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Responsabilita’ Committente Lavori

Il committente dei lavori trae benefici anche da lavori svolti in condizioni di rischio, ha dunque l’obbligo di assicurare la sicurezza del proprio cantiere.

 

CantiereL’evoluzione legislativa relativa alla sicurezza nei cantieri edili, precisamente i cantieri temporanei e mobili, ha nel corso degli anni incrementato e specificato sempre piu’ le responsabilita’ del committente dei lavori, sia per la semplice ristrutturazione, anche interna agli edifici, sia per la realizzazione di nuovi fabbricati.

In passato il Decreto Legislativo 494/96, e poi l’81/08 con le successive integrazioni e modifiche, hanno evidenziato che il committente ha responsabilità, al pari del responsabile dei lavori o della direzione lavori da lui nominati, circa la selezione che dovrebbe essere accurata dell’impresa o delle imprese che devono effettuare i lavori, con particolare attenzione alla valutazione del PSC, Piano di Sicurezza e Coordinamento dei lavori.

Il crescente coinvolgimento del committente dei lavori, pur non essendo quest’ultimo un tecnico nella maggior parte dei casi, deriva dal fatto che è lo stesso committente a trarre i benefici dai lavori svolti dalle ditte anche quando queste non ottemperano ai requisiti sulla sicurezza; infatti tali requisiti, quando non rispettati, permettono di ridurre notevolmente i tempi e le spese di realizzazione delle opere, con vantaggi economici sia per le ditte realizzatrici che per i committenti, con conseguente notevole incremento dei rischi per i lavoratori.

Dati che può verificare il Committente

Purtroppo, spesso la redazione dei piani di sicurezza e coordinamento avviene in maniera estremamente superficiale e semplificata, con l’ausilio di software che producono una documentazione standard dai contenuti troppo simili per molti cantieri; tali contenuti, nel rispetto delle leggi, dovrebbero essere adattati in maniera univoca e specifica ad ogni cantiere ed alle lavorazioni in esso svolte, con il fine ultimo di ridurre al minimo i rischi delle attività lavorative tenendo conto delle pianificazioni spaziali e temporali di queste ultime.

principali dati che può verificare un committente dei lavori edili, in un piano di sicurezza e coordinamento, sono l’indirizzo del cantiere, una descrizione almeno sintetica delle opere con relative scelte progettuali architettoniche e tecnologiche, i nominativi delle varie figure responsabili, dalla progettazione alla direzione dei lavori, i piani di sicurezza ed una descrizione dei rischi effettivi delle varie lavorazioni da effettuare.

Particolare attenzione meritano le interferenze tra le varie attività svolte nel cantiere da eventuali diverse ditte, tipicamente idrauliche ed elettriche, che in genere lavorano in subappalto con la ditta edile, che stipula un contratto per tutti i tipi di lavorazioni con il committente.

committenteIl committente in tal caso ha il dovere di verificare che tutte le ditte che accedono al cantiere forniscano la dovuta documentazione, tra cui la regolare iscrizione alla camera del commercio, i piani di sicurezza operativa, i dati identificativi dei titolari ed eventuali responsabili tecnici e dei dipendenti, la regolarità contributiva di questi ultimi e le certificazioni dei corsi abilitanti allo svolgimento delle attività commissionate; non trascurabile, infine, la documentazione che certifica la regolarità di soggiorno dei lavoratori stranieri ormai presenti in quasi tutti i cantieri.

La ditta appaltatrice dovrebbe recepire tutta la documentazione, delle diverse ditte presenti in cantiere, renderla disponibile alla direzione dei lavori che ne dovrebbe accertare la validità entro e non oltre quindici giorni; solo dopo tali verifiche sarebbe possibile l’inizio dei lavori ,con la documentazione disponibile in cantiere per gli aggiornamenti correlati all’evoluzione dello stesso cantiere.

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CILA, Comunicazione Inizio Lavori Asseverata

La comunicazione inizio lavori asseverata (CILA) è il titolo necessario per realizzare interventi di manutenzione straordinaria per ristrutturare la propria casa.

 

Opere soggette a CILA

Per procedere a realizzare regolarmente lavori edilizi nella propria casa è necessario presentare una CIL Asseverata, chiamata anche C.I.L.A. (nel comune di Milano è chiamata invece C.I.A.L.).

La CILA è stata introdotta nel 2010 con la Legge 73 che ha modificato l’Art. 6 del Testo Unico dell’edilizia (d.p.r. 380/01).

Comunicazione inizio lavori asseverata
É uno strumento normativo finalizzato a realizzare gli interventi di manutenzione straordinariacome l’apertura di porte interne o lo spostamento di pareti interne, sempre che non riguardino le parti strutturali dell’edificio. (Art. 6 comma 1 lettera a del T.U 380/01).

La legge n.164 del 2014 (conversione del cosiddetto decreto Sblocca Italia) ha esteso gli interventi di manutenzione straordinaria anche a quelli di frazionamento o accorpamento di unità immobiliari.

A chi va presentata la CILA

La CILA va presentata allo sportello unico dell’edilizia del proprio comune (chiamato anche ufficio tecnico).

È direttamente il proprietario, o un suo delegato, a presentare fisicamente la comunicazione.

Fortunatamente molti comuni stanno sviluppando sistemi informatici per ricevere le comunicazioni direttamente online.

Contenuti della CILA

La comunicazione va presentata prima dell’inizio dei lavori con la modulistica precompilata dal proprio Comune.

Rispetto a una normale CIL, la CILA si differenzia perchè è completata da una relazione tecnica asseverata del tecnico abilitato.

I documenti da consegnare sono di solito:

– Comunicazione firmata dal proprietario e dal progettista

– Relazione asseverata a firma di un tecnico abilitato

– Elaborati di progetto con lo stato di fatto, lo stato dopo i lavori e l’intra-operam

– Dati dell’impresa e DURC (Documento unico di regolarità contributiva).

In realtà dopo l’entrata in vigore del D.L. 69/2013 (Decreto del Fare) è la stessa amministrazione comunale a dover acquisire quest’ultimo documento, anche se è ancora invalsa l’abitudine da parte degli enti di richiederlo al committente.

Relazione tecnica asseverata

CILA: elaborati progettualiNella relazione il tecnico dichiara di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente, assevera la conformità dei lavori agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e assevera che i lavori, secondo la normativa statale e regionale, non prevedono il rilascio di un titolo abilitativo.

A differenza della DIA, con cui non era possibile iniziare i lavori prima di 30 giorni, la CILA permette di iniziare immediatamente.

Questa è una delle novità più utili in termini di semplificazione.

La relazione tecnica, le asseverazioni e l’assenza del silenzio-assenso del comune comportano una maggiore responsabilitàcivile e penale del tecnico che, rispetto al passato, assume parte delle competenze che prima erano dell’ufficio tecnico.

Anche in questo caso, però, possono esserci delle differenze tra un comune e l’altro.
Nel comune di Roma, ad esempio, la modulistica introdotta lo scorso marzo non prevede più la relazione tecnica allegata alla CILA.

I costi della CILA

La CILA non è un titolo abilitativo ed essendo solo una comunicazione non prevede il pagamento di oneri concessori. Molti comuni però applicano dei diritti di segreteria che a volte raggiungono cifre importanti; a Roma, i diritti hanno un costo di circa 250 euro.

Oltre alle spese dei diritti bisogna prevedere la parcella del tecnico che può variare seguendo le fluttuazioni del libero mercato. L’onorario non dipende più da tariffe minime decise dagli Ordini, essendo stato questo obbligo abrogato nel 2006 dalla Riforma Bersani.

L’incarico può essere conferito a un architetto, un ingegnere, un geometra o un perito industriale. Il tecnico deve essere un libero professionista iscritto al rispettivo albo professionale e dotato di partita IVA. Dovrà rilasciare, dopo aver presentato la pratica, una fattura per prestazione professionale.

La fattura può essere detratta se i lavori rientrano tra quelli agevolabili con detrazione 50% e 65%.

Sanzioni per mancata presentazione della CILA

Sanzioni per CILARealizzare i lavori senza alcuna comunicazione comporta una sanzione pecuniaria pari a 1.000 euro.

Se il proprietario, spontanemente, effettua la comunicazione quando i lavori sono ancora in esecuzione, può decurtare la sanzione di due terzi pagando 333 euro.

Di fronte all’ammontare della sanzione si comprende come al cittadino convenga il rispetto delle normative.

Inoltre, bisogna fare attenzione perchè realizzare regolarmente gli interventi edilizi, oltre a rappresentare una responsabilità civica, è importante per evitare problemi in sede di compravendita dell’immobile.

Conformità urbanistica e catastale

Un’unità immobiliare che ha subito degli interventi di manutenzione straordinaria senza che questi siano stati comunicati al proprio Comune e successivamente al Catasto dovrà essere regolarizzataprima del rogito o si dovrà ripristinare lo stato originario dell’immobile.

Da Luglio 2010, infatti, per ogni immobile venduto deve essere dichiarata la conformità catastalecioè la corrispondenza tra lo stato di fatto e i dati catastali.

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Costruire una piscina interrata

Se si possiede un sufficiente spazio esterno in giardino è possibile prevedere la collocazione di una piscina interrata che darà risalto al nostro giardino e permetterà ai nostri familiari di godersi le giornate estive.

 

Costruire una piscina interrataSe si possiede un sufficiente spazio esterno in giardino è possibile prevedere la collocazione di una piscina interrata che darà risalto al nostro giardino e permetterà ai nostri familiari di godersi le giornate estive, standosene comodamente a casa propria.

L’idea di realizzare una piscina non sempre viene portata a termine, il più delle volte frenata dalla convinzione legate alla difficoltà di progettazione e realizzazione della stessa e dall’opinione diffusa del costo elevato per l’installazione.

In questo articolo verrà trattata l’installazione di una piscina interrata di forma ovale, e indicheremo le principali operazioni per un montaggio faidate in kit veloce ed economico.

La normativa italiana, per quanto concerne una realizzazione di strutture semi-interrate o interrate, non è molto chiara e a volte male interpretata.
Di certo però, per poter realizzare una piscina, occorre  richiedere una autorizzazione, non è possibile realizzare una piscina senza di essa.

Omettere di chiedere il permesso richiederà una pena sia per il progettista, sia per il costruttore che per il proprietario.

Pertanto prima di avviare i lavori per la costruzione è bene informarsi, nel proprio comune, per quanto concerne la fattibilità per la sua realizzazione.

La Cassazione Penale ha stabilito: Costituiscono lavori di costruzione edilizia per i quali occorre la concessione non soltanto quelli di realizzazione di manufatti che si elevano al di sopra del suolo, ma anche quelli in tutto o in parte interrati e che comunque trasformino durevolmente l’area impegnata dai lavori stessi. (Cassazione Penale Sez. III, 29 novembre 2000, n. 12288).

Posizionamento e preparazione del terreno

Innanzitutto è indispensabile scegliere con cura il luogo ideale dove installare la nostra piscina che dovrà essere soleggiato e protetto dal vento. Inoltre il terreno interessato alla collocazione della piscina deve avere una struttura compatta e non di riporto.

Nell’effettuare lo scavo si dovrà tener conto dello spazio in più (50 cm su ogni lato), necessario per la realizzazione della struttura perimetrale. Lo scavo quindi dovrà essere superiore di 1 mt rispetto alle dimensioni di ogni lato della piscina.

– Realizzazione della soletta e muri di sostegno

Cosrtuire una piscina interrataLa soletta di base in cemento armato deve avere uno spessore di almeno 12-15 cm e deve risultare perfettamente liscia e a livello.

Le due pareti laterali della piscina dovranno essere realizzate in cemento armato lasciando i ferri di ancoraggio nella parte superiore. L’altezza dei muretti di sostegno deve essere uguale alla lamiera della piscina. Si consiglia di usare pietre cave da costruzione di 24 cm.

I singoli strati del muretto devono essere posati naturalmente in maniera alternata e armati con acciaio da costruzione.

Le pietre cave da costruzione vengono poi riempite con calcestruzzo magro di cemento.

– Montaggio profili di base

Costruire una piscina interrataA questo punto si potranno collegare i singoli elementi del profilo di base formando un ovale con l’aiuto dei tubicini di giunzione.

Il profilo di base ultimato deve combaciare perfettamente con il perimetro della piscina tracciato precedente.

La lunghezza esatta del profilo di base può essere regolata dopo il montaggio della lamiera, tagliando con una sega per metalli l’ultimo segmento del profilo.

– Montaggio lamiera e congiungimento estremità

Costruire una piscina interrataSi posizionano nel mezzo dell’ovale ottenuto col profilo di base, una tavola robusta e si poggia sopra la lamiera arrotolata.
Le sedi preincise per lo skimmer e la bocchetta di immissione devono trovarsi nella parte superiore.
Si srotola quindi lentamente la parete d’acciaio e si inserisce la lamiera aperta gradatamente nel profilo di base.

A questo punto si tagliano le sedi preincise per lo skimmer e la bocchetta e si Limano gli spigoli rimuovendo eventuali bave.
Dopo avere inserito l’intera lamiera nel profilo di base si passa al congiungimento delle estremitàdella lamiera per mezzo del profilo ad incastro.

– Posa del rivestimento (liner)

Costruire una piscina interrataPrima di tutto prima di posizionare il feltro sul fondo della piscina, bisogna assicurarsi che la soletta di cemento sia perfettamente liscia e priva di asperità.

Si entra nella vasca utilizzando una scala (indossando stivali di gomma) e si adagia il liner al centro della piscina.

Si svolge il liner dal centro verso l’esterno in modo tale che la saldatura tra il fondo e la parte verticale si trovi a uguale distanza dalla base-parete.

Il rivestimento (liner) è leggermente più piccolo della parete questo per evitare pieghe e quindi è indispensabile tirare il bordo (dilatandolo) durante l’aggancio (con temperature basse di più e con temperature alte di meno).

Riempimento vasca

Costruire una piscina interrataDopo aver installato il corrimano e verificato che il liner sia ben fissato, eliminando eventuali pieghe sul fondo, si inizia a riempire la vasca con l’acqua fino a un livello di circa 2 cm, in modo da spianare le rimanenti pieghe con una spazzola o con i piedi.

Adesso si potrà definitivamente riempire la vasca senza interruzione e collegando le tubazioni all’impianto di filtraggio.

Riempimento esterno della parete della vasca

La parete esterna della vasca deve essere riempita con calcestruzzoCostruire una piscina interratamagro di cemento dello spessore di 20 cm.
Ora la nostra piscina è pronta per il divertimento e il relax della nostra famiglia.

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La tettoia, quando è abusiva e quali sono le conseguenze

La tettoia costruita in aderenza a un edificio necessita del permesso di costruire e senza di esso dev’essere considerata abusiva. Cosa fare per sanare l’abuso?

 

Nozione di tettoia

TettoiaCos’è una tettoia, nella comune accezione del termine?

La tettoia è una copertura di qualunque tipologia e forma ancorata su alcuni punti o parti del perimetro circostante e solitamente chiusa solamente da tale lato, quello d’appoggio, essendo invece aperta sui restanti lati (cfr. voce: Tettoia in Dizionario enciclopedico Treccani).

Chiarito questo aspetto di natura definitoria è utile soffermarsi sugli aspetti più propriamente tecnico-giuridici.

La costruzione della tettoia è soggetta al rilascio di autorizzazioni di carattere amministrativo?

Se sì, cosa succede se la tettoia viene costruita in loro assenza?

L’abusività della tettoia, in senso lato, riguarda anche altri aspetti oltre a quello delle autorizzazioni amministrative?

Tettoia e Permesso di Costruire

La legislazione vigente in materia di autorizzazione degli interventi edilizi, è cosa nota, è particolarmente articolata.

Esistono interventi che non necessitano di alcuna comunicazione (si pensi alla semplice pitturazione delle pareti della propria abitazione), interventi rispetto ai quali è sufficiente una CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) oppure una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) – rispetto a queste ultime due la comunicazione consente l’immediato inizio dei lavori – e interventi che necessitano del così detto Permesso di Costruire.

Esso altro non è che l’atto amministrativo attraverso il quale l’amministrazione comunale competente assente alla realizzazione dell’opera rispetto alla quale l’utente ha domandato l’autorizzazione per realizzarla.

La realizzazione di una tettoia, questo ci dice la giurisprudenza maggioritaria, necessita del permesso di costruire.

Il motivo, si legge nelle molteplici sentenze che sono intervenute sull’argomento, va rintracciato nella natura del manufatto.

Essa, dicono i giudici, anche se costruita in aderenza a un muro preesistente, non può essere considerata alla stregua di un intervento di manutenzione straordinaria previsto e disciplinato dall’art. 3, comma 1, lettera b) del d.P.R. n. 380 del 2001; la ragione di questa affermazione sta nel fatto che la tettoia non consiste nella rinnovazione o nella sostituzione di un elemento architettonico, ma nell’aggiunta di un elemento strutturale dell’edificio, con modifica del prospetto (cfr. tra le tante Consiglio di Stato 26 gennaio 2015 n. 319).

Tettoia abusiva e sanatoria

Tettoia abusivaAppurato che una tettoia edificata senza il necessario rilascio del permesso di costruire debba essere considerata a tutti gli effetti un manufatto abusivo, è utile domandarsi:

a) quali sono le conseguenze di tale abuso?

b) esso è in qualche modo sanabile?

Partiamo dal primo quesito: la realizzazione di una tettoia abusiva, ossia di una tettoia edificata senza permesso di costruire, comporta l’applicazione delle sanzioni penali previste dall’art. 44 del d.p.r. n. 380/01.

Anche la realizzazione di una tettoia in difformità dal progetto presentato e autorizzato rappresenta un illecito penalmente rilevante, sicché è possibile affermare che si può parlare di tettoia abusiva anche quando il manufatto è difforme da quello presente sul progetto autorizzato.
Alla condanna penale segue l’obbligo di rimozione della tettoia.

Rispetto alla possibilità di sanare la tettoia abusiva, la risposta è positiva. Specifichiamo meglio: il testo unico per l’edilizia (d.p.r. n. 380/01), prevede la possibilità di ottenere un così detto permesso in sanatoria per quelle opere che già realizzate senza le necessarie autorizzazioni avrebbero comunque la possibilità di ottenerla (art. 36 d.p.r. n. 380/01). Il buon esito del procedimento è legato anche al pagamento di alcune somme a titolo di sanzione.

In tal caso, dice la legge (art. 45 d.p.r. n. 380/01), il procedimento penale è sospeso fintanto che non si è concluso il procedimento dell’accertamento di conformità (questo il nome tecnico del così detto permesso in sanatoria).

Come dire: una tettoia abusiva può divenire tettoia regolare se possiede i requisiti per essere considerata tale.

Tettoia e rispetto delle distanze

Appurato cos’è una tettoia, quando si può parlare di tettoia abusiva e quando questa possa essere sanata, ossia gli aspetti afferenti alla natura dell’opera e dell’intervento, è utile adesso comprendere quali sono le altre norme che chi la realizza deve rispettare, affinché non debba trovarsi ad avere costruito una tettoia abusiva.

La tettoia, è indubbio, rappresenta una costruzione a tutti gli effetti.

Essa, quindi, deve rispettare le norme dettate in materia di distanze tra le costruzioni previste dalla legge (es. art. 873 c.c.) e dai regolamenti edilizi locali.

D’altra parte, anche questa è cosa nota, gli uffici comunali, nel rilasciare le proprie autorizzazioni, lo fanno sempre salvo diritto dei terzi.

Come dire: la tettoia è regolare per ciò che concerne il rispetto delle norme amministrative ed edilizio-urbanistiche, ma potrebbe non esserlo per altri profili.

Oltre alle norme in materia di distanze tra le costruzioni, la tettoia non deve ledere gli esistenti diritti di veduta (art. 907 c.c.).

Nel caso di tettoia realizzata dal proprietario dell’appartamento a piano terra di un edificio in condominio, il rispetto delle norme in materia di distanze dalle vedute dev’essere sempre contemperato con le norme dettate in materia di diritto d’uso delle cose comuni (art. 1102 c.c.) che sono considerate, solitamente, prevalenti, anche se non assolutamente tali.

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Quando occorre la notifica preliminare per l’avvio di un cantiere?

La legge in materia di sicurezza sul lavoro prescrive che, prima dell’inizio dei lavori in un cantiere edile, venga inviata un’apposita notifica alla ASL di zona.

 

Scopo della notifica preliminare

La notifica preliminare contribuisce ad aumentare la sicurezza nei cantieri.In aggiunta agli altri obblighi di legge (tra cui ad esempio la presentazione e ottenimento del titolo abilitativo edilizio, la richiesta di nulla osta per edifici vincolati o ricadenti in zone con vincolo paesaggistico, il deposito del progetto strutturale per gli interventi rilevanti in relazione alla prevenzione del rischio sismico e la nomina del responsabile della sicurezzain fase di progettazione ed esecuzione), l’articolo 99 comma 3 del Decreto Legislativo 81/2008 in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro prescrive l’invio di un’apposita notifica preliminare prima dell’inizio di lavori edili.

Questo adempimento ha l’obiettivo primario di informare gli organi di vigilanza competenti dell’avvio di nuovi cantieri nel rispettivo territorio di competenza, in modo da poter pianificare eventuali ispezioni e controlli: si tratta quindi di un provvedimento volto a ridurre la possibilità di incidenti e infortuni.

Quando è richiesta la notifica preliminare

L'invio della notifica preliminare è richiesto per la quasi totalità dei cantieri edili.La notifica preliminare è necessaria in numerosi casi (praticamente coincidenti con quelli per cui si richiede la stesura del Piano di Sicurezza e Coordinamento), e più precisamente quando sul cantiere:

– si trovano a lavorare, anche non contemporaneamente, due o più imprese esecutrici;

– pur essendoci una sola impresa, si presume un’entità di lavoro pari ad almeno duecento uomini-giorno: in altre parole, quando la durata e l’entità dei lavori richiedono almeno duecento giornate lavorative totali, intese non come periodo di calendario ma come somma delle giornate lavorative prestate (anche contemporaneamente) dai singoli operai e lavoratori autonomi operanti sul cantiere;

– quando, in seguito all’esecuzione di varianti in corso d’opera, venga a manifestarsi una delle due situazioni di cui sopra.

Perciò, l’invio della notifica preliminare può essere richiesto anche per gli interventi, come ad esempio quelli di manutenzione ordinaria, per i quali normalmente non è prevista la presentazione di una pratica edilizia.

Contenuto della notifica preliminare e modalità di invio

La notifica deve essere inviata prima del reale inizio dei lavori.La notifica preliminare va redatta su un apposito modulo (generalmente reperibile nei siti internet istituzionali della varie Aziende Sanitarie Locali) e deve obbligatoriamente contenere le seguenti informazioni:

– data della comunicazione, ovviamente antecedente all’effettivo inizio dei lavori;

– l’indirizzo del cantiere (comune, via e numero civico);

– i dati anagrafici del committente (nome, cognome, indirizzo di residenza e codice fiscale);

– i dati anagrafici del responsabile dei lavori, che quasi sempre coincide con il committente oppure con il Direttore dei Lavori;

– i dati anagrafici del responsabile della sicurezza in fase progettuale ed esecutiva: si tratta di tecnici (architetti, ingegneri o geometri) in possesso di una specifica abilitazione;

– la natura delle opere di progetto e la tipologia di intervento, facendo riferimento a quanto indicato sul titolo abilitativo e/o alla classificazione contenuta nel Regolamento Edilizio comunale o nel Testo Unico sull’edilizia;

– la probabile data del reale inizio dei lavori, e la loro durata presunta;

– il numero massimo di lavoratori contemporaneamente presenti in cantiere;

– il numero massimo di ditte esecutrici e lavoratori autonomi presenti in cantiere, non necessariamente nello stesso momento, e inoltre i loro dati identificativi (ragione sociale, partita Iva, codice fiscale, numero di iscrizione alla Camera di Commercio, eccetera);

– ammontare complessivo dei lavori, così come risultante dal computo metrico estimativo o dal Contratto di Appalto.

La notifica va redatta e firmata dal Responsabile dei Lavori, oppure direttamente dal Committente (o dal suo legale rappresentante in caso di persona giuridica).

Le modalità di invio possono variare in base all’ente di riferimento: è infatti generalmente possibile eseguire una raccomandata con ricevuta di ritorno, l’invio tramite fax o anche per via telematica, con la posta elettronica certificata o un apposito sito internet. Presso alcuni enti quest’ultima modalità è anzi l’unica prevista, ed è quindi opportuno informarsi preventivamente. Si deve inoltre autenticare il file con un kit per la firma digitale.

Gli enti destinatari sono la ASL di zona, la Direzione Provinciale del Lavoro (ex Ispettorato del Lavoro) e, se per l’esecuzione delle opere è richiesta una pratica edilizia, anche il Comune, cioè a seconda dei casi lo Sportello Unico per l’Edilizia, il servizio Edilizia Privata o l’Ufficio Tecnico.

Inoltre, una copia della notifica preliminare dovrà essere esposta in modo visibile presso il cantiere (esattamente come avviene per i cartelli con l’indicazione di committente, progettista, Direttore dei Lavori, ditta esecutrice, estremi della pratica edilizia, eccetera) e tenuta a disposizione per eventuali controlli insieme alla restante documentazione obbligatoria (progetto, piano di sicurezza, Durc…).

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Utilizzi della perlite espansa in edilizia

Utilizzi della perlite espansa in edilizia

La perlite espansa può essere utilizzata in svariati modi in edilizia; vediamo quali sono gli ambiti di applicazione e le sue caratteristiche intrinseche.

Cos’è la perlite espansa?

La perlite espansa è una roccia di origine vulcanica che, sottoposta ad alte temperature (tra gli 800 e i 1000 °C) espande il proprio volume fino a 20 volte il volume originale; l’espansione è dovuta al rilascio e all’evaporazione dell’acqua presente nella roccia e alla successiva formazione di microcavità che rendono la perlite estremamente leggera e con un alto potere isolante. Sebbene in natura sia presente in diverse colorazioni, a seguito di questo processo assume colore bianco.

Perlite espansa

La perlite si presenta, quindi, come materia prima:

– termoisolante, grazie alla sua bassa conduttività;

– leggeratraspirante e impermeabile, grazie alla contemporanea presenza di cavità a poro chiuso e a poro aperto;

 inerte e incombustibile;

– naturale e certificata per l’utilizzo nella bioarchitettura.

Date tutte le caratteristiche sopra descritte la perlite può essere utilizzata in diversi ambiti dell’edilizia: può essere fornita in sacchi e applicata sfusa nelle intercapedini di pareti perimetrali o coperture, in pannelli come supporto alla posa dell’impermeabilizzazione, oppure miscelata con acqua e calce per la realizzazione di sottofondi e massetti.

Utilizzi della perlite

I diversi ambiti di applicazione della perlite espansa in edilizia sono dettati dalla diversa granulometria con cui si presenta e che risulta compresa tra 0 e 5 mm.

Pannelli in perlite espansa

L’azienda Index S.p.a. produce membrane impermeabilizzanti, isolanti e altri prodotti per l’edilizia e, tra questi, pannelli in perlite espansa idrofuga, fibra di vetro, fibre cellulosiche e leganti asfaltici.

Le caratteristiche fisico-chimiche rimangono costanti nel tempo e non subiscono alcun degrado; presentano una elevata resistenza alla compressione e sono quindi indicati su qualsiasi copertura praticabile, anche sottoposta a forti carichi come ad esempio i parcheggi sopraelevati, i tetti/giardino, etc.

I pannelli rimangono inalterati nelle dimensioni al variare della temperatura; si possono tagliare con un semplice coltello e forare con molta facilità, per una posa in opera senza particolari difficoltà.

L’azienda Perlite Italiana è invece strutturata in tre divisioni, orientate ai mercati di agricolturaedilizia e industria, ed è leader italiana nella produzione di perlite espansa in questi settori.

Substrati in perlite espansa

Nello specifico PerliGarden si occupa della fornitura di perlite espansa per substrati di coltivazione e coltivazioni fuori suolo, ma anche per giardini pensili e architettura del paesaggio.

Nel caso dei giardini pensili e dei tetti verdiPerliroof è il sistema perfetto per l’accumulo idrico e come isolamento termico e acustico a norma UNI 11235, su superfici piane e inclinate: è leggero, presenta spessori ridotti, è di facile e rapida posa e si adatta a ogni esigenza progettuale e cantieristica.

Perlite espansa per giardini pensili di Perligarden

Per quanto riguarda, invece, l’architettura del paesaggio, la perlite espansa può essere utilizzata come substrato per la realizzazione di parcheggi verdi e superfici drenanti, verde verticale, pareti verdi e giardini verticali, e quant’altro possa ospitare vegetazione.

In ambito strettamente edilizio, la perlite può essere utilizzata per sistemi di protezione passiva dal fuoco, come isolamento termico a secco, per sottofondi e massetti alleggeriti, e come blocchi in calcestruzzo vibrocompresso. Vediamo nello specifico le singole caratteristiche.

Isolamento termico a secco con la perlite espansa

Perlite espansa per isolamento a secco di Perlite ItalianaLa perlite espansa trova un ottimo impiego per la realizzazione di interventi di coibentazioneisolamento termico a secco di intercapedini murarie (tramite insufflaggio), canne fumarie, sottotetti non praticabili e di sottofondi a secco per pavimenti di tipo galleggiante.
L’applicazione a secco del prodotto, rispetto alla posa tradizionale di sottofondi, consente di ridurre i lunghi tempi di asciugatura e di evitare qualsiasi problema relativo alla presenza di umidità, dannosa, ad esempio, per i parquet.

Sottofondi e massetti alleggeriti in perlite espansa

Sono caratterizzati da estrema leggerezzaottimo potere termoisolante uniti a notevole resistenza meccanica. La gamma di prodotti comprende sottofondi, massetti monostrato, sia premiscelati sia da realizzare in situ.

Blocchi in calcestruzzo vibrocompresso in perlite espansa

Perlite espansa per blocchi vibrocompressi di Perlite ItalianaPer questo impiego l’azienda, come per le applicazioni in agricoltura, presenta una divisione apposita, Perlitech, frutto della collaborazione tra Perlite Italiana ed MVB, che si occupa della produzione di una linea di blocchi di calcestruzzo vibrocompresso a base di perlite espansa e cemento Portland a elevate prestazioni.

La linea comprende blocchi tagliafuoco e blocchi termici che, grazie alla presenza del prodotto naturale e chimicamente inerte, leggero e incombustibile, garantisce elevati standard qualitativi e il rispetto delle direttive in materia ambientale. Leggeri e facili da posare, costituiscono una soluzione ideale per le più svariate esigenze cantieristiche: sono utilizzabili sia per la realizzazione di tamponamenti che per muri portanti, anche in zona sismica.

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La ditta per il trasloco

La ditta per il trasloco

NEWS DI TRASLOCO

Prima di effettuare il trasloco è importante avere a disposizione una ditta di fiducia, in grado di fornire adeguato supporto, che si occupi sia degli aspetti pratici che di quelli burocratici.

Scegliere la ditta traslochi

Alex TraslochiPer chiunque, prima o poi arriva il momento di doversi confrontare con un trasloco.
Certamente la situazione sarà diversa da caso a caso: a volte è necessario spostarsi solo da una zona all’altra della città, in altri casi occorre trasferirsi a molti chilometri di distanza; gli arredi e le masserizie da trasportare possono essere in numero diverso a seconda della grandezza dell’alloggio da sgomberare.

Quindi, a seconda della situazione, si può decidere di  affidarsi completamente ad una ditta che si occupi sia degli aspetti pratici che di quelli burocratici, mentre in altri casi, quando si dispone di tempo, aiuto e buona manualità, si può fare da sé, almeno in parte.
Qualunque sia la scelta è comunque importante avere a disposizione una ditta di fiducia, in grado di fornire adeguato supporto, sia che si deleghi completamente il lavoro, sia che si preferisca far da sé e si abbia bisogno soltanto dell’attrezzatura necessaria.

Alex TraslochiUna ditta seria si reca innanzitutto ad effettuare un sopralluogo per prendere visione dell’immobile e degli oggetti da trasportare e in base a ciò stilerà un preventivo, gratuito e non impegnativo.
Nel contratto che in seguito si stipulerà dovranno essere indicate chiaramente tutte le operazioni che verranno eseguite ed i costi di ciascun servizio, e non saranno giustificati eventuali costi aggiuntivi.

Anche quando ci si affida ad un ditta è frequente il desiderio di voler imballare da sé almeno gli oggetti più fragili e delicati. In questo caso le aziende più attente provvedono a fornire tutti gli appositi contenitori per imballaggio che assicureranno un trasporto sicuro.
Per gli abiti, poi, sono disponibili degli appositi bauli-armadidove poterli appendere senza che sia necessario neanche piegarli.

Una ditta seria deve infine disporre di un adeguato parco automezzi, con furgoni capienti e piattaforme aeree per assicurare un trasloco efficiente in qualunque zona della città e a qualunque piano si trovi l’immobile.

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Fai da te o ditta specializzata nel trasloco?

Fai da te o ditta specializzata nel trasloco?

 

Il trasloco va affrontato nella maniera migliore, più veloce e più pratica possibile e senza far sopraggiungere ansie ed angoscia.

Quando giunge il momento di trasferirsi e di cambiare casa si presentano numerosi problemi apparentemente ostici da risolvere.

Uno di questi è senza dubbio il trasloco: spostamento dei mobili, imballaggio delle masserizie e delle suppellettili, le pratiche burocratiche che spesso si presentano e che dovete risolvere.

Tutto questo va affrontato nella maniera migliore, più veloce e più pratica possibile e senza far sopraggiungere ansie ed angoscia.

La prima questione che devote chiarire è questa: potete gestire il lavoro con le vostre forze e capacità?

La scelta dipende da molti fattori: dimensioni della casa, tipo di mobilio e suppellettili, quantità di masserizie, forze fisiche, tempo a disposizione.

Trasloco: Ditta specializzataDando una risposta ai punti sopraelencati sarete in grado di decidere quale soluzione adottare, se quella dell’utilizzo di una ditta specializzata oppure quella meno professionale ma senza dubbio più economica del trasloco fai da te.

Quest’ultimo diventa conveniente ed efficace solo per piccoli appartamenti situati al primo, al massimo al secondo piano e per coloro che, dotati di forza e buona volontà, possiedono attrezzature quali: furgoni, utensili adatti, prodotti per l’imballaggio, cuscini ad aria per imbottitura, cinghie di contenimento, materiale di riempimento come il polistirolo per elementi fragili, scatole e tutto quello che vi è correlato.

Nel caso in cui decideste di noleggiare camion, sollevatori ed utensili, importante è verificare se rientrate in un risparmio del 50% rispetto ad una qualsiasi ditta di traslochi specializzata.
Se non avete mai fatto un trasloco, attenzione, non sottovalutate le sue difficoltà.Trasloco: Fai da tePer i preventivi c’è da dire che in questo mercato, i costi di un trasloco possono variare in modo significativo da un’azienda all’altra, in ragione delle prestazioni richiesteda una parte e dalla mancanza di riscontri tangibili e oggettivi dall’altra.

Non è quindi possibile paragonare sulla carta due o più prezzi.

Il trasloco, essendo una prestazione di servizi, non è confrontabile come per i beni materiali, ci si deve ciecamente affidare ad un’azienda sperando che sia preparata, seria ed affidabile, la quale illustra i servizi svolti e nei fatti può dimostrarli solo in fase di esecuzione dei lavori.

Interessante e consigliabile è che ci sono ditte che pianificano anche i traslochi fai da te, dallo studio dell’abitazione, includendo addirittura il noleggio delle attrezzature necessarie come i furgoni, i sollevatori, gli utensili indispensabili al vostro trasloco e l’espletamento della documentazione necessaria.


Trasloco: un momento rilassantePer alcune tipologie di trasloco, infatti, è necessaria solamente un’autocertificazione, se invece il trasloco è realizzato mediante occupazione temporanea del suolo pubblico, occorre richiedere all’ufficio tributi e/o alla Polizia Locale, permessi che, oltre al costo della tassa COSAP, richiedono tempo per ottenere l’autorizzazione.

Occorre compilare un modulo soggetto a tassazione in bollo (€ 14,62) e se richiesto va allegata alla domanda, una piantina in scala, dove si deve evidenziare la posizione degli automezzi e dei mezzi di sollevamento.

Come si evince non è sempre semplice e veloce pianificare un trasloco, sia fai da te sia con ditte specializzate, però, tenendo presente i pro ed i contro per entrambe le tipologie è sicuramente più semplice riuscire a decidere quale sia il trasloco rispondente alle personali caratteristiche.

Milano e provincia se dovete realizzare un trasloco fai da te e siete costretti ad occupare il suolo pubblicoDivieto di sosta per trasloco per carico e scarico oppure per l’occupazione del suolo pubblico per posizionamento della piattaforma aerea, per lavori edili o semplicemente per una manifestazione, l’azienda Alex Traslochi effettua il noleggio dei cartelli di divieto di sosta, il posizionamento e anche il disbrigo dei permessi comunali di occupazione suolo pubblico. I cartelli di divieto di sosta non sono dei cartelli qualunque, ma con la freccia di inizio continua e fine.
Per ottenere la rimozione forzata, i cartelli vanno tassativamente posizionati 48 ore prima del giorno del permesso. Per saperne di più : www.noleggiodivietodisosta.it

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Ditta Edile Roma

Ristrutturazioni uffici a Roma

I lavori di ristrutturazione eseguiti con noi sono lavori certificati, qualità garantita, preventivi chiari e trasparenti, prezzi onesti e tempi di realizzazione minori.

L’ esperienza di quindici ani , centinaia di lavori eseguiti , il nostro impegno quotidiano e la serietà dimostrata in tutte le fasi lavorative posiziona oggi GRUPPO CM SERVIZI tra le più ricercate imprese di ristrutturazione a Roma e dintorni.

I NOSTRI SERVIZI

  1. Ristrutturazione di appartamenti chiavi in mano (comprensiva di impianto elettrico, termico ed idraulico);
  2. Rifacimento bagno;
  3. Rifacimento cucine;
  4. Pitture lavorate (terre fiorentine, stucchi veneziani, etc……)
  5. Pavimentazioni interne ed esterne;
  6. Impermeabilizzazioni terrazzi, balconi, tetti;
  7. Cappotto termico perimetrale sia interno, che esterno e dei tetti;
  8. Realizzazione di tetti ventilati in legno lamellare;
  9. Realizzazione tettoie, gazebi, coperture in legno lamellare, etc;
  10. Trattamento risalita umidità;
  11. Isolamento acustico;
  12. Trattamenti con pitture anticondensa e di coibentazione;
  13. Movimento terra;
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