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Piastrelle con bordo rettiificato

Le piastrelle rettificate, con il loro bordo tagliato a 90°, soddisfano le esigenze di coloro che vogliono adottare rivestimenti senza soluzione di continuità.

Caratteristiche delle piastrelle con bordi rettificati

Scegliere il rivestimento per gli ambienti della propria abitazione è una decisione ardua, sia per la quantità di materiali presenti sul mercato, sia per la modalità di posa, i formati, il trattamento delle superfici e le modalità di produzione.
Listelli di legno, lastre di marmo, pavimenti ceramici, resina, cemento spatolato, sono solo alcune delle tipologie in commercio da adottare in relazione alla configurazione spaziale, alla destinazione d’uso degli ambienti e secondo il proprio gusto.

Sappiamo anche, però, che l’aspetto dei vari tipi di rivestimenti è ottenibile adottando il gres porcellanato: con il suo effetto legno, marmo, pietra, etc. ci consente di ottenere una superficie elegante, ma a minor costo e con una manutenzione molto più semplice: è resistente alle abrasioni, è agevole da pulire con i classici detergenti.

Supponendo di aver prediletto dei rivestimenti ceramici, questi sono disponibili nel formato rettificato e non.

Quale è la sostanziale differenza?
Spesso si sentono pareri discordanti circa la scelta tra le due tipologie, ma analizziamo di entrambi pregi e difetti.

La piastrella classica non rettificata presenta bordi non perpendicolari alla perfezione ma smussati: con l’utilizzo di una fuga idonea, di almeno 3-4 mm, tale aspetto, visibile aduno sguardo più attento, risulta occultato.
I rivestimenti ceramici rettificati, invece, vengono tagliati a 90°, tanto da rendere possibile una posa senza fughe o con spessori limitati.

In realtà, l’assenza totale di fuga, come spesso sottolineato dalle stesse aziende produttrici, è sconsigliata: la fuga conferisce al pavimento minore rigidità e quindi maggiore capacità di assorbire eventuali assestamenti, evitando la rottura delle lastre.

Inoltre, la formazione della fuga maschera la presenza di eventuali dentini che possono palesarsi con un pavimento privo di fuga: la causa potrebbe essere ricondotta a una non assoluta complanarità deli rivestimenti, a irregolarità della superficie da rivestire o da una posa non perfettamente a regola d’arte.
Questo difetto è quasi sempre presente nelle piastrelle dal grande formato, sempre più richieste da da chi desidera rivestire i pavimenti dando una sensazione di uniformità.

Il consiglio è, quindi, quello di posare il pavimento con un minimo di fuga, da 1-2 mm, in maniera tale da garantire una lunga durata nel tempo dello stesso e anche per correggere eventuali non planarità tra i singoli elementi.

Infine, indipendentemente dall’aspetto del bordo, è molto importante eseguire una posa a regola d’arte con la stesura di un idoneo massetto e l’utilizzo di collanti e fughe di ottima qualità.

Per l’ambiente bagno, ad esempio, sono disponibili fughe idonee a respingere la formazione di muffe, fastidiose da vedere e molto difficili da eliminare anche con prodotti specifici.
Piastrelle dal formato rettificato: quali scegliere

Che siano da posare a parete, come rivestimento , oppure a terra, come pavimento, per interni o esterni, le ceramiche con bordo rettificato sono disponibili in svariate finiture e formati, così come le ceramiche non rettificate.
Pertanto è possibile scegliere dei gres porcellanati classici, oppure quelli effetto marmo, pietra o legno. Di seguito una piccola selezione tra i tanti prodotti in commercio.

Piastrella rettificata Marazzi Treverkview
Marazzi, azienda italiana rinomata nel mondo per la produzione di pavimenti e rivestimenti in ceramica, propone, tra le sue molteplici collezioni, Treverk, piastrelle in gres effetto legno; la linea che ci interessa al suo interno è Treverkview, rivestimento con finitura effetto rovere, disponibile in 9 diverse colorazioni: rovere naturale, oppure tonalità più calde, come miele, rovere beige e rovere caramello, tonalità fredde come il tortora e il rovere grigio, più scure, come il rovere scuro e rovere marrone, o infine, la versione più chiara in rovere avorio.

Treverkview è disponibile anche per pavimentare l’outdoor, in tre versioni: naturale, miele e tortora. Il formato è sempre 20 x 120 cm, con uno spessore della piastrella di 9,5 mm.

Piastrella rettificata Fap Desert
Per l’ambiente bagno FAP Ceramiche propone la linea Desert, piastrella effetto pietra disponibile sia come rivestimento in pasta bianca che a pavimento in gres porcellanato rettificato multiformato.
Per quanto concerne il rivestimento a parete, l’azienda consiglia una posa a regola d’arte con il preliminare controllo della planarità delle pareti da rivestire, nonché l’utilizzo di collanti bianchi per rivestimenti ceramici antiscivolamento.
I rivestimenti rettificati di Fap vengono progettati e realizzati anche per consentire la posa accostata senza fughe delle piastrelle, per consentire un elevato risultato estetico e funzionale, evitando così la formazione di muffe e funghi che, all’interno di un ambiente umido, potrebbero andare ad annidarsi su di esse.

Parlando, invece, di rivestimenti a pavimento, consigliano chiaramente una perfetta planarità del massetto e la posa con una fuga di 2-3 mm per gli ambienti interni, di 3 mm per l’esterno.
Al fine di evitare dislivelli, la posa, se effettuata a correre, non deve superare una sfasatura massima di 1/3 fra le doghe, punto oltre il quale la piastrella potrebbe presentare un leggero rigonfiamento.

Il rivestimento in grandi formati conquista sempre più: è infatti desiderio comune rivestire le superfici con materiali e formati senza soluzione di continuità. Chi non predilige le resine o altri prodotti similari, ma vuole comunque adottare i rivestimenti classici, come la ceramica, il legno o il marmo, può scegliere piastrelle grandi: quadrate 60 x 60 cm , rettangolari 60 x 120 cm, etc.

Piastrella rettificata Ariostea Onice Perlato
ARIOSTEA, azienda leader nella produzione di rivestimenti in gres porcellanato, propone soluzioni in grandi formati effetto marmo, pietra, granito o legno.
Uno dei nuovi prodotti che segnaliamo è Onice perlato, lastre in gres porcellanato disponibili nei formati 120 x 60 cm, 60 x 60 cm, 60 x 30 cm, sempre con bordi rettificati; lo spessore si attesta sugli 8 mm.
Per gli ambienti esterni è possibile anche raggiungere formati superiori: soft black gres porcellanato effetto pietra, è disponibile anche nel formato 150 x 75 cm.

Un ulteriore passo in avanti, è stato fatto dall’azienda Ceramica Sant’agostino: tantissime collezioni che presentano il bordo rettificato, sono il frutto di una evoluzione nella resa estetica, in grado di soddisfare le più svariate esigenze.

Tra le diverse collezioni, segnaliamo sicuramente Set, prodotto di grande novità e resa estetica elevata: si tratta di una collezione frutto di continue contaminazioni di materiali diversi, quasi mai accostati o addirittura fusi tra loro: cemento, cemento/tessuto, cemento/marmo, vernici, legno, decorazioni.

Piastrella rettificata Ceramiche Sant’Agostino Set Concrete
Per quanto riguarda il cemento, la collezione Concrete risulta perfetta per gli ambienti contemporanei dallo stile industriale, nonchè per gli spazi esterni con finitura antiscivolo; la linea Dress ha un originale tappeto a righe di cotone immerso nel cemento, tanto da presentare una superficie materica irregolare e porosa, proprio come quella di un morbido tappetto di cotone.
Set Gem, a pavimento o posato come rivestimento murale, garantisce una finitura effetto marmo, mentre Metrowood mostra la classica finitura del legno con le sue delicate e calde venature.
Infine Metrosigns, cementine in 45 varianti cromatiche atte a realizzare un ambiente dal gusto particolarmente sofisticato e sapore retrò.

I formati rettificati disponibili sono i più svariati, completi anche di pezzi speciali: si parte dal 20 x 20 cm, fino ad arrivare a 120 x 120 cm.

Insomma, un prodotto perfetto per le più svariate esigenze, capace di sintetizzare l’ottima resa estetica con le qualità prestazionali che si richiedono a un rivestimento: resistenza, durabilità e facilità nella manutenzione.

Per quanto concerne la posa, la sostanziale differenza tra un bordo rettificato e non sta, quindi, nella fuga: nel caso di rettifica è sufficiente una fuga minima da 1-2 mm, nel caso di bordo naturale è indispensabile una fuga maggiore, da 3-4 mm, in maniera tale da avere uniformità e perfezione nella stesura dei rivestimenti stessi.

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Mobili e complementi in stile provenzale low cost per la casa

Idee e suggerimenti per arredare casa con mobili e complementi in stile provenzale, mischiando articoli nuovi e pezzi di recupero, con un tocco retrò e country.

Mobili stile provenzale

Ognuno sceglie per la propria abitazione arredi e complementi che più si avvicinano alla sua idea di casa. La scelta dello stile di riferimento, infatti, è fondamentale per iniziare ad arredare le stanze di casa secondo un filo conduttore, all’insegna della coerenza, per far si che tutti gli elementi si fondano in un insieme piacevole e coordinato.

Proprio come succede quando compriamo gli abiti che andremo d indossare, generalmente tendiamo a rivolgere la nostra attenzione verso i colori, i modelli, le forme che più ci attirano, ripetendo nel tempo le nostre scelte. C’è chi ama il nero, chi invece predilige i colori dai toni accesi e ancora chi opta per le tinte neutre. Anche in fatto di arredamento, per vestire la nostra abitazione, compiamo delle scelte.

Tendone per portafinestra in stile provenzale su Amazon
Se partiamo da un’ispirazione, da uno stile che ci piace e ci rappresenta, sarà più facile scegliere ogni elemento successivo. Sono molti e in continua evoluzione gli stili di arredo: c’è da sempre chi ama il classico, chi invece preferisce arredi moderni, altri si ritrovano nel vintage, nel minimal, nell’etnico. Inseguire una tendenza significa prendere come esempio gli elementi propri di quel mood, per poi farli propri, divertendosi a personalizzare gli arredi con il proprio tocco.

È fondamentale non fare confusione e scegliere bene, guardarsi intorno, vedere composizioni di arredo per prendere una decisione importante come quella relativa alla disposizione degli arredi in casa propria.
Elementi stilistici dell’arredamento stile provenzale francese

Ora nello specifico ripercorreremo le caratteristiche proprie di uno stile molto in voga, quello country provenzale, che sta vivendo una nuova giovinezza visto che attualmente è tra i preferiti delle persone che vogliono cambiare look alla casa o che la stanno arredando per la prima volta.

L’arredo stile provenzale può essere considerato un mix tra vari elementi shabby chic derivanti dallo stile rustico, romantico. Questa tendenza punta molto anche sull’accostamento di pezzi vecchi e nuovi, grazie anche al recupero di mobili antichi che vengono appositamente trattati.

camera in stile provenzale di Maisons du Monde
Agli amanti del genere provenzale francese normalmente piace il finto trasandato, l’insieme dei dettagli, il recupero di credenze, comodini, comò che vengono rinvenuti da vecchie case o riportati alla luce dalla cantina, e trattati con tecniche come il decapaggio per assumere un aspetto usurato e vissuto.
Gli arredi sono prevalentemente in legno, ma vengono decapati proprio per togliergli il colore originario, per la maggior parte dei casi marrone scuro, e dargli un aspetto vintage, carteggiandoli per mantenere in rilievo le venature del legno, i piccoli difetti e colorarli poi con il bianco, immancabile in una casa in stile provenzale, o ancora con nuance pastello.

Spazio, dunque, alla scala cromatica che passa per il beige, il color corda, il sabbia, il tortora, ma lascia spazio a sprazzi di colore come il rosa antico, il verde, il giallino e il color lavanda. Questi stessi colori vengono anche scelti per le pareti di casa come per i tessuti d’arredo, specialmente tende, divani , poltrone. Non manca nemmeno la fantasia fiorata, molto romantica e campagnola, che omaggia la natura a primavera. Questo stile non lascia spazio allo sfarzo, ma al contrario è piuttosto naturale, intimo e accogliente.

Eppure, a farsi notare è sempre la grande cura per i dettagli.
Per esempio, una casa in stile provenzale lascerà spazio a vecchi cimeli da esporre su mensole e vetrinette, come caffettiere d’epoca, ferri da stiro della nonna, macinino per il caffè o ancora vecchie fotografie da incorniciare. Questi oggetti si possono acquistare nei mercatini dell’antiquariato, se non si hanno già in famiglia. Nel secondo caso il valore aggiunto è quello affettivo.

Orologio a muro stile provenzale Amazon
Anche i cuscini, le tende, le coperte saranno scelte in materiali naturali come il cotone o il lino, ma possono avere preziosi dettagli in pizzo, fiocchi bon ton, passamanerie.

Questo stile d’arredo è perfettamente adatto per le case in campagne, ma ormai è stato sdoganato e si presta anche ad essere scelto per arredare casa di città. Sappiamo che a contribuire a creare l’atmosfera sono anche i profumi. Un consiglio, per completare la casa shabby chic ricorrendo arredo stile provenzale, è non trascurare le note olfattive che infondono un aroma piacevole e capace di contraddistinguere la casa. Per esempio potete ricorre ai fiori secchi, al potpourri e alle essenze profumate, come rosa, lavanda, vaniglia per far si che in casa il profumo di fresco, dal piacevole effetto rilassante, non manchi mai.
Stile provenzale camera da letto

Stile provenzale Ikea

Ogni stanza di casa può essere arredata con lo stile provenzale.
Partiamo dalla camera da letto.
Il letto più adatto potrebbe avere una struttura in ferro battuto, come il modello LEIRVIK in colore bianco di Ikea. La struttura nella versione verniciata di bianco risulta eterea e si presta a giocare con i tessuti delle lenzuola e delle trapunte per creare un contrasto molto romantico e ricercato.

Letto stile provenzale Leirvik di Ikea
Un altro modello che ben si presta al gusto bucolico provenzale per la stanza da letto è TYSSEDAL, struttura letto sempre di Ikea, dalla testiera dalla forma arrotondata.

Struttura letto bianca Tyssedal di Ikea
Un’idea interessante e di grande resa, è la possibilità di accostare a una struttura letto semplice e chiara come quelle viste sopra, un paio di comodini a contrasto, giocando sulla diversità del materiale o del colore, purché si mantenga il mood romantico e provenzale.
Complementi per la camera da letto provenzale

Maisons Du Monde propone il tavolino da notte Camille, in legno grigio, ingentilito dal romantico decoro a forma di cuore in colore bianco, posto sul davanti.
Le stesse maniglie, sia dell’anta che del cassetto, riprendono la forma a cuore.
La linea Camille, per chi predilige una camera da letto coordinata, è composta anche da testata per il letto, piccolo baule, armadio e comò.

Camera da letto completa in stile provenzale modello Camille di maisons du Monde
In alternativa, si può optare per Valentine,il candido comodino molto femminile, o il modello Charlotte con fiocchetto cesellato e gambe sinuose e leggere.

Se avete già una struttura letto potete invece pensare di rinnovare la stanza all’insegna del look provenzale, semplicemente acquistando anche solo qualche pezzo come una testata, in legno o imbottita, e alcuni complementi stile provenzale per la stanza.
Cucine in stile provenzale

Anche la cucina, cuore pulsante della casa, può essere scelta in stile provenzale.
Il prego di questo stile sta nel rispetto delle linea classiche rivisitate in una chiave rustica. Difficilmente negli anni questo stile annoia o passa di moda, quindi, se si vuole iniziare a dare un’impronta provenzale alla casa senza esagerare, si può partire proprio dalla cucina.

Arcari Arredamenti ha in gamma la cucina Capri, molto stilosa e ricercata in ogni dettaglio, rifinitura e materiale. Le sue linee sinuose, gli intagli, le maniglie mosse, sono disponibili in differenti versioni: patinata o patinata lucida, per un tocco provenzale moderno, o ancora con finish decapè in colore argilla, per chi vuole un aspetto un po’ più caldo.

Cucina modello Capri, di Arcari Arredamenti in stile provenzale
Anche Mondo Convenienza, tra le cucine più classiche disponibili nel catalogo e nei negozi, vanta alcuni modelli che rispecchiano perfettamente le caratteristiche dello stile provenzale e shabby chic.

Pensiamo a Carmen, una cucina provenzale componibile disponibile in bianco, color corda oppure verde molto originale e dal fascino un po’ retrò, e ancora i modelli Eva e Lucrezia, che giocano su toni caldi e neutri, elementi decorativi a rilievo sulle ante discreti ma curati, per conferire agli ospiti il piacere di un pasto consumato in un ambiente familiare destinato alla condivisione.

Cucina stile classico modello Carmen di Mondo Convenienza

Stile provenzale moderno in cucina

Anche Cucine Lube propone Agnese, una cucina in stile campagnolo e shabby piuttosto inedita per il marchio, che unisce qualità e stile. Questa cucina in legno massello è sobria e curata, proposta nella variante più variopinta in un tono di azzurro delicato, che la colloca nel nostro immaginario, nel cuore della Provenza.
Lo stile unisce passato e presenza, tradizione e rivisitazione, una sorta di evoluzione di un mood classico ma che ben si presta anche a una casa abitata da giovani.
Le ante, le vetrate (anche con inglesina e vetro anticato) e ogni minima rifinitura ci fanno apprezzare la ricercatezza, pur non togliendo alla cucina la sua missione gioviale.
Pensiamo anche alla possibilità di scegliere ante con formelle in ceramica dipinte a mano come decorazione.

Cucina Agnese di Lube Cucine
Della stessa collezione si possono trovare anche i mobili per la zona living di casa, da abbinare alla cucina, specialmente se la necessità è quella di arredare un open space, all’insegna della continuità in stile provenzale moderno.
Arredamento provenzale online
Infine, ricordiamo che è anche possibile inserire nell’arredo di casa alcuni complementi in stile provenzale francese.

Online si possono trovare tante idee per la casa, come specchi e specchiere da appendere a parete nella zona giorno, nott,e o ancora in corridoio o in bagno oppure il comò mensola per il trucco e la specchiera ovale da appendere al muro.

Può contribuire a rendere la casa un ambiente caldo familiare e shabby, strizzando l’occhio al provenzale, anche la scelta di un orologio da parete a fiori, l’acquisto di un set di maniglie in ceramica da sostituire a quelle che già abbiamo, come pomelli dei cassetti in cucina, nei comodini, ecc…

Specciera e mensola trucco su Amazon
Ci si può sbizzarrire nella sostituzione di tende, federe e tessuti di arredi.
Su Amazon per esempio, possiamo trovare diversi modelli per tutti i gusti, per finestre e porte finestre, ma anche biancheria per la casa tutta a tema provenzale, con toni neutri e tessuti semplici. Lo stesso vale anche per l’oggettistica in stile country provenzale.

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Come porre rimedio a questo spiacevole inconveniente

Come porre rimedio a questo spiacevole inconveniente

Il rumore di un rubinetto che gocciola può essere estremamente fastidioso e accresce a dismisura i consumi relativi alla bolletta dell’acqua. In questi casi, infatti, si possono sprecare fino a 100 litri di acqua in sole 24 ore. Ecco qui di seguito qualche consiglio pratico per risolvere questo problema!

Prima di tutto, è bene elencare tutti gli attrezzi necessari allo scopo: una chiave inglese, un cacciavite, un po’ di stoppa, una guarnizione di ricambio, un pappagallo ed una pinza. Poi, come si procede? Per prima cosa, bisogna smontare il rubinetto del bagno, rimuovendo la manopola. I più comuni rubinetti sono quelli con due manopole distinte, una per l’acqua fredda ed una per quella calda. Inoltre, è necessario trovare la vite di sblocco che si trova al centro della manopola, di solito nascosta da una borchia che si svita. Dopo aver rimosso la manopola, si deve svitare anche la ghiera cromata sottostante.

Al di sotto troviamo il corpo del rubinetto vero e proprio. Bisogna perciò procedere a svitare il dado inferiore con la chiave inglese. Arrivati a questo punto si può sostituire il gommino della guarnizione, che è la causa del gocciolamento, fissandolo con l’ausilio di una vite o di un dado. Ora potete rimontare il rubinetto, ricordandovi di avvolgere gli elementi filettati del corpo metallico con della stoppa inumidita.

Infine, ricordiamo alcuni preziosi accorgimenti da tenere in conto durante lo svolgimento della procedura appena descritta:

  1. Non lasciate aperto il rubinetto generale dell’acqua;
  2. Non lasciate lo scarico aperto: servitevi di uno straccio per tapparlo per evitare la caduta di viti e rondelle;
  3. Scegliete una guarnizione con misure adeguate;
  4. Non graffiate con la chiave inglese il metallo. La maggior parte dei rubinetti, infatti, sono prodotti in metallo dolce, quindi è bene coprirli con nastro adesivo prima di procedere;
  5. Non lasciate mai il grande dado di metallo che unisce le parti interne parzialmente svitato.

Un rubinetto che perde spreca migliaia di litri d’acqua, dai 40 ai 100 litri al giorno. Questo è il motivo per cui occorre sempre controllare che i rubinetti o la cassetta del water in bagno hanno una perdita. Per risparmiare durante la giornata occorrerebbe evitare di tenere il rubinetto della cucina o del bagno aperto per molto tempo, quando si lavano i piatti o i denti.

Usare la lavastoviglie invece di lavare i piatti nel lavandino oltre ad essere una comodità permette anche di risparmiare acqua, se utilizzata a carico pieno! Inoltre bisogna sempre controllare che non ci siano perdite in casa poichè queste potrebbero causare danni peggiori del semplice spreco d’acqua ed andare ad intaccare le strutture della tua abitazione danneggiando muri, solai e rivestimenti.

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Scegliere e installare lucernari e finestre per tetti in mansarda

Finestre per tetti manuali o elettriche, capaci di garantire isolamento, risparmio energetico. Tutti i comfort per avere luce e areazione in mansarde abitabili.

Con il termine lucernario da tetto facciamo riferimento a una tipologia di apertura posta in una mansarda o in un sottotetto che serve a far entrare la luce naturale dentro casa.

 

Le mansarde, siano esse in una casa indipendente che all’ultimo piano di un palazzo più o meno alto, sono gli ambienti di un edificio più vicini al cielo e quindi a stretto contatto con i raggi del sole. La presenza della luce è l’elemento che rende questi ambienti perfettamente vivibili, luminosi e per questo adatti a tutte le attività lavorative e di svago che si svolgono in casa come in ufficio.

La luce artificiale deve infatti essere complementare, usata nelle ore di buio, quando si fa sera, ma non l’unica fonte luminosa possibile.
Un locale mansardato luminoso è sinonimo di benessere, salubrità e possibilità di vivere e sfruttare al massimo la posizione privilegiata, senza dover rinunciare a nulla.
Luce naturale dentro casa con le finestre per mansarde: tutti i vantaggi che sanno regalare

Come detto, l’elemento illuminazione, abbinato all’esposizione e alla presenza della luce naturale dentro casa, è un aspetto che fa aumentare il valore di un’abitazione, rendendola più appetibile per l’acquisto e la vendita.

La luce porta con sé energia, calore e sa infondere benessere, specialmente se l’immobile è destinato ad abitazione. Le case possono infatti vantare il miglior impianto, seguito da un meticoloso studio di ricerca su dove e quali luci posizionare per illuminare la casa in ogni ora del giorno, in tutte le stanze e per funzioni specifiche, ma nulla può sostituire la luce naturale.

Quella artificiale deve diventare elemento integrante e illuminare solo al bisogno, non sempre. Questo permette di risparmiare sui costi della bolletta elettrica e di godere della migliore luce possibile.

Non a caso gli appartamenti più appetibili, salvo esigenze particolare legati a limiti di mobilità degli abitanti, sono quelli collocati nei piani più alti delle case, non ultimo il mansardato. Da questi appartamenti si può godere di un’ottima vista, un vero e proprio affaccio sulla città vista da una prospettiva privata e privilegiata. L’elemento vincente è proprio la facilità che la luce ha nell’illuminare gli ambienti, senza ostacoli, come accade per i seminterrati o i piani più bassi, specialmente nei centri abitati e densamente popolati o in presenza di alberi alti che oscurano un po’ la luce.

Lucernario tetto VELUX
Una buona luce naturale migliora davvero la vita, oltre alla concentrazione e a tutte le prestazioni che si possono svolgere in una casa o in un ufficio ben esposto. A beneficiare del contatto con la luce sarà anche la veduta.

La luce del sole ci aiuta anche a mantenere un buon ritmo sonno sveglia, avendo la possibilità di seguire il naturale sorgere del sole ogni mattina e il suo calare per far posto alla notte. Generalmente anche la temperatura dentro un piano mansardato ben illuminato, se ben isolato con i giusti infissi esterni, sarà ottimale tanto in estate quanto in inverno: i raggi del sole andranno a scaldare e a regalare un bel tepore in inverno, senza rendere l’ambiente un forno, ricorrendo alle apposite schermature solari.

Una casa posta in un sottotetto dove sono stati installati i giusti infissi sarà luminosa e renderà facile e sicuro il ricambio dell’aria tutte le volte che lo si ritiene necessario, anche per eliminare germi e batteri o semplicemente l’aria viziate e rendere il locale salutare.
Lucernari per tetti e finestre per tetti: quali le differenze?

Spesso si rischia di far confusione e utilizzare i termini in maniera impropria. Quando parliamo di infissi per le mansarde, dobbiamo tenere a mente che per lucernario intendiamo un’apertura posta a copertura di un edificio, e quindi sul tetto, adibito a magazzino, rimessa o comunque non ad abitazione.

I lucernari si trovano in edifici ad uso lavorativo, prevalentemente industriali, dediti alla produzione e a conservare manufatti. Questi locali permettevano illuminazione e possibilità di ricircolo d’aria ma non erano sufficienti a rendere il locale confortevole ed abitabile, perché non adeguatamente isolanti contro il freddo e il caldo.

Chi invece sceglie la mansarda o il sottotetto come abitazione, avrà inevitabilmente altre necessità: gli abitanti non sono merce e devono poter contare su un ottimo isolamento termico ed energetico.

Finestre per tetto VELUX
In queste case vanno installati non lucernari per tetti ma vere finestre per tetti, capaci di rendere il locale non solo esteticamente curato e ben rifinito, ma anche sano, senza trascurare che la conseguenza dell’installazione di adeguati infissi specifici per il tetto garantirà un risparmio energetico notevole oltre alla massima vivibilità. Per isolamento intendiamo quello termico ma anche la miglior barriera contro il rumore esterno.
Finestre tetto da installare in mansarda

Le finestre per mansarda si chiamano finestre per tetti, loro sono responsabili della sicurezza, della vivibilità e del benessere della casa e dei suoi abitanti, dodici mesi l’anno da mattino a sera. Tutte le finestre hanno come scopo il passaggio della luce dall’esterno all’interno, ma questa tipologia regala davvero un’ottima luce. Infatti, la luce entra dall’alto ed è definita zenitale. Il principale vantaggio è che, al contrario degli infissi a parete tradizionali, non risente dell’esposizione della casa rispetto al sole. La luce in casa sarà costante fino a sera.

Le finestre per tetti VELUX possono essere manuali oppure elettriche e programmabili in base ai nostri orari e alle necessità di illuminazione della casa.
Finestre per la mansarda: cosa scegliere e come installare una finestra per tetti VELUX

Il consiglio migliore che si possa dare, quando si deve far fronte a un investimento importante ma definitivo per la sicurezza e l’efficienza della casa, è rivolgersi a un esperto che saprà consigliare le migliori soluzioni e illustrare tutti i prodotti più adatti a situazioni specifiche.

VELUX è un’azienda leader capace di soddisfare esigenze specifiche e fornire consulenza: dalla scelta del prodotto, alle combinazioni di finestre, passando per la vendita e l’installazione a domicilio. Le finestre per tetti VELUX offrono ciò che serve a una casa mansardata: isolamento, silenziosità, sicurezza. Nel video viene illustrato come avviene la posa delle finestre per tetti VELUX.
Le fasi sono quindi l’installazione del controtelaio in legno, la definizione del livello di isolamento termico e acustico, centimetro per centimetro intorno alla finestra, grazie a una cornice isolante. A questo punto si ultima il lavoro inserendo un collare per la tenuta dell’acqua, l’impermeabilizzazione della finestra e la tenuta all’aria per scongiurare la condensa che appannerebbe il vetro
Finestre per tetti VELUX: alcuni modelli

Finestre per tetti piani VELUX

A seconda della tipologia di tetto sulla quale installare le finestre VELUX, esistono differenti prodotti adatti all’uso. Il tetto piano ha una pendenza che può oscillare dagli 0 ai 15°.

Finestre da tetto piatto con vetro curvo VELUXL’ultimo arrivato è il modello con vetro curvo, pensato proprio per la posa su tetto piano, che presenta un curato e raffinato vetro curvo. Questa finestra per tetto piano può essere apribile, elettrica scegliendo la versione VELUX INTEGRA o anche fissa.

La resa estetica della finestra per tutto piano dall’insolito vetro curvo, sia visto dall’esterno che dall’interno, è molto gradevole e frutto di un accurato studio che ha portato alla realizzazione di un vetro dalla linea di design che si inserisce con discrezione e stile nel tetto. Un altro vantaggio è il fatto che la pioggia come anche lo sporco scorrerà via velocemente dal vetro, benché fissato su un tetto piano, visto il ricorso alla tecnologia CurveTech.

La versione finestra per tetti VELUX INTEGRA è elettrica e programmabile anche da remoto con un Control Pad Touch Screen e vanta un sensore che riconosce la pioggia e fa chiudere la finestra in automatico per evitare di allagare casa.
Il vetro da installare può essere curvo temprato, standard bassoemissivo o anche antieffrazione.

In alternativa si può ricorrere a una finestra VELUX per tetti piani con vetro piano, apribile oppure fissa. La finestra per tetto piano con vetro piano apribile può avere apertura manuale o, come nel caso precedente, esiste la variante VELUX INTEGRA. Ventilazione e luce entreranno dentro la mansarda a garanzia di un clima ottimale, sia per la temperatura che dal punto di vista della salubrità.

Finestra per mansarde e tetti piani con vetro piano
Finestre VELUX per tetto a falda: manuali ed elettriche

Possiamo anche trovare modelli di finestre per tetti con pendenza a falda. Questi infissi per la mansarda si prestano ad un’installazione laddove l’inclinazione del tetto sia tra i 15 e i 90 gradi. Davanti a tetti a falda con questa pendenza, servono finestre a bilico VELUX che hanno un sistema Thermo Tecnology per rendere l’isolamento ancora migliore. Possiamo scegliere una finestra per tetto spiovente a falda con apertura manuale dall’alto: l’apertura avviene movimentando la barra di manovra, si apre facilmente senza dover spostare arredi sottostanti l’infisso.
Si può scegliere anche una finestra per tetti manuale con doppia apertura.

Finestre per tetto a falda VELUX
Possiamo anche prediligere le finestre per tetti VELUX con apertura a bilico elettriche, simili al modello manuale a bilico, ma ancora più confortevoli perchè apertura e chiusura si controllano anche da remoto tramite il Control Pad. Si possono quindi programmare sia gli orari che selezionare le impostazioni. La finestra con apertura elettrica vi migliorerà di certo la vita.

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Acquisto prima casa e calcolo delle imposte

Vediamo le principali regole da seguire quando si compra una casa, in modo da calcolare i costi e le imposte e poter usufruire al meglio dei benefici previsti.

Acquisto casa: calcoliamo le spese e le imposte

L’acquisto della casa rappresenta da sempre per noi italiani uno dei passi più importanti da compiere e una delle principali forme di investimento.

In Italia quasi otto famiglie su dieci sono proprietarie della casa in cui vivono.

Le famiglie italiane investono nella prima casa

A tale risultato contribuisce sicuramente la normativa fiscale che prevede numerose e importanti agevolazioni per l’acquisto di un’abitazione.

Prima di comprare casa è bene raccogliere più informazioni possibili sull’immobile e sulla identità del proprietario.
Verifiche prima di acquistare

È compito del notaio, che redige l’atto di compravendita, verificare la situazione catastale e ipotecaria dell’immobile e assicurarsi che tutto sia in regola.
L’Agenzia delle Entrate, per aiutare il cittadino mette a disposizione alcuni strumenti pratici per conoscere la situazione del bene.
Accedendo alla sezione Servizi catastali e ipotecari online del sito www.agenziaentrate.gov.it è possibile ottenere informazioni e notizie sugli immobili attraverso le ispezioni ipotecarie e catastali.

Verifiche catastali e ipotecarie prima di acquistare

In questo modo, si possono controllare le trascrizioni, le iscrizioni e le annotazioni presenti nei registri immobiliari ed è possibile individuare il proprietario dell’immobile e se sullo stesso ci sono ipoteche o pendenze, anche giudiziarie.
Si può inoltre estrarre una visura catastale che riporta in maniera tabulare e cronologica tutti i dati registrati al Catasto fabbricati o terreni oltre ai vari passaggi di proprietà se richiesta con tipologia storica.
A cosa serve il contratto preliminare?

Il contratto preliminare, chiamato anche compromesso, è un impegno scritto tra venditore e compratore a stipulare un successivo e definitivo contratto di compravendita.

Il contratto preliminare deve essere redatto in forma scritta con una scrittura privata, una scrittura privata autenticata o un atto pubblico.

Il trasferimento del diritto di proprietà sull’immobile si avrà solo con la firma di quest’ultimo.

Contratto preliminare prima casa

È obbligatorio registrare il contratto preliminare di compravendita entro 20 giorni dalla sottoscrizione; se stipulato invece con atto notarile il notaio provvederà entro 30 giorni.

Le imposte dovute per la registrazione sono:

• l’imposta di registro pari a 200 euro, indipendentemente dal prezzo della compravendita;
• l’imposta di bollo pari a 16 euro ogni 4 facciate e comunque ogni 100 righe; l’imposta di bollo è invece di 155 euro se il contratto è formato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata.

Se il preliminare prevede un pagamento, è dovuta, inoltre, l’imposta di registro in proporzione:

• allo 0,50% delle somme previste a titolo di caparra confirmatoria;
• al 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita.

L’imposta pagata al preliminare sarà successivamente detratta da quella dovuta per la registrazione del contratto definitivo di compravendita.

Spetta inoltre il rimborso, che va richiesto entro tre anni dalla data di registrazione del contratto definitivo, nel caso in cui l’imposta proporzionale versata risulti superiore all’imposta di registro dovuta.

É utile sottolineare che trascrivere il preliminare nei registri immobiliari, garantisce il compratore verso la possibilità di eventuali vendite dello stesso immobile o la costituzione di altri diritti a favore di terze persone.

Per la trascrizione è necessario che l’atto sia stipulato davanti a un notaio; in tal caso, all’imposta di registro e all’imposta di bollo di 155 euro si aggiunge il versamento dell’imposta ipotecaria di 200 euro e delle tasse ipotecarie di 35 euro.

Obbligo di registrazione anche per l’agenzia immobiliare

Anche i mediatori immobiliari hanno l’obbligo di registrare i contratti preliminari di compravendita e di accettazione della proposta, quando le clausole inserite nello schema di proposta siano di per sé sufficienti e necessarie a determinare la conclusione di un contratto preliminare di compravendita.

Gli incarichi di vendita assegnati al mediatore, la proposta di acquisto e l’accettazione della proposta non sufficiente a determinare la conclusione di un contratto preliminare di compravendita, non sono oggetto di registrazione.

Contratto soggetto a IVA

Nel caso in cui il trasferimento dell’immobile è soggetto a Iva, il trattamento fiscale del preliminare varia se il versamento di una somma è fatto a titolo di acconto o di caparra confirmatoria:

• il versamento di un acconto, essendo un’anticipazione del corrispettivo pattuito,va fatturato con addebito dell’IVA e l’imposta di registro sarà fissa di 200 euro;

• non è soggetta a IVA invece la caparra confirmatoria, anche se prevista dal contratto, perché non costituisce il corrispettivo di una prestazione di servizi o di una cessione di beni e quindi l’imposta di registro sarà dovuta proporzionale al 0,50%.
Acquisto prima casa da privati o impresa: quali imposte sono dovute?

Le imposte dovute per l’acquisto di una casa variano a seconda che il venditore sia un privato o un’impresa e se l’acquisto venga effettuato in presenza o meno dei benefici previsti per la primacasa.

Se si acquista da impresa

In generale, se il venditore è un’impresa la cessione di fabbricato a uso abitativo è esente da Iva.

Chi compra dovrà pagare:

• l’imposta di registro in misura proporzionale del 9%
• l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro
• l’imposta catastale fissa di 50 euro.

Acquisto prima casa da impresa

Ci sono dei casi particolari, però, in cui l’imposta si applica:

• alle cessioni effettuate dalle imprese costruttrici o di ripristino dei fabbricati entro 5 anni dall’ultimazione della costruzione o dell’intervento oppure anche dopo i 5 anni, se il venditore sceglie di assoggettare l’operazione a IVA;
• alle cessioni di fabbricati abitativi destinati ad alloggi sociali, per le quali il venditore sceglie di sottoporre l’operazione a IVA.

In questi casi, l’acquirente dovrà pagare:

• l’IVA al 10% per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali di case a uso abitativo, anche in costruzione, definite nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9, se non sussistano i requisiti per godere delle agevolazioni prima casa;
al 22% per le cessioni e gli atti di costituzione di diritti reali di immobili aventi categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
• l’imposta di registro fissa di 200 euro;
• l’imposta ipotecaria fissa di 200 euro;
• l’imposta catastale fissa di 200 euro.

Se si acquista da un privato

Se si acquista da un privato, l’acquirente dovrà pagare:
• l’imposta di registro proporzionale del 9%;
• l’imposta ipotecaria fissa di 50 euro;
• l’imposta catastale fissa di 50 euro.

Sia nel caso di acquisto da impresa che di acquisto da privati le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono versate dal notaio al momento della registrazione dell’atto.

Ricordiamo, inoltre, che sono esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie tutti gli atti assoggettati all’imposta di registro proporzionale e gli atti e le formalità necessari per effettuare gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari.
La base imponibile per il calcolo delle imposte

Nel caso in cui la vendita della casa sia soggetta a Iva, la base imponibile su cui calcolare l’imposta sul valore aggiunto, al 10% o al 22% a seconda dei casi, è determinata dal prezzo della vendita.
In questo caso le imposte di registro, ipotecaria e catastale sono fisse e pari a 200 euro per ognuna di esse.

Il sistema del prezzo-valore

In presenza di determinate condizioni e di specifici requisiti, la legge prevede per le cessioni di immobili a uso abitativo un particolare meccanismo per determinare la base imponibile delle imposte di registro, ipotecaria e catastale detto Sistema del Prezzo-Valore.

L’applicazione di questo sistema ha l’obiettivo di assicurare la trasparenza nelle compravendite immobiliari, garantire l’equità del relativo prelievo fiscale e consentire la tassazione del trasferimento degli immobili sul valore catastale, indipendentemente dal corrispettivo indicato nell’atto.

L’acquirente che sceglie di applicare il sistema del prezzo-valore ha notevoli benefici: infatti, nei confronti di coloro che si avvalgono del sistema del prezzo-valore l’Agenzia delle Entrate non può procedere ad accertamento di valore ai fini dell’imposta di registro, salvo i casi di occultamento in tutto o in parte del prezzo pattuito e non trovano applicazione le norme sull’accertamento ai fini Irpef in base a presunzioni semplici.

Inoltre, la legge prevede una riduzione del 30% degli onorari dovuti al notaio.

Il prezzo valore dell’acquisto per la prima casa
Questo sistema è applicabile in tutte le compravendite in cui entrambe le parti sono private, nelle cessioni fatte a persone fisiche da parte di venditori non soggetti IVA, come le associazioni e le fondazioni e in quelle fatte, sempre a persone fisiche, da società o imprese in regime di esenzione IVA.
Per la sua applicazione è necessario che l’acquirente faccia specifica richiesta al notaio nell’atto di acquisto, nel quale andrà indicato il corrispettivo pattuito.
Come si calcola il valore catastale?

Il valore catastale dei fabbricati a uso abitativo, diversi dalla prima casa, si determina moltiplicando la rendita catastale, rivalutata del 5%, per il coefficiente 120.

Valore catastale = Rendita catastale immobile x 1,05 x 120

Il sistema prezzo-valore vale anche per le pertinenze

L’acquisto di pertinenze di immobili abitativi, anche se effettuato con atto separato è soggetto al sistema prezzo-valore se:

• la pertinenza è dotata di una propria rendita catastale
• se è individuabile in modo certo che la pertinenza è accessoria rispetto al bene principale
• nell’atto di acquisto è riportato il vincolo pertinenziale.
La dichiarazione sostitutiva

Nelle compravendite di immobili, sia per quelle assoggettate che per quelle esenti da IVA, le parti hanno l’obbligo di inserire nel rogito una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà contenente le seguenti informazioni:

• l’indicazione analitica delle modalità di pagamento del corrispettivo, se assegno, bonifico o altro;
• l’indicazione di tutti i dati relativi al mediatore, qualora sia intervenuto;
• le spese sostenute per l’attività di mediazione con le relative modalità di pagamento.
Quali sono le imposte in presenza dei benefici prima casa?

In presenza dei requisiti prima casa le imposte da pagare sono ulteriormente ridotte.

In generale, queste agevolazioni si applicano quando:

• il fabbricato che si acquista appartiene a determinate categorie catastale
• il fabbricato si trova nel comune in cui l’acquirente o stabilirà la residenza o lavora
• l’acquirente possiede determinati requisiti.

Le imposte da versare quando si compra con i benefici prima casa sono:

• se il venditore è un privato o un’impresa che vende in esenzione IVA:
− imposta di registro proporzionale nella misura del 2%
− imposta ipotecaria fissa di 50 euro
− imposta catastale fissa di 50 euro

• se si acquista da un’impresa, con vendita soggetta a VAa:
− IVA ridotta al 4%
− imposta di registro fissa di 200 euro
− imposta ipotecaria fissa di 200 euro
− imposta catastale fissa di 200 euro

Come si è già detto per gli acquisti senza benefici prima casa, l’imposta di registro proporzionale al 2% non può essere di importo inferiore a 1.000 euro.

Le imposte con i benefici prima casa

Gli atti assoggettati all’imposta di registro proporzionale e tutti gli atti e le formalità necessari per effettuare gli adempimenti presso il catasto e i registri immobiliari sono esenti dall’imposta di bollo, dai tributi speciali catastali e dalle tasse ipotecarie.
Le stesse imposte agevolate si applicano per le pertinenze, anche se acquistate con atto separato da quello di compravendita della prima casa.
La base imponibile per il calcolo delle imposte
Cessioni con IVA:
la base imponibile su cui calcolare l’imposta sul valore aggiunto del 4% anche quando si acquista con i benefici prima casa, se la vendita è soggetta a IVA, è costituita dal prezzo della cessione, mentre le imposte di registro, ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa pari a 200 euro ciascuna.

Sistema del Prezzo-Valore:
anche nel caso di compravendita non soggetta a IVA e in presenza dei benefici prima casa è applicabile il meccanismo del prezzo-valore; in tale caso, il valore catastale si determina moltiplicando la rendita catastale rivalutata del 5% per il coefficiente 110.
Valore catastale prima casa= Rendita catastale x 1,05 x 110

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Pitture riflettenti con le glass bubble

Pitture da esterno termoriflettenti con Glass Bubbles dall’elevata riflettività solare, un nuovo ed effciente sistema di contenimento energetico degli edifici.

L’eccessivo soleggiamento, tipico di condizioni climatiche calde e umide, determina un surriscaldamento di pareti e solai di copertura che spesso diventa causa principale del discomfort abitativo all’interno degli edifici e comporta un aumento dei consumi per il raffrescamento degli ambienti.

L’ampio utilizzo dell’aria condizionata è una fonte di preoccupazione a livello sia economico che ambientale, per i consumi energetici e per gli effetti sulla stessa qualità dell’aria di una città.

Rivestimenti e pitture termiche, capaci di riflettere il calore, hanno ottenuto molto interesse durante gli ultimi anni, grazie alla loro capacità di migliorare le condizioni termiche percepite e diminuire il consumo energetico da raffrescamento.

 

Queste pitture per esterni termoriflettenti, note anche come solar paints hanno appunto la caratteristica di respingere l’irradiamento solare con percentuali piuttosto elevate, sono caratterizzati da un’ampia riflettanza solare (SR), possono essere applicate sia su tetti e coperture, sia come pitture per muri esterni di facciata.

Le tradizionali vernici e rivestimenti hanno una bassa riflettanza solare, che va dal 5 al 15%. Questo significa che assorbono dall’85 al 95% dell’energia che li raggiunge. La vernice e il rivestimento termoriflettente hanno invece un’alta riflettanza solare pari a più dell’80% e questa comporta un assorbimento pari al 20%.

Pittura esterni, assorbimento e riflessione
Il settore edilizio si è dimostrato notevolmente sensibile verso questo aspetto, al punto da studiare delle composizioni di pitture che riescano a riflettere nel miglior modo possibile la radiazione solare, rendendo in questo modo l’involucro abitativo parte attiva, cioè un elemento che partecipa attivamente al contenimento energetico.

Una delle soluzioni maggiormente efficaci è quella proposta dall’azienda 3M™, che prevede l’utilizzo delle Glass Bubbles 3M™ come filler, ovvero come additivo all’interno della composizione delle pitture murali per esterni ed interni.

Secondo recenti studi e test, una pittura o un rivestimento murale può influire positivamente e in modo tangibile sulle prestazioni di un edificio e sul comfort abitativo di chi lo vive. Ciò dipende fortemente da quali filler (additivi) sono stati impiegati nella loro formulazione.
Pitture termoriflettenti formulate con Glass Bubbles

Le microsfere di vetro cave, “scoperte” da 3M™, infatti, usate come additivi, forniscono un’elevata e vantaggiosa alternativa ai filler tradizionali in una grande varietà di vernici e rivestimenti speciali.

Molto spesso si parla di proprietà isolanti di una vernice o di una pittura murale. È importante premettere che, dato il suo esiguo spessore, una pittura murale non può sostituirsi a un sistema di isolamento termico, come ad esempio un cappotto. Ad ogni modo, queste contribuiscono a riflettere la radiazione solare e a rendere attivo l’involucro edilizio contribuendo al risparmio energetico.

Pitture per casa contenenti le Glass Bubbles
Le Glass Bubbles utilizzate da 3M nelle proprie vernici per pareti, sono additivi sferici a bassa densità ed elevata resistenza, fatti di un vetro calce-borosilicato resistente all’acqua e chimicamente stabile. Oltre all’uso in edilizia, le Glass Bubbles trovano largo impiego in una grande varietà di applicazioni, incluse quelle in automotive, nautica, oil & gas.

Per la loro forma sferica e cava, le Glass Bubbles 3M™ hanno un indice di rifrazione che permette di massimizzare i processi di rifrazione delle onde elettromagnetiche che attraversando la pittura vengono deviate e riemergono dal film.
Per questo motivo è logico aspettarsi una maggiore efficienza di riflessione nelle bande del visibile e dell’infrarosso.

Glass Bubbles in vetro per le solar paint

Colori per esterni delle solar paint

La tradizione popolare vuole che per mantenere un ambiente fresco è opportuno dipingerne le pareti di bianco.
In realtà, l’energia irradiata dal sole è distribuita per il 5% nella regione dell’ultravioletto (200-380 nm), per il 50% nella banda del visibile (380-700 nm) e per il 45% in quella del vicino infrarosso (700-2500 nm), per cui una comune pittura bianca contribuisce solo a riflettere la quota di radiazione nella banda del visibile, ovvero la banda che determina il colore. Le pitture tradizionali, infatti, non sono ottimizzate per riflettere la quota di energia irradiata nel campo dell’infrarosso.

Il bianco è la tinta che garantisce la migliore riflettanza della radiazione visibile, ma è importante che la pittura agisca anche sulla parte di radiazione infrarossa.

Colori esterni case: pitture termoriflettenti
Il colore della superficie di copertura e delle facciate di un edificio è considerato un elemento fondamentale sia punto di vista paesaggistico e del contesto storico del luogo ma anche sotto il profilo termico, infatti, considerando quelle aree in cui vi è un forte irraggiamento solare, una copertura che presenta un manto bituminoso di colore scuro assorbe circa il 90% dei raggi solari, riflettendone poco più del 10%.
Utilizzi e vantaggi delle vernici murali e dei rivestimenti termoriflettenti

L’utilizzo della vernice per esterni termoriflettente appare sempre più vantaggioso poiché attraverso un un unico prodotto si riescono a ottenere tanti benefici: il più importante tra tutti è la riduzione della temperatura superficiale.

Questa speciale pittura da esterno, infatti, oltre a garantire una durata maggiore dei manti di copertura, e delle superfici in genere su cui vengono applicate, ne riducono la temperatura, sia esterna che interna, contribuendo in maniera attiva al risparmio energetico.

Pitture termoriflettenti con la Glass Bubbles, casa esterno
Il campo di applicazione delle vernici per muri termoriflettenti è piuttosto ampio, e coinvolge soprattutto l’involucro esterno dell’edificio, quello cioè maggiormente esposto ai raggi solari.

Queste pitture vengono molto adoperate per le tinteggiature per esterni, con particolare riferimento alle coperture piane e, nello specifico, come rivestimento di manti bituminosi, dando vita ai cosiddetti cool roof ovvero tetti che si scaldano poco, grazie ad un’elevata capacità di riflettere l’irradiazione solare incidente ed emettere energia termica nell’infrarosso.

I cool roofs sono realizzati con i cool materials (materiali freschi) cioè quei materiali in grado di non innalzare in modo significativo la propria temperatura, sotto le radiazioni del sole. Ciò permette di evitare il surriscaldamento durante le ore diurne, mentre l’elevata emittanza di queste vernici per esterni consente al materiale di raffreddarsi durante la notte, cedendo alla volta celeste il calore assorbito durante il giorno.

Pittura esterna casa, utilizzo delle vernici termoriflettenti
Quando si applica una vernice termoriflettente su una copertura piana è importante assicurarsi che la superficie abbia una pendenza per lo scolo delle acque, di almeno il 3%, questo perché la presenza di eventuali ristagni d’acqua ostacola l’efficacia delle pittura riflettente applicata.

Le pitture termoriflettenti trovano applicazione anche su manufatti in materiale plastico o vetroso, pareti interne, elementi prefabbricati in calcestruzzo, etc.

Rivestimento esterno casa energeticamente attivo, con le vernici termoriflettenti
Le pitture termo riflettenti vengono applicate come una qualsiasi altra pittura per muri, a rullo o a pennello sulla superficie da verniciare. In genere questi composti sono pronti all’uso e, prima di procedere con l’applicazione, bisogna assicurarsi che il supporto sia correttamente pulito e privo di oli, parti grasse o di polveri. In questo modo si garantisce l’aggrappaggio del prodotto che può essere facilitato con l’uso di un primer d’adesione.

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Progetto distributivo per una funzionale zona notte con bagno

La distribuzione della zona notte crea due confortevoli camere da letto, due bagni con finestra, grazie a nuove pareti diagonali, per sfruttare ogni spazialità.

Come distribuire la zona notte: idee e consigli d’arredo

Night zone design: nel ristrutturare la zona notte di un appartamento, è di fondamentale importanza innanzitutto un’attenta anamnesi preliminare, al fine di valutare con cura e dedizione, ogni specifica esigenza nell’ambito dei nuclei familiari in continuo cambiamento.

È auspicabile altresì che la distribuzione delle camere da letto moderna sia intesa contestualmente alla relativa ridisposizione delle ambientazioni giorno: solo così è possibile impostare una sensata proporzionalità degli spazi, tale da soddisfare le funzionalità delle singole zone abitative interconnesse, per assicurare un alto grado di vivibilità quotidiana dei relativi percorsi di collegamento tra le aree.

Nel ridisegnare la suddivisione della zona notte, si potranno attribuire spazialità diversificate destinate ad armadiature, cabine armadio, zone studio in camera, oltre a bagni aggiuntivi; in questo modo, si può garantire l’ottimale comfort, in ogni angolazione della volumetria dedicata alle camere da letto e alle correlate funzionalità accessorie.
Arredamento per la zona notte

La galleria di foto mostra alcune interessanti ambientazioni, in cui sono protagoniste le camere da letto moderne, che attraggono gli sguardi per le eleganti linee caratterizzate da uno stile essenziale, oppure per l’alto grado di ergonomica multifunzionalità.

 

L’azienda ORME con sede nella provincia di Treviso propone delle accattivanti camere moderne, dove la ricercatezza estetica si coniuga sapientemente con la razionalità degli arredi, curati nei minimi dettagli compositivi.

La prima immagine ritrae un’ariosa camera da letto di gusto contemporaneo, in cui la controsoffittatura definisce e circoscrive il gruppo notte, offrendo una suggestiva retroilluminazione soffusa; la raffinata armadiatura con ante scorrevoli e originali maniglioni in azzurro, assicura un adeguato volume dedicato al contenimento, oltre alle cassettiere lui & lei, distinguibili in primo piano.

Le foto in successione inquadrano le potenzialità compositive, attuabili attraverso armadi in nicchia o armadiature attrezzate con TV a scomparsa, in associazione con letti stilizzati e complementi d’arredo minimalisti: la sensazione d’insieme è che queste location possano essere vivibili anche in modalità diurna, così come un informale e disinvolto living a tutto spazio.

La FAER azienda marchigiana all’avanguardia nella produzione di sistemi di arredamento per camera da letto di alta qualità, concepiti avvalendosi delle più avanzate tecnologie, presenta alcune camerette moderne, dove lo stile incontra la funzionalità.

Un letto singolo risulta talmente sinuoso e raffinato, da assumere le sembianze di un confortevole divano, per creare un angolo soft, pratico per il relax e la conversazione, anche di giorno.

In alternativa, la cameretta per ragazzi può essere arredata con un soffice letto a sommier e un capiente armadio attrezzato, con annessa libreria a tutta altezza.

Nell’ultima immagine visibile in fotogallery, una parete studio prende forma grazie a degli ergonomici contenitori pensili con ampio cassetto estraibile e trasformabile in un inaspettato piano uso scrittoio, comodo sostituto della classica scrivania da appoggio.
Zona notte e zona giorno prima dell’intervento

Il grafico proposto di seguito, riguarda lo stato dei luoghi nel contesto di un appartamento di media metratura, la cui zona notte consiste di una sola camera da letto, giacché un altro vano adiacente è stato finora utilizzato come stanza studio.

Zona notte: pianta stato dei luoghi
Con il passare del tempo, essendo mutata la composizione del nucleo familiare, i proprietari dell’immobile hanno espresso l’esigenza di cambiare la destinazione d’uso della stanza finora adoperata come studio, per creare una cameretta da destinare a uno dei figli.

Si rendeva necessaria, al contempo, una rimodulazione ben studiata dei servizi, poiché soltanto uno dei bagni risultava completo e confortevole, mentre l’altro, più piccolo e cieco, era dotato essenzialmente del wc e di un semplice lavamani.
Pianta strutturale per la nuova zona notte, con ridistribuzione dei bagni

Nello schema seguente, illustro la mia soluzione progettuale per la ridistribuzione spaziale della zona notte con bagno, attraverso uno studio finalizzato a migliorare il comfort abitativo in una modalità più fluida e razionale.

La camera da letto padronale, grazie alla demolizione della preesistente tramezzatura divisoria con la cucina, aumenta la sua superficie globale a circa 14,5 mq, guadagnando così altro spazio prezioso per la disposizione di nuovi sistemi d’arredo.

Ridistribuzione zona notte: pianta di progetto strutturale
Per quanto concerne i servizi, hanno preso forma due spaziosi bagni, ciascuno dotato di finestra, poiché la preesistente unica finestratura del vecchio bagno è stata suddivisa asimmetricamente tra i due nuovi bagni, in modo proporzionale alle rispettive nuove cubature, cosi da garantire l’ottimale rapporto aeroilluminante per entrambe le salle de bain.

Grazie a un sistema di nuove pareti diagonali inclinate a 45°, è stata riconfigurata l’area giorno e il disimpegno verso l’ambientazione notte e i servizi.

Di conseguenza, il bagno giorno, evidenziato in giallo, assume ora una conformazione pentagonale irregolare, entro cui trovano posto: un lavabo rotondo, un box doccia 80×80 cm, un ergonomico wc con bidet integrato, che lascia spazio ad una lavabiancheria a profondità ridotta.

Il nuovo bagno creato per la zona notte, adesso presenta una superficie superiore ai 4 mq e ospita una grande vasca rettangolare, i due sanitari e uno strategico lavabo a canale con doppia rubinetteria, assai pratico per velocizzare le operazioni quotidiane.
Vista in pianta con complementi e arredi per la zona notte

La seguente raffigurazione completa di arredi, chiarisce le diversificate funzionalità: delle comode armadiature sono previste, oltre che nelle camere, anche lungo il disimpegno, perché ricavate entro nicchie delle nuove pareti oblique.

Nella camera letto padronale, un leggero spostamento verso destra del vano porta per l’ingresso in camera, consente altresì la collocazione di una spaziosa armadiatura lungo l’intera parete, mentre frontalmente al gruppo letto, il comò è utilizzabile anche come angolo office e beauty, in posizione ben illuminata dall’ampia portafinestra.

Camera padronale e cameretta con doppio bagno. pianta arredata
Nella cameretta, il letto singolo è in posizione angolare, dimostrandosi pratico come estemporaneo salottino per ospitare amici, mentre la scrivania è collocata favorevolmente in prossimità della finestra, così da godere della preziosa luce naturale.
Progettare online la divisione degli spazi e l’arredamento della zona notte

Nel distribuire la zona notte, si sono razionalizzate le volumetrie, in maniera tale da configurare una più funzionale camera da letto padronale, in adiacenza a una cameretta completa d’ogni accessorio.

In concomitanza, si è reso necessario l’intervento sui bagni, sul disimpegno di passaggio tra gli ambienti, oltre che sull’area giorno; il risultato è un aumento del grado di vivibilità di tutto l’insieme abitativo, nell’ottica di una evoluta e consapevole ergonomicità dei nuovi volumi cosi costituiti.

Innumerevoli sono gli approcci progettuali da poter mettere in atto per personalizzare gli immobili, valorizzandone le peculiarità e donando un surplus di estetica architettonica associato a una variegata funzionalità abitativa.

Il servizio online per progettare la suddivisione degli spazi di casaAttraverso il nostro esclusivo servizio online di progettazione a mano libera è possibile ottenere una consulenza specialistica, fedelmente mirata a una concreta ed efficace risoluzione delle molteplici problematiche, riscontrabili in qualsiasi contesto residenziale.

Soluzioni strategiche e creative vengono valutate attentamente, per dar vita a nuove e più funzionali suddivisioni degli spazi interni ed esterni, così da costruire un mix strutturale in coerenza con gli arredi, così da assecondare le specifiche esigenze.

Planimetrie arredate e disegni realistici tridimensionali vengono elaborati in ogni singolo particolare, per ridisegnare una distribuzione spaziale plastica e dinamica, assicurando sempre un logico equilibrio tra bellezza e praticità nell’utilizzo degli ambienti intercomunicanti.

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Agevolazione acquisto prima casa per giovani

Le agevolazioni per i giovani nella Legge di Stabilità 2017: confermato il Fondo di Garanzia Statale che permette mutui agevolati per l’acquisto della prima casa.

Acquisto prima casa: le agevolazioni per i giovani che richiedono un mutuo

Nella Legge di Stabilità 2017, per quel che riguarda l’immobile di residenza, numerose sono le agevolazioni confermate a favore di chi vuole comprare casa, ristrutturare o migliorare l’efficienza energetica, con particolare attenzione alle giovani coppie e alle famiglie in difficoltà.

Per cercare di agevolare soprattutto le giovani coppie, il Governo ha messo a disposizione un Fondo di Garanzia, tramite il quale permette di far credito e di concedere garanzie a favore delle giovani coppie e delle famiglie in difficoltà per l’acquisto della prima casa e per la stipula del mutuo ipotecario, per il triennio 2014 – 2017.
Il fondo copre il 50% delle somme richieste per aprire il mutuo.

Agevolazioni per giovani sulla prima casa

Il limite dell’ammontare del mutuo è di 250 mila euro e deve essere relativo all’acquisto di immobili non di lusso da adibire a prima casa.
Può essere utilizzato anche per l’acquisto della prima casa con interventi di ristrutturazione e per il miglioramento dell’efficienza energetica.
Cos’è il Fondo di garanzia prima casa 2017?

Il Fondo di garanzia prima casa 2014-2017 è stato istituito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze con la legge 147 del 27 dicembre 2013, in sostituzione del Fondo Giovani Coppie del Fondo Casa, per agevolare tutti coloro che desiderano comprare casa ma non hanno le garanzie economiche richieste dagli Istituti di credito.

Il Fondo è stato predisposto per quattro anni, dal 2014 al 2017, e ammonta a 670 milioni di euro più i contributi di Regioni, Enti pubblici e privati.

Prima casa giovani: lo Stato fa da garante

I vantaggi sono notevoli: oltre all’agevolazione sull’acquisto della prima casa o sugli interventi di ristrutturazione e di potenziamento dell’efficienza energetica, è prevista l’applicazione di tassi di interesse ridotti, rinegoziati e fissati dall’Istituto di credito.

Inoltre, nel caso in cui subentrino delle difficoltà economiche momentanee, il beneficiario del Fondo di garanzia può sospendere per un periodo di tempo non superiore ai 18 mesi il pagamento dell’importo e il Fondo copre il mutuo per i prolungati ritardi nel pagamento delle rate.
Fondo di garanzia prima casa 2017: chi sono i beneficiari?

Il Fondo di garanzia prima casa 2017 per l’accesso al mutuo e al credito bancario può essere richiesto nel rispetto di determinati requisiti:

– il richiedente non deve risultare, alla data di presentazione della domanda di mutuo, proprietario di altri immobili idonei all’uso abitativo, salvo quelli di cui abbiano acquistato la proprietà per successione e che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli;
– l’immobile deve essere situato sul territorio nazionale e non deve essere nelle categorie di case di lusso.

Agevolazioni prima casa: chi sono i beneficiari
I beneficiari sono:

• giovani coppie: sposate o conviventi ma in cui almeno uno dei due componenti abbia un’età inferiore ai 35 anni;
• nuclei familiari con un solo genitore: non coniugato, separato, divorziato o vedovo, con almeno un figlio minorenne a carico;
• lavoratori under 35 atipici;
• inquilini che vivono in alloggi di proprietà degli Istituti Autonomi Case Popolari.
Fondo garanzia prima casa: come fare per richiederlo?

Prima di presentare domanda per accedere al Fondo di garanzia prima casa 2017 bisognerà prendere visione di quali sono le banche che hanno aderito all’iniziativa.
La banca presso cui si richiede l’apertura del mutuo ipotecario deve essere tra quelle aderenti all’iniziativa del Governo.
L’elenco degli Istituti di credito può essere reperito sul sito della Consap.

Per essere ammessi al Fondo di Garanzia per la Casa e accedere quindi alle agevolazioni previste, è necessario compilare una domanda su apposito modello che deve essere inviato online insieme alla documentazione richiesta.

Il modello per la domanda di agevolazioni sull’acquisto della prima casa giovani coppie è stato pubblicato sul sito ufficiale del Dipartimento del Tesoro: Domanda di accesso al Fondo di garanzia per la prima casa.
Ricevuta la documentazione, la banca o l’intermediario provvede a inviare online la domanda al Gestore del Fondo per la Casa.
Alle richieste di attivazione del Fondo di Garanzia inviate dalla banca viene attribuito un numero di protocollo progressivo secondo l’anno, il mese, il giorno, l’ora e il minuto di arrivo della richiesta, al fine di determinare la precedenza di diritto all’accesso alle agevolazioni in caso di scarsità di fondi.

Compilazione modello per il Fondo di Garanzia

Entro 15 giorni lavorativi, la banca comunica ai richiedenti l’avvenuta ammissione alla garanzia del Fondo, oppure, la non ammissibilità della domanda nel caso in cui le disponibilità economiche del fondo fossero esaurite.
Se l’esito della domanda è positivo, il richiedente avrà diritto di accedere al Fondo per la Casa ed entro 30 giorni lavorativi verrà erogato il mutuo e partirà la garanzia dello Stato.

Dobbiamo ricordare però che la banca non è obbligata ad accettare la domanda: rimane infatti sempre libera di erogare o meno il mutuo.
Agevolazioni mutuo prima casa under 35

Vediamo nel dettaglio le caratteristiche dei mutui per l’acquisto della prima casa a favore dei giovani.

Per le banche i giovani sono considerati tra le categorie maggiormente a rischio poiché non possiedono una elevata capacità di risparmio ne hanno un curriculum creditizio tale da poter dare prova di un grado medio o alto di affidabilità.

Prima casa giovani: le banche

Queste premesse portano solo alcuni istituti di credito a prevedere servizi e tipologie di mutuo dedicate proprio ai giovani. Indipendentemente dalla banca proponente, comunque, i mutui per i giovani presentano caratteristiche comuni:

– una durata non inferiore ai 25 anni, fino ad arrivare a un massimo di 40 anni;

– limite di età fissato a 35 anni;

– l’importo che viene erogato, generalmente, non supera il 90% del valore dell’immobile o del suo prezzo di vendita;

– l’immobile oggetto del mutuo, sia nuova costruzione che già esistente, deve essere sul territorio nazionale e non deve essere tra le categorie di abitazioni di lusso;

– l’esistenza di agevolazioni che possono riguardare i tassi massimi applicati, e l’eventuale eliminazione di alcuni costi legati alla gestione della pratica.
Cosa è il MUTUO 100?

In merito al valore del mutuo massimo erogabile, il Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio ha stabilito che il mutuo concesso da una banca per l’acquisto di un immobile non deve superare l’80% del suo valore, detto loan to value.

Sussistono però delle condizioni particolari rispetto alle quali è concesso l’ottenimento di un loan to value superiore per finanziare, ad esempio, l’intero valore dell’immobile.

Prima casa: tassi agevolati per i giovani

In alcuni casi, la percentuale finanziata può arrivare fino al 100%, se il debitore presenta determinati requisiti e se è in grado di presentare delle garanzie aggiuntive.

Oltre all’ipoteca iscritta sull’immobile, potrebbe essere richiesta l’apertura di una fideiussione, garanzia in grado di coprire la quota del 20% del valore del finanziamento che eccede il limite dell’80% stabilito dalle norme che regolano il mutuo fondiario.

La banca può richiedere, in alternativa alla fideiussione, che il debitore costituisca un pegno su titoli di Stato per un valore corrispondente al 20% del finanziamento concesso.
Dobbiamo inoltre considerare che un mutuo per l’intero valore dell’immobile presenta sicuramente per la banca un rischio maggiore; questo porta inevitabilmente ad avere dei tassi di interesse e degli spread applicati al prestito più elevati.
A seguito della sottoscrizione del contratto di finanziamento e della stipula dell’atto di mutuo di fronte al notaio, si dà avvio all’ammortamento del prestito.
A seconda degli accordi stipulati con la banca creditrice, il rimborso può avvenire con l’applicazione di un tasso di interesse fisso, variabile o misto.

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Tempo di trasloco: problematiche e soluzioni per affrontarlo in serenità

Traslocare richiede un grande sforzo fisico e psicologico. Affrontarlo con la giusta organizzazione è un ottimo modo per ridurre lo stress e non perdere tempo.

Stress psicologico e affaticamento fisico sono le maggiori problematiche legate ad un trasloco. Questo evento rappresenta infatti un forte cambiamento, una separazione dalla propria casa dolce casa e da quanto essa racchiude: abitudini e spazi che donavano serenità e tranquillità si devono lasciare facendo perdere un punto di riferimento importante.

 

Certamente il grado di difficoltà psicologica ad abbandonare la vecchia casa dipende da ciò che ha mosso a trasferirsi, infatti il cambiamento non è sempre negativo e vanno dunque distinti i casi in cui si deve traslocare per dovere e quelli che partono dal piacere di voltare pagina.

Traslochi, come organizzarli in modo semplice e veloce
A livello fisico, traslocare mette a dura prova e se si pensa di non farcela o semplicemente non se ne ha voglia, ci si può affidare ad una ditta di traslochi specializzata che si occuperà dei tuoi beni e della loro sistemazione in modo intelligente e scrupoloso, organizzando tutto nei minimi dettagli, così da avere le cose facilitate anche successivamente, quando sarà ora di riaprire gli scatoloni nella nuova casa.
Tutto l’occorrente per traslocare

Reperire il materiale per trasportare mobili, oggetti e vestiti è un’azione preventiva per eseguire in modo corretto traslochi economici mettendo in sicurezza i propri beni. Di seguito una breve lista con l’occorrente per l’imballaggio fai da te.

Preventivo trasloco
– Scatoloni, rinforzati con del nastro adesivo da pacchi, che non devono superare i 20 kg sia per salvaguardare i lavoratori che per proteggere il contenuto. La dimensione più utilizzata è di 40/50 cm di larghezza e 35/40cm di profondità, ma servono anche scatoloni più grandi per il vestiario e che, preferibilmente, consentano di contenere gli abiti appesi attraverso una gruccia aggrappata ad un bastone incastrato nella parte superiore dello scatolone.

Traslocare imballando correttamenteMolto importante è non lasciare buchi che andranno eventualmente riempiti con carta da imballaggio e patatine di polistirolo, o altro materiale similare, affinché il contenuto del pacco non si muova rischiando di danneggiarsi. Sarebbe ideale anche utilizzare film a bolle d’aria su tutte le facce interne dello scatolone per proteggere gli oggetti da urti esterni.

– Nastro da pacchi in film plastico;

– Film a bolle d’aria per proteggere e incartare, uno ad uno, piatti e bicchieri o, in generale, tutte le cose fragili;

– Pennarello indelebile per scrivere informazioni sul contenuto di ogni scatolone, da utilizzare preferibilmente sul nastro per poter poi riciclare lo scatolone senza creare confusione.

Se si sceglie di affidarsi ad una ditta traslochi specializzata, quella appena descritta è una fase che si può tralasciare perché penseranno a tutto gli addetti ai lavori, i quali arriveranno all’indirizzo comunicatogli muniti dei giusti materiali specifici per ogni oggetto da trasportare, il quale arriverà nella nuova abitazione in maniera impeccabile o verrà conservarlo nei depositi che mette a disposizione la ditta prescelta.

Alcune imprese, come Alex Traslochi, offrono la possibilità al cliente di imballare egli stesso le sue cose, fornendogli, se richiesto, tutto l’occorrente.
Come organizzarsi prima di lasciare la vecchia casa

Nemici numero uno per un trasloco sereno sono la fretta, che non permette una giusta organizzazione e un cambiamento graduale, e le cose superflue, per le quali và colta subito l’occasione per disfarsene: trasportare oggetti inutili fa perdere tempo, energie e denaro.

Ditte traslochi specializzate
Sicuramente, se il trasloco porta con sè un cambio di città, sarà necessario anche ambientarsi piano piano, conoscere il nuovo posto dove si andrà a vivere con le sue usanze, le sue vie, i suoi negozi e i suoi punti di riferimento per i cittadini.

Stilare una lista delle cose da fare è il primo passo per poter svolgere in maniera veloce e organizzata le operazioni o per poter dirigere gli addetti incaricati ed aiutarli a soddisfare i propri interessi.Indossare abiti comodi e scarpe antiscivolo è un accorgimento importante per poter svolgere o seguire le operazioni in prima persona evitando infortuni. Bisogna poi valutare il periodo in cui traslocare, preferendo le giornate estive, più lunghe e con clima favorevole, anche se, qualora si soffra il caldo, optare per la primavera è un’ottima alternativa.

É necessario anche prendere nota della lettura dei contatori delle utenze (acqua, luce, gas), controllare che tutto il mobilio e gli oggetti impacchettati siano stati caricati nel furgone della ditta di traslochi, (anche grazie al documento rilasciato dall’impresa con l’inventario di tutto quanto si trova a bordo del mezzo di trasporto), e che in casa non ci sia più niente.
Ditte di traslochi, carico e scarico

La consegna dei beni è più o meno complessa a seconda del luogo di destinazione e di quello di partenza. In base al contesto ambientale, infatti, potrebbero servire apposite attrezzature e automezzi. In caso di trasporti particolari, come, per esempio, quello di casseforti, strumenti musicali e oggetti d’arte, è consigliabile rivolgersi ad una agenzia traslochi, che sia seria e specializzata, e adeguatamente attrezzata all’operazione.

Traslocare con i mezzi all’avanguardia di Alex Traslochi
Assicurarsi un parcheggio per i mezzi di trasporto coinvolti nel trasloco, che sia vicino al luogo di prelievo dei beni, è fondamentale affinché le operazioni di carico e scarico siano più veloci e meno faticose.
Cosa fare appena entrati nella nuova abitazione

Far trovare la nuova abitazione pronta, aperta e pulita alla consegna, è un buon modo per risparmiare tempo e poter iniziare subito a scartare i pacchi. Una volta arrivato il furgone al nuovo indirizzo, si procede con le operazioni di scarico controllando che sia arrivato tutto quanto indicato nel documento di carico ed eventualmente contestando al momento sia la mancata consegna di qualcosa, sia eventuali danni.

Traslocare e ristrutturare casa con ditte specializzate
Per eseguire il lavoro in modo intelligente si sarà stabilito preventivamente un ordine di scarico, così da consentire di scartare prima i pacchi più importanti, riconoscibili grazie alle scritte e alle indicazioni che si sono apposte su ognuno di essi. Una serie di azioni concatenate permette di abbreviare di molto i tempi ed eseguire un lavoro pulito e senza intoppi.

Se ci si è rivolti ad una ditta traslochi e si è deciso di affidargli anche il rimontaggio dei mobili, si dovrà prestare attenzione alla corretta esecuzione del lavoro sia in corso d’opera, agevolando gli operai con una piantina per indicare la corretta posizione degli arredi, sia alla fine dei lavori.

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Le tapparelle: quali scegliere?

Le tapparelle rappresentano un ottimo sistema oscurante per la propria abitazione: vediamo le soluzioni presenti sul mercato e come destreggiarsi nella scelta.
Proteggere le nostre finestre e l’abitazione dall’ingresso indesiderato di luce o di agenti atmosferici avversi, nonché dall’intrusione di malintenzionati è esigenza comune; diversi sono i metodi per soddisfare tale necessità: è possibile adottare finestre con oscuranti integrati, grate, persiane o le classiche tapparelle.

 

Proprio queste ultime rappresentano il più diffuso sistema di oscuramento, adottato soprattutto negli stabili condominiali.

Anche se nell’immaginario collettivo si presentano come un semplice e consolidato elemento, le tapparelle, note anche come avvolgibili, sono disponibili sul mercato in diversi materiali, con diversi sistemi di funzionamento e, come altri elementi edilizi, sono soggetti ad evoluzioni e migliorie dal punto di vista prestazionale.

Tapparelle: funzionamento e caratteristiche

La prima distinzione da fare è relativa al funzionamento: è possibile scegliere tra tapparelle manuali o tapparelle motorizzate, ma il meccanismo è, essenzialmente, lo stesso.

Funzionamento tapparelle con isolamento
Esse presentano un albero di avvolgimento, intorno al quale le stecche si avvolgono o si srotolano fino ad arrivare al davanzale o alla soglia a terra a seconda dell’altezza desiderata.

L’albero e gli ingranaggi sono contenuti all’interno di appositi cassonetti per tapparelle, spesso incassati nel muro all’interno dell’abitazione oppure all’esterno a sbalzo.

I cassonetti possono rappresentare un ponte termico, ossia un luogo di dispersione termica: per questo motivo possono essere opportunamente isolati, limitando al contempo l’ingresso di rumori dall’esterno e ottenendo, quindi, un abbattimento dell’inquinamento acustico.

Per quanto concerne le tapparelle a funzionamento manuale, esse possono essere dotate di cinghia oppure di manovella: quelli a cinghia hanno una puleggia fissata all’estremità del rullo, quelli a manovella, invece, utilizzano un argano fissato all’estremità del rullo e un’asta a manovella per svolgere la tapparella.

Motori per tapparelle: le tapparelle elettriche
Per quanto riguarda la tapparella elettrica, invece, il motore è comandato a pulsante o con telecomando; a seconda della dimensione della tapparella e quindi del peso sono disponibili diversi modelli.

Faidacasa.com, portale per l’acquisto di tapparelle e accessori Made in Italy, propone motori con finecorsa meccanici o elettronici, installabili in autonomia senza l’ausilio di un professionista.

Le istruzioni di montaggio aiutano gli acquirenti durante la posa e la regolazione del comando, qualora si scelga di adottare il comando a distanza.
È importante sapere che è possibile trasformare una tapparella a funzionamento manuale con una ad azionamento elettrico: basta scegliere il motore più adatto in funzione del peso della tapparella e scegliere dove posizionarlo all’interno del cassonetto e da dove alimentare il motore stesso. Per questi motivi è importante richiedere il sopralluogo di un tecnico che consiglierà la soluzione più rapida e meno invasiva.
Tapparelle: i materiali

Le tapparelle in PVC sono quelle più diffuse: i vantaggi nella loro installazione risiedono nella economicità, nella praticità nella pulizia e manutenzione, e quindi nella durabilità.

FaidaCasa.com propone tapparelle in PVC che rispondono ai requisiti della normativa UNI EN 13659:2009 sui sistemi oscuranti: i materiali e gli accorgimenti utilizzati garantiscono affidabilità al prodotto pur mantenendolo il migliore sul mercato per rapporto qualità-prezzo.

Diversi sono i modelli disponibili: la tapparella da 6 kg è la versione anti grandine perfetta per schermature esposte di frequente agli agenti atmosferici, grazie alla presenza di stecche auto-aggancianti a doppia parete e con intersezioni di irrigidimento interni.

Avvolgibili PVC: tapparella rinforzata anti grandine
Il modello Sole, invece, è perfetto per risolvere i problemi dell’inarcamento, inevitabile su tapparelle in plastica non dotate di rinforzi all’interno della stecca. A differenza di una normale tapparella in PVC rinforzata metallicamente, essa presenta caratteristiche di autoestinguenza, stabilità dimensionale ed elevata capacità di isolamento.

Un altro materiale con il quale vengono realizzate le tapparelle è l’alluminio: leggero, non necessita di manutenzione, resistente agli agenti atmosferici, verniciabile e trattabile con sistemi antigraffio.

Tapparelle online: modello ZanzartrapFaidacasa propone una tipologia di tapparelle coibentate con poliuretano espanso a bassa o alta densità; disponibili anche nella versione Arialuce, che consente il circolo di aria e luce naturali, grazie ad una particolare asola lunga presente nella stecca.
Sempre tra i tipi di tapparelle in alluminio vi è il modello Zanzartap, grazie al quale non è necessario installare zanzariere.

Essa, infatti, presenta una microforatura sul gancio tra le stecche, utile per limitare l’ingresso degli insetti in casa ed aumentare la visibilità verso l’esterno anche quando la tapparella è srotolata, mantenendo, quindi, elevata la privacy degli ambienti interni.

Qualora si è indecisi nella scelta tra una persiana e una tapparella, Orienta rappresenta la soluzione perfetta: installabile come un semplice avvolgibile su qualsiasi finestra, è regolabile in tre posizioni: avvolta, chiusa, a lamelle aperte.

Essa è dotata di lamelle frangisole in alluminio, disponibili in dieci colorazioni diverse, che permettono di filtrare aria e luce anche quando l’avvolgibile è abbassato. Il suo funzionamento non richiede alcun tipo di meccanismo all’interno delle guide, pertanto la sua installazione è equiparabile a quella di una semplice tapparella in alluminio.

Tapparelle orientabili, tipo frangisole
le tapparelle in acciaio, invece, grazie alla elevata resistenza del materiale, sono perfette per coloro i quali intendono le stesse come un sistema antintrusione; le tapparelle in legno, invece, un tempo molto diffuse, risultano oggi desuete in quanto soggette a deterioramento a causa dell’azione degli agenti atmosferici e quindi necessitanti di continua manutenzione.