ë=0,32 Wm-1K-1) facilitando così l’accumulo e il giusto irraggiamento del calore in ogni ambiente.

Nella versione con polistirene, invece, ArsRatio contribuisce in maniera positiva al bilancio termico degli edifici per evitare dispersioni di calore attraverso gli elementi orizzontali. Il polistirene, infatti, ha bassissima conducibilità termica ( ë=0,04 Wm-1K-1). Un pavimento posato a secco con ArsRatio è isolato anche acusticamente.

La gamma a disposizione di piastrelle in gres è vasta, potendo attingere alle linee Granitogres, Pietre Native e Granitoker nelle varie versioni a seconda dell’effetto finale che si vuole ottenere.

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Cosa controllare quando si acquista casa

L’acquisto di casa è un passo importante nella vita di un famiglia, perché richiede un investimento economico certamente ingente ed è una scelta spesso fatta per la vita.

Per questo, una volta scelto l’immobile che fa al proprio caso, bisogna controllare attentamente tutta la situazione documentale dello stesso, affinché non ci siano problemi. Questi controlli vanno ovviamente effettuati prima del rogito.

È consigliabile che in tale fase l’acquirente si affidi a un tecnico di sua conoscenza, che lo segua con competenza e attenzione, anche se, già egli stesso può effettuare alcune importanti verifiche, se sa bene cosa controllare.
Illustriamo, dunque, gli aspetti da valutare e sui quali fare attenzione.
Controllo dei soggetti coinvolti

Una prima verifica va fatta sui soggetti coinvolti nella compravendita. È scontato, ad esempio, verificare che chi si propone come venditore sia effettivamente il proprietario dell’immobile.

Il venditore, inoltre, deve essere un soggetto in grado di intendere e di volere, ma anche di formulare dichiarazioni giuridicamente valide e sono impossibilitati a farlo, ad esempio, i minori o gli interdetti. Perfino in presenza di un procuratore che eserciti tale diritto al loro posto è necessario verificare che egli abbia effettivamente una procura valida.

La verifica di tutti questi aspetti, comunque, rientra tra i compiti del notaio che dovrà stipulare l’atto.

coniugi in comunione dei beniDa esaminare, inoltre, il tipo di regime coniugale, sia del venditore che dell’acquirente. Infatti, se il venditore è in regime di comunione legale con il proprio coniuge, bisogna verificare se è possibile vendere l’immobile senza il consenso di entrambi i coniugi, o se questo occorre necessariamente.

Se, invece, a essere in comunione legale è l’acquirente, occorre sapere che, anche se l’atto d’acquisto sarà firmato solo da uno dei due coniugi, la proprietà sarà trasferita automaticamente a entrambi.
Documenti da controllare
Atto di provenienza

Per prima cosa occorre procedere all’esame della regolarità dell’atto grazie al quale il venditore è venuto in possesso della proprietà.

Esso può essere un rogito (atto di compravendita), una donazione o una successione ereditaria.

Bisogna quindi verificare che la proprietà non sia gravata da particolari vincoli, come un eventuale diritto di prelazione, o che la proprietà sia piena e non costituita, ad esempio, da un diritto di superficie limitato nel tempo, o che la vendita dell’appartamento sia legata a quella di una sua pertinenza, come l’autorimessa.
Dati catastali

situazione catastale ed urbanisticaÈ necessario verificare presso l’Agenzia del Territorio che l’immobile sia regolarmente accatastato, con la giusta categoria catastale di appartenenza, e che la planimetria catastale rispecchi la situazione di fatto.

In caso contrario, sarà necessario che il venditore incarichi un tecnico di provvedere all’aggiornamento catastale.

Situazione ipotecaria

Altro controllo va effettuato presso la Conservatoria dei Registri immobiliari, per verificare che l’immobile non sia gravato da ipoteche o altre situazioni pregiudizievoli, come sequestri e pignoramenti o che non sia coinvolto in controversie giudiziarie.
Situazione urbanistica

L’immobile compravenduto deve essere stato realizzato con un regolare permesso di costruire o titolo autorizzativo equivalente.

Se sono state compiute opere edilizie abusive, deve essere stato oggetto di richiesta e aver ottenuto un condono edilizio. In ogni caso, tutte le opere realizzate fino alla firma del rogito devono essere regolari.

Anche in questo caso, in presenza di qualche difformità sanabile, si deve richiedere la regolarizzazione da parte del proprietario prima della vendita.
Situazione condominiale

Occorre controllare che il venditore sia in regola con il pagamento delle spese condominiali, sia ordinarie che straordinarie, per evitare che l’acquirente debba poi accollarsi i suoi debiti e doversi rivalere.

Inoltre, è bene verificare che non siano state approvate in assemblea nuove spese straordinarie per lavori in corso o non ancora iniziati.
Certificazione conformità impianti

sicurezza impiantiIn base alla legge 37/08 tutti gli impianti realizzati dopo il 27 marzo 2008 devono essere dotati di una certificazione di conformità rilasciata dalla ditta installatrice.

Per gli impianti eseguiti prima di tale data, essa può essere sostituita da una certificazione di rispondenza.

Non esiste un vero e proprio obbligo di allegare tale certificazione al rogito, in quanto l’acquirente può anche accollarsi l’onere dell’adeguamento (dichiarandolo nell’atto), magari in cambio di uno sconto sul prezzo di vendita.
Certificazione energetica

Il decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 introduce l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) al posto di quello di Certificazione Energetica (ACE) e sancisce l’obbligo di comunicare l’indice di prestazione energetica e la relativa classe dell’immobile negli annunci immobiliari e nelle pubblicità di vendita così come di locazione, con qualunque mezzo siano fatte (stampa, televisione, Internet, etc).

Dal 1° ottobre 2015 i soggetti abilitati devono redigere l’APE in conformità al nuovo format approvato con il Decreto Ministeriale 26 giugno 2015 ed allegato alle nuove Linee Guida.

La norma prevede che questi dati siano indicati anche in caso di immobili privi di riscaldamento, come possono esserlo le case al mare o le case storiche, mentre ne sono esenti unicamente gli edifici isolati, privi di riscaldamento e di superficie complessiva inferiore a 50 metri quadri.

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Massetti alleggeriti: tipologie e caratteristiche

Massetti alleggeriti con additivi e materiali vari

La ristrutturazione o costruzione di un appartamento coinvolge più persone, è sostanzialmente un lavoro di squadra in cui i proprietari sono pienamente coinvolti, insieme a tecnici e operai incaricati.

 

Capita spesso che i proprietari, dopo aver pensato alle modifiche da compiere per il soddisfacimento di personali bisogni, previo accordo, affidano l’immobile a tecnici specializzati nel settore, per l’esecuzione delle opere murarie e impiantistiche e volgano poi le loro attenzioni direttamente alla scelta dei rivestimenti, degli arredi e complementi da introdurre.

Il cantiere occorre seguirlo in ogni fase, per valutare, con uno sguardo a 360°, ogni materiale e soluzione da adottare ed evitare così d’incorrere in gravi problemi rimediabili solo con un incremento di spesa.

Se si scelgono, ad esempio, diverse tipologie di pavimento per le varie stanze, si deve conoscere lo spessore di ciascuno di essi e comunicarlo ai responsabili di cantiere così che questi possano calibrare il massetto in vista di una superficie livellata, senza salti di quota o pendenze.
Nel caso qualche passaggio venga meno, ci si può trovare con porte che presentano nella parte inferiore fessure con passaggi di luce, oppure mobili poggiati per terra che sembrano malformati rispetto alle pareti circostanti.

Oltre allo spessore è bene chiarire anche la tipologia di massetto da adottare e i materiali che devono comporlo, se considerare un tipo tradizionale oppure alleggerito, un sistema di più strati che vanno a coprire i tubi dell’impianto idraulico e quelli dei pannelli radianti.

Il massetto tradizionale contiene generalmente cemento, sabbia e acqua in quantità variabili secondo l’ambiente e la tipologia d’immobile, mentre quello alleggerito aggiunge additivi o altri materiali quali il polistirolo, l’argilla espansa, perlite espansa o ghiaia, che ne migliorano anche le prestazioni termiche, acustiche e di resistenza.
Massetti alleggeriti con argilla espansa

Esistono massetti premiscelati in sacco, leggeri e isolanti, adatti per l’esterno e l’interno, a base di argilla espansa più leganti specifici e additivi, impiegati come massetto monostrato, isolante sottotegola, per pendenze e coperture, strati di alleggerimento di sottofondi.

Massetti alleggeriti premiscelati a sacco di LECANe è di esempio il prodotto LECAMIX FACILE dell’azienda LECA, incombustibile, Euroclasse A1, pompabile con le classiche attrezzature di cantiere, eco biocompatibile certificato ANAB-ICEA per la Bioarchitettura, adatto a pavimenti non sensibili all’umidità e posati a colla o con la tecnica del fresco su fresco.

Questo tipo di massetto alleggerito raggiunge, una volta messo in opera, una massa volumica di circa 1.000 Kg/m³ e dunque oltre il 40% più leggero rispetto a un massetto tradizionale; il coefficiente di conducibilità termica certificato è di 0,251 W/mK ovvero circa un quarto del composto sabbia e cemento, quindi buon isolante termico dei divisori orizzontali interpiano.

È versatile ed economico, non occorre aggiungere altri materiali ma solo 6,5 o 7,5 litri d’acqua pulita per sacco da 32 l, è facile da preparare attraverso le solite betoniere da cantiere, mescolatori planetari, impastatrici a coclea anche in continuo, pompe pneumatiche per sottofondi.

L’operatore non può miscelarlo a mano o con un trapano elettrico e deve inoltre stabilire la giusta consistenza dell’impasto in base alle condizioni del cantiere.

Il supporto non deve presentare crepe, essere privo di polvere, vernici, cere, oli, ruggine, parti residue di intonaci e deve essere resistente alla compressione e alla trazione.

La stessa azienda dispone anche di un massetto alleggerito a veloce asciugatura, sempre del tipo premiscelato in sacco, adatto per tutti i tipi di pavimenti, anche sensibili all’umidità come il legno: LECAMIX FAST.

Massetti alleggeriti LECA del tipo rapido e antiritiro
Infine, si può scegliere un massetto alleggerito antiritiro, il LECAMIX FORTE, adatto a ricevere qualsiasi tipologia di pavimentazione, impiegato esclusivamente negli interni e non per massetti esposti all’acqua oppure all’umidità di risalita.
Massetti alleggeriti con perlite espansa

La perlite espansa è un prodotto di origine naturale, inerte e incombustibile, che inserito nel composto dei massetti, rende questi ultimi leggeri, termoisolanti, resistenti a sollecitazioni meccaniche, adatti a interventi di architettura sostenibile.

L’azienda Perlite Italiana si è specializzata in questo genere di prodotti e difatti immette sul mercato una serie molto vasta, composta da sottofondi, massetti monostrato premiscelati o da realizzare in cantiere, soluzioni adeguate in funzione delle prestazioni richieste, delle tipologie di posa disponibili.

Si ha PERLIDECK, perlite espansa per calcestruzzi preconfezionati, PERLIMIX, calcestruzzo cellulare con perlite, PERALIT 25, perlite espansa per miscelazione in cantiere, PERLICAL, premiscelati per calcestruzzi alleggeriti, PERLIBETON, massetti di finitura.

Massetti alleggeriti con perlite by Perlite Italiana
Quest’ultimo è un massetto alleggerito monostrato o massetto di finitura per sottofondi pluristrato a base di perlite espansa di granulometria media più cemento Portland.

Ha buona resistenza alla compressione, ottime prestazioni meccaniche, elevato potere isolante termico e acustico specie se abbinato a feltri resilienti, capace di garantire un buon comfort abitativo.

È impiegato per interventi su solette interpiano, solai di sottotetti praticabili, coperture impermeabilizzate, posato per mezzo di macchine a pistoni o a vite, con macchine impastatrici pneumatiche a inoltro.

I dosaggi degli elementi variano secondo il metodo di posa adottato, i massetti possono essere staggiati con tempi standard di asciugatura; la posa delle pavimentazioni non sensibili all’umidità può avvenire direttamente sulla superficie del massetto previa completa asciugatura.
Massetti alleggeriti con polistirolo

Massetti alleggeriti con sfere di polistirolo by La SystemIl massetto o strato di sottofondo può essere alleggerito anche mediante l’utilizzo di sferette di polistirolo e schiuma a base sintetica in aggiunta a cemento e additivi specifici ad azione schiumogeno-colloidale.

Il sottofondo di La System ha un elevato potere isolante e una leggerezza pari a 400÷600 kg/m³, preparato direttamente in cantiere con l’impiego di speciali impastatrici aventi carica singola di 1 m³, pompato fino al piano di posa dove è distribuito sul solaio e livellato secondo indicazioni progettuali.

POLITERM BLU contiene perle a cella chiusa di polistirene espanso vergine, perfettamente sferiche, a densità controllata, atossiche, non assorbenti, invariabili quanto a dimensione, privi di clorofluorocarburi, esenti dalla crescita di funghi e batteri, preadditivate in fase di produzione.

Può essere applicato in diversi campi, tra cui sottofondi contro terra e su piani piloty, interpiano, coperture e solai di legno, massetti monostrato con incollaggio diretto di pavimentazioni, riempimento di volti, di sotto manto in asfalto, sottofondi per pavimentazioni industriali.

Il piano di posa va preparato per essere consistente, pulito, senza polvere e detriti; la posa non va realizzata a temperature inferiori a +5°C oppure sotto l’azione diretta dei raggi del sole, con temperature che vanno oltre i 35°C, caso nel quale occorre utilizzare la rete copri impalcatura o altre precauzioni.

Massetti alleggeriti La System
È preferibile inserire le fasce perimetrali fonoassorbenti con un’altezza maggiore di quella del pavimento finito.
Massetti alleggeriti con schiuma proteica

I massetti alleggeriti con schiuma proteica sono anche chiamati cementi cellulari leggeri e si utilizzano per strati isolanti di sottofondi di pavimentazioni civili e industriali, massetti con pendenza fino al 2% su tetti piani, isolamento di sottotetti, riempimenti leggeri di scavi, fondazioni, canalette, vasche interrate.

Il prodotto dell’azienda LASTON si ottiene mediante la miscelazione di una boiacca di cemento con una schiuma a base proteica ottenibile dall’agente schiumogeno FOAMCEM, da loro creato con conseguente deposito di marchio.

Massetti alleggeriti Laston italiana
L’impasto cementizio è contraddistinto da leggerezza per la presenza all’interno di una struttura a cellule di aria chiusa, ha un elevato potere isolante, una densità a secco di 400 Kg/m³, è prodotto con attrezzatura automatica dotata di sistema computerizzato per la regolazione della miscelazione e della produzione continua, è pompato al piano con formazione di massetti di spessore minimo di 5 cm ed eventuale formazione di pendenze fino al 2%.

Il FOAMCEM, non è una soluzione saponosa e non ha proprietà detergenti, non è infiammabile, non emette esalazioni velenose, ha una natura proteica e non sintetica, non influenza le caratteristiche del cemento indurito.

Scegliere la tipologia giusta di massetto non è cosa semplice e pertanto occorre necessariamente affidarsi a un tecnico specializzato nel settore delle costruzioni così da avere consigli sui materiali da introdurre e una guida per la realizzazione fattiva dello strato livellante orizzontale.

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Vasi sospesi per piante: un’idea per l’arredo di interni ed esterni

Come arredare la casa e gli esterni inserendo le proprie piante preferite dentro vasi sospesi e pensili, anche capovolti, per allestimenti originali e insoliti.

Vasi sospesi, idee originali per una casa verde

Il verde è un piacere per gli occhi e per questo aiuta ad abbellire e decorare la casa, oltre agli spazi esterni. Un sistema originale per sistemare le piante sia in casa che sul balcone, in terrazzo o sotto il porticato che si affaccia al giardino, certamente originale e attualmente di gran moda, è il ricorso ai vasi sospesi.

 

Questi non sono altro che vasi porta piante capaci di oscillare sospesi nel vuoto; vengono preventivamente fissati al soffitto e poi li si usa come normali portavasi.

Esistono differenti tipologie di vasi pensili: quelli per la casa, quelli per l’esterno, ma anche il loro orientamento può essere differente: i vasi più tradizionali mantengono la pianta in verticale, nella sua solita posizione, ma risulta sospesa, come oscillante per aria.

L’alternativa più innovativa riguarda i vasi che si appendono al contrario: qui la pianta è rivolta verso il basso e quasi cascante, praticamente viene immobilizzata a testa in giù e riesce a sfidare la gravità. Scopriamo i modelli più attuali, spaziando tra lo stile minimal, quello rustico che punta su un gioco di corde e infine proposte di design pensate per gli ambienti indoor.
Vasi sospesi da esterno

Vaso Gondola sospeso su AmazonLe piante sono ormai un aspetto non rinunciabile né tantomeno trascurabile in casa come negli spazi aperti.

Per questo aumentano in continuazione le tipologie di soluzioni disponibili per sfruttare anche gli spazi più angusti, come piccoli balconi che altro non sono se non degli sfoghi o degli affacci.
Anche questi però possono essere personalizzati con gusto e originalità, scegliendo piante adatte al tipo di luce e all’esposizione, che non necessariamente debbano ingombrare il pavimento del balcone.

Per evitare di occupare il passaggio esistono organizer con tasche per le pareti, fioriere da appendere alla ringhiera e anche soluzioni aeree dall’effetto sospeso, molto scenografico, che donano movimento e una nota di colore all’esterno.

Un’interessante soluzione adatta agli esterni sono le fioriere sospese, come il modello Queen Elizabeth, in vendita su Amazon, ideale per appendere piante fiorite o verdi e assicurarsi l’effetto cascata.

Il cesto risulta molto semplice, capace di adattarsi a ogni ambiente e trattato con antiruggine per restate bello come nuovo nel tempo, a prescindere dalle condizioni metereologiche.

In alternativa, si può trovare il kit completo del modello Gondola, che comprende vaso del diametro di 26 cm, sottovaso, catena in metallo per tenerlo sospeso, staffa per appendere la struttura portante alla parete del balcone o in un porticato e tutti i tasselli per un fissaggio sicuro.

Con poche mosse il terrazzo o giardino diventeranno ancora più curati, verdi e di atmosfera.

Infine, se amate le forme geometriche apprezzerete la fioriera sospesa Gardman, con diametro di 35 cm, fatta a forma di cono, con struttura in metallo e rivestimento con foglie di banano.
Tutto è acquistabile su Amazon.
Vasi sospesi da interno

Vaso pensile Ikea modello BitterburkaI vasi sospesi si possono sistemare anche in casa, per cambiare aspetto all’ambiente e sorprendere gli ospiti con composizioni originali o semplicemente per la scelta dei vasi pensili con orientamento a testa in giù. Andiamo per ordine.

Ikea propone un semplice portavasi pensile, Bittergurka del diametro di 29 cm, che si appende con un pratico gancio a qualsiasi appiglio, anche per esempio in cucina.

Qui si possono scegliere piante aromatiche, come basilico, rosmarino, salvia, timo, ma anche lavanda, da avere sempre a disposizione durante la preparazione dei piatti.

Basterà sganciare il portavaso al bisogno per aromatizzare i pasti a piacimento.

Lo stesso vaso poi può diventare una sorta di piccolo orto o giardino verticale, se si sceglie di agganciare tra loro due o più vasi.

Un vaso può contenere fino a quattro piantine del diametro di 10 cm. Allo stesso scopo, ma anche per contenere le piante fiorite preferite, si può acquistare il vassoio Anvandbar, sempre di Ikea, che si fissa al soffitto e regala una composizione fiorita che risulterà sospesa.

vassoio porta piante Ikea modello Anvandbar
Al bisogno, i vasetti possono essere rimossi, innaffiati e poi, una volta asciutti, riappoggiati sul vassoio. I benefici di tenere le piante in casa, lo ricordiamo, non sono solo legati all’estetica, ma la scelta delle giuste piante può aiutare a purificare l’aria.

La bellezza dei vasi fluttuanti viene anche incontro all’esigenza di completare l’arredo di casa in salotto, nella zona pranzo o nelle altre stanze di casa. Scegliere vasi di design migliorerà l’estetica e impreziosirà i locali. I vasi da appendere al soffitto proposti da Angus and Celeste stupiscono per l’originalità delle forme, i materiali pregiati e la varietà dei modelli.

Portavaso sospeso di Angus and Celeste
Le fioriere sospese sono eleganti e funzionali, rappresentano certamente uno dei top di gamma. La confezione contiene una prolunga per raggiungere anche i soffitti più alti, un tappo per evitare perdite di acqua dal vaso, e ovviamente il vaso in ceramica, disponibile in diverse tonalità, con motivi decorativi differenti, dai toni pastello ai decori colorati su sfondo bianco, o ancora i vasi tempestati di pois dorati o argentati, molto fini in casa e scenografici in esterno.

All’interno potranno essere adagiate felci, piante grasse, orchidee fiorite e molte altre qualità di piante. Se si opta per una disposizione in vasi pensili, è bene farsi consigliare da un vivaista per scegliere le piante più adatte a garantire un effetto cascante o che mantengano un buono sviluppo verso il basso.

Ma andiamo a conoscere i vasi più originali, quelli che si appendono a testa in giù, come il portavaso Sky di Boskke. Questi vasi sono letteralmente rovesciati, per un allestimento inedito e divertente, davvero sorprendente e di grande impatto. Al loro interno c’è spazio per diverse varietà di piante, che questa volta ammireremo davvero da un’altra prospettiva.

Vaso Sky di Boskke
Il vaso, in plastica riciclata, è disponibile in diverse dimensioni. Ma come fa la terra a non cadere in blocchi sul pavimento? Il trucco c’è e consiste in una copertura, con retina, che tiene ferma la pianta e anche la sua terra.
A innaffiare la pianta, mantenendola umida dal lato delle radici, ci pensa una piccola riserva d’acqua, sufficiente a garantire nutrimento per diverse settimane. Il vaso si aggancia al soffitto tramite una S contenuta nella confezione. Il vaso può essere appeso anche a parete, acquistando l’apposito gancio di sostegno. proposta di Madeindesign.it.
Vasi sospesi fai da te

Su internet si possono trovare molti tutorial da seguire per creare vasi fluttuanti fai da te.
Per esempio si possono praticare dei fori sui lati di vasi o ciotole e far passare dentro questi catenelle per tenere sospesa la fioriera.
In altri casi è possibile avvolgere il vaso in una rete di spago, con delle corde o in maglina elasticizzata, seguendo i passaggi indicati, praticando nodi di sostegno e creando una sorta di cappio all’apice, dentro il quale passerà il gancio per sospendere la pianta, fissandola al soffitto.

Idea fai da te vaso sospeso di Thegardenglove.com
Un’idea molto pratica e particolarmente green, facile da realizzare per tutti, consiste nel riciclo creativo di una semplice bottiglia in plastica, meglio se vi era contenuta una bibita, perché la bottiglia sarà più panciuta e capiente. Una volta svuotata, la bottiglia di plastica, che può essere trasparente o colorata, va lavata per bene e privata di etichette.
Dopo averla fatta asciugare, la si richiude con il tappo e con un taglierino si inciderà longitudinalmente dopo circa 15 cm dal tappo o comunque fino al termine della bombatura della bottiglia.

A questo punto la plastica e il tappo andranno resi omogenei, colorando con la nuance preferita la forma ormai pronta.

Dopo aver atteso che il colore si asciughi, non resta che praticare piccoli forellini sui lati della bottiglia aperta: qui dentro passeranno a scelta cordini, filo di spago o catenelle acquistabili dal ferramenta, che dovranno essere della lunghezza preferita e più adatta a raggiungere il gancio posto sul soffitto.

La bottiglia riciclata sarà così un vaso perfetto per far crescere al suo interno una piantina, preferibilmente della fronte a cascata. Il progetto è di Thegardenglove.com.

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Idea d’arredo per un monolocale in mansarda

Arredare un monolocale in mansarda: idea di progetto per un open space, dove la fluida continuità dei sistemi d’arredo crea un ambiente polimorfico e versatile.

Progettare l’arredamento per un monolocale in mansarda

La mansarda al centimetro: in questo articolo voglio presentarvi una mia ideazione progettuale, elaborata specificatamente per creare un arredo cucito su misura, che risolvesse in modo brillante le difficili spazialità a pareti sfalsate di un monolocale mansardato.

Da sempre, è innegabile il fascino del sottotetto, se è inteso come quel luogo privilegiato, così prossimo al cielo, dove ci è concesso il lusso di poter godere di una magica ed energizzante dimensione ampliata a 360°, perché sempre favorita dall’esposizione a tutta luce naturale, dall’alba fino al tramonto.

Arredare un monolocale mansardato
Più di ogni altro spazio abitativo, la mansarda necessita di un attento studio progettuale preliminare, attraverso cui possano essere prese in carico tutte le problematiche del caso, cercando di realizzare un qualcosa che risulti sempre unico e razionale per quel determinato ambito residenziale.

L’arredo personalizzato è d’obbligo per smussare e risolvere quelli che sono gli oggettivi ostacoli strutturali, dati dagli sbalzi di quote in altezza, sempre impegnativi da mimetizzare con soluzioni architettoniche strategiche e ragionate nei minimi dettagli.

Numerose sono le tipologie e i tagli geometrici concepibili per un immobile mansardato, poiché possono variare tanto i dislivelli in altezza quanto le possibili preesistenti suddivisioni in più vani o zone funzionali.

Se poi lo spazio è davvero esiguo, così come accade tipicamente nel caso di un monolocale mansardato, diventa ancor più importante e decisiva una progettazione d’arredo mirata e consapevole; solo in questo modo si potrà essere in grado di sfruttare realmente ogni centimetro cubo della volumetria globale, garantendo al top il comfort abitativo, anche sotto le falde del tetto.
Pianta di rilievo del monolocale mansardato, prima dell’arredo

Il grafico dello stato dei luoghi schematizza l’ambientazione mansarda in esame, prima della creazione del nuovo arredamento concepito su disegno. Si tratta essenzialmente di un unico grande locale, la cui superficie, a pianta rettangolare, misura all’incirca 50 mq complessivi.

Pianta stato di fatto per il monolocale in mansarda
Le righe tratteggiate in senso trasversale da parete a parete rappresentano le grandi travi inclinate che congiungono la linea di gronda, cioè l’altezza minore, con la quota maggiore o linea di colmo del tetto. Due ampi lucernari – contrassegnati con i tratteggi rettangolari – sono predisposti per donare luce naturale a tutto il monolocale, garantendo un ottimale rapporto aereoilluminante.

Arredo per il monolocale open space in mansarda: vista in pianta

Il grafico seguente mette in mostra l’arredamento da me ideato appositamente per questo monolocale mansardato, strutturato in modalità open space. Ho ritenuto opportuno sviluppare tanto le strutture contenitive quanto le aree di lavoro, in maniera tale da conferire un senso di continuità quasi infinita lungo le pareti.
Difatti, già il setto murario d’ingresso è arredato con una struttura contenitiva sagomata al di sopra del vano porta stesso, come sarà riscontrabile nella successiva vista in 3D.

Pianta arredata per il monolocale open space in mansarda
L’angolo cottura è sviluppato a ferro di cavallo, poiché un bancone penisola fa da divisorio intermedio e da congiunzione con il living night & day.

In fase di progettazione dello stabile, l’impresa di costruzione aveva già previsto di ricavare lungo la parete di maggior altezza, delle nicchie entro lo spessore del setto murario; così sono stati recuperati degli spazi preziosi per organizzarvi degli armadi a muro, sfruttando al massimo la verticalità del sottotetto.

Lungo la parete perimetrale più bassa, in adiacenza al banco snack, ho disegnato la disposizione di basi attrezzate a cui seguono ulteriori armadiature a tutt’altezza.

Sulla destra dell’inquadratura, è accennata la zona servizi con lavanderia, sviluppata per tutta la larghezza della superficie globale abitativa.
Disegno prospettico globale per l’arredo del monolocale mansardato

Nella sottostante visione tridimensionale ho illustrato l’accattivante layout d’arredo adottato per questo polivalente monolocale in mansarda.
Il punto di vista taglia la retrostante parete di maggior altezza, dove sono inseriti i preesistenti armadi in nicchia, i quali quindi rimangono di spalle all’osservatore.

La sagoma in movimento attraverso la porta d’entrata evidenzia quanto sia ergonomico e funzionale persino il passaggio attraverso l’uscio di casa: lo specchio posto di fianco alla colonna frigo crea un ampliamento ottico dell’atrio d’ingresso, dissimulando la profondità della armadiatura a ponte sulla porta d’entrata.

Disegno prospettico per l’arredo del monolocale mansardato
Un gioco di doppie profondità caratterizza l’arredo cucina; il piano snack a forma di grande L capovolta è strettamente connesso a una interparete composta da vani chiusi e scaffalature, costituendo così un mobilio attrezzato per il soggiorno.
Segue un contenitore basso a cassettoni, che fa da base allo schermo TV, in ideale posizione frontale al divano angolare trasformabile in letto matrimoniale.

Accanto alla zona pranzo con tavolo raddoppiabile, l’arredo a parete continua senza interruzioni, grazie a un armadio con ante scorrevoli a specchiatura asimmetrica; l’effetto è quello di dilatare ulteriormente lo spazio, garantendo un volume aggiuntivo, assai prezioso per lo storage.
Al soffitto, i travoni strutturali lasciati a vista fanno da interasse ai due maxi lucernari, mentre due sospensioni illuminano selettivamente il bancone penisola.
Progettare online l’arredo della mansarda e di altri spazi abitativi
Nell’articolo, ho narrato uno dei tanti possibili modi per caratterizzare un monolocale mansardato: la continuità e dinamicità dei sistemi d’arredo crea un insieme architettonico versatile e multivalente, in cui le diverse funzioni risultano strategicamente interconnesse.

Innumerevoli possono essere le soluzioni progettuali adottabili per sfruttare al massimo i difficili spazi della mansarda; un’attenta analisi è fondamentale per risolvere le volumetrie del sottotetto, in modo tale da rispondere fedelmente alle esigenze dello specifico nucleo familiare in continua evoluzione.

Attraverso il nostro servizio online di progettazione a mano libera è possibile ottenere una consulenza specialistica per poter ridistribuire in modo sensato gli spazi interni ed esterni di casa, creando sempre nuovi e performanti percorsi abitativi.

Planimetrie distributive arredate e disegni prospettici tridimensionali vengono elaborati nei minimi particolari, per costruire un perfetto equilibrio tra estetica e funzionalità, garantendo il vero valore aggiunto agli immobili di qualsiasi contesto residenziale.

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Nuda proprietà: vantaggi e svantaggi

Nuda proprietà: vantaggi e svantaggi
NEWS DI NORMATIVE
La nuda proprietà di un immobile o bene, rappresenta il suo valore venale decurtato dell’usufrutto, cioè del diritto di utilizzare il bene vita natural durante.

Che cos’è la nuda proprietà?

La nuda proprietà rappresenta il suo valore venale, decurtato dell’usufrutto, cioè del diritto di utilizzare il bene vita natural durante del soggetto beneficiario.
Nella maggior parte dei casi l’usufrutto si estingue con la scomparsa dell’usufruttuario e l’acquisizione, da parte del nudo proprietario della piena proprietà, anche se non mancano casi di usufrutto a tempo predeterminato.
L’usufruttuario può quindi abitare, affittare o addirittura vendere l’usufrutto dell’immobile di cui fruisce, ma si estinguerà ugualmente nel termine stabilito nell’atto di costituzione e in mancanza, con la morte del cedente.

Nuda proprietà, le parti: nudo proprietario e usufruttuario
Dati statistici sulla nuda proprietà
Secondo l’Osservatorio del Mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate nel 2015 si è registrato un modesto incremento degli acquisti della nuda proprietà di immobili residenziali e non del 1,35% rispetto all’anno precedente.

La crisi, la tassazione ed il clima di incertezza sul futuro non portano interesse su questo tipo di investimento, che rispetto ai massimi del 2006, ha praticamente portato ad un dimezzamento del numero dei contratti registrati.

Le regioni che hanno avuto il maggior incremento sono state:

– Basilicata con + 30% (+ 48 nuovi contratti);
– Friuli Venezia Giulia con + 17% (+ 91 nuovi contratti);
– Liguria con + 11% (+180 nuovi contratti).

Le regione che hanno avuto un saldo negativo sono state:

– Molise con – 20% (- 34 nuovi contratti);
– Piemonte con – 3,5% (- 122 nuovi contratti);
– Liguria con – 3,00% (-56 nuovi contratti).
Quali sono i diritti ed obblighi del nudo proprietario?

Il nudo proprietario ha diritto di disporre della cosa data in usufrutto (vendendola, donandola, ecc), purché non pregiudichi il godimento dell’usufruttuario.
Ha, inoltre, il diritto di vigilare sul godimento della cosa per eventuali abusi da parte dell’usufruttuario che ne comporti l’estinzione del diritto.
Quando avviene la consolidazione della proprietà?

Consolidazione della nuda proprietàOltre che per la morte del titolare e per lo spirare del termine, il nudo proprietario riunisce in sé anche l’usufrutto nei seguenti casi:

a) per non uso, protratto per almeno venti anni;
b) per totale perimento della cosa, inteso questo come distruzione fisica ed economica, che non lasci sopravvivere alcuna possibilità di godimento: in caso di perimento parziale, benché ne derivi un mutamento di natura o nella destinazione del bene e, il relazione a questa, nella qualità di godimento, l’usufrutto si conserva sopra ciò che rimane;
c) per abuso dell’usufruttuario.

Dal punto di vista legislativo, i diritti di usufrutto e nuda proprietà sono disciplinati dagli articoli del Codice Civile che vanno dal 978 al 1020.
Chi paga le spese di mantenimento del bene?

Le spese di manutenzione straordinaria dell’immobile, cioè, in genere, a quelle che superano i limiti della conservazione della cosa e delle sue utilità per la durata della vita umana, sono a carico del nudo proprietario, mentre quelle di manutenzione ordinaria dell’usufruttuario, che è tenuto a mantenerlo in buono stato, senza modificarlo o danneggiarlo ed a conservarne il valore.

Tuttavia le parti possono accordarsi diversamente in sede contrattuale.
Chi paga le tasse e le imposte locali per la nuda proprietà?

Chi paga le tasse per la nuda proprietà?Le imposte come l’IRPEF e l’IMU o TASI sono a totale carico dell’usufruttuario, perché la legge stabilisce che le paghi chi ha la materiale disponibilità del bene e ne gode dei benefici.

Anche questo, quindi, può essere un motivo per cui risulta conveniente l’acquisto della nuda proprietà.

Per calcolare il prezzo di vendita si parte dal valore stimato dell’immobile e si applica un coefficiente di riduzione che varia a seconda dell’età dell’usufruttuario.

Tali coefficienti vengono periodicamente aggiornati dal Ministero delle Finanze, in base alle aspettative di vita in Italia, desunte dalle statistiche, e al tasso di interesse legale.
Conviene l’acquisto della nuda proprietà?

Nuda proprietà: usufruttoL’acquisto della nuda proprietà può rappresentare una soluzione vantaggiosa per chi non ha fretta di abitare la casa, ma vuole solo fare un investimento conveniente per il futuro, ad esempio un genitore che vuole acquistare per il figlio.

Vale la pena, però, prendere in considerazione i 5 punti:

1.Valutazione dell’immobile
Chi decide di mettere in vendita il proprio immobile con la formula della nuda proprietà non può esimersi dall’affidarsi a professionisti al fine di ottenere una corretta valutazione del prezzo di vendita.
2.Età del venditore
Il valore di un immobile in nuda proprietà cambia in funzione dell’aspettativa di vita del venditore, nonché futuro usufruttuario, poiché da questa dipende statisticamente la durata del contratto.

Di seguito una simulazione prendendo in considerazione un immobile del valore di mercato di 250.000€.

Fascia d’età
Valore % Nuda Proprietà
Valore di Vendita Nuda Proprietà
45-50
25%
€ 62.500
51-60
Min 30% – Max 40%
Min € 75.000 – Max € 100.000
61-70
Min 45% – Max 55%
Min € 112.500 – Max € 137.500
Oltre 70
Min 60%
€ 150.000
Oltre 80
Min 75%
€ 187.500
Esempio di calcolo del valore dell’usufrutto e della nuda proprietà

Valore della piena proprietà: € 250.000,00
Età in annui dell’usufruttuario: 65 (Fascia 61-70) media 50%
Valore dell’usufrutto: € 125.000,00
Valore della nuda proprietà: € 125.000,00

3. Normativa legale
La vendita della nuda proprietà è legalmente riconosciuta come trattativa di vendita e quindi soggetta alle normative legali dell’ambito: non sono pertanto possibili scritture private o lettere di intenti mentre è sempre necessario affidarsi ad un notaio per stipulare l’atto di vendita.

Una curiosità: trattandosi a tutti gli effetti di una compravendita, questo tipo di transazione non è impugnabile da eventuali eredi in disaccordo.
4. Provvigione dell’Agenzia Immobiliare
Nel caso in cui ci si rivolga ad agenti immobiliari, la provvigione da riconoscere agli intermediari è equivalente a quella prevista per le normali transazioni di compravendita immobiliare.
5. Modalità di pagamento della nuda proprietà
Conviene l’acquisto della nuda proprietà?Il pagamento della nuda proprietà può avvenire in due modi:
l’importo può essere interamente saldato all’atto notarile, oppure, previo accordo tra le parti, l’acquirente può versare subito una parte e il rimanente può essere dilazionato con importi mensili sino a saldo dell’intero valore dell’immobile.

Una modalità, quest’ultima, vantaggiosa per entrambe le parti:
l’acquirente, infatti, può evitare di versare in un’unica soluzione l’intero importo e il venditore avrà a disposizione una rendita mensile di cui avvalersi come una sorta di pensione integrativa.

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Cabina armadio in mansarda

Progettare armadi in mansarda

In questo articolo vi parlo di un mio progetto, sempre rappresentato con disegni realistici a mano libera, per una cabina armadio inserita nel contesto dell’ambiente mansarda.

Progettare spazi destinati ad armadiature, nel volume della mansarda, è tipicamente cosa ardua, per via dei vincoli architettonici dettati dai dislivelli, spesso molto accentuati, delle falde del tetto.

Armadio in mansardaNell’immagine a lato, un esempio di armadio in mansarda, progettato volutamente ad angolo, perché possa svilupparsi verso la linea di colmo del tetto, sfruttando al meglio le massime altezze e tutto il volume a disposizione, dato dall’incrocio delle due falde inclinate.

Inoltre, attraverso il lucernario, si ha l’ampio ingresso della luminosità naturale che va a riflettersi sulle candide superfici, con l’effetto di amplificare lo spazio d’uso, creando una zona con funzione di spogliatoio.

Anche nel progetto che segue sarà di fondamentale importanza la luce naturale, valorizzata e amplificata dalla realizzazione di una vera e propria cabina armadio con area calpestabile interna, a sfruttare le massime altezze del sottotetto, lasciando ampia vivibilità e luminosità alla zona letto.

Cabina armadio a pianta triangolare in mansarda

Ecco la pianta progettuale di una camera padronale mansardata, dotata di una cabina armadio angolare che occupa i due lati non finestrati della stanza.
Pertanto, la soluzione studiata per sfruttare al meglio gli spazi, consente di godere della luce totale di entrambe le finestre e, allo stesso modo, di realizzare una cabina armadio molto capiente, ma non invasiva, nella zona notte.

Come si vede dalla pianta di progetto arredata, ai fini della costruzione del volume cabina ho sfruttato la massima altezza di mt. 3,50, fino alla più bassa, di mt. 1,70.
Ho progettato così una cabina armadio su misura, per uno sviluppo lineare di cinque metri, che risulta dalla somma dei lati 2,60 + 2,40 mt delle due pareti ad angolo.

Ciò è equivalente a circa 2 armadi di target standard, anche se abbiamo in parte uno sviluppo alla sola altezza di mt 1,70.
Per organizzare una cabina armadio è possibile inserire cassettiere nella parte inferiore e ripiani con tubi appendiabiti nella parte superiore, ottimizzando gli spazi, anche in presenza di una cabina armadio piccola.
Cabina armadio in mansarda, bozza prospettica

Come si può notare dalla seguente bozza prospettica in visione globale, ho progettato una cabina armadio angolare, a guisa di invisible corner, al fine di sfruttare la diagonale ottica che va verso la finestra. In tal modo, si ha l’effetto visivo di uno spazio diluito, leggero, privo di volume, quasi come se la cabina armadio non ci fosse, giacché lo sguardo di chi entra in camera volge a sinistra verso il gruppo notte, che si riflette sullo specchio esterno alla cabina.

Per la struttura della cabina armadio ho pensato a un materiale ligneo autoportante, da fissare al soffitto e alle pareti, prevedendo la rifinitura dei frontali in laccato bianco avorio, per richiamare la laccatura della porta e degli infissi, donando luce e ampiezza all’ambiente.

Disegno di una soluzione progettuale per cabina armadio in mansarda
Per le scaffalature interne e le cassettiere ho pensato al rovere naturale, in coordinato con la pavimentazione in parquet prefinito a listoni di rovere massello.

La pannellatura della cabina adiacente alla porta d’ingresso è provvista di uno specchio quasi a tutta altezza, cioè fino alla mensola in rovere naturale, su cui si vedono poggiati vari oggetti d’arredo. Tale mensola in rovere fa da percorso virtuale e cornice all’ingresso della cabina armadio.

La porta della cabina armadio, quindi, è composta da due ante in cristallo acidato, le quali possono scorrere entrambe a scomparsa dietro la parete a specchio. Il grande specchio è illuminato da faretti a led inseriti a incasso al di sotto della mensola in rovere, con accensione a sensore di presenza.

L’illuminazione artificiale dei faretti evidenzia – come ben si può notare dal disegno – il riflesso del letto, donando in tal modo maggiore profondità all’ambiente e risalto alla parete retro letto, dipinta in color tortora.

Da notare che alle spalle della porta d’ingresso, in camera, lo sfruttamento a tutta altezza dello spazio di 98 cm – segnato in pianta nel precedente paragrafo – per ricavare una comoda libreria in mensole di rovere naturale. Quindi, tale libreria retro-porta è in continuità con la mensola terminale, che fa da cappello alle porte della cabina e crea nel suo complesso un effetto nicchia-boiserie che accoglie e incornicia la cabina armadio.

La nota caratteristica del progetto è la decisione di utilizzare al meglio e quanto più possibile la raggiatura della luce naturale, pur riservando un ampio corner alla cabina armadio, la quale risulta essere quasi impercettibile all’occhio di chi entra in camera; in più, la cabina stessa riflette e amplifica la luminosità, grazie al gioco di rimandi delle sue pareti specchiate.

La cabina armadio in cartongesso, inteso come il materiale utilizzato per le pareti divisorie, è sempre una soluzione di grande praticità e versatilità d’uso, facilmente realizzabile anche in contesti ambientali particolari.

Un progetto di cabina armadio in legno per mansarda

Nella Gallery, le foto di un progetto d’arredo in legno, realizzato su misura per una cabina armadio in mansarda dalla ditta Zaccaria Monguzzi.

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Tende per finestre Velux: modelli e caratteristiche tecniche

Tende per finestre VELUX

Un buon controllo della luce e la giusta temperatura nelle stanze sono fondamentali per una casa confortevole. Per scegliere la tenda giusta per la tua mansarda è bene tenere conto non solo delle proprie esigenze in termini di regolazione e filtraggio della luce esterna, ma anche del contesto in cui sono inserite le finestre e del tipo di arredamento presente nelle stanze.

Grazie all’ampia gamma di prodotti offerti da VELUX è possibile scegliere la tenda giusta per la propria mansarda, a seconda degli effetti che si vogliono creare e delle specifiche necessità abitative.
Tende interne VELUX

Le tende VELUX sono disponibili sia in versione manuale, sia elettrica e per alcuni modelli anche solare.
L’esclusivo sistema Pick&Click!® consente di installare le tende interne in modo semplice e veloce, grazie alle placchette preinstallate presenti su tutte le finestre per tetti VELUX.
Le tende risultano quindi perfettamente integrate con le finestre e il risultato è ottimale.
Tende per finestre: vuoi controllare la luce?

Le tende filtranti a pacchetto VELUX sono personalizzabili con diversi livelli di trasparenza per assicurare un miglior controllo della luce. Disponibili in quattri tessuti:
– filtrante;
– semi-filtrante;
– semi-filtrante opaco;
– semioscurante.

Tende a pacchetto filtranti di Velux
Si possono avere in un’ampia gamma di colori e fantasie, in modod da poterle abbinare perfettamente all’arredamento della stanza. Il tessuto è lavabile, per una pulizia semplice ed efficace, ed è intercambiabile: si può, infatti, acquistare un tessuto di ricambio a parte, così da modificare il livello di trasparenza o semplicemente cambiare colore e fantasia.

Disponibili nella sola versione manuale, le tende filtranti a pacchetto sono adatte per finestre a portata di mano. Possono essere stirate nella loro interezza o ridotte in basso, in alto oppure al centro. Le due estremità possono essere posizionate liberamente.
Tende per filtrare la luce

Le tende filtranti giocano con la luce e i colori creando un rilassante effetto penombra.
Le tende filtranti possono essere a rullo o plissettate, in versione manuale, elettrica o solare.

Nella versione manuale, la tenda filtrante plissettata consente un posizionamento flessibile: la tenda non è fissata nella parte alta del battente, può quindi esserevmossa in assoluta libertà, permettendo di regolare la quantità di luce desiderata a seconda della posizione del sole nei diversi momenti della giornata.
Regolare la luce con le tende per finestre Velux

Per regolare la direzione e la densità della luce, puoi scegliere le tende alla veneziana.
Sono perfette nella zona giorno, nello studio e in quelle stanze dove è necessario regolare la luce a seconda dei momenti del giorno. Le tende alla veneziana VELUX sono perfette in bagni e cucine per la loro elevata resistenza all’umidità.

Tende alla veneziana di Velux
Particolari per i giochi di luci e ombre che riescono a regalare agli ambienti, queste tende sono realizzate con lamelle in alluminio facili da pulire e disponibili in ben nove defferenti colorazioni.
La tenda alla veneziana, nella versione manuale è facile da posizionare, grazie alla barra di manovra che scorre dall’alto verso il basso su guide laterali in alluminio satinato e può essere alzata e abbassata o fermata in qualsiasi punto. Un orientatore posizionabile all’altezza desiderata consente di ruotare le lamelle a piacere.

Per chi possiede una finestra VELUX INTEGRA elettrica è possibile acquistare una tenda alla veneziana nella versione INTEGRA elettrica e controllare entrambi i prodotti con l’ausilio del control pad. Grazie ai programmi predefiniti o personalizzati, si può ottimizzare l’uso della tenda per avere comfort ed efficienza energetica.
tende Velux per oscurare l’ambiente

Studiate per garantire un efficace oscuramento, le tende oscuranti VELUX sono la soluzione ideale per la zona notte. Possono essere a rullo o plissettate e sono disponibili in versione manuale, elettrica o solare e in decine di colori e fantasie, comprese le nuove fantasie Disney & VELUX Dream Collection.

Tende oscuranti collezione Star Wars & Velux
Di recente lancio, la nuova collezione Star Wars & VELUX Galactic Night Collection, una linea di tende oscuranti manuali pensate per bambini e ragazzi e per tutti gli appassionati della saga di Star Wars. Sono perfette per creare l’ambiente ideale per un sano riposo e permettono di continuare le proprie avventure nei sogni.

Ognuno troverà il suo personaggio tra i quattro emozionanti soggetti disponibili.
Le tende oscuranti VELUX garantiscono un efficace oscuramento anche nei colori più chiari e in pieno giorno, così da consentire un adeguato riposo a qualsiasi ora, non solo la notte.
Le tende oscuranti plissettate consentono di aumentare l’isolamento termico, grazie alla doppia plissettatura e all’interno in alluminio, in modo tale da rendere più confortevole la stanza in inverno.
Tende esterne VELUX

Indispensabili nel periodo estivo, le tende esterne parasole VELUX controllano efficacemente la temperatura in mansarda, riducendo il calore fino al 72%.

Realizzate in fibra di vetro rivestita di PVC particolarmente resistente all’usura del sole, proteggono la finestra, la vetrata e le tende interne dall’eccessivo surriscaldamento, evitando che scoloriscano e facendo sì che mantengano a lungo le loro caratteristiche funzionali.

Anche quando il telo è abbassato consentono la visione esterna e l’effetto di luce nella stanza risulta piacevolmente filtrato. Sono facili da installare dall’esterno, in poche mosse, soprattutto nella versione manuale: basta ruotare il battente della finestra di 180° così da permettere alla tenda di agganciarsi ai due ganci sul lato inferiore del telaio. Una volta chiuso il battente la tenda si abbasserà da sola.

Tende per finestre: modello da esterno, di Velux
Con la tenda abbassata è possibile comunque aprire e chiudere la finestra.
Per chi dispone di una finestra fuori portata, sono disponibili le versioni INTEGRA elettrica e INTEGRA solare. Entrambe vengono controllate tramite lo stesso control pad che controlla la finestra.

La versione INTEGRA solare è semplice da installare anche su finestre manuali perché non ha bisogno di cavi e alimentazione. Le tende esterne parasole VELUX rispondono all’obbligo stabilito dal DL 311/2006 e il successivo DPR 59/2009 di applicare schermature solari esterne a tutte le superfici vetrate nel caso di ristrutturazioni integrali o di edifici di nuova costruzione, al fine di migliorare l’isolamento degli edifici.

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L’inferriata Faidate

Inferriate: sicurezza delle abitazioni

La sicurezza della famiglia e delle abitazioni è un punto fondamentale su cui nessuno accetta compromessi. Ciò nonostante, in questi ultimi periodi il numero dei furti nelle case è aumentato considerevolmente e di conseguenza diventa pressante l´esigenza di difendersi.

La prima cosa da fare è munirsi di affidabili sistemi di sicurezza. Quelli disponibili sul mercato e installabili in un appartamento, sono molteplici e si differenziano principalmente in due categorie: quelli attivi e i sistemi passivi.
Per sistemi di sicurezza attivi intendiamo tutti i dispositivi d’allarme o di videosorveglianza che prontamente segnalano, attraverso un allarme sonoro o luminoso, l’intrusione nell’appartamento.

Quelli di tipo passivo, invece, sono i cancelli, le porte blindate, le inferriate per proteggere le finestre, che ostacolano fisicamente con la loro presenza l’ingresso nell’appartamento o nell’ufficio, del ladro o di chiunque altro voglia violare lo spazio privato.
Esistono inferriate in kit fai da te?

A questo punto toccherà affidarsi a un architetto per il disegno esecutivo delle inferriate e a un fabbro per la realizzazione e il montaggio delle protezioni.
Nella messa in opera delle inferriate bisognerà mettere in conto purtroppo le demolizioni degli squarci dei vani e il loro ripristino per permettere alle stesse un buon ancoraggio nella muratura perimetrale.

 

Rendere più sicura e bella la propria abitazione con le proprie mani e tutto il proprio entusiasmo è però oggi un’operazione possibile. In tali condizioni, inoltre, risparmiare non sarà più un miraggio.

Una linea di prodotti concepita per proteggere la sicurezza della casa preservandone integrità, sono i kit fai da te presenti sul mercato già completi e pronti per l´assemblaggio di inferriate esterne, inferriate interne, semplici da utilizzare e molto convenienti!
L’inferriata fai da te facile da montare

Un giusto compromesso tra sicurezza e qualità, robusto e allo stesso tempo elegante è appunto l’inferriata fai da te Exten, un cancelletto estensibile proposto dall’azienda Inferriate.it, facile da montare, quindi alla portata di chiunque perché non richiede opere murarie, ma si installa con semplici tasselli sia su porte che su finestre.

La sua semplicità di montaggio viene anche illustrata passo dopo passo da alcuni video tutorial che l’azienda ha realizzato ad hoc, per semplificare l’installazione agli utenti.

Una delle principali caratteristiche di questo cancelletto estensibile è appunto la sua capacità di proteggere gli ambienti senza ostruire il passaggio della luce nei locali dove viene installato, grazie al suo impacchettamento laterale, che a cancello aperto si riduce a soli 5 cm di ingombro.

Il cancelletto estensibile Exten prevede un sistema di chiusura a gancio, certificato Classe 2-3, e una serratura a chiave unificata, per tutti i serramenti della casa. Il suo montaggio è molto semplice grazie alla presenza di una guida superiore di scorrimento con un sistema a carrucola che lo rende sospeso ed estremamente leggero da aprire e una guida inferiore alzabile a richiesta dell’utente per evitare il rischio inciampo.
Le classi di effrazione di un sistema di sicurezza

Per i sistemi di protezione di tipo passivo, si può fare una classificazione che li suddivide per classi di effrazione. Per resistenza all’effrazione si intende un livello di resistenza, provato con una metodologia universale che appunto determina il grado di effrazione.

Questo valore si ottiene eseguendo dei test sul cancello oppure sulla serranda, esponendoli a un tempo limitato di attacco con determinate tipologie di attrezzature da scasso.Tutto questo viene fatto appunto per simulare l’azione del ladro al fine di certificare il serramento o l’inferriata in relazione a come questo risponde ai vari test.

Le classi antieffrazione sono sei e ognuna prevede appunto una tecnica di scasso diversa in un tempo diverso. Secondo queste verifiche, un prodotto supera il test se, al termine del tentativo di effrazione, anche se risulta deformato o reso inutilizzabile, non presenta varchi di passaggio grandi quanto un tampone ovale, che corrisponde alla dimensione di una testa di una persona.

Oltre a variare la tipologia di strumenti utilizzati per lo scasso, la determinazione della classe di effrazione in alcuni casi prevede dei test di carico statico e dinamico, che appunto hanno la funzione di simulare un pistone che spinge in un solo punto, oppure un sacco che urta con violenza contro l’elemento da testare.
Finiture e verniciatura delle inferriate fai da te

Anche le sue rifiniture sono curate nel minimo dettaglio: infatti, il cancelletto estensibile Exten è realizzato in acciaio zincato, disponibile a richiesta dell’utente in molteplici colorazioni realizzate a fuoco in più di quaranta tinte RAL.

La verniciatura a fuoco prevede l’utilizzo di un’apposita polvere termoindurente poliestere, che garantisce la maggior durata dell’inferriata nel tempo; infatti, questa tecnica viene considerata una delle migliori. Inoltre, l’acciaio utilizzato per realizzare il cancello estensibile, prima di essere verniciato subisce il processo di zincatura, che migliora notevolmente la qualità del prodotto.
L’elevato livello delle finiture ne garantisce la massima durata nel tempo, un valore aggiunto rispetto agli altri tipi di inferriate di sicurezza disponibili sul mercato. Questo prodotto, richiamando le classi di antieffrazione, è certificato in classe 2 e 3 ed è un prodotto interamente Made in Italy.
Indicazioni sul montaggio delle inferriate fai da te

Il montaggio del cancelletto estensibile Exten è molto rapido e veloce, lo si può applicare su qualsiasi tipo di infisso, anche su porte e finestre di diverse dimensioni, senza dover ricorrere a opere murarie.
Dopo aver scelto il modello di cancelletto da installare e a seguito di una valutazione sulle dimensioni, la prima cosa da fare è quella di posizionare la guida inferiore del cancelletto sulla soglia.

Una volta deciso dove fissare la guida, si dovrà segnare sul pavimento o sul davanzale della finestra dove effettuare i buchi, rispettando i fori già presenti sulla guida stessa.
Questo passaggio è fondamentale poiché permette di montare il cancelletto perfettamente a filo con l’apertura di casa vostra, sia essa una porta o una finestra.

Il video tutorial mostra come proseguire nell’installazione; inoltre, sul suo sito l’azienda mette a disposizione dell’utente anche delle istruzioni di montaggio scaricabili in formato pdf, in cui sono descritte tutte le operazioni da fare passo dopo passo, complete di immagini illustrative.

Il cancelletto Exten, anche se apparentemente potrebbe sembrare meno sicuro di una normale serranda metallica piena, in realtà è un prodotto molto robusto. Nel video sopra, è possibile vedere i test antieffrazione eseguiti proprio per garantire il massimo della sicurezza.