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Realizzare una staccionata in giardino con il fai da te

Realizzare una staccionata in legno con il metodo fai da te, è la migliore opzione per recintare il giardino o delimitare la proprietà e ottenere più sicurezza.

Perché installare uno steccato in giardino?

Realizzare una recinzione è la migliore opzione per chiudere il giardino, l’orto o delimitare l’area intorno all’abitazione per ottenere più sicurezza.

Recinto realizzato con staccionata in legno
La protezione della casa dipende, in buona parte, anche dal recinto che la circonda, specialmente in dimore isolate o unifamiliari, collocato all’esterno per delimitare la proprietà, impedire l’accesso a persone, animali e anche per creare un ambiente più intimo

A volte, sono costruite solo per avere una funzione ornamentale, come complemento di un giardino allegro e ben curato, per integrarsi a seconda del materiale e della forma all’ambiente circostante.

 

Tali recinzioni, sono diversificate per materiale e altezza, in base al compito che devono svolgere: un recinto basso, magari per creare delle isole, delimitare delle aiuole, creare un ambiente distinto dal resto del luogo o delimitare uno spazio dedicato ai bambini all’interno dell’area.

Uno steccato alto quanto un parapetto per delimitare la tenuta o un area particolare, oppure, una palizzata in legno alta per difendere l’abitazione dall’intrusione di persone.
Come scegliere il tipo di recinzione più adatta?

In base alla finalità che deve avere la chiusura del perimetro dell’area, esistono vari tipi di recinzioni, con i loro vantaggi e svantaggi:

– recinto tradizionale, costruito in legno, in pvc o materiale composto.
La recinzione in legno è realizzata con elementi verticali e orizzontali, solida, abbastanza resistente al vento e richiede un po’ di attenzione nel momento dell’installazione.
Il legno, indubbiamente, per il materiale e il colore dà un valore aggiunto alla casa, ma necessita di una manutenzione costante nel tempo per preservare la sua bellezza.
Anche le recinzioni in pvc e materiale composto si adattano bene a vari tipi di abitazioni, con il vantaggio di non dover eseguire manutenzioni continue nel tempo;
– recinto a ringhiera, fatto esclusivamente di metallo, ha una grande durata e robustezza.
L’installazione deve essere eseguita da un artigiano che lavora il ferro, specialmente se il terreno ha vari dislivelli.
La sua manutenzione prevede una tinteggiatura ogni 7-10 anni.

– recinto in pannelli di legno, metallo o atro materiale, usato specialmente per separare gli spazi e impedire la visibilità delle aree interne, ad esempio, per delimitare un solarium o una piscina.
Necessita di una regolare manutenzione eseguita mediante verniciatura a intervalli regolari nel tempo.

La scelta dell’altezza e della forma degli elementi verticali è alquanto soggettiva, dove si può dare libero sfogo alla propria fantasia.

Lo stile della recinzione dipende da come si desidera decorarla: un recinto allegro avrà colori vivaci, mentre, una con look classico sarà pitturata con colori naturali.
Come realizzare uno steccato in legno con il metodo fai da te

Se siete tra i fortunati ad avere un giardino e avete in mente di recintarlo o delimitare uno spazio, e fate parte di quelle persone che hanno una certa dimestichezza con gli attrezzi da lavoro, dotati anche di pazienza, vi mostriamo ora come realizzare una steccato in legno con il metodo fai da te .

Realizzazione staccionata in legno
In commercio si possono trovare elementi di recinti in legno di varie dimensioni, di differenti altezze, spessore e tipi di legno, che si potranno adattare tranquillamente al vostro gusto e necessità.

Un lavoro semplice e rapido che è possibile realizzare mediante le indicazioni passo passo che seguiranno.

Gli elementi del nostro steccato in legno sono stati acquistati da Leroy Merlin, è sono composti da:
– steccato fisso in legno di pino, con elementi verticali con punta superiore a forma trapeziodale, dimensioni 180×70 cm, spessore 46 mm, con trattamento autoclave classe 3;

Particolare staccionata in legno
– palo quadro in legno di pino di dimensioni 7 cm, altezza 100 cm, bisellato sui 4 spigoli, con trattamento autoclave classe 3.

La ferramenta non è inclusa, pertanto, bisogna acquistare i supporti necessari per il fissaggio. Nel nostro caso, abbiamo provveduto a farli realizzare da un fabbro, in modo da rendere il nostro steccato in legno smontabile semplicemente sollevando il pannello, al fine di rendere agevoli le operazioni di potatura del prato e facilitare i lavori di manutenzione nel tempo.

Ferramenta per staccionata in legno
Una volta pronta la ferramenta necessaria, le fasi di lavoro principali per posare una staccionata in legno sono:

– tracciato. Consiste nel determinare il posto dove collocare le nostre recinzioni in legno e la posizione esatta di ogni palo. Da ricordare che è possibile acquistare anche dei cancelletti in legno già pronti dello stesso legno, dimensioni e disegno dello steccato fisso, in modo da creare dei punti di accesso.

– preparazione del terreno. Nel nostro caso, monteremo lo steccato in legno su un corrente in marmo fissando il supporto del palo quadro mediante tasselli.
Nel caso del terreno, è possibile acquistare dei pali da fissare nel terreno, disponibili sia a sezione tonda che quadra.
L’area di posa della recinzione deve essere pulita, il terreno compatto e ben livellato;

Verniciatura supporto palo staccionata in legno
– posa supporti pali. I supporti dei pali e tutta la ferramenta, vanno pitturati con vernice acrilica, al fine di ottenere il colore desiderato.
I supporti dei pali sono fissati mediante tasselli nei punti precedentemente prestabiliti.

Fissaggio supporto palo staccionata in legno
– preparazione supporti reggi steccato. Con l’aiuto di una dima, si tracciano i fori sul palo per il fissaggio dei supporti reggi steccato.
I supporti sono fissati al palo medianti idonee viti per legno.

Tracciamento fori supporto su palo staccionata in legno
– posa pannelli steccato. Una volta infissi i pali, si passa alla posa dei pannelli dello steccato, semplicemente infilando i correnti orizzontali nei supporti precedentemente fissati.
A questo punto, avremo ottenuto una recinzione con i pannelli smontabili in qualsiasi momento, molto utile per partizioni interne di giardini o aree particolari.

Fissaggio supporto staccionata su palo
– posa elementi decorativi. Una volta terminata la posa dello steccato in legno, è possibile abbellire la testa dei pali mediante la posa di copripalo, che possono essere in legno o acciaio, secondo il grado di finitura che si vuole dare alla recinzione.

Staccionata in legno di pino
– manutenzione steccato in legno. Per quanto riguarda la cadenza degli interventi di manutenzione dello steccato in legno, questa dipenderà da vari fattori: la temperatura, l’umidità e la quantità di precipitazioni della zona dove è installata la recinzione.
Ogni 2-3 anni o a seconda dello stato della recinzione, bisogna trattare il legno con un protettore del legno, facilmente reperibile nei centri di bricolage .
Questa cura del legno, proteggerà la recinzione dagli effetti del sole, umidità, funghi e da tutti gli altri agenti esterni.
L’eleganza delle recinzioni al passo coi tempi

Oltre ai classici steccati in legno e le staccionate in legno, troviamo sul mercato nuove proposte di recinzioni per delimitare gli spazi esterni con creatività ed eleganza.

Un esempio ci viene offerto dalle recinzioni Aurora-Linear prodotte dall’azienda Esedralab, formate con elementi dallo stile sobrio e razionale in equilibrio fra il classico e il moderno, dai costi non elevati.

Le linee sono quelle delle recinzioni tradizionali ma riviste nelle superfici texturizzate dalle tonalità neutre, accese o materiche.

Staccionata modello Lilliput di Esedralab
Il modello Lilliput ha proprio queste caratteristiche, linea classica ma stile grafico contemporaneo, oltre le dimensioni non eccessive.

Staccionata di Esedralab modello Rodeo
Il modello Rodeo, invece, si rifà allo stile country western ma con texture grintose e finiture moderne.

Tutte le collezioni Esedralab sono prodotte in Chorex, un materiale resistente agli urti, idrorepellente, non attaccabile da sostanze chimiche, di facile manutenzione e pulizia.

Altra azienda che produce recinzioni al passo coi tempi è Betafence Italia spa, che realizza recinti abbastanza gradevoli, personalizzabili e soprattutto sicure.

Recinzione in pannelli Zenturo di Betafence
I pannelli Zenturo sono estremamente versatili, in grado di garantire protezione e privacy, riuscendo a integrarsi perfettamente in ogni contesto.

Sono disponibili in diverse dimensioni e tipologie di maglie; questo modello di pannello può essere riempito con vari materiali, come sassi, legno, pietre, riquadri in plastica.

Pannelli recinzione linea Zenturo di Betafence
I I pannelli sono rivestiti in PE, in modo da risultare durevoli e resistenti nel tempo, sono dotati di inserti per garantire una facile installazione e poter creare dei disegni personalizzati: scritte, loghi, nomi, etc.
Come recuperare e consolidare una recinzione in calcestruzzo

Recinzione in cemento danneggiataLe recinzioni in calcestruzzo o in cemento sono utilizzate laddove le condizioni ambientali potrebbero danneggiare quelle in metallo.

Infatti, la salsedine e un’eccessiva umidità renderebbe vulnerabile il metallo, costringendo a interventi di manutenzione più frequenti nel tempo

Sono costituite, generalmente, da pannelli prefabbricati o da elementi prismatici verticali, disposti a distanza costante ancorati a un cordolo di base.

Soprattutto le recinzioni realizzate in elementi verticali presentano, dopo un certo periodo, delle sconnessioni e rotture dovute principalmente ad atti di vandalismo, cattiva manutenzione degli elementi, sollecitazioni non uniformi dovute al traffico pesante, etc.

Tali sconnessioni danneggiano sia l’immagine del recinto che la funzionalità della recinzione.Consolidamento recinzione in cemento

Al fine di evitare la sostituzione dell’intera recinzione, con la relativa demolizione del recinto esistente e la realizzazione di uno nuovo, si può optare per dei lavori di consolidamento che evitano le lavorazioni invasive e risultano abbastanza economici.

Infatti, utilizzando soltanto due elementi in acciaio, un profilo a C e dei montanti di ancoraggio verticali, facilmente reperibili, si riesce a consolidare l’intera recinzione in calcestruzzo.

Il profilo a C andrà a incastrare in sommità tutti gli elementi verticali, mentre, i montanti di ancoraggio verticali, posti a interassi regolari, uniscono il profilo a C e il cordolo sottostante, ottenendo una recinzione irrobustita e allineata.

Infine, con l’utilizzo di pochi materiali e di semplice manodopera, si riesce a recuperare e consolidare una recinzione in calcestruzzo.
Quanto costa realizzare uno steccato in legno

Il prezzo di uno steccato in legno per le recinzioni giardino, varia in base al tipo di legno, dimensioni, robustezza e disegno dei grigliati in legno.

In vendita troviamo moduli componibili, cancello in legno e ferramenta dedicata per la posa in opera. Il costo di steccati in legno di pino della lunghezza di180-200 cm, altezza 70-100 cm, a disegno semplice formato da elementi verticali e correnti orizzontali può variare dai 20,00 ai 60,00 euro.
Cancelli in legno dai 25,00 ai 70,00 €, palo quadro 3,00-6,00 €, supporto palo 6,00-10-00 €, supporto pannello 2,00-400 €, copripalo 2,00-6,00 €.

A tali prezzi va sommato il costo dell’eventuale manodopera e dei materiali di consumo necessari per la posa in opera.

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L’eleganza e la raffinatezza dei divani in pelle

Un divano in pelle arreda con gusto il soggiorno, qualunque sia lo stile che lo caratterizza: il segreto della sua durata risiede in una buona e costante manutenzione.
Il primo dilemma nell’ambito della scelta di un divano per il soggiorno è sicuramente legato al materiale: tessuto o pelle?
È preferibile adottare la praticità e la durevolezza dei tessuti o l’eleganza e il fascino della pelle?

La pelle è un prodotto di origine animale, quindi naturale per eccellenza, come naturali sono le sue caratteristiche che la rendono affascinante: è il rivestimento eccellente per dare maggior lustro e importanza ai salotti moderni e classici. La pelle è, infatti, il materiale dei divani e delle poltrone dei maestri tappezzieri di ogni tempo, simbolo di artigianalità e buon gusto.
Morbida e confortevole, rende preziosi i modelli disegnando perfettamente le linee ed esaltandone le cuciture.

Divani in pelle
Le creazioni in pelle oggi più richieste sono i divani componibili con elementi aggregabili, i classici e preziosi divani con lavorazione capitonnè, le poltrone, oppure i letti, insomma tutti quegli elementi d’arredo che rivestiti in pelle risultano essere raffinati e non solo, perché particolarmente indicati per chi soffre di allergie.

Ma ciò che preoccupa tutti è la durata di un divano in pelle: il segreto, oltre che nell’ottima qualità della materia prima impiegata, risiede nella manutenzione. Vediamo, quindi, quali sono gli accorgimenti da adottare per garantire una lunga durata al nostro divano in pelle.
Manutenzione dei divani in pelle

Per mantenere un divano in pelle sempre bello e in buone condizioni è necessario effettuare le opportune operazioni di manutenzione e pulizia, sia giornaliera che periodica.

 

Prima di parlare di manutenzione, per garantire la longevità del prodotto, bisogna tenere in considerazione il suo posizionamento: è preferibile non posizionare un divano in pelle direttamente vicino a una finestra o a una fonte di illuminazione, perché potrebbero formarsi degli antiestetici aloni dovuti all’azione dei raggi solari; è opportuno evitare anche di collocarlo vicino a una fonte di calore, come ad esempio un calorifero o un camino, ponendolo a una distanza minima di 60/80 cm.

Inoltre, a seconda del tipo di pelle, è indispensabile ottemperare ad alcune accortezze, tali da garantire il mantenimento della sua elasticità.

Quotidianamente, è bene spolverare il divano in pelle con un panno morbido e pulito; l’uso dell’aspirapolvere è invece sconsigliato perché potrebbe graffiare la pelle, soprattutto dei divani più pregiati. Per una pulizia più approfondita, da effettuare una volta al mese, si può usare, nel caso di un divano spesso spolverato e poco usato, un panno umido con del sapone di Marsiglia.
Attenzione però: non tutte le pelli si prestano a questo trattamento, quindi è opportuno consultare la scheda tecnica del prodotto acquistato per conoscere le giuste modalità di pulizia. In ogni caso è fondamentale asciugare bene con un panno, perché se si lascia asciugare la pelle naturalmente, può diventare secca e dura.

Pulizia divano in pelle
Una volta all’anno, infine, va fatta una pulizia con un prodotto specifico in crema, che deterge e ravviva; di solito viene fornito dalla ditta produttrice del divano, ma si può trovare in commercio nei negozi specializzati o di casalinghi.

Se accidentalmente la pelle dovesse macchiarsi, è possibile impiegare appositi prodotti presenti in commercio o utilizzare soluzioni fai da te non aggressive che non rovinino la superficie. In entrambi i casi, comunque, è indispensabile ricordare che ogni macchia richiede un trattamento specifico e quindi, in caso di prodotti chimici, bisogne leggere attentamente le indicazioni presenti sulla confezione.
Divani in pelle BertO

Se dovessimo quindi optare per la scelta di un divano in pelle, BertO propone soluzioni di qualità e per ogni gusto. La produzione di divani in pelle rappresenta l’inizio della storia aziendale di BertO.

Il design selettivo dei modelli favorisce le linee eleganti, in particolare, mette in evidenza i dettagli tipici della produzione artigianale.
Molti dei nuovi modelli, come per esempio il divano Johnny con penisola in pelle, vengono pensati in fase di prototipazione proprio per essere rivestiti con diverse tipologie di pellame, così da rispondere a ogni esigenza estetica e di comfort.
Tutti i modelli racchiudono la qualità, il comfort e la cura nell’esecuzione sartoriale, caratteristiche peculiari di tutta la produzione dell’azienda.

Divano in pelle Johnny BertO
Le pelli utilizzate per il rivestimento dei divani e delle poltrone di sua produzione sono garantite per la provenienza, i procedimenti di concia e di tintura.

L’ampia scelta di pellami per l’arredamento comprende articoli che differiscono per lo spessore e la gamma di finiture: pelle fiore protetta, pieno fiore, cuoietto, pelle effetto vintage, effetto opaco e lucido, anticato, pelli asportate a mano e pelli nabuk, anche con trattamento idrorepellente.
Molto completa la varietà del colore: dalle sfumature classiche dei naturali alle tinte forti e vivaci suggerite dalla moda e dai contrasti più contemporanei.

Il divano il pelle Ribot, per esempio, ha un effetto molto naturale grazie alla combinazione di una pelle pieno fiore color nocciola, morbidissima, tanto da sembrare quasi stoffa e un’imbottitura soffice e avvolgente.
La grande scelta di pellami di alta qualità permette di personalizzare i modelli secondo le esigenze estetiche di ciascun cliente.

Divano in pelle Ribot BertO
Oltre a presentare rivestimenti in pelle di alta qualità anche la struttura è garantita: la costruzione artigianale dei divani BertO prevede strutture in legno di faggio rinforzate in acciaio, con molleggio ottenuto da cinghie elastiche verticali e orizzontali.
La struttura è poi rivestita in poliuretano espanso indeformabile e con fibra poliestere; i cuscini di seduta sono in piuma d’oca, con inserto in poliuretano espanso a quote differenziate.
I piedini sono in acciaio cromo, satinato opaco, legno essenza, legno laccato e tutte le finiture disponibili nella collezione.
Poltrone in pelle BertO

La medesima cura, attenzione e maestria artigianale che BertO infonde in ogni suo divano in pelle si ritrova allo stesso modo nelle collezioni di poltrone.

Poltrona in pelle Vanessa
In questo ambito, costituiscono una novità particolarmente interessante le realizzazioni in pelle nabuk della nuova collezione BertoLive: la poltrona di design in pelle Vanessa e la poltrona Emilia sono caratterizzate da stilemi molto decisi che le rendono protagoniste assolute di qualsiasi soggiorno grazie alla loro forte personalità .
Una riprova che la scelta di un imbottito in pelle di qualità è sempre un’opzione da considerare, data anche la vasta gamma di possibilità, in grado di soddisfare ogni possibile gusto ed esigenza.

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Pavimenti sovrapponibili

Posare un pavimento sovrapponibile su una pavimentazione esistente, è la soluzione ideale per dare all’abitazione un pavimento nuovo senza eseguire demolizioni.

Perché usare un pavimento sovrapponibile

Cambiare il pavimento nella propria abitazione è una di quelle modifiche che ci fanno riflettere mille volte prima di dare il via ai lavori di ristrutturazione.

Anche se il suo aspetto, scolorito, scheggiato, con graffi, non più attuale con i tempi e con l’arredamento, avvisi che è ormai tempo di cambiarlo, in molti ritardano la sostituzione del pavimento della propria dimora, pur consapevoli di quanto questo possa essere uno dei cambi più visibili in una casa .

Pavimento sovrapponibile in laminato
Tale resistenza è dovuta dal fatto che è un intervento tra i più fastidiosi, per le inevitabli varie fasi lavorative che comporta la sostituzione di un pavimento esistente.

Infatti, sono necessarie lavorazioni di demolizione del materiale esistente, con la formazione della micidiale polvere che raggiunge ogni angolo della casa, la movimentazione di vari metri cubi di pesanti detriti e l’oneroso trasporto a pubblica discarica dei materiali di risulta, oltre il pesante costo degli oneri di discarica.

Oggi, grazie all’avanzamento tecnologico nella produzione dei materiali, è possibile rivestire pavimenti vecchi senza demolire quello esistente.

I produttori di pavimenti, sfruttando particolari macchinari e tecniche di produzione, riescono a produrre pavimenti e rivestimenti di spessore minimo, in modo da poter essere montati sovrapposti a quelli esistenti, eliminando di colpo tutte quelle lavorazioni invasive e necessarie nella posa tradizionale di un pavimento.

La posa in opera pavimenti con piastrelle sottili, avviene tramite l’utilizzo di speciali collanti e, visto il ridotto spessore del materiale, non è necessario alcun intervento di modifica su porte e infissi esistenti.

Ovviamente, evitando la demolizione della vecchia pavimentazione, oltre ad accorciare i tempi di intervento, si avrà anche un bel risparmio sui costi totali dei lavori di ristrutturazione, una economia da destinare magari ad altri interventi di ammodernamento dell’abitazione.
In che materiale sono realizzati i pavimenti sovrapponibili?

Attualmente, i pavimenti sovrapponibili sono prodotti in vari tipi, in particolare, possiamo trovarli nei seguenti materiali:

– ceramico, materiale molto resistente nel tempo, di natura compatta, antiscivolo e non poroso.
Viene fabbricato rinforzato con una rete in fibra di vetro, disponibile in vari formati, colorazioni e finiture. Anche se di piccolissimo spessore, è resistente al calpestio, agli urti, graffi e ai prodotti chimici. Diversi produttori per la sua fabbricazione utilizzano almeno 2/3 di materiali riciclati, rendendolo un prodotto rispettoso dell’ambiente.
I fabbricanti riescono a creare vari tipi di finiture, come il gres porcellanato sottile effetto legno o l’effetto marmo;

– vinilico, un materiale plastico molto resistente all’usura, all’acqua, elastico, che non si deforma e con un ottimo isolamento acustico. Il vinilico permette di imitare tranquillamente il marmo, parquet, ceramica ed è disponibile in tantissime colorazioni.
Il vinile è facilissimo da posare, ha un basso costo, non ha bisogno di molti interventi di manutenzione ed è un prodotto riciclabile al 100%;

Pavimento sovrapponibile vinilico Flexxfloors di Kimono S.p.A.
– laminato, formato da un pannello in fibra di legno e ricoperto da pellicole che lo proteggono da urti accidentali, macchie, graffi, dall’umidità, etc.
È una pavimentazione elegante, dove la sua composizione lo rende resistente nel tempo, non scolorisce ed è addirittura antistatico, resistente al fuoco e non necessita di particolare manutenzione. Fa parte di quei pavimenti economici, specialmente se paragonato al costo di un pavimento in parquet.

– cemento spatolato, composto da una miscela di cemento fine, granulati minerali, cellulosa, ossidi coloranti naturali e un legante liquido. Si adatta a qualsiasi tipo di ambiente, può essere personalizzato in tutti i modi, dal colore alla finitura.
Tale pavimentazione è priva di fughe, particolarmente impermeabile e resistente ai prodotti chimici utilizzati per la pulizia;

– resina, realizzati mediante l’impiego di miscele di silicati inorganici naturali, l’aggiunta di inerti speciali di diversa durezza, granulometria e altri elementi che variano a seconda del campo di applicazione e della finitura che si vuole ottenere.
Come per il microcemento, anche la resina è priva di fughe, resistente, impermeabile e di facile pulizia. Può essere personalizzata con decorazioni uniche, realizzabile in molti colori e dalle finiture di vario tipo.
Il pavimento realizzato in resina ha il vantaggio di poter essere riportato allo stato iniziale eseguendo pochi e semplici passaggi.
Come posare un pavimento sovrapponibile

In genere, la posa pavimenti in sovrapposizione non richiede un grosso impegno da parte dei posatori, anzi, in alcuni casi può essere realizzato un pavimento fai da te da chiunque abbia un po’ di dimestichezza con quel tipo di lavorazione e tanta buona volontà.
Come eseguire la posa di un pavimento sovrapponibile ceramico

Innanzitutto, va verificato il piano di posa che deve risultare piano, senza vuoti, perfettamente stabile e senza parti ammalorate.

Può essere applicato un idoneo autolivellante nel caso il piano non risulti abbastanza regolare, seguendo le istruzioni su come livellare un pavimento, fornite dalla casa madre.

il pavimento esistente va pulito accuratamente e sgrassato, se necessario, con speciali prodotti esistenti in commercio.

Alcuni fabbricanti di piastrelle consigliano l’uso di un primer per piastrelle aggrappante da posare sul piano esistente prima di incollare piastrelle su piastrelle. Questo, al fine di migliorarne l’adesione

Prima di passare alle operazioni di posa, è necessario simulare la posa mattonelle sul pavimento per decidere la disposizione, per rendersi conto di come sarà la posa una volta finito il lavoro.

Prendere visione di tutte le schede tecniche dei materiali occorrenti per le lavorazioni di posa, per conoscere esattamente tutte le procedure di lavorazioni e sfruttare tutti i consigli forniti per una posa perfetta.

A questo punto, si passa a stendere il collante su piccoli tratti, mediante spatola a denti, avendo la cura di stendere il materiale nella stessa direzione, sia sulla piastrella che sul piano, per evitare la formazione di aria sottostante.

Posare la mattonella battendo leggermente per farla aderire bene, procedendo con l’inserimento dei distanziatori per ottenere delle fughe lineari e perfette.

A pavimento posato, si procederà con la stuccatura delle fughe con il prodotto adatto al tipo di pavimento posato.

Pavimento sovrapponibile in gres Slimtech Re-Volution di Lea Ceramiche
Un esempio di pavimentazione in piastrelle di gres laminato è dato dalla linea SLIMTECH RE-VOLUTION di Lea Ceramiche, dello spessore di 3 mm.

La lastra di ceramica è ottenuta tramite una fusione di impasti con vetri colorati cotti a 1200°C, con il risultato di una superficie perfettamente piana.
Disponibile in 6 colori, dalle dimensioni di 50×50 cm, 50×100 cm, 100×100 cm, 100×300 cm, e 4,9×100 cm.
Come eseguire la posa di un pavimento sovrapponibile vinilico

Verificare il piano di posa, eseguire la pulizia della superficie e simulare la posa come descritto al punto precedente.

La pavimentazione in vinile può essere eseguita con pavimento autoincollante; tale pavimento non va usato se ci si trova in presenza di umidità perché si stacca con il passare del tempo. In questi casi, bisogna optare per un pavimento flottante.

Altro metodo di posa è quello classico con colla.

Il pavimento vinilico va tolto dalle confezioni e lasciato libero per almeno 48 ore nei locali di posa per farlo acclimatare alla temperatura ambiente.

– pavimento sovrapponibile vinilico autoadesivo: la sua posa è semplicissima, basta seguire attentamente le istruzioni e i consigli forniti dal produttore sulle varie fasi di posa.
Iniziando sempre dal centro della stanza, rimuovere la carta adesiva e posizionare il materiale facendo pressione partendo dal centro verso i bordi.

Posa pavimento sovrapponibile vinilico Flexxfloors di Kimono S.p.A.
Flexxfloors è un pavimento vinilico autoadesivo di Kimono S.p.A, con le lame autoadesive progettate per essere incollate, grazie a uno strato adesivo che garantisce un perfetto incollaggio, su superfici lisce, uniformi e piane.
Ha uno spessore di soli 2 mm, riesce a riprodurre i motivi del legno e della pietra ed è adatto anche per locali con riscaldamento a pavimento.

– pavimento vinilico a colla:

Iniziando dal centro della stanza, stendere la colla con l’aiuto di una spatola dentata; dopo i tempi indicati nella scheda tecnica, posare le piastrelle facendo pressione affinché aderisca perfettamente.

– pavimento vinilico flottante: la posa va iniziata partendo dall’angolo sinistro, incastrandolo senza usare il martello o altri oggetti, avendo la cura di lasciare uno spazio di circa 5 mm dalla parete , aiutandosi con un distanziatore, per la successiva posa del battiscopa.

A posa pavimento ultimata, si passa a montare il battiscopa alla parete mediante l’uso di collante adatto al tipo di lavorazione.
Come eseguire la posa di un pavimento sovrapponibile in laminato

Verificare il piano di posa, eseguire la pulizia della superficie e simulare la posa come descritto ai punti precedenti. In caso di necessità, può essere usato un idoneo materassino isolante, in materiale plastico o similare, che ha lo scopo di bloccare l’eventuale umidità, insonorizzare e rendere il fondo piano.

Particolare posa pavimento in laminato
La sua posa è eseguita mediante l’incastro tra i listelli, chiamata tecnica flottante, partendo dall’angolo sinistro, lasciando uno spazio di circa 1 cm dalla parete, aiutandosi sempre con un distanziatore, per la successiva posa del battiscopa e anche per assorbire le dilatazioni del materiale.

Ultimata la posa del pavimento, si passa all’installazione del battiscopa alla parete mediante l’uso di collante adatto allo scopo.
Come eseguire la posa di un pavimento sovrapponibile in microcemento

Se necessario, va preparato il fondo rendendolo regolare ed eliminando tutte le eventuali imperfezioni esistenti, magari usando un prodotto autolivellante come base.

Sistemato il fondo, si passa alla preparazione dell’impasto, seguendo attentamente tutte le indicazioni fornite dal produttore del cemento.

Bagnare la superficie di intervento in modo che l’asciugatura del cemento spatolato sia costante, per evitare formazione di microfessurazioni dovute a una rapida asciugatura.

Versare l’impasto autolivellante gradualmente sulla superficie, stendendolo, evitando la formazione di bolle. In caso di imperfezioni, a prodotto essiccato, si dovrà procedere con una seconda mano.

Pavimento realizzato con CementoWabi di HDsurface
HDsurface realizza prodotti per la creazione di pavimenti con pasta di cemento e resine, un materiale versatile, elastico, durevole e che si distingue per l’estetica e il design.

Cemento Wabi® è un particolare rivestimento cementizio colorato con uno spessore massimo di 2-3 mm, composto da un prodotto premiscelato di finissimi granulati di marmo, ossidi e terre coloranti naturali e cemento con additivo di cellulose di origine vegetali.

Può essere trattato con uno strato di resina trasparente per aumentare la durabilità.
Come eseguire la posa di un pavimento sovrapponibile in resina

Bisogna preparare il sottofondo, pulendo ed eliminando le eventuali parti ammalorate, togliendo la polvere e assicurarsi che non vi sia umidità.

Con stucco adatto si va a preparare la base per rendere la superficie regolare, oppure se il fondo è di nuova realizzazione, si può applicare direttamente un primer sul massetto perfettamente livellato per facilitare l’adesione della resina.

Per la posa su piastrelle esistenti, è consigliabile usare speciali materiali abrasivi che tolgono la patina di lucidatura delle mattonelle migliorando la presa del prodotto.

A sottofondo pronto e asciutto, si procede alla posa in opera della resina mediante un rullo o una spatola: il rullo si utilizza quando bisogna realizzare una pellicola sottile di resina; invece, per spessori maggiori si adopera la spatola, ma bisogna avere una certa dimestichezza nel suo uso.

L’essiccazione può variare in base allo spessore del pavimento e alle condizioni climatiche presenti nel momento di posa, che va dalle 48-36 ore per spessori sottili ai 6-7 giorni per uno spessori più grandi.

A pavimento finito e asciutto, si procede con la carteggiatura della superficie in resina per eliminare le eventuali imperfezioni.

Pavimento realizzato con resine Colledani
L’azienda Colledani, produce particolari resine per pavimenti autolivellanti, spatolati e artistici, con grande resistenza meccanica e al calpestio, impiegate sia per uso civile che commerciale, disponibili in diversi colori e con finitura opaca o lucida, a bassissimo ingiallimento.
Quanto costa realizzare un pavimento sovrapponibile?

I prezzi dei pavimenti sovrapponibili variano in base al materiale usato, i metri quadri da realizzare, la finitura, etc.
Sul mercato italiano sono presenti diverse marche produttrici di pavimenti, ad esempio: Iperceramica, Kerlite Cotto d’este, Lea Ceramiche, Colledani, HDsurface, Kimono, etc.

Attualmente, i costi dei vari tipi di pavimenti sovrapponibili sono:

– pavimento ceramico: il costo può variare dai 20,00 ai 40,00 euro al mq;
– pavimento vinilico dai 8,00 ai 15,00 Euro al mq;
– pavimento vinilico autoadesivo dai 15,00 ai 20,00 Euro al mq;
– pavimento vinilico flottante dai 20,00 ai 40,00 Euro al mq;
– pavimento laminato dai 7,00 ai 20,00 Euro al mq;
I costi si riferiscono al solo prezzo del materiale, al quale bisogna aggiungere il trasporto, movimentazione, i materiali occorrenti per la posa, l’eventuale preparazione del fondo e la manodopera totale.

Per quanto riguarda i costi dei pavimenti in cemento spatolato e resina, non è semplice stabilire un prezzo abbastanza attendibile poiché entrano in gioco vari fattori, come:
i mq di intervento, il tipo di cemento o resina, se autolivellante, il grado di finitura, l’eventuale rifacimento del sottofondo, etc.

Ad ogni modo, per un pavimento con finitura standard in microcemento su un fondo regolare, il suo costo si aggira intorno a 80,00 euro/mq, mentre, per un pavimento in resina spatolato con finitura semplice circa 70,00 euro/mq, in resina autolivellante 110,00 euro/mq, manodopera inclusa.

I prezzi sono da considerarsi di listino e non tengono conto di eventuali sconti applicabili in fase di contrattazione con fornitori o imprese.

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New Living: un metodo brevettato per dare funzione diversa agli infissi

Con New Living, Rehau reinterpreta in maniera personale la concezione della finestra, che da elemento architettonico diventa protagonista nell’interior design.

Gli infissi, siano essi porte esterne e/o interne, finestre e balconi, sono sempre stati considerati con la semplice funzione di proteggere e isolare un ambiente, sia termicamente che acusticamente.

La scelta tra vari modelli e materiali è generalmente fatta cercando di coniugare aspetto estetico e funzione, individuando la soluzione più compatibile con le esigenze del cliente.

Infissi esterni New Living di REHAU
Di ultimissima generazione è New Living, il programma di finiture per interni che reinterpreta il concetto di finestra come elemento a sé stante, a favore del più ampio principio total look, trasformando queste semplici strutture in veri e propri elementi d’arredo.

New Living infissiSecondo questa nuova concezione, ideata e diffusa dall’azienda REHAU, è possibile trasformare le finestre e le porte di ogni appartamento con le pellicole New Living che, riescono ad abbinare perfettamente le finiture interne della casa.

La collezione proposta da REHAU, si compone di sei eleganti finiture di tendenza, che creano ambienti perfettamente coordinati tra loro, in cui la finestra diventa protagonista e arreda con stile. In questo modo, personalizzare un ambiente diventa semplicissimo.

New Living ripropone le trame delle fibre naturali nelle texture raffinate delle pellicole Canapa e Lino e Rovere Sabbia Spazzolato, Noce.
Il carattere più concreto delle finiture del legno, per atmosfere eleganti e informali al tempo stesso con le finiture Grigio Spazzolato Veralinga Oak 19 e Malaga Cherry Tuffl

 

Utilizzando queste texture, il legno, un grande classico per gli infissi dal punto di vista soprattutto di ingegneri e architetti, viene rivisitato con colori di tendenza che riescono a trasformare la finestra in PVC in un elemento di design.

In tutte le finiture, la texture scelta segue la trama della fibra naturale del legno, in questo modo le porte e le finestre sono in grado di arredare l’ambiente con uno stile inimitabile.
New Living Sound: la finestra in pvc che suona!

Oltre all’aspetto estetico, REHAU ha curato anche l’aspetto funzionale degli infissi e serramenti, promuovendo la linea New Living Sound, un’esclusiva soluzione acustica specifica per serramenti in PVC, che cambia ancora una volta la concezione dell’infisso, non più visto solo come un semplice elemento passivo di separazione dall’esterno.

New living: infissi hi-tec con Rehau
New Living Sound è la soluzione acustica per serramenti in PVC, che consente di trasformare la finestra in una vera e propria cassa sonora.

Versatile e intelligente, l’innovativo sistema può essere interfacciato con qualsiasi dispositivo dotato di Bluetooth o di uscita analogica, consentendo di diffondere musica dalla propria finestra con un’elevatissima qualità del suono.

Isolamento acustico con gli infissi New Living Sound di REHAU
Questa soluzione così particolare, che rende gli infissi unici, si basa su una tecnologia brevettata, che sfrutta le strutture piane per emettere musica, annunci, voci e suoni, grazie a degli attuatori piezoelettrici.

L’intero sistema che permette questa trasmissione di suoni ha la dimensione di un francobollo, quindi, non intacca minimamente l’estetica dell’infisso ed è in grado di trasformare sia le finestre che i cassonetti, in vere e proprie casse acustiche, consentendo a chi vive l’ambiente di potersi immergere completamente nel suono o nella musica.

Isolamento acustico con il sistema New Living Sound di REHAU
In questo modo la finestra, oltre a essere semplicemente bella e ad arredare l’ambiente domestico, diventa anche efficiente, consentendo di diffondere suoni e portando ai massimi livelli le possibilità di personalizzazione dell’ambiente.

La tecnologia smart di questo sistema gli consente di essere interfacciato a qualsiasi dispositivo dotato di Bluetooth o di uscita analogica.
Il dispositivo si compone di un alimentatore e di un amplificatore con Bluetooth integrato in grado di pilotare fino a 30 attuatori, consentendo quindi di creare un vero e proprio sistema di filodiffusione all’interno degli ambienti della casa.

Insonorizzare una stanza per sentire meglio la musica con il dispositivo New Living Sound di REHAU
La sua potenza è piuttosto ridotta, circa 2W/m2, per garantire un’elevata efficienza energetica; inoltre, caratteristiche molto importanti, sono la resistenza del sistema nel tempo e la totale assenza di manutenzione.
New Living Sound 2.0: la finestra diventa smart e protegge dalle effrazioni

L’aspetto sicurezza non è da trascurare negli infissi, anzi, di recente sono tante le nuove soluzioni intelligenti proposte per proteggere la propria casa. Si parla sempre più di Smart House, proprio per garantire una maggiore sicurezza e un aumento di efficienza a tutti i dispositivi installati in una casa, si trovi essa in un condominio o in un contesto isolato.

Serramento di Rahau
Proprio perché è risaputo che gli infissi sono considerate le vie preferenziali d’accesso per i ladri e per chiunque altro si voglia introdurre in casa, REHAU ha posto particolare attenzione alla funzione protettiva dei suoi infissi, cercando una soluzione che migliorasse la sicurezza in casa.
Si è arrivati cosi a sviluppare il sistema New Living Sound 2.0, l’evoluzione in termini di sicurezza della già tanto rivoluzionaria New Living Sound.

Il sistema utilizza gli stessi componenti di New Living Sound, la variante sta nell’aggiunta di un software tecnologicamente avanzato, che contribuisce a proteggere contro le effrazioni, riconoscendo la condizione ritenuta critica dall’utente e attivandosi immediatamente per informare e dissuadere il tentativo di intrusione.

Il sistema sonoro di amplificazione è esattamente lo stesso di quello utilizzato per l’amplificazione di musica e suoni; la differenza sta nel tipo di suono amplificato.

Serramenti esterni più sicuri con New Living Sound 2.0 di REHAU
L’impianto, collegato a uno strumento di processamento dati, quale PC, tablet o smartphone, setta autonomamente il livello del rumore di fondo e genera un segnale d’allarme nel caso in cui gli algoritmi identifichino una condizione critica, operando come sistema di protezione.

Quest’ultimo step evolutivo della collezione New Living, porta l’aspetto tecnologico dei serramenti in PVC ai massimi livelli e amplia l’offerta di finestre evolute, con una soluzione che assicura ancor più protezione e sicurezza contro le effrazioni, contribuendo a rendere le case degli utenti sempre più belle e smart allo stesso tempo.

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Letto con testata imbottita per un riposo ottimale e linee di design

Il letto imbottito, magari con vano contenitore e della dimensione preferita, personalizzato nei rivestimenti e in ogni dettaglio, è perfetto per notti serene.

La camera da letto è la stanza dedicata al riposo e al relax e per questa ragione diventa uno spazio intimo che possiamo arredare a piacere prestando però la massima attenzione alla cura e alla qualità degli elementi. In particolar modo dobbiamo concentrarci sulla scelta del letto, complemento d’arredo irrinunciabile perché unisce utilità ed estetica, diventando il protagonista della zona notte.

 

Il letto e il materasso sono infatti indispensabili a garantirci un’ottima qualità del sonno e un comfort ideale per il riposo.
La qualità delle nostre giornate dipende, infatti, in gran parte proprio dalla quantità di ore di sonno che ci dedichiamo e dalle caratteristiche del riposo stesso. In questo senso è utile capire che la scelta del letto è importante, non solo per la resa estetica della camera, ma anche e soprattutto per assicurarsi un prodotto qualitativamente elevato pensato proprio per assicurarci, a fine giornata, una notte di sonno ristoratore.

Sono impressionanti il numero di ore della nostra vita che spendiamo dormendo, quindi non possiamo badare a spese o essere leggeri e superficiali nell’acquisto del letto di casa. Se poi si possono trovare e acquistare prodotti capaci di assicurare il migliore relax possibile per il riposo notturno, ma al tempo stesso anche un impatto estetico curato, moderno, rifinito in ogni dettaglio, allora è il massimo e non resta che scegliere il modello più soddisfacente per i nostri gusti e desideri.
Letto imbottito: qualità, artigianalità e personalizzazione

Chi cerca funzionalità, praticità, linee di design e buon riposo, troverà ciò che desidera nella collezione di letti proposti da BertO.
Chi deve arredare una casa nuova o rinnovare la sua attuale abitazione, può pensare di concentrarsi su un mirato acquisto del letto per ravvivare la zona notte, regalandosi tutto ciò che si può chiedere alla propria camera da letto.

Testiera letto matrimoniale: letto imbottito Soho di BertO
Molti amano i letti imbottiti perché danno già al primo sguardo un’idea di soffice comodità. Inoltre, una testata letto imbottita diventa un perfetto appoggio per chi si mette a letto dedicandosi alla lettura, appoggiando la propria schiena su una superficie di sostegno morbida e accogliente, che contribuisce ad arredare con un forte impatto la parete dietro al letto e l’intera stanza.

Quello imbottito è una tipologia di letto che si trova sia in versione singola che matrimoniale, ma anche come vedremo in altre dimensioni intermedie, e si distingue dagli altri modelli che a differenza di questo hanno una struttura più lineare, in legno, in ferro battuto o in altro materiale ancora.
Il letto imbottito prevedere invece una testiera letto morbida e accogliente che può essere sfruttata, come detto, da piano di appoggio mentre si legge, si chiacchiera o si guarda la tv in camera comodamente adagiati sul letto. Questo tipo di struttura regala fin da subito una piacevole sensazione di pace, di abbandono, di coccole.
Letto Soho: design e comodità all’insegna della morbidezza

Un modello di letto imbottito di BertO molto apprezzato sotto tutti i punti di vista, comfort, qualità del riposo notturno e design, è Soho.

Il letto imbottito Soho di Berto Salotti è uno dei modelli di punta della collezione di letti moderni e imbottiti, di un’azienda che vanta comunque un’ampia gamma di proposte tutte acquistabili nei negozi ma anche comodamente online dal sito internet. Rappresenta alla perfezione il concetto di letto moderno e di design, che nulla toglie alla praticità e alla funzionalità. Le sue linee lo rendono facilmente adattabile a diversi contesti e stili di arredo.

Inoltre, un vantaggio tutt’altro che trascurabile è la possibilità di ordinare il letto con testata imbottita Soho fornendo le misure desiderate, ottenendo così un letto realizzato realmente su misura per venire incontro alle esigenze di spazio di tutti, anche dei locali più piccoli o dalla metratura meno consueta.

La personalizzazione sia nelle dimensioni della struttura del letto come anche in ogni singolo dettaglio, rendono questo letto davvero versatile nonché un’ottima scelta per passare da un modello tradizionale a un imbottito che regala da subito una piacevole sensazione di accoglienza.

Testiere letto imbottite: modello Soho
Chi ha il piacere di vedere e provare il letto Soho comprenderà da subito il suo abbraccio, il calore e il senso di protezione che un letto dovrebbe regalare in ogni casa. Ogni letto imbottito che si rispetti vanta, come ben si nota in questo modello, una particolare cura nell’imbottitura della testata realizzata qui in piuma. Inoltre, insieme alla possibilità di ordinarlo di una misura fuori da quelle standard, si può scegliere anche nella versione letto contenitore per sfruttare al massimo e al centimetro lo spazio sottostante le doghe e il materasso.

In questo ampio vano, facile da aprire e raggiungere, potranno essere ricoverate lenzuola, coperte, biancheria per la casa, ma anche scatole, scarpe, abiti, contenitori di vario genere con la sicurezza di avere a portata di mano, con un semplice gesto, tutto ciò che serve con discrezione e in maniera ordinata, visto che in casa lo spazio non è mai abbastanza. Il letto contenitore imbottito diventa quindi un ulteriore plus per chi in casa vuole il massimo.

Con Soho verranno appagati il senso della vista, per la bellezza della struttura e della sua forma, ma anche il tatto, considerando la morbidezza che caratterizza l’imbottitura, sia della testata che del giroletto.

Letto contenitore Soho di BertO
Questo letto diventa così un oasi di serenità, il luogo ideale per dormire tutta la notte ma anche per schiacciare un pisolino, sdraiarsi e riposare, sedersi e godersi un buon film o ancora leggendo un libro a letto, avvolti da coperte e dalla piacevolezza della testata che sorregge schiena e spalle.

Scopriamo le caratteristiche tecniche del letto Soho, come detto, disponibile anche nella versione senza vano contenitore, corredata da doghe in legno di faggio, normali o con cursori che permettono di regolare la rigidità del tratto corrispondente alla zona lombare.
Le doghe sono trattate con rivestimento in lamina antiumidità di serie per tutti i modelli. La versione con vano contenitore è accessoriata con doghe sempre in legno di faggio, multistrato e curvato e cursori per personalizzare la rigidità del tratto schiena. Le doghe sono 10 per tre zone differenziate.

L’apertura del box contenitore sottostante e apribile avviene con pistoni a gas o con la possibilità di ordinare l’apertura orizzontale che facilita la movimentazione del vano. Anche il telaio del letto Soho è degno di nota: in acciaio ha cinghiatura doppia che dona elasticità e accompagna i movimenti, sia da seduti che da sdraiati.

Testate letto moderno imbottite modello Soho di BertO
In entrambe le versioni la testata, vero plus della struttura, vanta un’imbottitura in vera piuma d’oca, struttura in ferro e rivestimento comodamente sfoderabile a garanzia di igiene e varietà.

La fodera di rivestimento è la stessa anche per il giroletto, il perimetro attorno alle doghe e può essere scelta a piacere tra tessuto, pelle e similpelle.
La base è composta da piedini ma volendo si possono fissare anche rotelle con freno, che facilitano lo spostamento senza fare alcuna fatica, per arrivare sotto o dietro al letto in fase di pulizia.

L’azienda può anche fornire il materasso, il suo coprimaterasso e tutti gli accessori per il riposo, dai guanciali al coprirete.

Ricordiamo sempre che chiunque avesse particolari necessità può farsi fare il proprio letto Soho su misura, fornendo le dimensioni desiderate.
Soho è disponibile sia nella versione singola che una piazza e mezzo, ma anche come letto francese, classico letto matrimoniale, o ancora più grande sia King Size che California King Size. Il letto è frutto di un lavoro artigianale e della grande cura per la scelta delle materie prime e della composizione. La qualità del prodotto ricercato offerto si nota dalla cura nelle finiture, già dalle singole cuciture.

Testata letto matrimoniale imbottita: lavorazione artigianale letti BertO
E visto che la qualità del sonno la fa il materasso, l’azienda fornisce anche la possibilità di acquistare il materasso su misura di BertO anche a coloro che richiedono un letto dalle misure personalizzate e che quindi necessitano a loro volta di un materasso ad hoc.
La scelta è vasta: si passa dal memory, per esempio il modello Circe, alla versione con molle, e ancora modelli ortopedici o micromolle insacchettate, come per esempio il modello Dedalo.

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Nuove tipologie di cassetta da incasso quasi invisibile

Le cassette da incasso per il wc di ultima generazione offrono la possibilità di un notevole risparmio idrico e linee di design che le rendono quasi invisibili.

Cassetta wc da incasso

Le cassette da incasso per il risciacquo dei wc hanno ormai sostituito quasi completamente le cassette esterne che venivano solitamente posizionate sopra il vaso.
Basandosi sullo stesso principio di funzionamento, le moderne cassette da incasso offrono diversi vantaggi rispetto a quelle esterne sospese.

Realizzate in materiale plastico, sono leggere ed economiche e il loro design essenziale consente l’installazione completa all’interno della muratura. Questo permette di creare al di sopra di esse superfici intonacate o piastrellate, lasciando a vista solo la placca di comando.

 

La maggior parte delle cassette attuali presenta un doppio tasto per la regolazione della quantità di acqua dello scarico in funzione delle esigenze, consentendo la riduzione di inutili sprechi idrici.
L’introduzione del doppio comando intorno agli anni ’90 fu opera del gruppo Geberit, rendendo possibile una svolta epocale in termini di risparmio idrico mondiale.

Le cassette da incasso di ultima generazione hanno una vita utile estremamente lunga, con pezzi di ricambio disponibili nel tempo e presentano forme variabili per rispondere alle diverse possibilità di installazione.
Cassetta wc da incasso silenziosa

In una cassetta a incasso nella muratura, l’unica parte visibile è la placca di comando. Numerose sono le soluzioni di design offerte dalle varie ditte presenti sul mercato, sia in termini di forme che di materiali, anche personalizzabili per realizzare il bagno con estrema libertà fino ai minimi dettagli.

L’azienda Rigas è una delle più tradizionali produttrici di cassette di scarico in Europa.
La cassetta Stir Blitz, presente sul mercato da oltre 30 anni, vanta più di 5 milioni di installazioni solo in Italia, confermando l’obiettivo dell’azienda di rimanere il leader in questo settore.

La cassetta di scarico da incasso Modello 12-PHD Stir Blitz, risponde alle richieste di un prodotto affidabile, che consente risparmi di spazio e di acqua ma soprattutto che migliori l’aspetto estetico del bagno.

Il contenitore in materiale plastico di elevate qualità meccaniche è prodotto utilizzando il metodo per estrusione ad aria soffiata.
Il rivestimento delle pareti esterne del contenitore è costituito da graniglia che, essendo incorporata nella cassetta per azione chimica, resta ancorata anche in presenza di umidità e garantisce un’ottima aderenza all’intonaco delle pareti.

Il nuovo rubinetto a galleggiante, munito di particolari silenziatori, ha drasticamente abbassato il livello di rumorosità e ha migliorato i tempi di riempimento.
La componentistica modulare è facilmente sostituibile.

Le dimensioni massime di ingombro non impegnative sono le seguenti:
altezza 520 mm; larghezza 370 mm; profondità 80 mm
Cassetta da incasso di facile installazione

Rapid SL è un sistema di installazione di alta qualità caratterizzato da funzioni all’avanguardia. Grohe QuickFix è una tecnologia flessibile che riduce i tempi di installazione e consente di realizzare agevolmente progetti di allestimento di impianti sanitari di vario tipo.

I moduli Rapid SL sono insonorizzati dalla parete di installazione e dotati di raccordi che riducono al minimo le rumorosità dell’impianto.

Il sistema è adattabile a tutti i tipi di sanitari, per installazione a parete, singola o in serie, a tutta altezza in pareti leggere con struttura in legno o metallica nelle dimensioni correnti, installazione libera o davanti a pareti non in muratura.

Una valvola di scarico con tre tipologie di sciacquo: doppio sciacquo, start/stop e sciacquo singolo. Il sifone si aggancia semplicemente senza richiedere l’uso di attrezzi, mentre bastano due viti per installare il telaio di fissaggio. Inoltre, le staffe a muro sono più facili e veloci da montare.
Cassetta scarico da incasso, le nuove piastre d’attivazione

Rispecchiando le esigenze attuali di estetica del design, la collezione GROHE Cosmopolitan presenta la piastra di attivazione Nova Light che utilizza due forme geometriche: un cerchio circondato da un rettangolo e un anello di luce che getta un delicato bagliore colorato sulla zona circostante.

Cassetta incasso Nova Light – Grohe
La tecnologia LED collegata direttamente alla rete elettrica consente di impostare la luce nel colore desiderato (blu, verde, rosso, giallo o toni intermedi) oppure di avere un quadro che cambia continuamente.

Con finitura cromata GROHE Star Light®, Nova Light può essere programmata per accendersi e spegnersi con la frequenza desiderata.

L’azienda PUCCI progetta e produce in Italia cassette per wc ad alto contenuto tecnologico, funzionali e resistenti, ideate per soddisfare le esigenze degli utenti e degli installatori.
Le cassette a incasso sono disponibili in diverse versioni: cassette incasso con pulsante alto; cassette incasso con sistema telaio per vaso sospeso; cassette incasso per locali privati e semipubblici a sfioro; cassette incasso per locali pubblici; cassette incasso pulsante basso; kit rinnova.

La piastra d’attivazione Sfioro Touch di Pucci, è innovativa sotto tutti i punti di vista.
I tasti sono stati sostituiti da sensori: basta sfiorarne uno ed entra in azione. È in vetro, materiale che contribuisce a creare un design luminoso e futurista. Funziona con la specifica cassetta ECO SFIORO ed è dotata del praticissimo sistema di aggancio diretto allo sportello.
La placca protagonista delle cassette a incasso

La placca di attivazione è diventata una protagonista del bagno contemporaneo.
Ecologica e bella è sempre più sottile e piccola. Ha assunto diverse forme di design ed è sempre più tecnologica, trasformandosi in un touch.

La gamma di colori in cui è disponibile non è più limitata come una volta ma oggi è possibile richiedere anche il colore preferito, personalizzato, quello che valorizza meglio il proprio bagno.
Oppure è possibile decorare la placca con un’immagine o una fotografia a piacimento, dando un tocco finale di grande effetto ed eleganza.

Cassetta incasso Sfioro Touch – PUCCI
Da pannello di controllo, la placca si è trasformata in elemento di arredo. Le placche “4,7 mm” di PUCCI hanno segnato il nuovo record di spessore. Grazie allo spessore ridottissimo e al design elegante, sono in perfetta simbiosi con lo stile del bagno contemporaneo.

Il sistema di aggancio diretto allo sportello rende l’installazione ancora più facile, pratica e veloce. Inoltre, presentano tocco morbido, risposta pronta, interazione ottimale con la cassetta, ampia possibilità di scelta.
Come sostituire la cassetta del wc in fai da te

Quando si desidera sostituire la cassetta del water perché non scarica più bene, perde o è troppo piena di calcare, non sempre è necessario chiamare un tecnico ma l’intervento può essere fatto anche in fai da te.

Occorre avere a disposizione la nuova cassetta con il kit degli accessori presenti nella confezione: galleggiante, guarnizioni, chiave svita tubi, chiave inglese, guanti, ricambi, canapa, nastro di teflon.
Nelle cassette a scomparsa spesso è sufficiente sostituire solo la guarnizione e la molla che permette lo scatto del pulsante.

Se occorre sostituire completamente la vecchia cassetta, bisogna rimuovere prima quella esistente, rompendo il rivestimento attorno all’area della cassetta, scollegando il tubo che porta l’acqua dentro la cassetta e quello che collega l’acqua della cassetta al wc e poi svitare i tasselli che la collegano al muro.

Rimossa la vecchia cassetta, bisogna assemblare il rubinetto, il galleggiante e il gruppo di scarico della nuova cassetta, seguendo le istruzioni in dotazione.
Per fissare la cassetta è possibile utilizzare gli stessi tasselli tolti in precedenza se in buone condizioni. Per evitare perdite si può utilizzare la canapa o il nastro teflon attorno alle tubazioni. Alla fine occorrerà ripristinare il rivestimento con colla e malta per piastrelle.

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Eleganti, esclusive o simpatiche e low cost: tante proposte di sedute per il living

La seduta va scelta con gusto, ricercata secondo il proprio stile di vita, deve essere adeguata alla casa, comoda e funzionale, insomma semplicemente esclusiva!

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Sedie per soggiorno moderno

La seduta è l’arredo che in una casa non può assolutamente mancare, è un oggetto indispensabile, non se può fare a meno, serve a sedersi, a riposarsi ma anche a svolgere una serie di attività domestiche e lavorative, si utilizza mentre si mangia, si studia, si prepara del cibo elaborato, si opera al computer, si guarda la tv, serve persino per eseguire esercizi di attività fisica.

Sedia soggiorno MAGRITTA di Sebastian Matta
Tanti sono i modelli di sedute presenti in commercio, tante le aziende produttrici, diversi i designer che si applicano nella progettazione di sedie, poltrone e divani belli, comodi e funzionali.

 

Comode e dal design accattivante sono sicuramente quelle dell’azienda Gufram srl, e ALVAR di Giuseppe Raimondi è una chaise longue in poliuretano espanso strutturale caratterizzata da leggerezza e versatilità, dalle linee organiche e senza orpelli scontati, con rivestimento in tessuto sfoderabile 85% poliammide e 15% elastan.

Seduta chaise longue ALVAR di Gufram srl
MAGRITTA di Sebastian Matta è una poltrona scultura che si rifà al Surrealismo e in modo particolare alle opere di René Magritte, è una seduta originale realizzata di poliuretano espanso e rivestita di tessuto.

Poltrona scultura MAGRITTA di Gufram srl
Il cappello è in ABS e costituisce la struttura portante mentre la mela, in morbido poliuretano rivestito da tessuto elastico, costituisce la vera e propria seduta confortevole e soffice.
Sedie da soggiorno ricercate

La collezione Domodinamica di PAOLO CASTELLI S.P.A. realizza prodotti distinguibili per originalità e creatività del disegno, per spazi domestici e per quelli pubblici, con materiali e tecniche di altissima qualità, caratterizzati dalla libera espressione artistica di talentuosi designer collaboratori.

Seduta per il living QUEEN di PAOLO CASTELLI S.P.A.
QUEEN del designer Angelo Micheli possiede un’anima che sostiene la pellicola in cemento di protezione, è una piccola architettura sia per l’indoor sia per l’outdoor, realizzata in edizione limitata in piuma cemento, tecnica che rende il prodotto leggero e allo stesso tempo resistente, è larga 140 cm, profonda 75 cm, alta complessivamente 87.7 cm e con seduta alta 38 cm.

Seduta Calla di Paolo Castelli
Alla vista, delicata come un fiore è CALLA, seduta che si adatta al corpo per regalare il massimo comfort, rivestita con pelle, ecopelle o tessuto, si trasforma in chaise-longue con snodi che regolano l’apertura totale dei braccioli offrendo molteplici e differenti posizioni.

La sedia poltroncina e chaise-longue possiedono un telaio interno di acciaio con poliuretano schiumato a freddo in stampo, è sorretta da una base girevole in lega di alluminio lucidato, è larga 145 cm, profonda 85 cm e alta 104.5 cm con seduta di 41 cm di altezza.
Sedie e poltrone tra innovazione e gusto retrò

Se il classicismo e la contemporaneità si uniscono, generano un effetto dirompente specie per le sedute di una casa caratterizzate da canoni estetici del passato rivisti in chiave moderna.

Di esempio sono le sedie di CHRISTOPHER GUY come La Croisette che è una sedia singolare e versatile, con la seduta imbottita rivestita e lo schienale di materiale rigido e sostenuto.

Sedia La croisette di CHRISTOPHER GUY
Un gioco cromatico evidenzia ogni elemento componente, di tono chiaro la seduta mentre di tono scuro tutto il resto, lo schienale riprende la texture materica di una porzione di conchiglia che si dispiega a ventaglio con un susseguirsi di concavità e convessità.
I piedi posteriori si incrociano e si equilibrano mentre quelli anteriori restano singoli e indipendenti con una forma che è tipica delle sedie antiche.

Seduta Olsen di CHRISTOPHER GUY

Olsen è una seduta due posti, estremamente raffinata, caratterizzata da un rivestimento elegante nel tessuto e nel colore, liscio al tatto e fresco alla pelle, in abbinamento al colore del legno scuro della struttura con i cinque piedi ad andatura curva più un bracciolo in mezzeria, dimensioni corrispondenti a 205 x 98 x 116 cm.

Un altro esempio tra le sedie design è Tatlin dell’azienda Edra s.p.a., disegnata da Mario Cananzi e Roberto Semprini, un divano da centro stanza liberamente ispirato alla torre di Tatlin, simbolo del costruttivismo, totem moderno anche per gli spazi pubblici, opera di architettura con più posti a sedere, una vera icona!

Seduta Tatlin di Edra s.p.a.
Possiede una base in multistrato di legno, un basamento di acciaio verniciato, schienale di acciaio, piedi di acciaio cromato con finale in PVC, imbottitura di poliuretano espanso di varie densità, rivestimento in velluto non sfoderabile e, su richiesta, anche in altri tessuti o in pelle.

Il divano Tatlin conferisce prestigio a ogni ambiente, consente a circa 8 o 10 persone di sedersi, può essere personalizzato nei dettagli secondo esigenze.
Sedie da pranzo con geometrie studiate al dettaglio

Per progettare una sedia e realizzarla non si può non considerare la geometria e alcune regole basilari, i prodotti innovativi sono sempre frutto di sperimentazione e fantasia creativa fondate su principi posti comunque alla base.

I creativi desiderosi di creare sedute di forme regolari tengono a mente norme che regolano la progettazione di tipo geometrico per prodotti con angoli a vista e stretti rapporti matematici.

Sedia TRIA WOOD 4 di Colé Gallery
TRIA WOOD 4 di COLÉ GALLERY è una sedia con un gioco di curve e di fughe inafferrabili, con scocca a forma di corolla progettata così per essere utilizzata con seduta frontale oppure laterale.

Si compone di tre elementi uguali in multistrato curvato assemblati tra loro, è disponibile in rovere naturale ma anche in tinto nero, bianco, rosso poro aperto, oppure nella versione rigata nero o avorio. Le quattro gambe sono in legno massello di rovere e hanno una sezione triangolare e traversi tondi. Le dimensioni corrispondono a 81.5 x 58.4 x 52 cm.
Sedie sala pranzo colorate per arredare con vivacità

A caratterizzare le sedie contemporanee sono i giochi di colore, l’alternanza dell’opacità e della trasparenza per arredare gli ambienti con vivacità e sempre in modo diverso, con allegria.

Colorata e versatile è Etoile-P di Green Srl, seduta di grande comfort dove fascino e tecnologia si uniscono, resistente, stabile, ricca di dettagli, semplicemente di classe, leggera, impilabile, accostabile, disponibile in una moderna gamma di colori.

Sedie Etoile-P di Green Srl
È interamente in polipropilene, larga 57 cm, profonda 57.5 cm, alta 84 cm, pesa 4.6 kg, è caratterizzata da una sinuosa corda che si avvolge e si ricurva creando un disegno particolare in corrispondenza dello schienale e in continuità coi braccioli.

Sedia Esmeralda di Green Srl
La sedia Esmeralda attrae per la sua particolarità formale, è confortevole ed elegante, è incorniciata da una struttura cromata o verniciata a polvere, è in materiale tecnopolimero plastico satinato, è disponibile in cinque varianti di colore, è impilabile.

Sedie Steam Punk di Green Srl
Steam Punk è colorata e con un gioco di trasparenze, è una sedia comoda, resistente, leggera, con una struttura in acciaio cromato, è disponibile in sette scelte cromatiche per la seduta in polipropilene e otto per lo schienale in policarbonato, quindi ben 42 combinazioni possibili.
Sedie poltroncine riciclabili

A conferire benessere agli ambienti della casa sono sicuramente le sedie che sorridono di Maxdesign, SO HAPPY by Marco Maran, seduta e schienale uniti per disegnare un sorriso, con monoscocca di polipropilene e fibra di vetro ottenuta per stampaggio a iniezione, riciclabile e colorata in massa.

Sedie SO HAPPY di Maxdesign Srl
La poltroncina ha quattro gambe più una base centrale in tubolare d’acciaio, il rivestimento è fisso e in tessuto, oppure di ecopelle, pelle, nei colori a scelta da cartelle colori, è inoltre impilabile.
Sedie soggiorno in Alcantara®

L’Alcantara® è un noto tessuto impiegato per rivestire comode sedute, eleganti e resistenti nel tempo, è un marchio registrato molto utilizzato nell’arredamento d’interni, nei rivestimenti di automobili, anche per l’abbigliamento e accessori vari.

È un materiale davvero di pregio, raffinato, morbido e durevole, difatti la sua superficie rimane invariata anche dopo 20.000 volte che ci si siede sopra: occorre solamente spolverarla sistematicamente con un panno inumidito o con un aspirapolvere.

Sedute Tulip Armchair di CAPPELLINI
Dalla partnership tra Alcantara® e è nata la seduta Cappellini esce fuori Tulip Armchair disegnata dalla mano di Marcel Wanders, con scocca in poliuretano morbido coiniettato con poliuretano rigido, imbottitura in schiuma e falda acrilica, rivestimento fisso e disponibile in una vasta gamma di tessuti, pelli e soprattutto in Alcantara®.

La seduta ripropone la forma del calice di un fiore che poggia su una brillante base girevole in metallo verniciato alluminio naturale, rivisitazione dalle proporzioni allungate e fuori misura della poltrona classica.
Sedia salotto dalle linee minimal

Alcune sedie o poltroncine si rivelano affascinanti per il loro essere incompleto, la parte assente diventa il tratto distintivo dell’arredo, l’oggetto è ricordato proprio perché manchevole di un pezzo, monco o bucato.

Accade spesso che più si toglie e meglio è: oggi la voglia di minimalismo è tanta e il troppo non conquista più, l’incompleto o l’imperfetto attira e affascina. A tal proposito i designer si cimentano con stili innovativi e prodotti trendy eleganti ed essenziali.

Sedie Tre3 di AgapecasaTra le tante proposte annoveriamola sedia priva di una gamba Tre3 di Agapecasa, creata dal designer Angelo Mangiarotti: una comoda seduta in materiali tradizionali come il legno e il cuoio, definita da dettagli costruttivi asciutti e raffinati.

La seggiola possiede solo tre gambe a sezione rettangolare, due anteriori ai lati e una posteriore centrale, tutte unite da una solida struttura trasversale a T, stabile e funzionale quanto le tradizionali a quattro gambe.

Un foglio di cuoio è inserito nella gamba posteriore più alta; questo materiale disegna dolcemente anche lo schienale e il sedile; la sedia possiede una struttura in rovere massello con finitura rovere naturale o rovere scuro e l’inserto in cuoio naturale oppure nero.
Misura 48.5 x 53 x 77 cm di altezza.
Seduta con grafica personalizzabile
Il mondo del design è accattivante proprio perché intriso di personalizzazione sartoriale, di oggetti che sono unici nel loro genere, di varianti con dettagli atti a soddisfare davvero ogni esigenza spaziale e di gusto.

La sedia inevitabilmente va scelta con cura e soprattutto va provata.
È necessario innanzitutto definire quale funzione avrà la seduta, dove dovrà essere collocata, se di genere versatile oppure con un ruolo ben definito.

Recandosi presso uno showroom ci si troverà dinanzi a un’infinità di sedie e pertanto è bene cominciare a escludere quelle che non soddisfano alcuni parametri imposti, poi provare a sedersi e a testare la comodità e l’ergonomia delle restanti.

Il colore è anche un dato fondamentale giacché dovrà essere abbinato a un mood d’arredo presente e la scelta del materiale richiede attenzione per la praticità quotidiana.

Come abbiamo visto fin’ora, i modelli sono tanti e l’acquisto va ponderato e misura della propria abitazione. Si possono richiedere delle personalizzazioni di dettagli, si può insomma ottenere la sedia desiderata e ricercata.

Sedie di Oltrefrontiera Progetti
Oltrefrontiera Progetti è una società dinamica e motivata, realizzatrice di idee e progetti unic, tra cui una serie di sedie caratterizzate dalla trasparenza del materiale, da una linearità formale e da una grafica dettata dallo stile voluto, colore e texture desiderata.

Ci sono sedie che ripropongono la trama leopardata, filari di mattoni, bandiera americana, labbra sensuali, occhio vigile, teschi, texture zebrata, orpelli dorati, ricami classicheggianti, insomma, è possibile ordinare una sedia così come l’abbiamo pensata, o magari con un dettaglio legato a un nostro ricordo.

Alla fantasia non c’è limite, non resta che scegliere la sedia a misura delle proprie esigenze!
Sedie per soggiorno: quali sono i prezzi?

I prezzi delle sedie da soggiorno sono estremamente vari. Dalle sedute low cost di Mondo Convenienza che partono da un modello base di circa 20 euro, alle sedie Kartell dal design più ricercato, in vendita anche su Amazon a 200 euro circa, fino ad arrivare a sedute davvero esclusive per forma e materiali, il cui prezzo di acquisto può arrivare anche sotto i 1000 euro per pezzo.

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Quanto costa far ristrutturare un immobile nelle diverse città italiane?

Quanto costa far ristrutturare un immobile nelle diverse città italiane?

Quando si parla di ristrutturazione di immobili allora la città più cara in assoluto si dimostra Roma. Mentre le ristrutturazioni più economiche si possono trovare nel sud Italia.

Ma quanto costa effettivamente? Secondo le analisi svolte la ristrutturazione di un appartamento tipo costa in media circa 34 mila euro.

 

Questo studio è stato effettuato prendendo ad esempio una struttura bilocale da 70 metri quadrati in tutti i capoluoghi di regione. Questo bilocale doveva essere posto al primo piano di uno stabile, posizionato in una zona semi/centrale. Inoltre doveva essere necessario attuare una demolizione, rimuovere e ricostruire i tramezzi, gli intonaci, le rasature, rifare i pavimenti ed i rivestimenti, aver bisogno di un imbianchino, di un idraulico, di un nuovo impianto di riscaldamento, di un nuovo impianto elettrico, assistenze murarie, condizionamento dell’aria e per ultimo infissi e fornitura di materiali.

 

Attraverso lo studio di preventivi ed arricchendo il campione anche con interviste si è riusciti a costruire la mappa italiana dei costi legati alle ristrutturazioni.

 

Il prezzo medio che possiede un immobile a livello nazionale è pari a circa 134 mila euro. Analizzando queste cifre nei vari capoluoghi di regione si è arrivati a trovare che la città più cara in cui comprare un immobile da ristrutturare è Roma, con i suoi 236 mila euro. Ed è anche la città in cui i lavori costano maggiormente, visto che si ha una spesa media di circa 39 mila euro.

La seconda città in questa speciale classifica è Milano, dove i prezzi arrivano di media a circa 227 mila euro; le spese di ristrutturazione invece (per cui è anche seconda in Italia) arrivano a toccare i 38 mila euro.

 

Il capoluogo toscano, Firenze, si posiziona alla terza posizione della classifica. Questo con una media di 241 mila euro, mentre per quanto riguarda i costi di ristrutturazione la terza città più cara d’Italia è Trento (dove si hanno prezzi intorno ai 36 mila euro).

 

Al contrario invece, per quanto riguarda le città in cui ristrutturare costa di meno, è emerso dai dati che Catanzaro è il capoluogo di regione in cui le attività di ristrutturazione costano meno in assoluto. La media è di circa 29 mila euro. Le città che prendono posto sul podio di quelle più convenienti in cui ristrutturare sono tutte del sud Italia: oltre a Catanzaro troviamo al secondo posto Palermo, dove nel complesso i lavori costano fino a 30 mila euro. Al terzo posto invece c’è Campobasso in Molise, dove i costi di ristrutturazione di un appartamento si fermano intorno ai 30.100 euro.

 

 

 

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Gli edifici storici e il rischio sismico

Come preservare gli edifici storici dal rischio sismico, mettendo in atto interventi di rafforzamento capaci di preservarne le caratteristiche architettoniche.
Edifici storici compromesso tra tutela e sicurezza statica

In un precedente articolo riguardante le agevolazioni fiscali rivolte a chi intende realizzare opere di miglioramento o adeguamento sismico, ho messo in risalto le difficoltà operative dei vari interventi, indicando le diverse casistiche in rapporto anche al tipo di struttura con cui un edificio è realizzato.

Quando tali interventi riguardano edifici cosiddetti storici, ovvero, fabbricati che per il loro valore storico, architettonico, artistico e culturale, ricadono sotto la tutela di organismi preposti come le soprintendenze, le procedure diventano più complicate sia dal punto di vista delle autorizzazioni in materia edilizia, sia per la difficoltà di poter attuare un vero e proprio intervento di adeguamento antisismico.

Edificio storico
Si può ben capire guardando uno di questi edifici, come sia complesso, se non impossibile, realizzare un vero adeguamento antisismico, rispettando le normative vigenti in materia e nello stesso tempo mantenendo inalterato il pregio architettonico dell’edificio nel suo insieme, senza alterazioni di sorta.

 

A quanto detto, va aggiunta la necessità di dover intervenire, servendosi di ditte specializzate che, oltre a disporre della necessaria competenza ed esperienza, incidono sul costo dell’intervento in maniera più onerosa, rispetto a quello di interventi più ordinari.

Spesso, all’interno di tali edifici, non è possibile sostituire parti strutturali con elementi moderni, senza alterarne l’aspetto architettonico, si pensi a un salone con soprastante solaio in legno in cui sia presente nella parte estradossale un pregevole soffitto a cassettone, oppure una parete portante affrescata, una volta decorata, ecc.

Volta da consolidare in edificio storico
In considerazione di quanto esposto, tali edifici possono essere trattati con una serie di interventi miranti a rendere le varie parti strutturali collaboranti tra loro, al fine di affrontare l’evento sismico con maggior sicurezza.

Gli ultimi eventi sismici, hanno messo in risalto ancora una volta tale necessità: infatti, laddove erano state collocate delle tirantature come le classiche catene costituite da tiranti e capochiave, gli episodi di ribaltamento fuori piano delle murature perimetrali sono apparsi contenuti, con conseguenze meno catastrofiche rispetto ad altre situazioni in cui tali collegamenti mancavano.

Mediante gli stessi tiranti, è inoltre possibile stabilizzare il comportamento di archi e volte, lasciando a vista tali presidi, senza che ciò possa compromettere il valore architettonico dell’opera.

In questa sede, non è possibile approfondire tutte le metodiche di intervento, dedicate alle singole parti strutturali, pertanto, se ne evidenziano quelle più comuni e soprattutto di più immediata realizzazione, rimandando a trattazioni specifiche ulteriori approfondimenti.
Edifici storici problemi di consolidamento

In effetti il comportamento del classico castello costruito impiegando le carte da gioco di cui molti di noi hanno fatto esperienza nella propria infanzia, lo si elimina nella realtà, attraverso una serie di interventi tesi a rendere le murature e le atre parti strutturali collaboranti tra loro staticamente.

Intervenire sulle murature portanti è possibile mediante tecniche e soluzioni diverse, tenendo in conto come non tutte le metodiche possono impiegarsi in maniera indifferenziata su ogni tipo di muratura da consolidare.

Muratura lesionata da consolidarePer quelle parti di muratura, rivestite da opere, come boiserie in legno o altre strutture facilmente smontabili e riposizionabili, possono impiegarsi cuciture, placcaggi e altre tipologie di interventi, senza che gli stessi alterino l’aspetto delle opere esistenti.

In altri casi, quando la tipologia del muro mette in evidenza materiali e tecniche particolari impiegate all’epoca della loro realizzazione, occorre ridurre l’invasività e pertanto andrà analizzata con attenzione la stratigrafia della muratura, al fine di valutare la possibilità di procedere mediante iniezioni con leganti dedicati, attuando una corretta stilatura delle fughe e altro ancora.

Un intervento utile in molti casi, al fine di migliorare la resistenza delle opere murarie, è costituito dalla rimozione di tutte le superfatazioni emerse in sede di rilievo dello stato dei luoghi.
Tali elementi sono rappresentati da tutta una serie di opere realizzate in epoca più recente, che in qualche misura hanno modificato, alterato e in alcuni casi compromesso l’integrità strutturale dell’edificio, oltre a comprometterne l’aspetto architettonico.
Edifici storici la scelta degli interventi caso per caso

Esempi di tali interventi sono rappresentati da aperture di vani, disallineamento in verticale degli stessi, presenza di canne fumarie, chiusure di rientranze e nicchie di nessuna rilevanza architettonica, allargamento di vani, cambi di destinazione d’uso di alcuni locali con conseguente aggravio dei carichi sulle strutture, ecc.

Per quanto riguarda le strutture orizzontali, diversi sono gli interventi realizzabili in relazione al tipo e alle caratteristiche di costruzione delle stesse.
Il presupposto di tali interventi deve sempre e comunque essere quello di poter trasmettere alle murature sottostanti le forze di piano dovute alle sollecitazioni sismiche.

In tale sinergia riveste grande importanza l’impiego di cordolature in sommità delle murature, da realizzare almeno su due terzi del loro spessore.

La presenza del cordolo è importante anche per meglio distribuire le sollecitazioni delle soprastanti strutture come solai e più ancora tetti spingenti; infatti, putrelle in ferro, travi in legno portanti, in seguito alle sollecitazioni sismiche, provocano nella muratura sottostante lesioni da taglio localizzate, le quali, in presenza di un cordolo vengono evitate, grazie alla distribuzione dei carichi verticali su una superficie muraria più estesa.

Pilastri isolati in muratura, possono essere cerchiati con i classici canestrelli di acciaio, migliorando in tal modo la loro stabilità, specialmente quando manifestano lesioni dovute a fenomeni di pressoflessione.
Particolare attenzione va rivolta alle strutture orizzontali costituite dai solai in legno, tipologia molto frequente negli edifici storici. La loro presenza, in diverse situazioni, rappresenta una difficoltà non da poco nel ricercare la soluzione più adeguata al raggiungimento della sicurezza statica, nel rispetto dei valori architettonici e culturali dell’opera.

In zona sismica, la loro presenza impone diverse verifiche, al fine di valutare, oltre al loro reale stato di conservazione, la loro efficacia nel trasmettere le azioni orizzontali alle pareti limitrofe.

Tale garanzia dipende dal tipo di connessioni laterali, dalle dimensioni geometriche delle travi portanti, dalla luce netta dei solai e dal loro grado di appoggio.

Tenendo conto che in zona sismica è sempre utile ridurre al minimo indispensabile i pesi delle strutture unitamente alle azioni spingenti, si rileva come sia importante, la dove possibile, mantenere tali strutture lignee in efficienza.

Solaio in legno di pregio con travi portanti da rafforzare
Generalmente, una volta verificata l’integrità delle travi portanti, sia a vista sia di quelle ammorsate nelle murature, gli interventi di rinforzo di tali strutture orizzontali vengono realizzati mediante l’impiego di connettori all’estradosso con soprastanti strutture leggere di irrigidimento trasversali.

A secondo delle composizioni e orditure delle travi portanti dei solai in legno, occorrerà volta per volta prevedere dei collegamenti con le murature portanti parallele alle orditure principali, con l’impiego di specifici tiranti.

Impiego dei connettori per consolidare solai in legno Tecnaria
Anche per le altre tipologie di solai, come quelli realizzati con voltine e poutrelles metalliche, è possibile intervenire all’estradosso con irrigidimenti e soprastanti solettine leggere armate, e all’intradosso collegando tra loro le singole poutrelles in maniera trasversale, realizzando così una struttura dal comportamento più uniforme.

Analogamente si dovrà procedere in presenza di coperture in legno, come tetti a falde.
La loro presenza, tenendo conto anche delle norme previste dagli strumenti urbanistici vigenti in sito, va mantenuta effettuando le dovute considerazioni circa l’efficacia delle parti strutturali.
Edifici storici tutelati con interventi innovativi

Relativamente al rafforzamento delle parti strutturali lignee, ricordo come oggi, grazie alle nuove tecniche di intervento, è possibile rendere tali strutture più resistenti lasciando nello stesso tempo inalterato il loro aspetto.

A tal proposito, illustro un intervento di rafforzamento delle travi lignee di un solaio in legno di particolare pregio architettonico e artistico, di luce rilevante, per il quale si è reso necessario un rafforzamento delle travi portanti, mantenendo inalterato il loro aspetto.

Adeguamento sismico: Iintervento di rafforzamento delle travi
L’intervento è stato realizzato mediante l’impiego di corde costituite da tessuto in fibra di carbonio del diametro di 6 mm. impregnate in resina epossidica.
Tali corde, sono state inserite longitudinalmente e trasversalmente in appositi solchi ricavati all’interno delle travi portanti. Dopo la loro posa in opera, si è proceduto con la chiusura dei solchi mediante pezzi di legno e stucco epossidico, completando l’opera con una sigillatura di tutte le parti incise con stucco epossidico in pasta.

Il risultato, come di seguito si può ben vedere, è più che soddisfacente, conseguendo al contempo un rafforzamento dell’intera struttura, lasciando inalterato l’aspetto estetico.

Come appare evidente, alla luce di quanto descritto, nel caso degli edifici storici non si riesce a raggiungere facilmente l’adeguamento antisismico, attraverso interventi parziali, ma nei casi in cui si è disposti a impegnare somme rilevanti, è possibile raggiungere un buon livello di sicurezza impiegando gli isolatori sismici con i quali creare una discontinuità tra edificio e fondazioni, senza interessare le parti fuori terra.

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Ristrutturare curando la buona esecuzione dei lavori

Errori da evitare quando si eseguono lavori di ristrutturazione all’interno delle abitazioni mettendo in evidenza alcune criticità e la loro risoluzione pratica.

Ristrutturare valutando le criticità operative

Gli interventi di ristrutturazione di una abitazione, comportano spesso la necessità di trovare particolari soluzioni per rimuovere, rettificare, conservare, parti dell’esistente, pur realizzando una nuova ridistribuzione degli spazi originari.

Diversi sono gli interventi eseguibili con tecniche e costi molto differenziati, mediante i quali è possibile raggiungere lo scopo.

abitazione da ristrutturare
Quando si realizzano ambienti destinati a civili abitazioni, premessa l’esistenza di tutte le autorizzazioni in merito a quanto già è in opera, può essere necessario apportare parziali modifiche, a causa ad esempio di un cambio di destinazione d’uso di una parte dell’unità abitativa.

Tra gli interventi più ricorrenti troviamo: le modifiche modeste delle altezze, spostamenti di vani, demolizione parziale di parte di tramezzi, spostamento di impianti idrici, elettrici, ecc.

Tutti gli interventi sopra descritti, possono essere effettuati senza molte difficoltà nella maggior parte dei casi; in altre circostanze, quando non è possibile agire in maniera invasiva, vuoi per le particolari condizioni del contesto, vuoi per la necessità di procedere in maniera più precisa e nello stesso tempo spedita, occorre impiegare tecniche e macchinari particolari, mediante i quali risolvere con più perizia le problematiche descritte.

Come ormai è mia consuetudine, preferisco illustrare con esempi pratici alcune procedure, rivolte a risolvere alcune criticità più frequenti nel corso di tali lavori.
Ristrutturazione : soluzioni e tecniche di intervento

Un primo esempio, è rappresentato dalla necessità di recuperare pochi centimetri in altezza al fine di far rientrare il locale ristrutturato nel rispetto delle normative vigenti in materia igienico-sanitaria.

Il problema in apparenza potrebbe sembrare estremamente facile da risolvere, tenuto conto del fatto che molte volte è possibile intervenire sia sulla pavimentazione esistente o sull’intradosso del solaio soprastante o congiuntamente su entrambe le superfici.

Fresatura del massetto
Tuttavia, a causa degli spessori minimi di intonaco applicati all’intradosso dei solai, non sempre è possibile scarificare l’esistente. Ancor più complessa diventa la stessa operazione in presenza di intradossi lasciati in calcestruzzo a faccia vista.

A questo punto, non resta altro che considerare la possibilità di intervenire sulla pavimentazione esistente, la quale di norma è costituita da un rivestimento incollato su di un supporto sottostante, costituito in genere da un massetto avente spessore variabile compreso tra 4 e 8 cm.
Normalmente, anche se il pavimento esistente è stato sovrapposto su un vecchio pavimento, la rimozione dello stesso, difficilmente migliorerà di molto la situazione. Pertanto, occorrerà intervenire sul massetto sottostante.

Prima di prendere alcuna decisione su come intervenire, è importante verificare la presenza di impianti di vario genere eventualmente annegati nel massetto; se tale evenienza dovesse presentarsi, è bene prevedere la possibilità di convogliare gli impianti attraverso altri elementi, come ad esempio battiscopa, zoccolature esistenti, ecc.

La presenza di un impianto di riscaldamento a pavimento , può richiedere, qualora sia comunque indispensabile ridurre lo spessore del massetto, l’adozione di soluzioni alternative all’impiego dell’impianto a pavimento, come ad esempio la realizzazione di una piccola controparete in cui alloggiare un numero di serpentine tali da garantire in relazione della volumetria del locale, idoneo comfort.

serpentine impianto riscaldamento all’interno di zoccolatura
Dopo aver trovato la soluzione a ogni problematica ostativa alla riduzione del massetto, si può procedere con una fresatura dello stesso, attraverso macchinari adatti, i quali, mediante un insieme di azioni meccaniche regolari, raggiungono lo scopo di ridurre in maniera uniforme e regolare l’intera superficie.

Una volta rettificato il massetto, riconducendolo alle dimensioni richieste, è possibile posizionare su di esso diversi rivestimenti, scegliendo tra quelli a spessore più ridotto.

Bisogna sempre tenere a mente quanto la scelta dei rivestimenti possa contribuire sensibilmente nell’efficacia dell’intero intervento; infatti, su un massetto rettificato uniforme, possono essere applicati i moderni linoleum, le resine, ecc, riducendo così gli spessori in rapporto alle pavimentazioni usuali, oltre a velocizzare l’intervento.
Ristrutturare utilizzando parti esitenti

Un secondo esempio, ancor più frequente del primo, è rappresentato dalla demolizione parziale di un tramezzo, all’interno del quale è stata inserita in precedenza una porta a scomparsa.
In seguito a tale demolizione, dopo aver rimosso l’infisso, si ha la necessità di utilizzare la restante parte del tramezzo, costituito in effetti dal controtelaio intonacato.

La parte di tramezzo può presentarsi rivestita sulle due superfici semplicemente da uno strato di intonaco, oppure da rivestimenti di tipo diverso, come ad esempio ceramiche, legno, ecc.

Anche se questa parte in apparenza può sembrare abbastanza stabile, occorre tener presente come la stessa, in seguito a sollecitazioni di tipo diverso, urti accidentali compresi, può subire delle deformazioni con tutte le conseguenze del caso.

Inserimento lastre polistirene
Per questo motivo, oltre alla necessità di dover assicurare il giusto grado di isolamento termico e acustico ai locali adiacenti, è sempre utile, oltre che necessario, procedere a un rafforzamento della parte di tramezzo da conservare.

Tale operazione può eseguirsi in modi diversi, in relazione alle dimensioni del controtelaio, alle caratteristiche degli ambienti da compartimentare, alla presenza o meno all’interno del tramezzo da rafforzare di eventuali impianti.

Nel caso più semplice, rappresentato da parte di un tramezzo costituito dal controtelaio di una porta convenzionale 90×210, semplicemente intonacato, si può procedere inserendo all’interno dell’intercapedine del controtelaio dei pannelli rigidi di polistirene o altro materiale isolante, disposti in lastre intere, magari accoppiate.

Nella parte terminale del tramezzo, può inserirsi un murale in legno, su cui realizzare un rivestimento di chiusura costituito da cartongesso.

Dopo aver proceduto con la rasatura e rifinitura del tramezzo, è consigliabile, laddove l’estetica dei locali non ne risenta, disporre sulla sezione di tale tramezzo un coprifilo costituito da una struttura con sezione a C realizzata in legno o altro materiale da verniciare.
Ristrutturare preservando il risultato finale

Altro episodio ricorrente da non trascurare in fase di ristrutturazione, è lasciare in sito parti di strutture demolite o dismesse, quali elementi metallici, tubazioni in ferro, pezzi di piattabande, piccole parti di strutture lignee annegate nella muratura.
Queste presenze vengono spesso occultate con stuccature più o meno spesse, su cui in seguito sono sovrapposti rivestimenti di vario tipo o pitture.

In questo modo, si è proceduto con celerità a nascondere parti ormai non più necessarie, senza Tubazioni in mferro lasciate in sito fenomeni ossidativitener conto delle conseguenze future della presenza di tali materiali sotto i nuovi rivestimenti.
Infatti, le parti metalliche con il tempo vengono interessate da fenomeni ossidativi, che producono rigonfiamenti, distacchi, presenza di macchie ecc., compromettendo in tal modo il lavoro di finitura eseguito.

Analogamente, accade per le parti in legno soggette nel tempo a subire gli effetti dell’umidità o di attacchi di parassiti vari, che faranno perdere consistenza alla struttura con conseguente degrado delle parti superficiali.

Se confrontassimo il risparmio ottenuto evitando di eseguire le rimozioni radicali delle parti demolite a regola d’arte econseguente sistemazione della muratura sottostante, con le opere necessarie a riparare post operam gli inconvenienti causati dalla loro presenza in sito, ci renderemmo subito conto di come non sia conveniente operare in tal senso.

Infine, ricordo che quando non è possibile rimuovere rivestimenti da pareti, a causa di difficoltà nello smaltimento dei materiali di risulta o per altre circostanze operative, invece di procedere con sistemi fai da te improvvisati, privi di alcuna garanzia di durata nel tempo, è bene ricorrere ai nuovi prodotti innovativi a base di resine epossidiche coprenti, con cui possono essere rivestite la maggior parte delle superfici da trattare, comprese quelle costituite da piastrelle ecc.

Per impiegare questi prodotti, è bene verificare la stabilità del supporto al fine di evitare distacchi e rigonfiamenti dovuti all’azione del materiale impregnante.

Esempio di riuso dei materiali recuperati
Si tenga sempre conto anche del fatto che molti materiali provenienti dalle demolizioni interne, possono utilmente essere riciclati, ovvero impiegati nella stessa area d’intervento, riducendo in tal modo gli oneri di discarica, oltre ai costi d’intervento.

Si pensi al riuso dei vecchi mattoni refrattari, o di altre parti in laterizio utilizzabili.
Anche delle vecchie piastrelle decorate a mano, possono rappresentare l’occasione per realizzare dei pannelli decorativi su pareti e soffitti, lasciando in tal modo una testimonianza del preesistente.