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Fai da te o ditta specializzata nel trasloco?

Fai da te o ditta specializzata nel trasloco?

 

Il trasloco va affrontato nella maniera migliore, più veloce e più pratica possibile e senza far sopraggiungere ansie ed angoscia.

Quando giunge il momento di trasferirsi e di cambiare casa si presentano numerosi problemi apparentemente ostici da risolvere.

Uno di questi è senza dubbio il trasloco: spostamento dei mobili, imballaggio delle masserizie e delle suppellettili, le pratiche burocratiche che spesso si presentano e che dovete risolvere.

Tutto questo va affrontato nella maniera migliore, più veloce e più pratica possibile e senza far sopraggiungere ansie ed angoscia.

La prima questione che devote chiarire è questa: potete gestire il lavoro con le vostre forze e capacità?

La scelta dipende da molti fattori: dimensioni della casa, tipo di mobilio e suppellettili, quantità di masserizie, forze fisiche, tempo a disposizione.

Trasloco: Ditta specializzataDando una risposta ai punti sopraelencati sarete in grado di decidere quale soluzione adottare, se quella dell’utilizzo di una ditta specializzata oppure quella meno professionale ma senza dubbio più economica del trasloco fai da te.

Quest’ultimo diventa conveniente ed efficace solo per piccoli appartamenti situati al primo, al massimo al secondo piano e per coloro che, dotati di forza e buona volontà, possiedono attrezzature quali: furgoni, utensili adatti, prodotti per l’imballaggio, cuscini ad aria per imbottitura, cinghie di contenimento, materiale di riempimento come il polistirolo per elementi fragili, scatole e tutto quello che vi è correlato.

Nel caso in cui decideste di noleggiare camion, sollevatori ed utensili, importante è verificare se rientrate in un risparmio del 50% rispetto ad una qualsiasi ditta di traslochi specializzata.
Se non avete mai fatto un trasloco, attenzione, non sottovalutate le sue difficoltà.Trasloco: Fai da tePer i preventivi c’è da dire che in questo mercato, i costi di un trasloco possono variare in modo significativo da un’azienda all’altra, in ragione delle prestazioni richiesteda una parte e dalla mancanza di riscontri tangibili e oggettivi dall’altra.

Non è quindi possibile paragonare sulla carta due o più prezzi.

Il trasloco, essendo una prestazione di servizi, non è confrontabile come per i beni materiali, ci si deve ciecamente affidare ad un’azienda sperando che sia preparata, seria ed affidabile, la quale illustra i servizi svolti e nei fatti può dimostrarli solo in fase di esecuzione dei lavori.

Interessante e consigliabile è che ci sono ditte che pianificano anche i traslochi fai da te, dallo studio dell’abitazione, includendo addirittura il noleggio delle attrezzature necessarie come i furgoni, i sollevatori, gli utensili indispensabili al vostro trasloco e l’espletamento della documentazione necessaria.


Trasloco: un momento rilassantePer alcune tipologie di trasloco, infatti, è necessaria solamente un’autocertificazione, se invece il trasloco è realizzato mediante occupazione temporanea del suolo pubblico, occorre richiedere all’ufficio tributi e/o alla Polizia Locale, permessi che, oltre al costo della tassa COSAP, richiedono tempo per ottenere l’autorizzazione.

Occorre compilare un modulo soggetto a tassazione in bollo (€ 14,62) e se richiesto va allegata alla domanda, una piantina in scala, dove si deve evidenziare la posizione degli automezzi e dei mezzi di sollevamento.

Come si evince non è sempre semplice e veloce pianificare un trasloco, sia fai da te sia con ditte specializzate, però, tenendo presente i pro ed i contro per entrambe le tipologie è sicuramente più semplice riuscire a decidere quale sia il trasloco rispondente alle personali caratteristiche.

Milano e provincia se dovete realizzare un trasloco fai da te e siete costretti ad occupare il suolo pubblicoDivieto di sosta per trasloco per carico e scarico oppure per l’occupazione del suolo pubblico per posizionamento della piattaforma aerea, per lavori edili o semplicemente per una manifestazione, l’azienda Alex Traslochi effettua il noleggio dei cartelli di divieto di sosta, il posizionamento e anche il disbrigo dei permessi comunali di occupazione suolo pubblico. I cartelli di divieto di sosta non sono dei cartelli qualunque, ma con la freccia di inizio continua e fine.
Per ottenere la rimozione forzata, i cartelli vanno tassativamente posizionati 48 ore prima del giorno del permesso. Per saperne di più : www.noleggiodivietodisosta.it

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Ditta Edile Roma

Ristrutturazioni uffici a Roma

I lavori di ristrutturazione eseguiti con noi sono lavori certificati, qualità garantita, preventivi chiari e trasparenti, prezzi onesti e tempi di realizzazione minori.

L’ esperienza di quindici ani , centinaia di lavori eseguiti , il nostro impegno quotidiano e la serietà dimostrata in tutte le fasi lavorative posiziona oggi GRUPPO CM SERVIZI tra le più ricercate imprese di ristrutturazione a Roma e dintorni.

I NOSTRI SERVIZI

  1. Ristrutturazione di appartamenti chiavi in mano (comprensiva di impianto elettrico, termico ed idraulico);
  2. Rifacimento bagno;
  3. Rifacimento cucine;
  4. Pitture lavorate (terre fiorentine, stucchi veneziani, etc……)
  5. Pavimentazioni interne ed esterne;
  6. Impermeabilizzazioni terrazzi, balconi, tetti;
  7. Cappotto termico perimetrale sia interno, che esterno e dei tetti;
  8. Realizzazione di tetti ventilati in legno lamellare;
  9. Realizzazione tettoie, gazebi, coperture in legno lamellare, etc;
  10. Trattamento risalita umidità;
  11. Isolamento acustico;
  12. Trattamenti con pitture anticondensa e di coibentazione;
  13. Movimento terra;
  14. Reti fognarie:
  15. Interventi con asfalto.
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Architettura in legno per il progetto «Slow Food»

Per la realizzazione dei tre padiglioni sono stati prodotti in totale 466 mc di legno lamellare in larice, grazie alla sinergia con Rubner Holzbau. I tempi di esecuzione dell’opera sono stati rapidi: ogni settimana sono stati montati 110 mc di legno.

Rubner realizza l’edificio sede di Slow Food.Il progetto dell’edificio «Slow Food» è la conferma dell’affidabilità e della velocità di realizzazione garantite dalGruppo Rubner, azienda operante nel settore dell’edilizia in legno. Il Gruppo altoatesino ha portato la propria esperienza nelle costruzioni in legno realizzando un’opera in grado di valorizzare ed esprimere pienamente la filosofia di «Slow Food», (associazione internazionale no profit impegnata a ridare valore al cibo e strettamente legata al rispetto dell’ambiente e dell’ecosistema).

I padiglioni. Per la realizzazione dei tre padiglioni sono stati prodotti in totale 466 mc di legno lamellare in larice, grazie alla sinergia con Rubner Holzbau. I tempi di esecuzione dell’opera sono stati rapidi: ogni settimana sono stati montati 110 mc di legno (telai, copertura, pavimento e pareti). In particolare, il primo padiglione «E03 Tasting» formato da 33 telai, e la suddivisione interna dei locali, è stato montato in soli 12 giorni. Il secondo «E02 Theatre», formato da 25 telai con suddivisione per servizi, è stato montato in 7 giorni, mentre il terzo «E01 Exhibition» formato da 28 telai è stato montato in 6 giorni. I tre distinti corpi di fabbrica compongono, in pianta, un triangolo aperto di 3.300 mq e rimandano alle case agricole e alle antiche cascine. Grazie alle proprietà del legno, materiale flessibile e versatile per qualsiasi tipo di costruzione, gli edifici modulari si dimostrano assolutamente eco-compatibili: a conclusione della manifestazione, infatti, saranno disassemblati, spostati e riutilizzati secondo le indicazioni sulla destinazione che Slow Food comunicherà.

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Arredo Bagno a Roma

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L’arredo bagno in questi ultimi anni è divenuto protagonista, nelle nostre case, al pari degli altri ambienti. L’interior design dedica attenzione e cura alla progettazione dell’arredo bagno, sperimentando accostamenti di forme e materiali inediti. Non più un luogo di servizio e basta, ma una vera e propria stanza dove iniziare la giornata col piede giusto, facendo il pieno di energia, oppure dove concluderla nel più totale relax, magari con un bagno caldo che ci levi di dosso tossine, stress, nervosismi.

Quale che sia l’uso che facciamo del nostro bagno, abbiamo il dovere, e il piacere, di renderlo accogliente e piacevole come ogni altra stanza della nostra casa. Dedichiamoci con cura all’arredo bagno, in modo da creare una stanza del benessere su misura per noi. La scelta che ci si pone di fronte è abbastanza ampia … per la ristrutturazione del tuo bagno a Roma, contattaci ora Email gruppocmsrl@gmail.com

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Casa e manutenzione: il calendario dei lavori

manutenzione casa

La casa fa il check-up per valutare il suo stato di salute. Dal tetto ai balconi, una guida per programmare per tempo i lavori dell’edificio.

Casa e manutenzione: il calendario dei lavori
La casa o meglio il suo stato di conservazione va controllata con una  certa costanza. Questa è la strada giusta per mantenere l’edificio in efficienza. Al punto che è buona norma attenersi a un calendario degli interventi che permetta di provvedere tempestivamente non appena si riscontra qualche danno, con conseguente risparmio. Ecco una guida per non farsi sfuggire nulla e programmare per tempo gli eventuali lavori. 
casa abbandonataTetto

Discontinuità del manto – Ossidazione – Infiltrazioni
Per questo elemento così importante ai fini della durata di tutto l’edificio, conta molto il tipo di manto. Poiché ogni materiale risponde alle sollecitazioni in modo differente, il degrado può avere manifestazioni diverse. A eccezione della presenza di infiltrazioni e umidità negli ambienti sottostanti che indica sempre punti di discontinuità in superficie.

Con tegole Le problematiche riguardano il disallineamento degli elementi di falda e dei terminali di colmo e la fessurazione – o addirittura la rottura – di questi. Ma anche l’alterazione delle lattonerie e delle piombature nei raccordi con le canne fumarie.

 In metallo Anche ai non esperti non possono sfuggire i fenomeni di ossidazione delle lastre e quelli di corrosione dei relativi sistemi di fissaggio, che vanno monitorati. L’integrità di questi elementi, infatti, garantisce continuità e stabilità alla copertura.

In guaina Rigonfiamenti, distacco dei lembi, lesioni visibili come il deterioramento superficiale non sono da trascurare, ma vanno tenuti sotto controllo per seguirne l’evoluzione. Un intervento è richiesto invece se si riscontrano punti di ristagno dell’acqua o sollevamenti in corrispondenza di raccordi, sormonti e risvolti tra le fasce di posa.

Che cosa fare
Per tutte le tipologie di copertura devono essere eseguiti dei controlli visivi periodici, con cadenza non superiore a un anno in modo da evitare l’insorgere dei gravi fenomeni di infiltrazione.

  • Va anche detto che questo può non essere sufficiente; spesso le infiltrazioni percorrono strade difficilmente individuabili a una valutazione a colpo d’occhio e se ne scopre la presenza solo dopo averne visti gli effetti.
  • Ogni 5 anni allora può essere utile la consulenza di un tecnico, o di imprese specializzate, per un’analisi approfondita del tetto.
  • Una costante pulizia dei punti di raccolta delle acque meteoriche (con particolare attenzione ai canali di gronda e all’imbocco dei pluviali) conviene programmarla prima dell’autunno e dopo una pioggia particolarmente abbondante. È facile, infatti, che a causa del vento si formino depositi di fogliame e detriti.
  • Controlli vanno previsti anche intorno al perimetro della canna fumaria, per verificarne la tenuta, e ai telai dei lucernari, per controllare lo stato delle guarnizioni.
check-ip-facciate2Facciate

Fessurazioni – Distacchi materiale
Le valutazioni vanno distinte in base alla tipologia del materiale di finitura. Tra quelli più comuni:

  • con intonaco e/o cappotto termico rasato può presentare problematiche legate alla comparsa di macchie superficiali dovute soprattutto a umidità e carbonatazione (fenomeno chimico che interessa il calcestruzzo, ma che influisce negativamente sui ferri di armatura che si ossidano) e a fessurazioni e distacchi di materia;
  • ventilate o rivestite richiedono una verifica concentrata soprattutto sulle lastre o sulle piastrelle – per controllarne l’allineamento – e sugli elementi di tenuta (che possono allentarsi e deteriorarsi a seguito dell’inquinamento atmosferico).

Che cosa fare
Per tutti i tipi di rivestimento esterno è consigliabile un controllo annuale delle superfici, da effettuarsi visivamente e, laddove si individui qualche segnale di degrado, è necessario provvedere invece a verifiche tattili, o con l’ausilio di strumentazioni specifiche, di stabilità del rivestimento.

  • Infatti lo strato che protegge le pareti si deteriora con il trascorrere del tempo, ma anche a seguito di eventi atmosferici eccezionali e dell’esposizione allo smog.
  • Da monitorare in modo particolare, perché più soggette al degrado, sono le pareti orientate a Nord e quelle verso le fonti di vibrazione, di bagnature e di forte carbonatazione (quali la strade di grande traffico).
  • Controlli frequenti sono da programmare anche per finiture dai colori scuri, in quanto, a causa dell’assorbimento di calore dovuto all’irraggiamento solare, possono provocare shock termico al materiale su cui sono applicati.
check-ip-facciataBalconi

Danni all’armatura – Cedimenti – Fessurazioni
I problemi più diffusi riguardano la presenza di estese macchie di umido e di efflorescenze(depositi cristallini in superficie): due fenomeni che sono indicatori di un’inefficiente prestazione dello strato impermeabile. Mentre la comparsa di lesioni e di fessurazioni sui parapetti in cemento e sulla soletta del balcone è spesso dovuta al ritiro del cemento e alla dilatazione degli altri componenti della struttura. In entrambi i casi si tratta di segnali di uno avanzato stato di degrado che richiede l’immediata risoluzione del problema. Nei casi in cui il balcone sia sorretto da mensole (per esempio in alcuni edifici d’epoca), anche queste sono da controllare con frequenza: possono staccarsi dalla facciata e crollare; di tanto in tanto occorre provvedere in più a una perizia statica sul loro stato.

Trattandosi di elementi a vista e accessibili quotidianamente, il controllo dovrebbe essere continuativo; in realtà possono comunque sfuggire quelli che sono i primi segnali di seri problemi strutturali.

  • Per esempio, come succede all’intonaco esterno, anche i balconi in muratura possono essere aggrediti dall’effetto dell’idrossido di calcio (contenuto nel cemento) che, a contatto con l’anidride carbonica dell’atmosfera, si trasforma in carbonato di calcio e innesca il problema della carbonatazione. Tale fenomeno scatena poi una serie di problemi che vanno a colpire l’armatura della struttura e a rendere questa instabile.
  • Per la corretta individuazione del problema serve un tecnico che, talvolta con l’affiancamento di un’impresa, effettui delle analisi invasive ma che sono assolutamente necessarie.
check-up-muratura-esternaMuratura esterna

Fessurazioni – Umidità – Cedimenti
I muri perimetrali possono presentare fenomeni di fessurazione, più o meno estesi. Le cause possono essere differenti; per individuarne correttamente l’origine, conta la loro posizione sulla superficie muraria e anche la loro evoluzione nel tempo. Se sono lievi e seguono il profilo di travi e pilastri, per esempio, possono essere provocate dal normale movimento meccanico dell’edificio, generato da dilatazioni termiche, vibrazioni, spinta del vento. Se invece la fessurazione è palese e profonda o si manifesta in zone inusuali, bisogna intervenire diversamente, con il parere preventivo di un tecnico strutturista (geometra, architetto o ingegnere abilitato). Macchie scure, bagnate e parallele al terreno (alte anche oltre il metro) sono invece tracce di umidità di risalita. Umidità da condensa e infiltrazioni si manifestano con macchie sul profilo superiore delle pareti (che spesso interessano anche gli ambienti interni).

Che cosa fare
Nei casi di fessure compatibili con i fisiologici movimenti strutturali, se ne deve comunque valutare l’entità: se minime e senza distacco materico, occorre mantenerne monitorata la trasformazione nel tempo, per prevenire danni più seri; solitamente si può rimediare colmando il vuoto con prodotti specifici (stucco o sigillante al silicone secondo la profondità) e coprendo con una nuova tinteggiatura.

  • Invece per lesioni serie (profonde o insolite per il punto in cui si sono formate) si deve fare valutare da un professionista se è sufficiente il ripristino dell’intonaco, con l’inserimento di reti antiritiro, oppure se si rende indispensabile il consolidamento statico.
  • In presenza di macchie di umidità ci si deve rivolgere a imprese specializzate nel risanamento.
check-up-pareti-internePareti interne

Umidità – Fessurazioni – Rigonfiamenti e distacchi delle finiture
All’interno degli alloggi si possono presentare diversi segnali di degrado, imputabili alla mancanza di regolare manutenzione oppure a vizi costruttivi (più frequenti di quanto si pensi). La comparsa di macchie e umidità sulle pareti può segnalare una perdita delle tubazioni del sistema distributivo idraulico e/o di riscaldamento, ma anche l’assenza di un idoneo isolamento termico dei muri (i cosiddetti “ponti termici”, ovvero quei punti di discontinuità dei materiali che necessitano di particolare attenzione nell’applicazione della coibentazione). Talvolta, invece, le macchie di umido o muffa, in corrispondenza degli angoli, sono tracce lasciate dalla condensa che, nella maggior parte dei casi, è provocata dalla differenza di temperatura tra l’aria interna che è calda e il muro che è freddo. Mentre le fessurazioni possono essere generate dalla separazione dell’intonaco dal supporto murariosottostante, andando a generare l’effetto detto “cartella” (cioè il non perfetto aggrappaggio della superficie al sottofondo). Crepe profonde possono essere il segnale di un problema statico.

Che cosa fare
Si è visto che i fenomeni possibili sono di natura differente, come anche le cause che vi sono a monte. E alcune di queste sono imputabili ai materiali utilizzati e alla tipologia costruttiva impiegata.

  • Per approfondire le verifiche legate a ogni danno è meglio interpellare un tecnicoqualificato: può servire il parere di figure professionali diverse e, in alcuni casi, per una corretta individuazione delle problematiche legate a condizioni “termiche” può essere necessario l’impiego di attrezzature termosensibili, quali video o fotocamere specifiche, capaci di individuare sia all’interno sia all’esterno dell’edificio le zone critiche.
check-up-locali-interratiLocali interrati

Umidità – Muffe – Scrostamenti
La comparsa di avvallamenti sulla pavimentazione (dovuti per esempio a movimenti della struttura) possono generareristagni d’acqua che, a loro volta, possono poi avviare un fenomeno di lenta erosione dei rivestimenti, oltre a favorire l’aumento dell’umidità che rende insalubri i locali e danneggia le murature. E anche le abitazioni poste al piano superiore, con il tempo, possono risentire del problema. Umidità e muffe, se comparse alla base dei muri perimetrali e/o controterra, possono essere originati da fenomeni di risalita d’acqua dalle fondazioni o dal contatto diretto delle pareti con il terreno adiacente. Al contrario, se il fenomeno si presenta in punti alti dei muri, probabilmente si è in presenza di una lacerazione o di una falla nell’impermeabilizzazione retrostante.

Che cosa fare
Tutti questi fenomeni sono altamente deterioranti: ai primi segnali si consiglia di fare effettuare delle verifiche approfondite, interpellando un tecnico o un’impresa specializzata nel campo delle impermeabilizzazioni superficiali e profonde. Le soluzioni dipendono poi dall’entità del danno e dalla causa che l’ha generato.

  • In caso di situazione grave, dove il problema è il contatto diretto con il terreno, si può anche valutare la realizzazione di un vespaio aerato; tecnicamente si tratta di ricavare un vuoto sanitario sotto il primo solaio dell’edificio, in modo da staccarlo dal suolo e favorire l’aerazione per smaltire l’umidità in eccesso.
ChaumièreInfissi

Scrostamenti – Deformazione – Scarsa tenuta termica
Lo stato di conservazione e la durata dipendono dal tipo di materiale e dall’età del serramento: in pvc non richiedono una particolare manutenzione e sono resistenti alla continua esposizione a intemperie e raggi Uv; in alluminio hanno finiture durabili e presentano le stesse caratteristiche di resistenza agli agenti atmosferici; a struttura lignea, soprattutto se datati, sono i più soggetti a subire alterazioni con il passare del tempo. Problematiche relative al meccanismo di chiusura e alla ferramenta, oltre che al fissaggio del serramento alla muratura, si possono presentare nel corso degli anni su tutti i tipi.

Che cosa fare
Per i serramenti in legno è buona norma fare un controllo due volte l’anno: prima dell’estate e prima dell’inverno. Verificando con frequenza lo stato di conservazione, si riesce a prevenirne il degrado ed eventualmente a intervenire per tempo sul film di vernice che protegge il materiale.

  • Indipendentemente dal materiale, in tutti i tipi di infissi deve essere posta attenzione alla verifica di stabilità e integrità delle guarnizioni di contatto: se tagliate, snervate, secche o disgregate, tendono a far perdere al serramento la sua capacità di tenuta.
  • In merito all’esecuzione di possibili riparazioni, fatte salve la sostituzione di vetri rotti e la registrazione dei meccanismi di chiusura, per tutte le altre problematiche l’onere d’intervento non è commisurato al risultato ottenibile; la soluzione è senza dubbio la sostituzione integrale con un prodotto più performante ai fini del comfort climatico e del risparmio energetico, tenendo conto anche degli incentivi statali.
check-up-spazi-comuniSpazi comuni

Pareti mancanti – Avvallamenti
Cortili, ma anche lastrici solari, scale e spazi verdi: da controllare sono l’integrità e la stabilità degli elementi che vi sono presenti. In modo particolare sono le pavimentazioni e il manto d’asfalto che possono subire le variazioni termiche, gli effetti dello smog e della frequenza di utilizzo, e di conseguenza danneggiarsi. Si possono verificare infatti sollevamenti e avvallamenti, fino ad arrivare a intere parti mancanti. Ostruzioni possono avvenire in corrispondenza delle vie di scarico delle acque, dovute all’accumulo di foglie e detriti.

Che cosa fare
In merito alla fruizione degli spazi comuni, delle pertinenze o dove sussista un diritto d’uso, si dovrà prevedere una vigilanza costante, con verifiche a cadenza annuale, soprattutto in merito alla stabilità e alla coerenza dei materiali impiegati e alla funzionalità degli scarichi.

  • Gli obblighi di controllo sugli impianti condominiali rientrano nei compiti dell’amministrazione dello stabile. Verifiche e segnalazioni (anche a scopo preventivo) sono intese “a cura” del singolo condomino in quanto presenza fissa nello stabile.
Lavori di manutenzione in condominio: il calendario
Oggetto Intervento
Balconi / Terrazzi Straordinaria: 10-15 anni
Cortile Rifacimento: 10-20 anni
Gronde e pluviali Ordinaria: 1 anno / Straordinaria: 10-15 anni
Impianto fognario Ordinaria: 6 mesi / Straordinaria: 10 anni / Ristrutturare: 15-30 anni
Impianto luce Ordinaria: 1 anno / Straordinaria: 10-15 anni / Ristrutturare: 20-30 anni
Impianto gas Ordinaria: 1 anno / Straordinaria: 10-15 anni
Impianto riscaldamento Ordinaria: 1 anno / Straordinaria: 10-15 anni / Ristrutturare: 20-50 anni
Intonaco esterno Straordinaria: 10-25 anni
Piastrelle facciata Straordinaria: 15 anni
Intonaco interno Pittura: 2-5 anni / Rifacimento: 10-15 anni
Scarichi e pozzi neri Spurgo: 1 anno
Ascensore Ordinaria: 6 mesi / Straordinaria: 10-15 anni / Sostituzione: 20-30 anni
Persiane Ordinaria: 1 anno / Ristrutturare: 20-50 anni
Portoni Ordinaria: 5 anni / Ristrutturare: 15 anni
Scale e pianerottoli Straordinaria: 10-15 anni
Solai e cantine Straordinaria: 10-20 anni
Tetto Ordinaria: 1 anno / Straordinaria: 10 anni / Ristrutturare: 15-40 anni
Ordinaria o straordinaria? Lo stabilisce il comune

In alcuni casi i lavori di manutenzione sono subordinati alla presentazione in Comune di una pratica edilizia. Le procedure burocratiche in questo senso sono regolate a livello nazionale dalle leggi n. 73 del 22/5/2010 e n. 106 del 12/7/2011. Ma sono gli enti locali che dispongono direttive proprie sul territorio di loro competenza. Per questo, prima di intraprendere qualsiasi attività di ristrutturazione, bisogna informarsi presso l’ufficio tecnico del Comune dove è situato l’immobile: spesso la classificazione dei lavori varia a seconda del luogo. In generale si può considerare che per manutenzione ordinaria vengono intese le opere di riparazione, di rinnovamento e di sostituzione delle finiture degli edifici; ma anche quelle necessarie per integrare o per mantenere in efficienza gli impianti esistenti. La manutenzione straordinaria, invece, comprende i lavori di modifica di parti, anche strutturali, dell’edificio. E in più, in tale classe, è inclusa anche la realizzazione di servizi igienico-sanitari e tecnologici.

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Il pavimento in marmo

pavimento in marmo

Tra i vari materiali che possono essere usati come rivestimento a pavimento il marmo, materiale naturale, rappresenta una soluzione particolarmente elegante.

Uso del marmo per i pavimenti

Tra i vari materiali che possono essere usati come rivestimento a pavimento il marmo rappresenta senz’altro una soluzione particolarmente elegante.

Intorno agli anni ’60 e ’70 si è assistito a un cambiamento radicale nell’utilizzo dei materiali per le pavimentazioni.
Le piastrelle in ceramica prodotte industrialmente, avevano di fatto soppiantato quasi totalmente il marmo.
Le ragioni di questa sostituzione sono principalmente da ricercare nella esigua varietà di marmi allora disponibili, che non poteva competere con l’assortimento di colori, forme e disegno della ceramica, oltre alla maggiore economicità e all’agevole posa in opera.

Pavimento in marmo: bagno in marmo MargrafIn anni più recenti, l’immissione sul mercato di marmi provenienti da ogni parte del mondo, ha in parte riaperto  il commercio di questo prodotto che ben si abbina a qualunque esigenza di arredamento (classico o moderno).

Il costo rimane superiore rispetto a quello di un comune pavimento in ceramica perché, oltre all’acquisto, si deve considerare un onere maggiore dovuto alla modalità di posa in opera e alla  levigatura finale della superficie.
Tuttavia, in quanto naturale il marmo ha indiscutibili pregi rispetto a qualunque altro prodotto industriale.

La qualità principale di questo materiale è quella di valorizzare qualunque ambiente con classe ed eleganza e di avere una superficie perfettamente piana e lucida.

Come scegliere il marmo per i pavimenti

Per la scelta del tipo di marmo da utilizzare all’interno del proprio alloggio, valgono alcune indicazioni di carattere generale.

Pavimento in marmo: bagno in marmo MargrafIl materiale viene fornito in lastre di vari spessori e misure e il prezzo varia sensibilmente al variare di queste.
Più piccolo è il formato, minore è il prezzo al metro quadrato.
Infatti, il formato più economico è quello a marmette.

Innanzitutto, le lastre che dovranno essere tagliate, devono provenire da un unico blocco di cava.
Ciò permette di avere un materiale dall’aspetto visivo (venature e colore) omogeneo.

Nella scelta di un pavimento in marmo uno dei problemi principali è costituito dall’omogeneità nella fornitura di materiale. Tra una lastra e l’altra ci possono essere sostanziali differenze sia nella tonalità del colore che nelle venature. È importante, pertanto, effettuare un controllo attento del prodotto fornito prima di metterlo in opera.

Per avere una maggiore certezza circa l’effetto finale del marmo già lavorato, nel caso in cui venga proposto un materiale ancora grezzo e non levigato, basta bagnare abbondantemente la superficie con acqua.

Posa in opera dei pavimenti in marmo

Come avviene anche per altri materiali, la posa in opera di un pavimento in marmo viene effettuata su uno strato cementizio appositamente predisposto, oppure il materiale può essere direttamente incollato sul supporto.

Per uniformare eventuali dislivelli, durante la posa in opera il marmo deve essere levigato con un procedimento simile a quello che si usa nella posa del parquet.

Nella messa in opera degli elementi bisognerà chiedere all’installatore di collocare, in corrispondenza degli angoli, pezzi già lucidati in laboratorio, poiché queste zone risultano difficilmente accessibili dalle macchine levigatrici.

Come trattamento finale si applica invece una ceratura manuale che consente di impermeabilizzare il marmo chiudendone i pori e quindi preservandolo dall’assorbimento di sporco e di sostanze liquide.

Manutenzione dei pavimenti in marmo

Pavimento in marmo: marmo MargrafIl marmo teme in maniera particolare le macchie che possono facilmente rovinare la superficie, soprattutto se parliamo di sostanze grasse o acide.
Inoltre, bisogna fare attenzione al ferro che, in presenza di umidità, forma la ruggine.
È per questo che, una volta posato, diventa fondamentale il trattamento impermeabilizzante.

Il marmo può anche essere trattato con una lucidatura a piombo, che permette di ottenere una finitura a specchio, la quale isola completamente il materiale.
In questo modo, la pulizia del materiale risulterà più semplice, anche se la superficie del pavimento potrà diventare più scivolosa.

La lucidatura del marmo va effettuata due o tre volte all’anno con una cera priva di grassi e incolore, come quella d’api o vegetale.
Per la pulizia quotidiana, invece, è sufficiente un panno umido.

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Come determinare la superficie di un appartamento

Come determinare la superficie di un appartamento

Per determinare la superficie commerciale di un appartamento in genere si considera la superficie utile, ossia quella calpestabile, sommata a:

-la totalità dello spessore delle partizioni interne

-la totalità dello spessore dei muri perimetrali non confinanti con altra proprietà

-la superficie occupata dai muri fino alla mezzeria nel caso questi siano confinanti con un vicino o con una proprietà comune, come il blocco scale o il vano ascensore.

Al risultato ottenuto si aggiunge la superficie relativa ai balconi e alle pertinenze, moltiplicate per i relativi fattori a seconda che queste siano dirette o indirette.
La superficie commerciale di un appartamento risulta quindi essere caratterizzata da una metratura che spesso trae in inganno perchè maggiore rispetto alla superficie che in definitiva è possibile sfruttare.

Ma come si riesce a ingrandire casa ricavando spazio in più senza necessariamente costruire unvolume annesso o chiudere balconi e terrazzi?

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Lavori pubblici, appalti, edilizia: novità dal Campidoglio

Roma, 24 giugno – Gestione centralizzata dei lavori pubblici, convenzioni edilizie (permessi di costruire) stipulate solo se le imprese realizzano infrastrutture e servizi per i quartieri: queste le novità con cui Roma Capitale fa trasparenza e chiarezza sul terreno degli appalti, delle forniture e dell’edilizia privata e pubblica. Due i provvedimenti freschi di approvazione. La Giunta ha deliberato l’istituzione della “centrale unica dei lavori pubblici”, su proposta dell’assessore alla Legalità Alfonso Sabella e sul modello della già operante Centrale Unica Acquisti. Si costituirà presso il Dipartimento Infrastrutture e Manutenzione Urbana , “dotato – spiega una nota del Campidoglio – del necessario know-how per la conclusione di accordi quadro di durata pluriennale”. La Centrale Unica punta a “coniugare le esigenze di trasparenza, di efficienza e di razionalizzazione della spesa, senza intaccare i poteri dei Municipi e dei Dipartimenti in termini di scelta degli obiettivi da perseguire e delle risorse da impegnare”. E’ stata concepita avendo a modello, tra l’altro, l’esperienza di New York che ha centralizzato le procedure di gara con la consulenza del gruppo Bloomberg Associates (più volte incontrato nella fase di stesura della delibera). In prima battuta la nuova Centrale Unica gestirà la manutenzione ordinaria delle strade cittadine e degli edifici di proprietà comunale (case popolari escluse). Poi, visti anche i risultati della fase sperimentale, l’ambito operativo sarà esteso ad altri settori. Questi in particolare i compiti del Dipartimento Infrastrutture e Manutenzione, costituito in centrale unica lavori pubblici: censire i fabbisogni dei Municipi, predisporre gli atti preliminari alle gare, inoltrarli all’ufficio centrale del Campidoglio (Segretariato Generale, Direzione Appalti e Contratti) che segue le gare, verificare i requisiti di partecipazione, emanare i provvedimenti di aggiudicazione e stipulare accordi e contratti; last but not least, supervisionare – anche con controlli a campione – appalti e affidamenti in tutti gli uffici capitolini. E’ lo stesso metodo – sottolinea sempre il Campidoglio – impiegato per le gare sulla manutenzione del verde; che però, riguardando “l’acquisizione di un servizio”, fanno capo alla Centrale Unica degli Acquisti. In realtà, spiega il Campidoglio, si tratta di un’anticipazione della Centrale Unica di Committenza prevista nel regolamento dei contratti di Roma Capitale, la cui bozza sarà portata all’attenzione della Giunta Capitolina la prossima settimana”. L’iter previsto: passaggio in Giunta; pubblicazione qui sul nostro portale; dibattito partecipato (coinvolgimento di uffici, parti sociali, imprese, cittadini); analisi delle proposte emerse e integrazione delle medesime nel testo; invio all’Assemblea Capitolina per l’ok definitivo. Il regolamento dei contratti manca a Roma da oltre vent’anni. Intanto la Centrale Unica dei Lavori Pubblici parte immediatamente e la delibera viene applicata da subito, “fatte salve le procedure in corso, per le quali siano già stati pubblicati i relativi bandi”. L’altra novità arriva invece dall’Assemblea Capitolina ed è l’avvenuta approvazione, a larga maggioranza, del nuovo “schema di convenzione urbanistica”. Lo schema, spiega l’assessore Giovanni Caudo (Trasformazione Urbana), “con cui si scriveranno i contratti tra amministrazione pubblica e imprese per la realizzazione dei quartieri; i contratti, cioè, in cui si fissano i termini per il rilascio dei permessi di costruire della parte privata e quelli per la realizzazione delle opere pubbliche”. Lo stesso Caudo sintetizza così l’obiettivo: “Case insieme ai servizi”. Ovvero: “Da oggi si dovranno realizzare parti intere e finite di città con tutti i servizi e le attrezzature necessarie. Nessuna casa potrà più essere abitata senza che ci siano le strade, le fogne, i parchi già ultimati”. Molte le disposizioni contenute nel provvedimento per blindare queste finalità. Caudo le enuncia una ad una: mantenimento all’amministrazione “del 20% di cubatura fino a quando non verranno ultimate tutte le urbanizzazioni, anche se si adotta la procedura per fasi”; garanzie potenziate per la parte pubblica e scelta obbligata del presidente della commissione collaudo opere pubbliche “in un elenco predisposto dall’amministrazione”; ribassi d’asta (ottenuti negli appalti per opere pubbliche) “versati obbligatoriamente all’amministrazione e non trattenuti dai privati”; più garanzie finanziarie a vantaggio dell’amministrazione e, nel contempo, sblocco agevolato delle stesse garanzie a opera conclusa (come richiesto dalle associazioni di categoria). E ancora, per dare una mano alla soluzione dei problemi abitativi: possibilità di realizzare edilizia convenzionata “scomputando parte degli oneri senza accedere ad alcun premio di cubatura, ma restando dentro alle cubature già previste”; il che tenderà a “orientare una parte delle previsioni edificatorie verso chi ha bisogno di una casa a un costo calmierato, non più solo verso il mercato libero”. Lo schema di convenzione urbanistica, strumento strategico per orientare lo sviluppo della città, arriva grazie a “un lavoro di squadra durato molti mesi”. Con esso, sottolinea quindi Caudo, “è stata completata in meno di due anni la revisione di tutti i regolamenti: gli schemi di convenzione dell’ex legge 167, il regolamento per il calcolo del contributo straordinario, il regolamento per l’istituzione della commissione qualità edilizia e quella del paesaggio”. Ora, conclude l’Assessore, “il Comune di Roma ha le carte in regola e può esercitare, nel rapporto pubblico – privato, il ruolo di regia di cui l’amministrazione intende riappropriarsi”. 24 GIU 2015 – PV

 

fonte

http://www.adnkronos.com/fatti/pa-informa/economia/2015/06/24/lavori-pubblici-appalti-edilizia-novita-dal-campidoglio_qrVKsDrIndwfO0tTGjsXIK.html

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